Seminara, Fortunato

Fortunato Seminara [Maropati (Reggio Calabria), 12 agosto 1903 – Grosseto, 1 maggio 1984]

Nasce da Michele e da Pasqualina Nasso, famiglia contadina. Il padre, alcuni mesi dopo la nascita del figlio, emigra negli Stati Uniti, per tornare a Maropati nel 1906, e con i soldi guadagnati compra la casa e un piccolo fondo di Pescano, che costituisce la base del sostentamento della famiglia. Il piccolo Seminara, dopo aver frequentato le scuole elementari, entra nel 1915 nel Seminario di Mileto a una decina di chilometri da Maropati, e poi completa gli studi in istituti scolastici diversi: lasciato il Seminario nel 1918, frequenta la quarta ginnasiale a Palmi, la quinta ginnasiale a Reggio Calabria e si iscrive, nel 1920, al liceo Vittorio Emanuele a Napoli, conseguendo la maturità nel 1922 al liceo Galileo Galilei a Pisa. Svolge poi il servizio militare come scrivano per il Ministero degli Affari Esteri, dal 18 marzo 1923 al 6 settembre 1924, prima a Siena e poi a Roma; contemporaneamente si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza, frequentando il primo anno a Roma e a Siena e i rimanenti a Napoli, dove si laurea nel 1927. Durante gli studi universitari conosce Eleonora Monticelli, che sposa nel 1925, dalla quale ha due figli (Oliviero e Carlo) e dalla quale si separa dopo pochi anni. Dopo essersi laureato, lavora come procuratore legale a Napoli.
Tornato a Maropati, fa parte di un’organizzazione clandestina e, per sfuggire alle rappresaglia fasciste, nel 1930, emigra a Ginevra, dove si mantiene esercitando diversi lavori (traduce e fa anche l’orologiaio). Nella città svizzera aderisce al Partito Socialista e pubblica su «Le Travail», organo del partito socialista ginevrino diretto da Léon Nicole, firmando gli articoli contro il Fascismo solo con l’iniziale S. Torna a Maropati nel 1932, quando ha 29 anni, si stabilisce nel fondo di Pescano, e decide di vivere facendo il mestiere di scrittore, mestiere che lo induce a viaggiare tra Roma e Napoli, per relazionarsi con altri intellettuali, tra cui Cesare Zavattini e Leo Longanesi. Nel 1932 pubblica sulla rivista «Nosside» il suo primo racconto, intitolato Adolescenza, e incomincia la composizione del suo primo romanzo, Le baracche, che verrà pubblicato solo nel 1942 poiché giudicato avverso al Fascismo. Tra il 1939 e il 1945 continua a peregrinare per la penisola e il 22 marzo 1941 viene chiamato alle armi, raggiungendo il grado di sergente. Viene congedato nel 1944 e, in questo stesso anno, aderisce alla Federazione Giovanile socialista e diventa sindaco di Galatro, una cittadina poco distante da Maropati, perché la sezione provinciale del Comitato di Liberazione Nazionale di Reggio Calabria decide di proporre agli Alleati la nomina di Seminara a Commissario prefettizio di questo comune. Nel novembre del medesimo anno partecipa, inoltre, a Reggio Calabria, al terzo Congresso provinciale socialista, dove conosce Pietro Nenni, col quale resterà in corrispondenza epistolare.
Nel secondo Dopoguerra Seminara si dedica quasi esclusivamente al mestiere di scrittore e collabora anche con quotidiani regionali e nazionali come «Il Messaggero» di Roma, «La Calabria» di Cosenza, «La gazzetta del Mezzogiorno» di Bari, «Il Giornale di Calabria» di Cosenza. Nel 1956 vince il premio letterario Villa San Giovanni per Disgrazia in casa Amato.
Fondamentale importanza nel suo iter letterario riveste sia il rapporto con il cugino Antonio Piromalli, riconosciuto critico letterario, sia quello con Dora Mauro, che si mette in contato con lui perché studia italiano all’università di Aix-en-Provence e che diventerà scrittrice: Seminara conosce la donna, con cui avrà, tra il 1976 e il 1979, una relazione sentimentale molto conflittuale, quando, nel 1968, fa un viaggio a Parigi per incontrare Domenique Fernandez e il direttore dell’Istituto italiano di cultura di Parigi. Nel 1970 vede riconosciuti nuovamente i suoi meriti letterari con il premio letterario «Bergamotto d’oro». Da ricordare infine la conferenza che Seminara tiene il 14 maggio 1981 presso l’Istituto italiano di cultura di Strasburgo intitolata Paysannerie calabraise, che verrà tradotta con il titolo Narrativa meridionale e pubblicata sulla rivista «Sviluppo» nel 1982.
Un triste evento sconvolge gli ultimi anni di vita dello scrittore: nel 1975, durante la notte di Natale, un incendio distrugge la casa di Pescano, e vanno in fumo anche i suoi scritti, le sue lettere e la sua biblioteca; lo scrittore, amareggiato, si trasferisce a Grosseto, a casa del figlio Oliverio, dove muore. Dopo la sua morte l’amministrazione comunale di Maropati istituisce, nel 1995, una fondazione intitolata allo scrittore, che ha sede a Maropati, luogo in cui è custodito materiale dello scrittore.
Romanzi e saggistica di Seminara hanno come sfondo per lo più la Calabria, dalle soglie degli anni Venti del Novecento (Baracche) fino agli anni Sessanta (L’Arca), perciò costituiscono nel loro insieme un largo affresco d’una terra difficile, soffocata dagli annosi problemi della “questione meridionale”, di una società arcaica e primitiva che, dopo il tramonto del vecchio regime borbonico, vede subentrare lo Stato italiano e si evolve verso forme moderne. In tutta la sua opera (parimenti nei saggi come nei romanzi) lo scrittore indaga sulle cause dell’arretratezza della Calabria, sullo squilibrio tra Nord e Sud, mette il dito nella piaga delle condizioni degradate del Meridione. Fatti e situazioni della narrativa di Seminara sono riferiti alla Calabria provinciale e contadina ma hanno una valenza universale, nel senso che i contadini dello scrittore calabrese assumono sulle loro spalle il carico esemplare d’un ceto oppresso che non conosce latitudini specifiche di collocazione. (Monica Lanzillotta) © ICSAIC

Opere

Romanzi e racconti

  • Le baracche, Milano, Rizzoli, 1942; poi con Introduzione di A. Piromalli, Roma, Gangemi, 1990;
  • Il vento nell’oliveto, Torino, Einaudi, 1951; poi con Introduzione di C. Chiodo, Cosenza, Pellegrini, 2007;
  • La masseria, Milano, Garzanti, 1952; poi con Introduzione di T. Scappaticci, Cosenza, Pellegrini, 2009;
  • Donne di Napoli, Milano, Garzanti, 1953; poi con Introduzione di E. Pesenti Rossi, Cosenza, Pellegrini, 2018;
  • Disgrazia in casa Amato, Torino, Einaudi, 1954; poi con Introduzione di T. Scappaticci, Pellegrini, Cosenza 2006;
  • La fidanzata impiccata, Venezia, Sodalizio del libro, 1957; poi con Introduzione di G. Lombardo, Pellegrini, Cosenza 2000;
  • Il mio paese del sud, Caltanissetta, Sciascia, 1957;
  • Il vento nell’oliveto Disgrazia in casa Amato Il diario di Laura, Einaudi, Torino 1963;
  • L’altro pianeta, Cosenza, Pellegrini, 1967;
  • Quasi una favola, Parallelo 38, Reggio Calabria 1976;
  • I sogni della provinciale, Barbaro, Oppido Mamertina 1980;
  • L’arca, con Introduzione di A. Piromalli, Pellegrini, Cosenza 1997;
  • La dittatura, con Introduzione di A. Piromalli, Pellegrini, Cosenza 2002;
  • Il viaggio, con Introduzione di A. Piromalli, Pellegrini, Cosenza 2003; 
  • Terra amara, con Introduzione di A. Piromalli, Pellegrini, Cosenza 2005.

Saggistica

  • L’altro pianeta, Pellegrini, Cosenza 1967;
  • Calabria pianeta sconosciuto, con un saggio introduttivo di Pasquino Crupi (I savi e i pazzi) e illustrazioni di Giulio Di Cola, Effesette, Cosenza 1991.

Diari

Diari: 1939-1976, a cura E. Pesenti Rossi, Pellegrini, Cosenza 2009.

Nota bibliografica

  • Antonio Piromalli, Fortunato Seminara, Pellegrini, Cosenza 1966; poi Rubbettino, Soveria Mannelli 1985;
  • Toni Iermano, Momenti della narrativa neorealistica di Fortunato Seminara, Sabatia, Avellino 1987;
  • Societa meridionale ed esiti tecnico-stilistici nell’opera di Fortunato Seminara. Atti del Convegno, Pellegrini, Cosenza 1999;
  • Monica Lanzillotta, I romanzi calabresi di Fortunato Seminara, Pellegrini, Cosenza 2004;
  • Impegno sociale e ricerca espressiva nell’opera di Fortunato Seminara. Atti del Convegno, Pellegrini, Cosenza 2008;
  • Antonio Piromalli, Scritti critici su Fortunato Seminara: dalle Baracche a Terra amara (1940-2005), a cura di A. D’Elia, FAP, Roma 2010;
  • Erik Pesenti Rossi, Vita di Fortunato Seminara scrittore solitario, Pelegrini, Cosenza 2012;
  • Rocco Lentini, Fortunato Seminara: Biografia politica, Città del Sole, Reggio Calabria 2014.
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