Reale, Giuseppe

Giuseppe Reale, (Maratea (PZ), 12 giugno 1918 – Reggio Calabria, 16 maggio 2010)


Nacque da Rocco, ferroviere, e da Anna Maceri. Ebbe una sorella, Elisabetta. Abitarono in un casello ferroviario, a più di un chilometro da Maratea. Frequentò un liceo parificato a Sapri, quindi l’Università «La Sapienza» di Roma, ove conseguì la laurea in Lettere classiche, discutendo la tesi su I Malavoglia di Giovanni Verga.
Dal 1940 al 1942 fu ufficiale di artiglieria, combattente in Francia, fu decorato con medaglia al valor militare. Finita la guerra nel 1945 insegnò al Liceo Classico “Carlo Pisacane” di Sapri e fu presidente diocesano dell’Azione Cattolica. Vincitore (ottavo della graduatoria nazionale) del concorso per l’insegnamento nei licei, nel 1949 fu nominato docente di Lettere italiane e latine al Liceo Scientifico “Leonardo da Vinci” di Reggio Calabria e divenne reggino di adozione. Fortunato Aloi, suo allievo, poi docente al Liceo e parlamentare, scriverà di lui: «Vero educatore. Trasmetteva a noi giovani quei valori educativo-culturali che si ispiravano ai principi della pedagogia cristiana che associa, in termini reali, la conoscenza della disciplina alla formazione dell’Uomo».
Il 12 aprile 1951 sposò Concetta “Cettina” Pellegrino, di Sapri, una donna riservata e pia. Ebbero due figli: Rocco Maria, nato il 30 gennaio 1953, ingegnere elettronico, e Paolo Maria, nato il 5 novembre 1956, rettore del Convitto Nazionale «Vittorio Emanuele II» di Roma.
Profondamente religioso, la sua fede è significata dai secondi nomi dei figli, “Maria”. Fu molto legato all’arcivescovo mons. Giovanni Ferro, del quale più tardi perorò la causa di beatificazione. Oscar Luigi Scalfaro lo definì «lampada limpida… uomo di Fede profonda e convinta, vissuta, pagata, testimoniata, lontano da ogni eccessivo clamore e pubblicità.
Classico esempio di intellettuale prestato alla politica, intraprese la carriera nelle fila della Democrazia Cristiana. perrivalità e divisioni all’interno del partito, non ebbe successo il tentativo di farlo eleggere come candidato espressione dalla curia. Fu eletto deputato al Parlamento nel secondo tentativo. Durante i mandati parlamentari, dal 1958 al 7 luglio 1973, presentò 165 progetti di legge, tra le quali, il 19 maggio 1960 quella per la erezione di una statua per ricordare il passaggio di San Paolo di Tarso a Reggio Calabria. La proposta non fece strada in Parlamento, ma Reale continuò a sostenerla con tenacia. Basti pensare che la prima pietra fu posata il 4 giugno 1961 e l’inaugurazione avvenne il 29 giugno 2009. Nelle Legislature III, IV, V, VI fece parte delle Commissioni VIII (Istruzione e Belle Arti) e X (Trasporti). 
A Roma considerò la condizione degli studenti calabresi, e il 16 novembre 1958 fondò il Centro Cattolico Calabrese, per alleviare gli affanni delle loro famiglie. 
Partiva da Reggio con treno il lunedì, tornava da Roma il venerdì, per… sognare «la città di studi».
Grazie all’impegno decisivo profuso dall’on. Reale, il Liceo Artistico, sino a dicembre 1960 parificato, diventa statale, unico in Calabria, e ciò fu una tappa importante del percorso verso l’istituzione dell’Accademia di Belle Arti, avvenuta nel 1967; il 29 agosto 1964 venne istituita a Reggio una sezione del Conservatorio di musica di Napoli che nel 1968 ottenne l’autonomia, divenendo il Conservatorio «Francesco Cilea»; sempre su suo impegno fu istituita a Reggio una sede della Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione (la quarta in Italia), inaugurata il 6 febbraio 1978 alla presenza dell’onorevole le Nilde Iotti.
Il 22 maggio 1959 Reale presentò alla Camera un ordine del giorno per l’istituzione dell’Università in Calabria, seguita da una proposta di legge sul medesimo argomento, presentata il 12 febbraio 1960. Fu artefice della nascita del Libero Istituto Universitario di Architettura, istituito il 17 giugno 1968 a Reggio, poi trasformata in Istituto Universitario Statale di Architettura con decreto del 14 febbraio 1970, poi diventata facoltà dell’Università del Mediterraneo. 
Il suo impegno a favore dell’Università in Calabria proseguì per tutta la sua vita. Nel 1984 promosse la costituzione dell’Università per stranieri «Dante Alighieri» di Reggio Calabria, per la diffusione della lingua e della cultura italiana nel mondo, della quale fu rettore per i primi dieci anni e poi presidente onorario.
Europeista convinto, a novembre 1965 fondò «Parallelo 38. Rivista per l’unità europea», mensile del quale fu direttore fino al 1972. Un impegno che ha portato la Calabria e i suoi problemi all’attenzione di lettori e di studiosi d’Europa e presso tutti gli Istituti italiani di cultura all’estero. Nel 1973, nel ruolo di editore, trasformò la rivista in «settimanale politico d’attualità» che durò solo dodici numeri. «Parallelo 38» riprese le pubblicazioni nel 1985, con il sottotitolo «Rivista per tutti gli altri», e fu in vita al 2010. 
Il 19 maggio 1968 scriveva: «Tutti siamo utili, strumenti d’oro o di acciaio, di platino o di ferro. Ognuno ha la propria funzione. Questo è importante: restare strumenti».
Dal 26 ottobre 1972 al 21 luglio 1976 fu membro della Rappresentanza italiana all’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa. 
Tra i valori, mise al primo posto la libertà «quella che nasce dalla coscienza di ciascuno, quando ci si accorge che nel rispetto dei diritti degli altri si esprime la propria persona». 
Testimoniò la sua passione per Reggio, fino a sfidare il partito, non partecipando alla votazione di fiducia al governo Andreotti (pertanto subì una sanzione disciplinare del gruppo democristiano alla Camera). 
Tra i suoi i suoi interventi alla Camera vanno ricordati quello del 3 giugno 1959 sulla proposta di legge, firmata con Giacomo Mancini, per l’aggregazione dei Tribunali di Palmi e di Locri alla Sezione di Corte d’Appello di Reggio; il 28 marzo e il 5 aprile 1962, fu relatore alla VIII Commissione della Camera per l’Università della Calabria e il 13 maggio 1965, per la proroga della Legge istitutiva della Cassa per il Mezzogiorno; difese a spada tratta i “diritti” di Reggio a diventare capoluogo di regione, per cui fece anche un prolungato sciopero della fame: il 14 luglio 1970, intervenne nella discussione per la designazione del Capoluogo della Calabria con legge della Repubblica e il 30 settembre successivo su «I fatti di Reggio»; due anni dopo, il 12 agosto 1972, illustrò al direttivo Dc della Camera le ragioni della rivolta di Reggio e indicò in dieci punti ciò che egli considerava urgente operare per favorire la «ripresa» di Reggio e provincia per cui aveva .
Fu Presidente del Comitato Provinciale di Reggio Calabria della Società Dante Alighieri e di altri problemi di Reggio e della Calabria ma il suo sguardo era più ampio, per cui si occupò, tra l’altro, anche della promozione dei direttori didattici a ispettori scolastici e di «disciplina dell’attività giornalistica svolta negli u.s. [uffici stampa, ndr] e similari di enti pubblici ed aziende private».
Nel 1992, a seguito dello «scandalo delle fioriere», il consiglio comunale venne sospeso, sciolto, commissariato. Quindi le elezioni del 13 dicembre 1992. Capolista della DC ottenne 2.394 voti e il 13 marzo fu eletto sindaco con un bicolore Dc-Pli (socialisti e repubblicani diedero un voto «tecnico»).
Lo stesso 13 marzo rese omaggio «al Consiglio Comunale, riconoscendone la centralità, l’autorità, l’insostituibilità; alla cittadinanza… Saremo sempre dalla parte della verità che alimenta la speranza; la speranza oggi è il grande rischio da correre a Reggio… Dal cuore del Mediterraneo riproporremo a tutti gli italiani, con la ricchezza della nostra cultura, con la tenacia del nostro carattere, la nuova primavera di Reggio. Che Iddio mi aiuti!».
Restò in carica fino al 18 novembre dello stesso anno. Il periodo fu breve, ma «grazie all’imparzialità dell’azione amministrativa, la città riprese a guardare con speranza agli inquilini di Palazzo San Giorgio… si apriva una nuova stagione per Reggio, quella della cosiddetta “Primavera”; il sindaco Reale si accostava con umiltà ai problemi, sempre al servizio della città con signorilità a competenza», scriverà Lucia Minniti, storica segretaria del Comune, nel suo libro Lucia dei Sindaci.
Il 20 gennaio 1996 costituì la Banca Popolare delle Province Calabre, che il 19 settembre 2008 fu autorizzata dalla Banca d’Italia allo svolgimento dell’attività bancaria. 
A Reale si deve anche l’insediamento a Reggio, nel 1973, della sezione reggina del Centrum Latinitatis Europae. Dal 1985 al 2010 con Antonio Altomonte diresse la collana “Calabresi nel tempo” di cui – editore Parallelo 38 – furono pubblicate 18 monografie), 
Tra i tanti incarichi rivestiti, ricordiamo anche quelli di Commissario del Comitato Provinciale di Reggio Calabria dell’Opera Nazionale Maternità e Infanzia, Presidente del CdA dell’Istituto Tecnico Agrario di Palmi, Presidente dell’Associazione “Amici del Museo” di Reggio Calabria, Consigliere nazionale dell’Associazione Nazionale Scuola Italiana, Presidente del Rotary Club reggino, nel 1992, e della Fondazione “Domenico Lentini”.
Ebbe in vita diversi riconoscimenti tra cui  nel 1978 la «Encumienda de numero» (Gran Croce) dell’Ordine di Isabella la Cattolica, da parte del re di Spagna Juan Carlos, il Premio Astràgalo d’oro nel 1988; il «San Giorgio d’Oro» nel 2010, il riconoscimento dell’Amministrazione ai suoi uomini migliori consegnatogli sul letto di morte dal sindaco pro-tempore della Città; e alla memoria il premio «Bertrand Russel 2012» ai «Saperi contaminati».
Alla sua morte, avvenuta all’età di 92 anni, la città gli rese omaggio allestendo la Camera ardente a Palazzo San Giorgio, sede del Comune, celebrando la cerimonia funebre nella Cattedrale di Reggio. 
Nel 2017 gli è stata intitolata la via in cui oggi ha sede il Conservatorio di Musica. L’amministrazione comunale di Cittanova ha deliberato di concedere uno spazio all’interno dei locali della biblioteca «De Cristo» al Centro studi «Giuseppe Reale» da adibire a sede dell’associazione. L’Università per Stranieri onora la sua memoria con l’intitolazione dell’aula magna. (Pasquale Nucara) © ICSAIC 2021 – 10 

Opere

  • Reggio in fiamme (con Sharo Gambino), Parallelo 38, Reggio Calabria 1970; 
  • Domenico Lentini: Santo di Paese, Parallelo 38, Reggio Calabria 1977;
  • 90 non ho paura, Parallelo 38, Reggio Calabria 2008;
  • Dalla parte degli altri. Cinquant’anni di articoli, Falco Editore, Cosenza 2008.

Bibliografia essenziale

  • Il Sindaco Giuseppe Reale, in «Corriere di Reggio», 19 marzo 1993;
  • Morte Giuseppe Reale, camera ardente al comune di Reggio, «il Quotidiano della Calabria, 17 maggio 2010;
  • Caterina Tripodi, Reale precursore dei tempi, «il Quotidiano della Calabria», 18 maggio 2010;
  • Pino Toscano, Commosso addio all’on. Giuseppe Reale, «Gazzetta del Sud», 19 maggio 2010;
  • Pino Bova, L’internazionalizzazione della città di Reggio nasce con l’on. Reale, «Gazzetta del Sud», 22 maggio 2010;
  • Fortunato Aloi, La scomparsa dell’on. Reale costituisce una grande perdita per Reggio, la Calabria, la politica, la cultura, «Gazzetta del Sud», 25 maggio 2010; 
  • Una strada per Peppino Reale, «il Quotidiano della Calabria», 8 novembre 2010;
  • Lucia Minniti, Lucia dei sindaci. Memoria della vita amministrativa di Reggio Calabria, Città del Sole, Reggio Calabria 2012;
  • Cristina Cortese, Una strada sarà dedicata alla memoria di Giiuseppe Reale, «Gazzetta del Sud», 18 otto0bre 2016.
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