Pontorieri, Concetta

Concetta Pontorieri [Rombiolo (Vibo Valentia), 24 gennaio 1897 – Camaiore (Lucca), 6 giugno 2004]

Penultima di dieci figli, Concetta Immacolata Mattea, come viene registrata allo Stato civile, nasce a Rombiolo, all’epoca in provincia di Catanzaro, da Michele, cinquantasettenne proprietario agricolo e sindaco del paese, e dalla nobildonna Matilde De Caridi, una famiglia di possidenti benestanti. Rimane orfana di padre all’età di sette anni, ma cresce determinata e sicura del fatto che intende studiare. Dopo le scuole di base frequentate localmente e le superiori a Monteleone Calabro (oggi Vibo Valentia) decide infatti, di andare all’università cosa che nel 1916 annuncia alla famiglia creando grande scompiglio perché ciò avrebbe significato dover lasciare casa e paese per trasferirsi a Roma, una situazione a quel tempo impensabile. Rombiolo, infatti, è un paese contadino, afflitto da gravi problemi sociali ma con le sue antiche “regole” di vita che assegnano alla donna un ruolo subalterno e silenzioso. E quella di Concetta era infatti una decisione “scandalosa” che avrebbe cambiato non solo la sua vita. Per tali motivi la famiglia non l’accolse per niente bene e cercò inizialmente di osteggiarla. Probabilmente a tutti sarà sembrata una pazza.
«A quel tempo – ha raccontato lei stessa in un’intervista in occasione del suo centesimo compleanno – le ragazze di buona famiglia dovevano essere educate a casa. Figuriamoci se era loro permesso andare da sole a Roma a frequentare l’Università!».
Ma la sua ostinazione – favorita anche dai fermenti socialisti che si registrano a Rombiolo agli inizi del secolo, di cui Concetta è influenzata – ha il sopravvento e la famiglia, alla fine, dà il proprio il consenso. Uno dei fratelli, prima di partire lui stesso per la Grande Guerra, l’accompagna a Roma dove s’iscrive nella facoltà di Scienze naturali dell’Università «la Sapienza», scelta oltretutto inusuale per le donne di quella generazione, l’avrebbe salutata dicendole: «Avrei preferito accompagnarti al tuo funerale».
Tra le prime cinque donne iscritte nell’ateneo romano, per giunta in una disciplina scientifica, la giovane Concetta, sebbene catapultata da un povero paesino della Calabria in una grande realtà urbana entrando, così, in contatto con un mondo tutto nuovo, non si arrende e percorre con passo deciso la propria strada. Precorritrice e poi sostenitrice del femminismo, manifesta anche idee trotskiste, ma la politica non è la sua principale passione. Da Roma si trasferisce all’Università di Torino dove, prima donna di Calabria, si laurea nel 1921 con il massimo dei voti. All’Ateneo piemontese inizia anche la carriera accademica. È una delle prime donne, infatti, a fare lezione e ricerca in ambito scientifico in una università e collabora, inoltre, con il professore Lino Vaccari, un botanico appassionato, docente di Scienze Naturali al Liceo di Aosta, anche alla fondazione dell’Orto botanico di Chanus, sul Passo del Piccolo San Bernardo che oggi si trova in territorio francese, occupandosi di alcune specie rare sulle quali pubblica contributi scientifici importanti.
Dall’insegnamento universitario, tuttavia, ben presto passa a quello nelle scuole medie superiori. Trasferitasi a Milano, nel 1925 viene eletta socia effettiva della Società Italiana di Scienze naturali. Non paga di quanto ottenuto decide di passare all’insegnamento nelle scuole italiane superiori all’estero. Ha desiderio di conoscere altri paesi, di vedere il mondo, per cui va a insegnare dapprima a Zurigo, successivamente alla Scuola media italiana di Bucarest e infine a Sofia. Qui frequentò la corte della regina Giovanna. Tra la sovrana e la giovane docente calabrese nacque un rapporto di stima reciproca. 
Donna dalla personalità prorompente, la sua vita ebbe una svolta determinante proprio a Sofia, dove conobbe e s’innamorò del talentuoso violinista Boris Arghirov. Dicono che sia stato un colpo di fulmine. Sta di fatto che i due si sposarono e Concetta ne diede subito notizia alla famiglia. Sarà pure un aneddoto, però significativo, ma la madre, appena informata, avrebbe commentato in dialetto: «Girau, girau girau e ppoi cu’ pigghiau? Nu sunaturi i violinu» («ha viaggiato, viaggiato e viaggiato e poi chi s’è sposato? Un suonatore di violino).
Boris non è, però, un qualsiasi suonatore di violino, e non tutti in famiglia la pensano come Donna Matilde, se si considera, per esempio, che un fratello di Concetta decide di chiamare il suo ultimogenito Leone Boris. 
La coppia si sposa e, dopo poco tempo, Boris diventa primo violino dell’Orchestra Filarmonica del Cairo. La coppia si trasferisce ad Alessandria d’Egitto, dove Concetta trova un posto di insegnante nella locale scuola italiana. Ad Alessandria, il 2 giugno 1936, nasce la loro unica figlia che lei decide di chiamare Giovanna, come la regina bulgara.
Rientra in Italia quando Boris viene chiamato come primo violino dell’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia di Roma. Torna a insegnare scienze naturali, fisica, chimica e geografia dapprima nell’Istituto tecnico V. Gioberti di Roma e quindi in altre scuole superiori. Ogni anno sceglie di ritornare in Calabria come commissario per gli esami di maturità. Quando va in pensione le viene assegnata la Medaglia d’Oro del Ministero della Pubblica Istruzione.
Grazie alla sua grande vitalità, anche da pensionata viaggia molto, cercando, soprattutto nelle ricorrenze a lei più care, prime fra tutte la festa dell’Immacolata, di ritrovarsi in compagnia di familiari e amici. Vive gli ultimi suoi anni nella residenza per anziani «Miami» in Versilia, trascorrendo serenamente le sue giornate circondata dall’affetto della figlia Giovanna, del genero Franco Vego Scocco, delle amate nipoti Laura e Chiara e del pronipote Andrea e di numerosi parenti e amici di famiglia. Per i suoi 100 anni, festeggiati il 24 gennaio 1997, vuole accanto a sé parenti e amici al Lido Camaiore ma riceve anche, tramite il sindaco Domenico Petrolo, l’abbraccio della sua comunità di origine. Festeggia anche i 105 «con una mente ancora capace di ordinare in filze ben distinte una mole imponente di ricordi», come scrive un giornale locale.
Si spegne a Camaiore all’età di 107 anni e 4 mesi, dopo una vita molto speciale, anzi straordinaria. (Francesca Raimondi) © ICSAIC 2020

Nota bibliografica

  • I 105 anni di Concetta Arghirov (Pontorieri), «La Nazione», 23 gennaio 2002;
  • Rosalba Topini, Concetta Pontorieri, la prima laureata calabrese, «La Riviera», 31 marzo 2019.

Nota archivistica

  • Comune di Rombiolo (Vibo Valentia), Registri degli atti nascita, atto n. 14, 27 gennaio 1887;
  • Comune di Camaiore (Lucca), Registro degli atti di morte, atto n. 28, parte I, 6 giugno 2004.

Nota

  • Si ringraziano il sindaco, prof. Domenico Petrolo, e l’ufficiale di Stato Civile del comune di Rombiolo, Pasquale Arena, per il contributo alla redazione di questa voce.
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