Petrassi, Antonio

Antonio Petrassi [Gissi (Chieti), 30 luglio 1936 – Cosenza, 15 settembre 2016]

Al nome di Antonio Petrassi, chirurgo umanista, è legata la storia dei trapianti d’organo in Calabria di cui fu iniziatore e principale protagonista: «una meravigliosa esperienza professionale», come l’ha definita. Nasce a Gissi, in Abbruzzo, il 30 luglio 1936, da Carlo, originario di Zagarolo, e da Orietta Buoncompagni, romana. Ha un anno quando la famiglia si stabilisce a Pedace, alle porte di Cosenza. Il papà, un elettrotecnico che gestisce la centrale idroelettrica di Gissi, alle dipendenze della SME, la Società Meridionale di Elettricità, è trasferito con lo stesso incarico alla centrale idroelettrica del Cardone di Pedace.
Antonio frequenta le scuole elementari a Pedace, poi le Medie a Spezzano della Sila. Nella città dei Bruzi dove la famiglia si trasferisce dopo 17 anni in seguito alla prematura scomparsa della madre, nel 1954 consegue la Maturità al Liceo Classico «Bernardino Telesio». Successivamente si trasferisce a Napoli, dove il 14 dicembre 1960 si laurea in Medicina e Chirurgia con il massimo dei voti e la lode. Frequenta la Clinica Chirurgica dell’Università partenopea e nel 1966 si specializza in Chirurgia generale. Durante gli anni universitari conosce Olga Caprioli, laureata in lettere classiche e valida insegnante di italiano, che sposa nel settembre del 1963. Dal matrimonio nascono tre figli, Orietta, Carlo e Andrea.
Sul piano professionale, la Calabria lo “chiama” e Petrassi torna a Cosenza dove lavora prima da assistente e poi come aiuto chirurgo presso l’Ospedale dell’Annunziata. Continua a studiare e nel 1969 si specializza in Neurochirurgia all’Università di Torino. Nel 1971 diventa libero docente in Semeiotica Chirurgica presso l’Università di Napoli. Maturo per una crescita professionale, diventa primario di Chirurgia nel 1974 all’ospedale Jazzolino di Vibo Valentia dove lavora fino al 1979. Rientra come primario all’Annunziata di Cosenza e va in pensione nel 2003.
Storica figura della chirurgia cosentina, primo direttore dell’Unità Operativa di Chirurgia “Migliori”, in questi 23 anni si dedica alla chirurgia generale, ma anche alla chirurgia oncologica, vascolare e neurotraumatologica in cui consegue un’esperienza operatoria e titoli scientifici di grande prestigio, ampiamente riconosciutigli dalla comunità scientifica nazionale. Pur avendo avuto offerte di primariato in alcune città italiane come Mantova, Genova e Roma, è rimasto sempre in Calabria, fiero di essere calabrese, pedacese, vibonese e cosentino, dimostrando che con sacrificio e credendoci fino in fondo si possono realizzare importanti risultati professionali restando nella propria terra. La sua grande umanità con i pazienti, la stima e la riconoscenza che i calabresi nutrivano nei suoi confronti e la fama che lo accompagnava erano talmente diffusi che il suo nome è diventato un modo di dire gergale coniato prima a Vibo Valentia e poi ripreso a Cosenza: «Un ti salva mancu Petrassi».
La sua casistica operatoria è notevole. Comprende circa 20.000 interventi in gran parte considerati di alta chirurgia. Il suo nome, a ogni modo, è legato ai trapianti di rene che per primo effettua in Calabria nel marzo del 1989 a Reggio Calabria, lui che è primario a Cosenza. Un mese dopo effettua il primo trapianto di rene all’Annunziata di Cosenza, come riporta il quotidiano «Gazzetta del Sud» del 12 aprile 1989. Inizia quindi l’era dei trapianti nel suo ospedale che continua per anni a effettuare con successo, grazie all’impegno di tanti chirurghi, nefrologi, anestesisti e infermieri, creando una vera e propria scuola di chirurgia dei trapianti.
Petrassi è autore di oltre 150 pubblicazioni su riviste scientifiche e di quattro monografie, ma si occupa anche di storia della medicina: Traumi Cranio-EncefaliciIl Dipartimento di Chirurgia dell’Ospedale di CosenzaI trapianti d’organo in Calabria: una meravigliosa esperienza professionaleL’Ospedale dell’Annunziata di Cosenza e I grandi medici calabresi, sono le sue principali pubblicazioni.
Il suo curriculum ufficiale documenta la sua iperattività, anche al di fuori della sala operatoria. Ricopre infatti numerosi incarichi. È socio fondatore e primo presidente dell’Associazione Calabrese di Scienze Chirurgiche, socio Fondatore del Coordinamento Centro-Sud Trapianti (Ccst), Vicepresidente della Società Italiana di Chirurgia (Sic), Presidente nazionale dell’Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani (Acoi), membro dell’Internacional College of Surgeons e dell’Associazione Europea di Videochirurgia, Presidente onorario della Società “Dante Alighieri”. Per due anni è presidente del Lion Club Cosenza Host e successivamente diventa presidente di Circoscrizione e delegato di zona. Vanta anche una militanza politica nelle file del Partito socialista italiano ricoprendo la carica di consigliere comunale a Pedace. Fu candidato anche alla Camera dei deputati nelle elezioni politiche del 1979 collezionando 10.713 preferenze. Amava definirsi socialista deamicisiano.
È più volte chiamato all’estero come relatore in importanti convegni e congressi internazionali; inoltre fa parte di diverse delegazioni di chirurghi italiani chiamati per eseguire dimostrazioni operatorie in diversi paesi: Argentina, Russia, Siria, Giordania, Libano, Egitto, Tunisia, Marocco.
Per la sua attività, riceve diversi riconoscimenti, dal premio «Pericle d’Oro» per la Medicina nel 1989, al premio «Calabria-America» nel 1997, alla Targa Asit nel 2003, e ancora alla Targa di «Benemerenza» consegnatagli dall’Azienda Ospedaliera di Cosenza nel 2005. Nel 2019 riceve il premio Rocco Docimo alla memoria istituito dalla fondazione Lilli Funaro.
Fuori dalla sala operatoria, una volta in pensione coltiva la sua vecchia passione per la letteratura, la storia e l’archeologia. Fonda anche una compagnia teatrale amatoriale, chiamata «Attori per caso», nella quale, negli ultimi anni della sua vita, si diverte a recitare ruoli ma anche a scrivere testi drammaturgici su storie e leggende della Calabria. Pubblica e presenta, così, alcuni lavori teatrali che hanno ricevuto buona accoglienza: Il pomo della DiscordiaLa Leggenda di AlaricoCosenza SvevaAmore Tradito.
Si spegne a 80 anni all’ospedale dell’Annunziata che era stato la sua casa per tantissimi anni. Dopo la sua morte l’Azienda ospedaliera gli intesta il nuovo blocco operatorio, implementato con alte tecnologie integrate come lui avrebbe voluto. (Teresa Papalia) @ ICSAIC

Opere principali

  • Il Dipartimento di Chirurgia: cinque anni di attività, Pellegrini, Cosenza 1995;
  • Una meravigliosa esperienza professionale: i trapianti d’organo in Calabria, Editoriale Bios, Castrolibero 2004;
  • L’ ospedale dell’Annunziata e i grandi medici calabresi, Editoriale Bios, Castrolibero 2005
  • Iennu… vidiennu, Nuova Editoriale Bios, Castrolibero 2008;
  • Cosenza sveva, Laruffa, Reggio Calabria 2012;
  • Amore tradito, Laruffa, Reggio Calabria 2014;
  • Dominique, Pellegrini, Cosenza 2015.

Nota

  • Questa scheda biografica è stata redatta anche grazie al contributo del figlio Carlo.

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