Reitano, Mino

Mino Reitano [Fiumara di Muro (Reggio Calabria), 7 dicembre 1944 – Agrate Brianza (Monza), 27 gennaio 2009]

Ultimo di cinque figli (Giovanna, detta Gianna, morta a soli 21 anni di laucemia, Antonino Salvatore, detto Antonio, Vincenzo, detto Gegè, Francesco, detto Franco, registrato allo Stato civile con il nome di Beniamino, nasce a San Pietro di Fiumara da Rocco, ferroviere che suona il clarinetto e dirige la banda musicale di S. Pietro di Fiumara, e da Giuseppa Cotroneo, la quale, a 27 anni (si era sposata quando ne aveva 14), muore nel darlo alla luce. Il padre, un anno dopo, si risposa con Giovanna, sorella minore della moglie defunta e dal secondo matrimonio nasceranno altri cinque figli. Alla fine degli anni Quaranta la famiglia si trasferisce a Reggio Calabria in una casa delle Ferrovie dello Stato al quartiere Santa Caterina.
Mino studia per otto anni al conservatorio di Reggio Calabria, suonando il pianoforte, il violino e la tromba. Ancora bambino muove i primi passi di quella carriera musicale che lo avrebbe visto protagonista in Italia e all’estero. Ha solo dieci anni quando partecipa alla trasmissione televisiva «La giostra dei motivi», presentata da Silvio Gigli. Il suo destino è segnato anche perché la sua è una famiglia di artisti. Infatti, assieme ai fratelli Antonio, Vincenzo (Cecè) e Franco, tutti musicisti con un bagaglio formativo importante, formano una band. È il tempo del rock and roll, al quale si danno, e arrivano lentamente i primi successi. Con la “band di famiglia” partecipa al Festival di Cassano Jonio e alla Rassegna della musica calabrese e comincia a essere conosciuto nella regione. Il nome del complesso varia dall’originario «Orchestra Fata Morgana dei Fratelli Reitano» in cui Mino fa anche il macchiettista, «Fratelli Reitano», «Franco Reitano & His Brothers», “Tanz Kappelle Beniamino Reitano and his brothers», «Beniamino e i suoi fratelli»). Il primo articoletto che parla di lui su una specializzata e di successo, «TV Sorrisi e Canzoni» (n° 32 del 6 agosto 1961, p. 36), è del 1961, quando incide il suo 45 giri con i brani Tu sei la luce e Non sei un angelo.
Simbolo di quella Calabria in cerca di riscatto, nello stesso anno Mino è scritturato in Germania. Raggiunto dai fratelli si esibiscono, tra cui un club in cui suonano insieme ai Beatles, che erano ai loro esordi all’epoca e si chiamavano The Quarrymen.
Rientra in Italia, dopo più di un anno, senza grandi novità. Il suo secondo 45 giri (Robertina twist) e il terso (Twist time) passano inosservati
Torna allora con i fratelli, in Germania, e canta anche nei locali della via Reeperbahn di Amburgo. In Germania pubblica alcuni dischi con il nome di Beniamino.
La svolta della sua carriera arriva nel 1965, quando rientra in Italia dopo cinque anni di emigrazione e partecipa e arriva in finale al Festival di Castrocaro, cantando in inglese It’s over di Roy Orbison. Lo contratta, infatti la casa discografica Ricordi che l’anno dopo pubblica La fine di tutto, versione italiana di It’s over. L’anno successivo debutta al Festival di Sanremo con Non prego per me, canzone scritta da Mogol e Lucio Battisti.
Iniziano anni fortunati, dovuti a talento, simpatia, umiltà, determinazione e tenacia. Nel 1967 partecipa al Cantagiro con la canzone Quando cerco una donna. Ma solo l’anno successivo entra nella “hit parade”, dopo essere passato sotto contratto con la Ariston Records. Le canzoni che lo consacrano come un idolo sono due dei suoi classici: Avevo un cuore (che ti amava tanto) che supera le 700.000 copie vendute in tre mesi e Una chitarra cento illusioni lanciata nello stesso anno a Settevoci. Il ricavato gli consente insieme alla famiglia di acquistare un appezzamento di terreno ad Agrate Brianza dove costruisce il cosiddetto «Villaggio Rendano», dove dal 1969 si stabiliscono diverse generazioni di Reitano.
Autore di qualità, sempre nel 1969, scrive una delle sue canzoni più impegnate, Il diario di Anna Frank, che diventa un successo del gruppo i Camaleonti.
In coppia con il “reuccio” Claudio Villa, nel 1969 ritorna a Sanremo con Meglio una sera piangere da solo. E nello stesso anno, con Franco Califano, scrive la musica di Una ragione di più, che Ornella Vanoni porta al successo. Sempre nel 1969 pubblica Mino canta Reitano, un long plaing che contiene una cover di Prendi fra le mani la testa, successo di Riki Maiocchi scritto da Mogol e Battisti.
Gente di Fiumara, la canzone che con un atto di amore dedica al suo paese natale, è un successo planetario. 
A «Un disco per l’estate» diventa di casa, superando sempre la fase eliminatoria. È presente, infatti, in sei edizioni consecutive, dal 1970 al 1975. Dopo Cento colpi alla tua porta del 1970vince l’ottava edizione del 1971 con uno dei suoi cavalli di battaglia, Era il tempo delle more, uno dei suoi dischi più venduti. Torna in finale a Saint Vincent e inanella ottimo pizzamenti: nel 1972 con Stasera non si ride e non si balla, l’anno dopo con Tre parole al vento e nel 1974 con Amore a viso aperto e nel 1975 con E se ti voglio.
Arrivano quindi altri successi e riconoscimenti, con ottimi piazzamenti al Cantagiro e al Festivalbar. Canzonissima, a cui partecipa per ben otto stagioni, è la sua consacrazione popolare che gli vale concerti anche all’estero (a Miami ­ capodanno 1974 ­– duettò anche con Frank Sinatra.
Recita in alcuni film (come attore la sua partecipazione più significativa sarà, molti anni dopo, tuttavia un cameo nel 1996 nel film Sono pazzo di Iris Blond in cui con discreta autoironia interpreta se stesso), è presente in diversi show televisivi, compone sigle musicali, scrive anche un romanzo, con spunti autobiografici, intitolato Oh Salvatore!, “Romanzo milanese”, finalista al premio Bancarella 1977.
Ormai è nell’Olimpo della musica leggera. Innocente tu è la canzone del 45 giri con cui partecipa al Festivalbar nel 1977 e la canzone sul lato B è Ora c’è Patrizia, dedicata alla donna che diventerà sua moglie, Patrizia Vernola sposata nel marzo 1977 in diretta televisiva. La coppia avrà due figlie: nel 1978 nasce Giuseppina Elena, il nome di sua mamma, e l’anno dopo Grazia Benedetta.
Assieme ai fratelli fonda la Fremus (Fratelli Reitano Edizioni Musicali) una casa di edizioni musicali che gestirà il fratello Vincenzo dando vita anche a una casa discografica.
Negli anni Settanta si dedica anche scrivere canzoni per bambini; La sveglia birichina vince lo Zecchino d’oro nel 1973 e diventerà un successo anche per l’interpretazione che ne farà Topo Gigio; Ciao amico, invece, dal 1976 al 1984 sarà la sigla del festival della canzone per bambini organizzata dall’Antoniano di Bologna. Sempre nell’ambito delle canzoni per bambini, nel 1978 per l’etichetta Eleven incide Keko il tricheco e due anni dopo due 45 giri con la canzone In tre e un album intero per bambini, in cui canta brani come I sogni son desideri, Lettera a Pinocchio e Bibbidi bobbidi bu.
Grande tifoso della Reggina e dell’Inter compone nel 1980 l’inno Alè Inter.
Torna a Sanremo nel 1988 e canta Italia, una canzone molto apprezzata, scritta da Umberto Balsamo per Luciano Pavarotti. Sempre a Sanremo due anni dopo canta Vorrei e nel 1992 Ma ti sei chiesto, mentre nel 2002 si esibisce con La mia canzone. Negli anno Novanta sue tournées in Canada, Stati Uniti e Australia riscuotono grande successo, e nel 1996 dopo venti anni di assenza, torna a esibirsi in Calabria. I suoi tour in Calabria sono ormai una costante dell’estate nella regione.
Il suo rapporto con la Calabria, infatti, è viscerale e la sua attenzione per i problemi dell’emigrazione una conseguenza sentimentale. Canta un repertorio in dialetto calabrese, tra cui la famosa Calabria mia, e vende oltre un milione di copie.
Il presidente della Regione lo nomina “Ambasciatore” della Calabria nel mondo. Emozionato, ma scatenato come non mai, canta al Teatro Colon di Buenos Aires applaudito da centinaia di calabresi: è la sua apoteosi. Ma le condizioni di salute non buone frenano la sua iper-attività. Il suo ultimo concerto si tiene il 1° ottobre 2006 a Pescara. L’anno dopo gli viene diagnosticato un cancro all’intestino. Subisce due interventi chirurgici. Vive con «serenità e ottimismo» la sua malattia: «cattolico e un uomo di fede – afferma ­– non vedo perché la fiducia in Dio dovrebbe vacillare proprio ora».
Nonostante le cure si spegne ad Agrate Brianza all’età di 64 anni. Ai suoi funerali, il 29 gennaio nella chiesa parrocchiale di Sant’Eusebio, sono presenti molti personaggi dello spettacolo, tra cui Mike Bongiorno, Little Tony, Gianni Morandi, Massimo Ranieri, Roby Facchinetti e il suo grande amico Adriano Celentano. È sepolto nel cimitero di Agrate Brianza, suo paese di adozione.
Lascia una discografia imponente,
Definito un personaggio estremamente popolare, modesto, altruista e passionale nell’esprimere il suo canto,pochi mesi dopo la sua scomparsa le Poste Italiane lo ricordano con un francobollo a lui dedicato. Diversi comuni della Calabria hanno intestato vie e piazze a suo nome. (Francesca Raimondi) © ICSAIC 2021 – 11

Opere letterarie

  • Oh Salvatore! Romanzo milanese, Edizioni Virgilio, Milano 1976;
  • Libera. Una donna, una canzone (con Maurizio Seymandi), Italia letteraria, Milano 1982;

Nota bibliografica essenziale

  • Nicola Sisto, Mino Reitano, in Gino Castaldo (a cura), Il dizionario della canzone italiana – Le canzoni, Armando Curcio, Milano 1990, p. 471
  • Gianni Borgna, Storia della canzone italiana, Mondadori, Miano 1992, ad nomen.
  • Ermanno ComuzioMusicisti per lo schermo: dizionario ragionato dei compositori cinematografici, Vol. 2, Ente dello spettacolo, Roma 2004;
  • Gegè Reitano, Mino Reitano e i suoi fratelli: i ragazzi di Calabria (collaborazione di Antonio Reitano e Rocco Sergi, edizione a cura di Santo Strati), Media & Books, Roma 2021.
  • http://www.minoreitano.it/site/Biografia/tabid/69/language/it-IT/Default.aspx.
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