Mori Arnaldo (Nandino)

Arnaldo Mori (Crotone, 13 marzo 1905 – Bologna, 21 dicembre 1981)

Arnaldo nell’atto di nascita, detto Nandino, nacque da Carlo Alberto, funzionario del Comune di Crotone, e Giovanna Murano. Primogenito di otto figli, nel 1916 fu avviato agli studi tecnici dimostrando una particolare propensione al disegno. A diciotto anni lasciò l’Italia per raggiungere l’Argentina dove si stabilì a Buenos Aires. Lavorò come impiegato presso il Banco Español del Rio de la Plata e iniziò, contemporaneamente, una collaborazione come illustratore per le i giornali il «Diario» e «La Razón». 
Intraprese una relazione molto travagliata con una ragazza argentina di nome Teresita, documentata in  una lettera accorata e consolatoria scritta dal padre il 18 ottobre 1928; anno in cui Nandino, probabilmente a seguito di questa delusione amorosa, decise di trasferirsi a Parigi sempre alle dipendenze della filiale francese del Banco Español del Rio de la Plata. Inoltre colse l’occasione per iscriversi all’Académie de la Grande Chaumière a Montparnasse. 
Stanco dell’impiego in banca, nel 1931, scelse di dedicarsi totalmente all’attività di pittore e nel 1935, aprì uno studio di pittura nel quartiere Épinettes (XVII arrondissement), dove iniziò la sua campagna espositiva consacrata nel 1938 con l’esposizione di ventisei tele alla prestigiosa Galerie Charpentier. Nel 1940, allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, Mori tornò nella sua terra natia e ottenne la cattedra di Disegno presso la locale Scuola Tecnica. La permanenza nella città pitagorica durò pochi anni, durante il conflitto mondiale: infatti, nel 1946 rientrò a Parigi. Questo fu un anno cruciale. Conobbe Linette, grande amore della sua vita, la loro relazione terminò alla fine degli agli anni Cinquanta; e incontrò la bella e giovanissima prima ballerina dell’Opéra di Parigi Hélène Tappou Palkina (Lola), che divenne sua modella e musa ispiratrice fino agli anni Sessanta. 
L’intensa attività pittorica del decennio, a metà secolo, è testimoniata soprattutto dalla produzione di ritratti in cui emerge l’evoluzione dello stile personale, riconoscibile, costituito da linee di contorno spesse, colori brillanti, sfondi atemporali privi di qualsivoglia connotazione spaziale. Ricordiamo alcune opere: nel 1949 eseguì un ritratto per la famiglia imperiale Nam Puang di Annam nel castello di Thorenc, a Cannes; nel 1951, su invito dell’ambasciata argentina a Parigi, eseguì il ritratto di Eva Duarte Perón; nel 1956 espose alla Librairie des Thermes di Aix–les-Bains il ritratto di Ima Sumac famosa cantante peruviana. In Francia a Vichy incontrò la sua compagna di vita, Solange Constancis nota come Tati, musa ispiratrice, anche lei una pittrice e un’esperta d’arte, che lo seguì fino alla sua morte. 
Tra il 1955 e il 1960 realizzò Sinfonia, l’opera che sintetizza la sua poetica, un incontro musicale tra quattro figure femminili con riferimenti palesi ai lineamenti di Lola, modella idealizzata in modo ossessivo in tutta la sua opera, occhi dal taglio orientale, pelle luminosa e perfetta. L’opera è una vibrazione luminosa e armonica di linee, colori e chiaro-scuri.
Dal 1952 al 1973 partecipò a numerose mostre tra le quali ricordiamo: 1954, Parigi, Galerie «André Weil»; 1956, nel salone dell’Amministrazione provinciale di Catanzaro espose diciotto ritratti tra cui ricordiamo: IncaicaBalbinaDecoltèNudo in Blu; 1958, Saint-Etienne, Galerie «Boiron»; 1959, Montecarlo, Galerie «Marigny»; 1961, Vichy, Galerie «Torré»; 1963, Clermont – Ferrand, Galerie «de la Crémaillère»; 1964, Montecatini, Galleria «Carlini»; nel 1966, tra le altre opere presentò Concerto nella Galleria «Mattia Preti» del Circolo Unione di Catanzaro ottenendo grande successo di critica e pubblico, 1973, Rovigo, Galleria d’Arte Moderna. 
Numerosi furono i riconoscimenti alla sua opera: nel 1961, a Parigi, ottenne il Premio Internazionale «Peintres Etrangers»; nello stesso anno, a Vichy, al «Salon des Prix Internationaux» ebbe il Premio del Pubblico. Partecipò al Premio Internazionale Crotone e al X Salone Internazionale d’Arte di Evian. Nel 1965 tornò definitivamente in Italia, nella sua Crotone, dove lavorò e produsse ancora molto e continuò la sua attività espositiva frequentando le Gallerie d’arte: Il Tripode, Il Cubo, Zeusi e il Circolo Artistico Culturale della città.  Sempre nello stesso anno gli fu conferita la Medaglia d’oro del Presidente della Repubblica. 
Nel 1981 fu ricoverato al Malpighi di Bologna ed operato dal suo amico dr. Corrado primario urologo nello stesso nosocomio. Morì nella città felsinea all’età di 76 anni.  
La produzione artistica di Nandino Mori si concentra soprattutto sulla ritrattistica nella quale riesce a cogliere l’interiorità delle effigiate. Le figure hanno una loro particolare musicalità, poesia. Non soltanto, per la composizione, per l’impasto di colori che sono fusi come tutto armonico, ma per quel che rappresentano e suscitano allo spettatore: una malinconia liricizzata, che trova appunto una ragione d’essere artistica in quel che Mori sa conferire loro.
Una via è stata intitolata a suo nome nella città natale. 
Nel 1987 il Comune di Crotone acquisì 30 opere – tra cui Sinfonia, (la tela, ancora posta sul  cavalletto originale del maestro, fu consegnata al Comune di Crotone nel dicembre del 2000) da destinare alla fondazione museale. Una retrospettiva – opere appartenenti alla collezione civica, documenti, taccuini e schizzi dell’archivio personale dell’artista messi a disposizione dal nipote Vincenzo Mori – è stata dedicata all’artista nel 2018 dalla sua città. (Maria Francesca Greco) © ICSAIC 2020

Nota bibliografica

  • Jan Erce, L’Echo-Liberté, Lyon, 1956;
  • Henry Planche, Le Progress, Aix Ies Bains, 1958;
  • Saverio Carino, Personale di Arnaldo Mori alla “Mattia Preti” di Catanzaro, «Gazzetta del Mezzogiorno», dicembre 1968;
  • Arnaldo Mori (1905-1981). Opere scelte, a cura di Enzo Mori, Seriart, Crotone 1998;
  • Enzo Le Pera, Gli Artisti della Calabria. Dizionario degli Artisti Calabresi dell’Ottocento e del Novecento, Pellegrini, Cosenza 2013, ad vocem;
  • Melissa Acquesta, Arnaldo Mori. La collezione del Comune di Crotone, Crotone 2018.

Nota archivistica

  • Archivio Comunale di Crotone, Registro atti di nascita, anno 1905;
  • Archivio Privato Arnaldo Mori, Lettere e documenti.
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