Miceli, Vincenzo

Vincenzo Miceli [San Fili (Cosenza), 22 gennaio 1858 – Milano, 7 febbraio 1932]

Nato dal “galantuomo” Luigi e dalla “gentildonna” Errichetta Cavaniolo, in una famiglia baronale, i Miceli di Serradileo, di cui era stato parte quel Luigi Miceli che fu patriota al seguito di Giuseppe Garibaldi nella spedizione dei Mille, quindi deputato per oltre un trentennio e Ministro dell’Agricoltura, Industria e Commercio del Regno d’Italia dal 1879 al 1881,  fu registrato allo Stato Civile con i nomi di Vincenzo, Nicola, Gervasio (?) Maria. Dopo quelli fatti localmente, effettuò i suoi studi a Firenze, presso l’Istituto di Scienze sociali Cesare Alfieri, addottorandosi nel 1882, dopo aver avuto modo di studiare in alcuni dei principali centri d’Europa quali Parigi, Londra, Zurigo e Monaco.
Nella città toscana debuttò nella carriera accademica insegnando il Diritto costituzionale in supplenza del professor Francesco Genala (allora ministro dei Lavori Pubblici). Nel 1898, presso l’Università di Perugia, tenne per incarico il Corso di Diritto costituzionale nonché quelli di Filosofia del diritto e, per breve periodo, pure di Statistica. In effetti, la sua intera, e vasta, produzione scientifica si muoverà nei decenni a venire senza soluzione di continuità – come pendolo instancabile – oscillando tra interessi da un lato di natura genuinamente pubblicistica e dall’altra di tenore giusfilosofico. 
Ordinario di Costituzionale nel 1893. Nel 1901 ottenne un premio dalla Regia Accademia di Napoli per una memoria sulla indipendenza della magistratura. Corrente il 1902 vinse al contempo per concorso la cattedra di Filosofia del diritto a Siena e di Costituzionale a Modena; da Siena si trasferì immediatamente, per chiamata, all’Università di Palermo ove rimase sino al 1917 quando passò a Pisa per professare la Filosofia del diritto, succedendo a Carlo Francesco Gabba. I periodi di studio più fecondi, e più lunghi, furono quelli siciliano e pisano. Nel periodo palermitano, sono da ricordare gli studi dedicati alle Fonti del diritto dal puntodi vista psichicosociale, al Diritto quale fenomeno di credenza collettiva, al Sentimento del dovere nella conversione dell’Innominato, agli Elementi vivi del diritto.
Il periodo pisano risultò essere l’ultimo giacché per ragioni di salute abbandonò l’insegnamento nel marzo 1929 e venne collocato in via definitiva a riposo nel settembre dell’anno successivo, due anni prima del trapasso.   
La parabola scientifica e culturale di Miceli fu assai distante dall’essere convenzionale o, peggio, banale. Il suo fu chiaramente l’itinerario meditato di una figura complessa e di uno spirito critico in perenne e frizzante operosità talché la sua fu una figura che ebbe una posizione particolare e ben riconoscibile nel panorama accademico italiano. Mente speculativa, fu uno dei maggiori interpreti dell’indirizzo così detto psicologico applicato allo studio del diritto: un metodo – reso possibile da non comuni sensibilità culturali e sociologiche − particolarmente sensibile alle sollecitazioni della realtà ed ai suoi riflessi sociali, economici e politici che gli permettevano, ad esempio, di riconoscere ed individuare chiaramente nello Stato un “organismo sociale” e nel Diritto costituzionale “il meno giuridico dei diritti” per effetto dei continui influssi derivanti da “elementi estranei” ovvero, ancora una volta, politici e sociali. Di tale approccio sono testimonianza numerosi e originali studi tra i quali: Il diritto costituzionale e la biologia, 1892; La forza obbligatoria della consuetudine considerata nelle sue basi sociologiche e giuridiche, 1899; Studi di psicologia del diritto, 1902; Diritto quale fenomeno di credenza collettiva, 1905; Fonti del diritto dal punto di vista psichicosociale, 1905. Sulla Rivista Italiana di Sociologia, nel 1907 pubblicò un articolo innovatore su Femminismo e condizioni. Appartengono invece all’impegno riservato al campo della Filosofia del diritto, che gli valse generale apprezzamento, titoli quali le Lezioni di Filosofia del diritto (in quattro tomi e ricalcanti i Corsi palermitani compresi tra il 1909 ed il 1912), 1908-1911; La personalità nella filosofia del diritto, 1922; Il concetto della proprietà dal punto di vista filosofico e giuridico, 1927. Né meno robusto risultò il filone di studi orientati in senso e prospettiva pubblicistica in cui spiccano i due volumi del Saggio di una nuova teoria della sovranità, 1884-1887; Carattere giuridico del Governo costituzionale con speciale riguardo al diritto positivo italiano (vol. I La Corona e vol. II Il Gabinetto), 1894; Principii fondamentali di diritto costituzionale generale, 1898.
Merita dar ancora menzione, nella copiosa produzione scientifica qui solo in parte richiamata, di due aspetti degni di rilievo. A Miceli si deve infatti la circostanza per cui è stato il primo in Italia ad aver illustrato ed enunciato – sulla scorta della dottrina tedesca – la distinzione tra «trattati-contratti» e «trattati-accordi» − con l’opera Filosofia del diritto internazionale (1884) − che poi si sarebbe imposta nel dibattito scientifico tra i cultori del Diritto internazionale. Inoltre, egli riservò un’attenzione peculiare ai problemi della rappresentanza politica e al Diritto parlamentare (su cui tenne un Corso dal 1896-1897) basandosi sulla lucida considerazione che lo studio delle istituzioni parlamentari, e del relativo diritto, avrebbe potuto anche contribuire ad evitare una decadenza che già in effetti si percepiva come grave se non ineluttabile. Ciò, peraltro, non gli impedì di aderire al fascismo nel quale vide «la vera ricostruzione della patria e nel Duce colui che l’avrebbe portata ai più alti destini».
Il fratello Alfonso (1855-1940) fu valente magistrato e presidente della Corte di Appello di Napoli. Morì a Milano all’età di 84 anni. Un premio a lui intitolato è stato promosso dall’Istituto comprensivo di San Fili per ricordarlo. (Saverio Gentile) © ICSAIC 2021 – 4

Opere essenziali

  • Saggio di una nuova teoria della sovranità, 2 voll., Loescher, Firenze 1884-1887;
  • Filosofia del diritto internazionale, 1889;
  • Lo studio del diritto costituzionale e la moderna sociologia, Santucci, Perugia 1890;
  • Diritto Costituzionale e la biologia: discorso per l’inaugurazione dell’anno accademico 1891-92, Santucci, Perugia 1892;
  • La corona, 1894; 
  • Fonti del diritto dal punto di vista psichicosociale, 1905
  • quale fenomeno di credenza collettiva, 1905, 
  • La norma giuridica, 1906;
  • Sentimento del dovere nella conversione dell’Innominato, 1908
  • Elementi vivi del diritto, 1910
  • Les éléments vivants du droit, Nicola Zanichelli, Bologna 1910
  • Lezioni di filosofia del diritto, voll. 4, Palermo 1909-11
  • Il concetto sociologico del progresso, Tipografia Edit. Degli Olmi, Roma 1911;
  • Principî di diritto costituzionale, 2ª ed. Milano 1913
  • La personalità nella filosofia del diritto, 1923;
  • La completezza dell’ordinamento giuridico, Roma, Soc. an. Poligrafica Italiana, 1925;
  • Il concetto della proprietà dal punto di vista filosofico giuridico, 1927
  • Principî di filosofia del diritto, 1928; 
  • Il concetto della proprietà nella filosofia del diritto, Aquila 1928.

Nota bibliografica

  • Widar Cesarini Sforza, Vincenzo Miceli, «Archivio Giuridico “Filippo Serafini”», 1932, pp. 79-94.
  • Giuseppe Chiarelli, Vincenzo Miceli, «Archivio di Studi corporativi», 1932, pp. 115-130.
  • Umbero Zumbini, Vincenzo Miceli, in «Cronaca di Calabria», 28 febbraio 1932.
  • Annuario della regia Università di Pisa per l’anno accademico 1931-1932, Pisa 1932, pp. 402-403;
  • Patrizia Tramontin, Origine degli studi sociologici in Italia: aspetti storici, culturali e sociali, Tesi di dottorato in Sociologia e Sistemi Politici, ciclo XX, Università degli Studi di Parma aa. 2005-2007, pp. 236-238 e passimi;
  • Gian Paolo Trifone, Rappresentanza “armonica” e crisi del “mandato politico” in Vincenzo Miceli, in Giornale di storia costituzionale, II, 16, 2008, pp. 129-153;
  • Gian Paolo Trifone, Il diritto al cospetto della politica. Miceli, Rossi, Siotto Pintòr e la crisi della rappresentanza liberale, Esi, Napoli 2010.
  • Tommaso Edoardo Frosini, ad vocem, in Italo Birocchi, Ennio Cortese, Antonello Mattone, Marco Nicola Miletti (a cura di), Dizionario biografico dei giuristi italiani (XII-XX secolo), II, il Mulino, Bologna 2013, pp. 1342-1343.

Nota archivistica

  • Comune di San Fili (Cosenza), Registro atti di nascita, atto n. 10 del 23 gennaio 1858.

Nota

  • Si ringrazia la responsabile dell’Ufficio Stato Civile del comune di San Fili, Simona Cesario, per la cortese collaborazione.
RSS
Twitter
Visit Us
Follow Me
YouTube
Instagram