Romeo, Paolo

Paolo Romeo [Siderno (Reggio Calabria), 22 agosto del 1800 – Reggio Calabria, 16 luglio 1887]

Quinto di sette figli, nacque da Vincenzo e Caterina Tumajolo.  Fu filosofo, teologo e matematico. Dopo una fanciullezza serena, il padre lo affidò a Giacinto Guerrisi, uomo di alto ingegno e cultura, priore del convento dei Domenicani di Siderno Superiore, affinché lo avviasse agli studi. Paolo fu molto legato a Padre Guerrisi, che fu per lui molto più di un Maestro, e lo si può notare dall’elogio che gli fece nella prefazione dell’opera Memorie e cenni di Filosofia razionale e morale, nella quale ne esalta la virtù, lo zelo, il coraggio e la generosità. 
All’età di 17 anni sostenne un esame nel convento dei Francescani riformati di Palmi  ed entrò come novizio nel convento dei Minori riformati di San Francesco di Badolato, ove il 16 luglio del 1817 indossò l’abito francescano e prese il nome di Fra’ Bernardino da Siderno. Per perfezionarsi negli studi, due anni dopo lasciò Badolato e si trasferì a Bari; per continuare gli studi, nel 1821 passò nel convento dei Francescani di Matera e in quello stesso anno, il 22 dicembre fu nominato subdiacono dal vescovo di Altamura. Il 22 settembre 1822 fu fatto diacono dal vescovo di Matera e il 24 maggio del 1823 ordinato sacerdote dal vescovo di Altamura. Da diacono sostenne pubblici concorsi di filosofia a Bitetto e ad appena 23 anni, ebbe il permesso temporaneo di insegnare teologia e fu nominato lettore nel convento di Matera. In questo periodo iniziò a scrivere le sue prime opere di teologia; in Bitetto scrisse la Oratio Prodroma rimasta inedita.
Nel 1824 si spostò a Bari e lì, l’anno dopo, fu autorizzato ad ascoltare le confessioni; in seguito, gli fu concessa la facoltà di confessare tutto l’ordine. A 26 anni sostenne un altro concorso di teologia a Manduria e fu nominato professore di Eloquenza sacra e Teologia dogmatica nel Seminario di Oria. 
Nel 1829 contribuì alla fondazione di un convento di Francescani riformati a Molfetta. Nel 1830, passò al seminario arcivescovile di Bari come professore di Dogmatica. Qui insegnò fino al 1832 quando si recò a Napoli al concorso per la cattedra di teologia Dogmatica. E l’anno successivo conseguì la laurea in Teologia presso l’Università.
Il 26 aprile 1834, fu nominato vicerettore interno del Collegio medico-cerusico e insieme all’amico Antonio D’Asprea lo rimise in ordine. Quindi fu promosso professore di filosofia nello stesso Collegio. Nell’ottobre dello stesso anno ottenne la temporanea secolarizzazione. 
Tra il 1834 e il 1838, aprì in Napoli una scuola privata di teologia. Il 30 maggio del 1836, gli fu conferita la facoltà di insegnare Matematica e Logica nel Real Collegio Medico-Cerusico. Il 13 maggio del 1838, con decreto reale fu nominato professore di Filosofia razionale, Logica, Matematica sintetica e Verità della religione cattolica nel Real Liceo di Bari. In quest’anno conseguì a Napoli la laurea in Matematica e Fisica e la Laurea in Filosofia. Sempre a Napoli il 7 novembre del 1839 fu nominato professore sostituto nel Real Liceo del Salvatore.
Fu contemporaneo e collaborò con il filosofo Pasquale Galluppi, con il quale ebbe anche qualche polemica filosofica rimanendogli però sempre amico, tanto da esaltare la sua filosofia nelle prefazioni di alcune sue opere e così da scrivere nel 1841 un’opera rimasta inedita, dal titolo Epitome degli elementi di filosofia del Barone Pasquale Galluppi
Nel 1842 pubblicò la sua prima opera dal titolo Prime conferenze di razional filosofia, Logica. Prima parte, e tradusse dal latino in italiano il De rerum naturae di Cicerone; quindi pubblicò la prima edizione delle Lezioni elementari di aritmetica propriamente dimostrativa.
Tra il 1843 e il 1848 continuò a insegnare a Napoli e pubblicò la maggior parte delle sue
opere quali:  Memorie e Cenni di filosofia razionale e morale (1843); Orazioni Sacre (1844); Propedeutica (1846) e l’operetta Orantiuncula de praecipiis rcccntium philosoforum scholis, un discorsetto di filosofia tenuto nel Liceo di Napoli per la visita del Cardinale Orioli.Nel 1847 scrisse una voluminosa opera rimasta inedita di Sacra eloquenza, nella quale, nella prima parte erano raccolti vari panegirici e sermoni da lui pronunciati dopo la nomina a professore di eloquenza sacra; nella seconda quelli proferiti durante le festività della chiesa. In quello stesso anno venne nominato definitivamente professore nel Real Liceo del Salvatore di Napoli. Sempre nel 1847 venne proposto da Monsignor Mazzetti come professore nella Regia Università di Napoli e nella sua Siderno gli fu conferito a titolo di Sacro Patrimonio il beneficio delle chiese di San Nicola di Salvi e Santa Maria di Pazzilloni; tale beneficio venne destinato per il mantenimento della scuola pubblica e del clero povero; in seguito a tale beneficio, egli fece restaurare la chiesa di Salvi.
Nel 1848 pubblicò l’opera Storia dei principali sistemi di filosofia razionale e morale; nel 1849 tenne un’accademia dei principali dogmi filosofici che fu preceduta da un’orazione dedicata al Cardinal Orioli. In quello stesso anno ebbe il permesso di elevare un oratorio privato in casa sua a Napoli e un altro nella sua casa di Siderno.
Nel 1850 per la Regia Università pubblicò Risposte alle questioni di logica e metafisica e, nel 1855, dal convento della Salute di Napoli, ove si era ritirato per un breve periodo, scrisse l’opera rimasta inedita Sistemi di Filosofia-Ontologismo,
Nel 1856 pubblicò Poesie e documenti del Sacerdote Paolo Romeo, nella quale vi è un sonetto dedicato al natalizio di sua Altezza Reale Don Francesco Borbone, due elegie in latino e una sua piccola autobiografia; con la pubblicazione di quest’opera chiese il passaggio dall’insegnamento nel Liceo alla Università.
Nel 1859 si recò a Siderno per concelebrare la messa di elevazione a parrocchia della Chiesa posta alla Marina. A Siderno in quello stesso anno portò a compimento la sua casa. E sempre nel 1859 scrisse In morte di Ferdinando II, Re delle Due Sicilie. Nel 1860 collaborò alla costruzione in Siderno della chiesa di Santa Maria del Carmine con il Padre Francescano Samuele e insieme allo stesso progettò, a imitazione di Paolo Piromalli, la costruzione a Siderno di un convento di P. P. Riformati di San Francesco. In questo stesso anno pubblicò delle sue Tesi di filosofia teoretica, riprendendo un suo manoscritto inedito del 1848 di Filosofia del diritto.
A Napoli, la sua bravura e le sue capacità furono notate anche dalla Regina, di cui era il confessore e che in segno di riconoscenza gli donò un anello in oro con stampate le sue iniziali, che ancora si conserva.
Durante il periodo dei moti rivoluzionari contro la dinastia borbonica, restò un prete sereno e soprattutto un filosofo occupandosi assai poco di politica, essendo attratto dalla pace dci suoi studi e dalle meditazioni filosofiche.
Tra gli altri diplomi che conseguì alla Università di Napoli vi furono quelli in Letteratura, Scienze Naturali e la Laurea in Diritto Canonico; continuò il suo insegnamento di filosofia, matematica e diritto naturale a Napoli fino al 1860; tra i suoi discepoli vi furono il Ciampo, il Calenda e l’onorevole Cardarelli.
Grande cristiano e cattolico scrisse un’opera rimasta inedita dal titolo La sovranità temporale del Romano Pontefice.
Dopo la spedizione di Giuseppe Garibaldi e con la nascita del Regno d’Italia il 12 settembre del 1861 andò in pensione ma pubblicò una voluminosa opera dal titolo Diritto di natura e delle genti e due anni dopo la seconda edizione dell’opera Lezioni di aritmetica.
Una volta in pensione tornò in Calabria continuando a insegnare teologia, filosofia e diritto naturale nei seminari arcivescovili di Reggio e di Gerace. A Reggio entrò a fare parte della Confraternita del Santissimo Rosario. A Siderno la sua casa e la sua ricca biblioteca furono sempre aperte alle ricerche di giovani studiosi e letterati e centro dei loro incontri e delle loro discussioni letterarie e culturali. Qui, nel 1866, scrisse un’operetta sul metodo e sull’eleganza del buon scrivere dal titolo Brevi precetti circa il bello e l’elegante scrivere, purtroppo rimasta inedita.
Per le sue grandi capacità e il suo buon senso, sempre nel 1866, il ministro della Pubblica istruzione, lo nominò Delegato scolastico del Mandamento di Siderno, carica che ricoprì sino al 1870 svolgendo una grande attività tesa allo sviluppo della scuola e dell’istruzione.
Nel 1869 ebbe il permesso di elevare un oratorio privato nella sua casa di Reggio; in questo stesso periodo la sua attività di professore e di delegato scolastico lo costrinse a viaggiare molto tra Siderno e Reggio, finché, nel 1870, si stabilì definitivamente a Reggio. Da qui, ogni tanto tornava a Siderno per curare i suoi interessi e i suoi studi e per visitare nipoti e pronipoti.
Nel 1879 fu nominato Canonico Primicerio a Gerace. Tra il 1870 e il 1881compose varie poesie e sonetti in latino e in italiano che raccolse nell’opera Carmina subseciva, anche questa rimasta inedita; in essa è contenuto un sonetto scritto per la morte di Vittorio Emanuele e per la morte di Alessandro Manzoni e un aneddoto specioso sul nome della città di Siderno.
La sua salute ormai precaria per l’età avanzata fu aggravata ulteriormente da una caduta nel dicembre 1886 dalla quale solo grazie all’aiuto del nipote Vincenzo riuscì a riprendersi. Gravato dagli anni e dalle fatiche di una vita dedicata allo studio, alla meditazione filosofica e religiosa e all’insegnamento, si spense a 87 anni a Reggio. (Domenico Romeo) ICSAIC 2020

Nota bibliografica

  • Luigi Aliquò Lenzi e Filippo Aliquò Taverriti, Gli Scrittori Calabresi, Ed. Corriere di Reggio, Reggio Calabria 1957, p. 63;
  • Antonio Scozzafave, Monografia della Marina di Siderno 1859-1863, a cura di V. Arena,  s.n., Polistena 1993, pp. 85 sgg.;
  • Domenico Romeo, Vita ed opere dell’abate e filosofo Paolo Romeo da Siderno, Tipolitografia Varamo, Polistena 1994.
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