Montagna, Francesco

Francesco Montagna [Siderno Marina (Reggio Calabria), 24 gennaio 1879 – gg settembre 1919]

Figlio del commerciante Salvatore, oriundo della costa amalfitana, e di Filomena Maura, nacque a Siderno Marina nella casa paterna posta sul corso Vittorio Emanuele (odierno corso della Repubblica). Ciccio per gli amici, in origine anarchico, poi socialista rivoluzionario, autodidatta, giornalista, grande oratore, la cui arte oratoria metteva in mostra nei numerosi comizi politici tenuti per la causa e l’idea socialista, era anche una buona penna, come denotano i suoi articoli nei giornali in cui scriveva e alcune sue lettere pubbliche e private. Vicino alla corrente socialista di Tiberio Evoli, con il quale il 20 luglio 1901 fondò a Melito Porto Salvo la Lega Operaia di Miglioramento, presieduta dallo stesso Evoli, della quale fu segretario.
Nel 1903, partecipò al III Congresso Regionale Socialista che si tenne a Roccella Jonica. Presente al III Congresso Operaio Calabrese, tenutosi a Nicastro e al IV Congresso Operaio Calabrese che si tenne a Siderno nei giorni 18-20 settembre 1911; nel corso del dibattito relativo alla Banca del Lavoro chiese la parola per attaccare a fondo le mutue che secondo lui«non erano che l’espressione delle ambizioni della borghesia», attingendo questa sua convinzione da uno Statuto di Società Cattolica di cui dava lettura. Chiese che sul punto il Congresso manifestasse il suo pensiero politico.
Iniziò la sua attività di giornalista collaborando con alcuni periodici di area come «LaParola Socialista» e, nel 1904, al fine di divulgare le idee socialiste tentò di lanciare un giornale dal titolo «La Pietra Infernale»,  che rifletteva lo spiccato anticlericalismo del suo direttore e una forza critica nei confronti dell’operato della chiesa e di alcuni preti, soprattutto a Gioiosa Jonica. Si trattò di un numero unico pubblicato a Gioiosa Jonica il 17 settembre 1904, stampato presso la tipografia Fabiani, che aveva come sottotitolo Numero unico ma che all’occorrenza figlierà come le piattole. E in effetti il giornale ebbe molti “figli”, poiché lo stesso Montagna nel marzo del 1905 pubblicò a Siderno Marina, come «organo popolare»,il periodico «Il Grido del Popolo», di cui fu il direttore e in occasione del festa del primo Maggio un numero unico dal titolo «Sorgete».«Il Grido del Popolo», che uscì sino al 1908, si ricollegava ai giornali socialisti «La Falce», periodico di Palmi«La Lotta», periodico del Partito Socialista calabrese, e propagandava le idee del socialismo rivoluzionario e anticlericale, idee propagandate in quel periodo anche da un altro socialista di nome Benito Mussolini.«Il Grido del Popolo» si schierò contro il conservatorismo clericale e contro una parte della borghesia liberale latifondista.
Dopo l’esperienza fatta con il periodico «Il Grido del Popolo», nel 1910 intraprese una nuova avventura giornalistica con la pubblicazione del periodico «Il Fuoco».Questo nuovo giornale, che si occupava in prevalenza delle vicende politiche e amministrative dei paesi del circondario di Gerace, aveva come sottotitolo «Giornale di battaglia», e ciò faceva intuire ai lettori il contenuto ed il tono degli articoli che si pubblicavano nello stesso. Il primo numero de «Il Fuoco» uscì a Gerace-Gioiosa Jonica il 5 giugno 1910, stampato dalla tipografia Serafino di Gerace Marina.  Molto interessante si rivelò l’articolo di prima pagina a firma del Montagna, nel quale egli espose il suo punto di vista sui problemi calabresi e meridionali. Dall’articolo del Montagna dal titolo I grandi illusi, traspare infatti, il tentativo riuscito di porre ed affrontare seriamente il problema dell’abbandono del Meridione d’Italia, soprattutto dopo l’Unità italiana, problema che successivamente prenderà il nome di «questione meridionale».
Il Montagna puntava l’indice contro la politica dei governi, sia di destra, sia di sinistra, che si erano succeduti e avevano gestito la politica italiana dopo il 1861, senza intraprendere un programma politico e di sviluppo serio per il Meridione e per la Calabria, per cui a suo avviso era giunta l’ora di provvedere agli ormai impellenti e gravi problemi del Sud d’Italia.
Fu tra i fondatori del Circolo Popolare Giuseppe Nannidi Siderno, del quale fu segretario insieme al dottor Beniamino Macrì, circolo che si distinse nella lotta all’amministrazione liberale guidata da Pietro Campoliti e da Francesco Albanese.
Nel 1919, proprio mentre alcune compagini socialiste conquistavano le amministrazioni comunali di alcuni comuni della Calabria jonica– tra cui Siderno e Gioiosa – morì ancora giovane nel settembre 1919 dopo aver contratto la malattia del favismo. (Domenico Romeo) © ICSAIC

Nota bibliografica

  • Domenico Romeo, La stampa periodica in Calabria tra ’800 e ’900: i periodici del circondario di Gerace, Arti Grafiche Edizioni, Ardore 2008;
  • Domenico Romeo, Il Socialismo nella Calabria Jonica negli anni precedenti la prima guerra mondiale e la figura di Francesco Montagna,«Rivista calabrese di storia del ’900», 1-2, 2018.
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