Taccone-Gallucci, Domenico

Domenico Taccone-Gallucci [Mileto (Vibo Valentia) 26 aprile 1852 – Roma, 9 ottobre 1917]

Figlio del barone Nicola, profondo cultore di studi filosofici ed estetici, e della marchesina Maria Antonietta Ajossa, nobile, ricca e numerosa famiglia di Mileto (sette figli). I familiari volevano che intraprendesse la carriera militare ma Domenico ad appena 9 anni entrò in seminario col desiderio espresso di diventare sacerdote.  Fu avviato, così, agli studi ecclesiastici dal cugino, don Pasquale Taccone vescovo di Bova dal 28 settembre 1849 al 30 settembre 1850 e in seguito a Teramo. Collaborarono alla sua formazione culturale altri sacerdoti; per le lettere, don Domenico Lopreiato e don Francesco Paolo Scuteri; per la filosofia e scienze sacre, don Raffaele Lomoro. 
A 22 anni, il 19 dicembre 1874, fu ordinato sacerdote da monsignor Filippo Mincione ma, data la giovane età, fu necessaria la dispensa apostolica. Nell’aprile del 1882, morto il vescovo Mincione, fu eletto vicario capitolare don Pasquale Colloca e don Domenico Taccone-Gallucci ne diventò valido collaboratore. L’allora Papa Leone XIII nominò vescovo di Mileto monsignor Luigi Carvelli, già vescovo di Potenza: il 23 agosto 1883 il nuovo vescovo si insediò a Mileto e in tale occasione don Domenico Taccone-Gallucci lesse un solenne discorso.
Il nuovo vescovo ebbe molta stima del giovane sacerdote e gli affidò delicati incarichi. Grande fu l’attività del giovaneprelato, che seppe unire una vasta cultura a una vita esemplare. Canonico Penitenziere della Cattedrale di Mileto, esaminatore prosinodale e dottore in Sacra Teologia, tra il 1882 e il 1888 fu incaricato della risistemazione dell’archivio curiale, togliendolo da una «incredibile confusione e da un informe acervo, ponendolo in ordine, secondo i singoli luoghi della Diocesi, nel nuovo Episcopio». Curò nel frattempo una Monografia della città e diocesi di Mileto, e un’altra sulla Certosa d Serra San Bruno, nonché un volume di prose e poesie In morte di Adolfo dei Marchesi Aiossa. 
Nel dicembre del 1887, intanto, moriva a Tropea monsignor Luigi Vaccari, vescovo ausiliare di monsignor Filippo De Simone, ormai vecchio e ammalato, il quale chiedeva subito un nuovo collaboratore. Di lì a poco, il primo giugno 1888, proprio Domenico Taccone-Gallucci fu nominato vescovo ausiliare di Nicotera e Tropea, consacrato nella chiesa di S. Alfonso a Roma dal cardinale Raffaele Monaco La Valletta, dall’arcivescovo Elia Bianchi e dal vescovo Raffaele Sirolli.Aveva appena 36 anni. L’anno dopo fu nominato vescovo titolare di Amathus in Palestina e il 14 dicembre 1889 vescovo di Nicotera e Tropea per successione.
Ricercatore instancabile di memorie storiche calabresi, nella sua nuova sede diocesana, oltre alle attività pastorali, si dedicò a studi storici, nonché letterari e teologici, pubblicando diversi volumi di storia della Chiesa in Calabria, tra cui, nel 1904, una Monografia delle diocesi di Nicotera e Tropea.
Come pastore, produsse molto impegno, innanzi tutto, per l’innalzamento del livello spirituale e culturale del clero e della formazione dei fedeli. E in occasione dell’Anno Santo del 1900 oltre ad abbellire molte chiese della diocesi, curò l’ampliamento della Cattedrale di Tropea e fece restaurare la cattedrale di Santa Maria Assunta a Nicotera, ricostruita a carico dello Stato dopo il terremoto del 1783, su progetto dell’Ing. Sintes, allievo del Vanvitelli.
Fu proprio monsignor Taccone-Gallucci il primo luglio 1893 a far traslare da Vizzini (nella diocesi di Caltagirone) a Tropea le reliquie della giovane martire tropeana Santa Domenica.
Nel 1897 presentò gli atti del processo ordinario dei miracoli del Servo di Dio, padre Vito De Netta, redentorista, definito «Apostolo delle Calabrie». Valorizzò il culto dei santi calabresi. Si adoperò attivamente dando aiuto materiale ai senzatetto del terremoto del 1905.
Autore prolifico, logorato soprattutto da una intensa attività pastorale e afflitto da una triste storia familiare, il 21 luglio 1908 mons. Taccone-Gallucci presentava alla Santa Sede le sue dimissioni. Fu nominato allora arcivescovo titolare di Costanza, in Romania. Il 20 agosto successivo si trasferiva a Roma, dove fu anche consulente presso diverse congregazioni. A riconoscimento della sua attività culturale, nel giigno 1914 lo nominò socio onorario. Vescovo emerito di Nicotera e Tropea morì a 65 anni. (Francesca Raimondi) © ICSAIC 2021 – 02

Opere

  • Monografia della città e diocesi di Mileto, Tip. degli Accattoncelli, Napoli 1881 (poi Antica tipografia Soliani, Modena 1882); 
  • Memorie storiche della Certosa dei Santi Stefano e Brunone in Calabria, Napoli 1885;
  • In morte di Adolfo dei Marchesi Aiossa (prose e poesie), Tip. L. F. Cogliati, Milano 1886;
  • Memorie di storia calabra ecclesiastica, Tip. Morello, Reggio Calabria 1887;
  • La chiesa cattedrale di Mileto, memoria storica e descrittiva, Tip. Morello, Reggio Calabria 1888;
  • Memoria storica di Santa Domenica vergine e martire e il suo culto in Tropea, Palmi 1893;
  • Scritti pastorali, Tip. Morello Reggio Calabria 1899;
  • S. Domenica verg. e martire e le sue reliquie in Tropea, Tip. F. Morello, Reggio-Calabria 1900;
  • Monografia del santuario di S. Francesco in Paola, Stab. Tip. di Francesco Morello, Reggio di Calabria 1901;
  • Regesti dei romani pontefici per le chiese della Calabria con annotazioni storiche, Tipografia Vaticana, Roma 1902;
  • Cronotassi dei metropolitani, arcivescovi e vescovi della Calabria, Tip. di Vittorio Nicotera, Tropea 1902;
  • Monografia delle diocesi Nicotera e Tropea, Tip. F. Morello, Reggio Calabria, 1904
  • La famiglia Taccone-Gallucci (Mileto in Calabria), Roma 1904;
  • Pel cinquantenario dalla definizione dogmatica della concezione immacolata della B. V. Maria: lettera pastorale, Tip. Morello, Reggio Calabria 1904;
  • Il culto dei martiri in Calabria, Lanciano, Veraldi e C., Napoli 1905;
  • Epigrafi cristiane del Bruzio (Calabria), Stab. tip. Morello, Reggio Calabria 1905;
  • Memorie di storia calabra ecclesiastica, Tip. Buongiovanni & Coccia, Tropea 1906;
  • Della vita e delle opere del barone Nicola Taccone-Gallucci, Reggio Calabria 1906;
  • Monografia del cardinale Guglielmo Sirleto nel secolo decimosesto, Societa Tipografico-editrice Romana, Roma 1909;
  • Monografia della patriarcale basilica di Santa Maria Maggiore, Tip. italo-orientale S. Nilo, Grottaferrata 1911.

Nota bibliografica

  • Accademia Cosentina, «Cronaca di Calabria», 25 giugno 1914;
  • Filippo Ramondino, Origini e vicende dell’Archivio Storico Diocesano di Mileto, «Limen», 1, 2008, pp. 50-53;
  • Carmela Galasso, Biografie di personaggi noti e meno noti della Calabria, Pellegrini, Cosenza 2009, pp. 439-440.
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