Repaci, Francesco Antonio

Francesco Antonio Répaci [Palmi (Reggio Calabria) il 23 dicembre 1888 – Torino, 26 luglio 1978]

Nacque da Antonino e da Carmela Saffioti. Ebbe due fratelli e una sorella. Economista, studioso, docente. iniziò gli studi nella sua città natale, ma non poté completarli a causa del terremoto del 1908 che distrusse Reggio, Messina e Palmi, e lo sorprese nella sua città, al termine degli studi liceali. Aveva appena 20 anni quando fu costretto a trasferirsi in un convitto ad Aosta, creato proprio per i terremotati calabresi. Lì frequentò il Liceo Vittorio Emanuele e, in seguito, si trasferì a Torino, dove frequentò l’Università e nel 1913, a 25 anni, si laureò in Legge con il massimo dei voti e la lode, discutendo una tesi interessante sulle «giurisdizioni fiscali», di cui uno dei relatori fu Luigi Einaudi.
Subito dopo la laurea, iniziò un lungo periodo di servizio militare, che durò fino a novembre del 1919. Tornò a Torino e riprese a studiare le discipline economiche e finanziarie presso il laboratorio di economia politica «Salvatore Cognetti-De Martiis».
Nel frattempo, divenne allievo di Einaudi, che nei primi mesi del 1920 gli affidò l’incarico del riordino della sua biblioteca e anche la redazione della rivista «La riforma sociale», che tenne per ben 15 anni. Dal 1921 al 1926 tenne la direzione del «Bollettino dell’Ufficio del lavoro e della statistica» del Comune di Torino, sul quale pubblicò i suoi studi iniziali. E tra il 1923 e la chiusura disposta dal regime fascista nel 1936 si occupò delle redazione della «Riforma sociale». 
Nel 1936 ebbe la redazione de la «Rivista Storia economica», il cui direttore era proprio Einaudi. L’amicizia tra il giovane studioso palmese e il futuro presidente della Repubblica si andò nel tempo sempre più consolidando, tanto da durare per quasi 50 anni.
Nel 1925 ottenne la libera docenza in Scienze delle finanze e in Diritto finanziario, iniziò l’insegnamento presso la facoltà di  Economia e Commercio dell’Università di Torino. Passò, dopo un anno a insegnare Scienze delle finanze a Bari, dove ebbe anche l’incarico di Statistica e contabilità di stato, e dal 1928 al 1929 fu direttore dell’annesso istituto di Statistica. In seguito, passò all’Università di Modena dove insegnò Economia politica e Scienze delle finanze.
Pur avendo aderito al manifesto degli intellettuali antifascisti di Benedetto Croce, nel 1934 aderì al fascismo e la sua attività scientifica mostra questo suo avvicinamento ideologico. A Luigi Einaudi scriverà di essersi «iscritto per necessità di vita». Quattro anni dopo occupò a Padova la cattedra di Economia politica alla facoltà di Legge. 
Il 21 dicembre 1939, a Torino, sposò Silenide Pizzighini e non ebbe figli. 
Da Padova passò all’Ateneo bolognese nel periodo che va dal 1938 al 1941, insegnandovi Scienze delle finanze. Da Bologna nel 1949 tornò a Torino, dove occupò fino al 1964 la cattedra di Scienze delle finanze e di Diritto finanziario resa libera da Einaudi, quando lasciò l’insegnamento per raggiunti limiti di età, diresse il Laboratorio di economia politica Cognetti de Martiis.
Per la profonda cultura e competenza nello specifico campo economico-finanziario, nel corso degli anni ottenne alti riconoscimenti. Nel 1957 fu premiato con medaglia d’oro e nominato commendatore  dell’ordine al merito della Repubblica. Fu socio nazionale dell’Accademia dei Lincei, di quella delle scienze di Torino e di Bari. Fu anche socio della società italiana di economia dei trasporti, nonché dell’International Fiscal Association di Amsterdam, della società di economia politica di Parigi, della società italiana di economia demografica e statistica.
Ha lasciato oltre 200 pubblicazioni e ha scritto molti articoli di economia su diversi giornali: «La Stampa»; «Il Sole»; «Il Corriere mercantile di Genova»; «La Gazzetta Veneta» e altri. Alla suaPalmi, ha voluto donare una ricca biblioteca composta di oltre diecimila volumi di argomento economico-finanziario.
Morì all’età di 90 anni nella città di adozione «presente sino alla fine nella sua stanza del Laboratorio di economia politica Cognetti de Martiis».
L’amministrazione comunale di Palmi gli ha intitolato una via cittadina. (Scheda redatta, per concessione dell’editore Pellegrini, sulla base della nota biografica scritta da Carmela Galasso) @ ICSAIC 2020

Opere

  • La pressione dei tributi comunali nelle grandi citta durante e dopo la guerra. I dazi interni di consumo Stab. tip. E. Schioppo, Torino 1922;
  • Il livello del protezionismo in Italia, La riforma sociale, Torino 1923;
  • La questione doganale. Critiche protezionistiche, La Riforma Sociale, Torino 1923;
  • L’ imposta di ricchezza mobile e la variazione dei redditi durante e dopo la guerra in Torino, Villarboito, Torino 1924;
  • I risultati finanziari della gestione delle Ferrovie dello Stato. 1905-1906, 1923-1924, Pozzo, Torino 1925;
  • Sviluppo demografico, economico e finanziario di una grande città italiana (Torino dal 1825 al 1927), La riforma sociale, Torino 1928;
  • Rassegne critiche di economia e di finanza, Fratelli Pozzo, Torino 1929
  • La gestione delle Ferrovie dello Stato nel sessennio 1923-1924, 1928-1929, Pozzo, Torino 1930;
  • Appunti di statistica finanziaria, Pozzo, Torino 1933;
  • Finanze dello Stato, delle amministrazioni autonome ed Enti autarchici, A. Giuffrè, Milano 1934;
  • La finanza italiana nel ventennio 1913-32. La gestione del bilancio, del Patrimonio e della tesoreria dello Stato, G. Einaudi, Torino 1934;
  • Le finanze dei comuni, Pozzo, Torino 1935;
  • Le Finanze delle provincie. Gli effetti della riforma della finanza locale, Pozzo, Torino 1935;
  • La Gestione del bilancio e del patrimonio dello stato dal 1913-14 al 1931-32, Pozzo, Torino 1935;
  • Le finanze dei Comuni, delle Provincie e degli Enti corporativi, Einaudi, Torino 1936;
  • La finanza italiana fascista, A. Mondadori, Milano 1939; 
  • I contributi sindacali e la finanza corporativa, N. Zanichelli, Bologna 1940;
  • Teoria e pratica del giuoco del Lotto in Italia negli ultimi tre quarti di secolo dalla sua istituzione, R. Accademia Delle Scienze, Torino 1942;
  • Lezioni di scienza delle finanze, Cedam, Padova 1946;
  • Il sistema tributario italiano (con Luigi Einaudi), 6. ed, Edizioni scientifiche Einaudi, Torino 1958;
  • La finanza pubblica italiana nel secolo 1861-1960, Zanichelli, Bologna 1962;
  • Economia e finanza locale; la finanza degli enti corporativi, A. Giuffrè, Milano 1970;
  • Scritti di economia e finanza, 4 voll., A. Giuffrè, Milano 1967-1974.

Nota bibliografica

  • Francesco Antonio Répaci, «Statistica», XVI 2, 1956, pp. 300-305;
  • Manifestazione in onore del prof. Francesco Antonio Repaci, E.L.T.G.-Gullo, Palmi 1974;
  • Domenico Ferraro (a cura di), Omaggio a un economista della finanza: Francesco Antonio Répaci, Parallelo 38, Reggio Calabria 1978,
  • Giovanni Demaria, Francesco Antonio Répaci e il pensiero economicistico piemontese,  «Rivista internazionale di Scienze economiche e commerciali», XXVII, 6, 1980, pp. 502-506;
  • Francesco Forte, Il primato della ricerca empirica. Francesco Antonio Répaci alla scuola di Luigi Einaudi, «Pensiero economico italiano»,  XVI, 2, 2008, pp. 81-105;
  • Francesco Forte, Attilio Garino Canina, Antonio Calandra e Francesco Antonio Répaci, studiosi di politica economica e scienza delle finanze, in Roberto Marchionatti (a cura di), Scuola di economia di Torino. Co-protagonisti ed epigoni, Leo S. Olschki, Torino 2009;
  • Carmela Galasso, Repaci Francesco Antonio, in Biografie di personaggi noti e meno noti della Calabria, Pellegrini, Cosenza 2009, pp. 380-381;
  • Giuseppe Della Torre, Répaci, Francescantonio, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 87, Roma 2016;
  • Giuseppe Della Torre, La finanza locale negli studi di Francesco A. Répaci, in Piero Barucci, Piero Bini Lucilla Conigliello (a cura di), Intellettuali e uomini di regime nell’Italia fascista, Firenze University Press, Firenze 2019, pp. 41-58.

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