Musolino, Eugenio

Eugenio Musolino (Reggio Calabria 20 giugno 1893 – 2 settembre 1989)

Nato a Gallico, popoloso rione a nord di Reggio Calabria, la famiglia lo educò ai principi sociali del cattolicesimo. Interventista, interruppe gli studi alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Messina e partecipò da volontario alla Grande Guerra 1915-1918, con il grado di capitano di complemento. Rimase ferito in combattimento in modo non lieve, tanto da essere riconosciuto invalido e decorato con medaglia d’argento al valor militare. 
Tornò dalla guerra e iniziò la sua lotta politica contro gli agrari che sfruttavano i lavoratori. Nel 1920 completò gli studi interrotti, laureandosi in Legge. Iniziò l’attività forense e fu in seguito membro provinciale dell’Associazione Nazionale Combattenti, fino al 1921. Nel febbraio di quell’anno si iscrisse al PSI e fondò la sezione locale del partito. Nel giugno del 1924 passò al PCI, a seguito della fusione con la frazione terzinternazionalista, alla quale aderiva e nel febbraio del 1926 divenne dirigente del partito e fu nominato fiduciario, per la provincia di Reggio, del Soccorso Rosso, l’Ufficio giuridico di assistenza alle vittime politiche. Il 21 novembre dello stesso anno fu arrestato in quanto la sua attività politica contrastava e ostacolava i poteri dello Stato, in modo «da rendere nocumento agli interessi nazionali», e ritenutolo « elemento pericoloso alla sicurezza pubblica», fu condannato al confino per la durata di tre anni e inviato a Pietragalla, in provincia di Potenza; da qui venne tradotto Pantelleria, e ancora trasferito a Ustica. Il 4 maggio 1928 il Tribunale speciale lo condannò a 13 anni di reclusione e fu rinchiuso nel carcere di punizione di Portolongone in isolamento per due anni. Liberato per indulto nel 1934, fu rimpatriato e sottoposto a libertà vigilata, ma nel 1940, per essersi rifiutato di esporre la bandiera tricolore in occasione dell’entrata in guerra dell’Italia, fu nuovamente internato nel campo di concentramento di  Colfiorito, in provincia di Perugia, dove si ritrovò con Lelio Basso, Ugo Fedeli e altri antifascisti nel mirino del regime. Di Musolino il direttore del campo, Cesare Fassari, scrisse alla questura di Perugia: «ha condotto vita in comune con gli elementi comunisti di questo campo». E ciò bastava per inasprire la pena.
Per avere pubblicamente contestato e censurato il trattamento vigente a Colfiorito, fu rinchiuso nel carcere di Perugia e poi trasferito alle isole Tremiti, dove rimase per oltre un anno prima di essere trasferito ad Ariano Irpino e quindi a Monteforte Irpino e in seguito a Istonio, dove, in prigionia, visse gli ultimi mesi di da internato prima della liberazione avvenuta il l 17 agosto 1943.
Tornato a Gallico, riprese l’attività politica e fu segretario della federazione del PCI di Reggio Calabria, fino al 1946, anno in cui venne eletto deputato all’Assemblea costituente per il collegio di Catanzaro. Consigliere provinciale di Reggio Calabria, ininterrottamente dal 1946 al 1940. Nel contempo, fu anche consigliere comunale, commissario governativo dei Consorzi raggruppati bonifica di Reggio Calabria. Venne chiamato a far parte del Comitato centrale e della Commissione centrale di controllo del PCI. Dall’8 maggio 1948 (e fino al 24 giugno 1953) fu senatore di diritto, per avere scontato sette anni di carcere, in seguito a condanna del Tribunale speciale, e perché deputato alla Costituente.
Nel 1953 è stato rieletto alla Camera, per la circoscrizione calabrese, e assunse l’incarico di vice presidente della commissione giustizia dal 1° luglio 1953 al 30 giugno 1956, presentando 18 progetti di legge e intervenendo 50 volte in aula nell’arco della legislatura. Morì nel 1989 a Reggio Calabria. Dopo più di 20 anni, nel 2010, gli è stato conferito alla memoria il Premio Gallico per la sua attività politica. A ricordo del “padre costituente”, su iniziativa delle associazioni culturali Anassilaos e Nuovo Giangurgolo, nel 2012 è stata eretta una lapide presso la sua casa natale in piazza Calvario a Gallico. (Voce redatta sulla base di una breve nota biografica scritta da Ferdinando Cordova) © ICSAIC

Opere

  • Quarant’anni di lotte in Calabria, Teti Editore, Milano 1977;
  • Fazzoletto rosso – opera teatrale in quattro atti, Edizioni “I manoscritti”, Citta di Castello 1963 ;
  • Umanità e Rivoluzione, La Procellaria Editrice, Reggio Calabria 1973.

Nota bibliografica

  • I deputati e senatori del secondo parlamento repubblicano, Roma, ad nomen; EAR, Roma 1955;
  • Jole Lattari Giugni, I Parlamentari della Calabria dal 1861 al 1967, Casa Editrice L. Morara, Roma 1967, p. 356.
  • Ferdinando Cordova, Musolino Eugenio, in Franco Andreucci e Tommaso Detti,Il movimento operaio italiano – Dizionario biografico, vol. 3, Editori Riuniti, Roma 1976, pp. 633-634.
RSS
Facebook
Facebook
Twitter
Visit Us
YouTube
Instagram