Morabito, Domenico (“Mico”)

Domenico (“Mico”) Morabito [Palmi (Reggio Calabria),2 maggio del 1877 – Napoli il 2 luglio 1967]

Nato da Giuseppe e da Concetta Neri, compì i primi studi nella città natale dove il padre prestava servizio alle dipendenze del locale tribunale. «Mico», come è conosciuto, attratto dalla vena letteraria incominciò a scrivere articoli su quei pochi giornali che già, ai primi del secolo, incominciavano a essere pubblicati a Palmi. Sulla «Falce», sul «Metauro» e sul «Nuovo Corriere» comparvero i suoi pregevoli scritti che sin dall’inizio si distinsero per la vivacità dell’autore e per il suo ingegno.
Per motivi di lavoro del padre la famiglia fu costretta trasferirsi nella vicina Messina, che poco dopo fu rasa quasi completamente al suolo dal terrificante terremoto del 18 dicembre 1908, cosi come tantissimi paesi della costa calabrese., compresa Palmi. In questa disastrosa circostanza i sui genitori perirono sotto le macerie ed egli si trovò completamente solo senza alcun avere. Spinto però dalla febbre dello studio e dell’arte continuò ad «abbeverare l’animo alle sane fonti del classicismo e della storia dell’arte diventando ben presto un competente ed un erudito» (Mollo),
Ritornato a Palmi riprese la sua attività nel campo culturale e subito si rese promotore della erezione nella villa comunale di un busto a Nicola Antonio Manfroce nei confronti del quale, nel 1912, scrisse un interessante saggio dal titolo «Preparando il primo centenario di N. A. Manfroce».
Già qualche anno prima, affascinato dalla festa che ogni anno si svolge a Seminara il 14 Agosto, aveva pubblicato un singolare lavoro dedicato alla Madonna dei poveri che fu molto apprezzato per la minuziosità delle ricerche, cosi come lo furono in seguito quelli sulla pesca del pesce spada, sulla
caccia agli adorni e sul profeta Elia.
Nel 1914 fondò e diresse un quindicinale per lo sviluppo economico della Calabria e del circondario di Palmi , «L’eco di Calabria», che tanto interesse destò nell’opinione pubblica regionale, al punto da essere definito «organo per gli interessi economici del Mezzogiorno».
Trasferitosi in seguito a Napoli fondò «L’accademia partenopea» e ne fu segretario perpetuo.
In essa si raccolsero giovani forze intellettuali calabresi, uniti dalla passione per l’arte e dall’amore verso la cultura. Arte che, sin da quando a Palermo era un giovane studente, lo affascinò e lo accompagnò per il resto della sua vita, cosi come lo accompagnò l’interesse oltre che la passione per la sua Calabria: sentimenti, questi, che furono fortemente evidenziati nel saggio «Calabria pittoresca» e nelle varie conferenze e lezioni che tenne all’accademia partenopea sulla storia dell’arte.
Memorabili rimasero quelle su «La donna nell’arte», sul «Processo di Gesù Cristo», su «L’estetica e l’eterno femminino», ecc. Fu per questo che fondò la casa libraria “Ardenza” con la speranza di diffondere il valore dei soci dell’Accademia di scienze, lettere ed arti.
Pregevoli sono alcune biografie scritte tra il 1935 e il 1938 su Goffredo Fanti, Tiberio Smurra, Mario Leuzzi, Giuseppina Goglio e Nicola Gulli.
A Palmi, sua città natale, dedicò nel 1945 un opuscolo nel quale, oltre a descriverne gli aspetti caratteristici e le naturali bellezze, volle citare due personaggi legati ad essa: Raffaele Piria e Rocco De Zerbi. Il primo, nato da genitori residenti a Palmi, per precisare la nascita avvenuta durante lo spostamento in carrozza della madre verso Scilla, dove poi fu eseguita tutta la procedura civile per la registrazione del bambino in quella città. Il secondo, deputato per il collegio di Palmi, per elogiarne la figura di parlamentare e per evidenziarne le qualità intellettuali e culturali.
Per le sue virtù letterarie gli furono assegnati tanti titoli, tra cui: Cavaliere dell’ordine di Danilo del Montenegro; benemerito della società nazionale Dante Alighieri;
benemerito della lega naz.le delle cooperative di Milano; membro onorario dell’istituto scientifico italiano di Roma; membro d’onore dell’opera «Domus Nostra» di Venezia; membro onorario dell’American Heraldry; medaglia dell’unità d’Italia; medaglia commemorativa del terremoto calabro-siculo.
Fu segretario generale dell’accademia partenopea di Napoli e reggente generale dell’A.C.P. Lodi.
Tra i tanti titoli di benemerenza, annoverò anche quelli di socio onorario dell’accademia delle scienze e lettere di Genova, dell’accademia silana internazionale artistica, oltre a essere stato socio corrispondente delI’Accademia cosentina nonché benemerito dell’Accademia della gioventù intellettuale di Napoli.
Allo stato delle ricerche poco o niente si conosce della sua vita privata.
Mori a Napoli all’età di 90 anni. (Bruno Zappone) © ICSAIC 2021 – 08 

Scritti essenziali

  • L’eterno femminino: nella vita, nell’amore, nella storia e nell’arte, Tip. Igea, Napoli s.d.;
  • Il romito di sant’Elia, A. Delle Donne, Napoli 1906;
  • Attilio Validi: studio critico-biografico con alcuni giudizi della stampa, Casa Editrice Ardenza, Napoli 1930;
  • Rapsodie cinquecentesche: lezione di storia dell’arte tenuta al sindacato Fascista Poligrafici di Napoli il 13 aprile 1930 per commemorazione il 4 centenario di Raffaello Sanzio, Casa Editrice Ardenza, Napoli 1931;
  • Un industriale calabrese: Tiberio Smurra, Casa Editrice Ardenza, Napoli 1937;
  • Un medico poeta: Antonio Masselli (profilo critico-biografico), Casa editrice Ardenza, Napoli 1937;
  • Uno scrittore calabrese: Mario Leuzzi. Profilo critico-biografico, Casa Editrice Ardenza, Napoli 1937;
  • Uno scultore calabrese: Nicola Gulli. Profilo critico- biografico, Casa Editrice Ardenza, Napoli 1938;
  • Un’artista multiforme: Giuseppina Goglia. Profilo critico-biografico, Casa Editrice Ardenza, Napoli 1938;
  • Palmi, Casa editrice Ardenza, Napoli 1947;
  • Il costume tradizionale contadino nella provincia di Reggio Calabria, « Folklore della Calabria», I , 2-3 aprile 1956;
  • Canti d’amore a Palmi, «Folklore della Calabria», II, 3/4 luglio/dic. 1957.

Nota bibliografica

  • Silvio Mollo, Mico Morabitostudio critico-biografico, Casa editrice Ardenza, Napoli 1930.
  • Bruno Zappone, Uomini da ricordare. Vita e opere di palmesi illustri, AGE, Ardore Marina 2000, pp. 153-156.
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