Tropea, Ugo

Ugo Tropea [Melito Porto Salvo (Reggio Calabria), 6 agosto 1898 – Reggio Calabria, 26 gennaio 1975]

Nacque da Pietro e daVincenza Maria Mandalari, sorella dello psichiatra Lorenzo e del noto letterato Mario.Sposò Francesca Mazzacuva,dalla quale ebbe tre figli: Enza Maria, Pier Francesco e Vittorio Ugo.
Studiò nel Collegio Pennisi di Acireale. La famiglia avrebbe voluto indirizzarlo agli studi giuridici, ma si iscrisse in medicina e chirurgia presso l’Università di Firenze e nel 1924 conseguì la laurea. Dal 1924 al 1930 fu Assistente universitario nelle cliniche ostetrico-ginecologiche di Siena, poi di Pavia, quindi di Milano,  conseguendo anche, nel 1925, il diploma di Ufficiale Sanitario presso l’Università di Siena.
Nel 1928 ottenne il Diploma di Specialista in Ostetricia e Ginecologia presso l’Universitàdi Milano, col massimo dei voti e lode.Nella stessa Università ottenne, nel successivo 1929, la Libera Docenza in Clinica ostetrica e ginecologica.
Nel 1931, fu nominato Dirigente dei Consultori di ostetricia per la provincia di Reggio Calabria.Tre anni dopo fondò a Reggio il Centro calabrese per la cura della sterilità.
Dal 1935  al 1968 svolse le funzioni di primario del reparto ostetrico- ginecologico degli Ospedali Riuniti in Reggio Calabria, reparto al quale viene presto riconosciuta, per la qualità della sua attività, piena autonomia. 
Nel 1935 fondò a Reggio Calabria la rivista medica «Igea», e nel 1942 venne nominato Ispettore centrale dell’Opera nazionale maternità e infanzia.
Realizzò nel 1947 la Clinica di ostetricia “Villa Mater”, punto di eccellenza, per decenni, della Maternità per Reggio Calabria e per la sua provincia.
Fu autore di sessantacinque pubblicazioni, riportate sulle più importanti riviste mediche italiane.
Finito tragicamente il periodo della dittatura fascista, e ritornata in Italia la democrazia, il 10 settembre 1948, sia pure non a seguito di normali elezioni, perché ancora in assenza di una specifica legge elettorale, ma per decreto prefettizio, si costituì il nuovo Consiglio Provinciale, che si insediò il successivo 18 settembre.
Quindici furono i suoi componenti, scelti dal Prefetto su indicazione dei Partiti presenti alle consultazioni nazionali, con quantificazione fatta sulla base dei risultati elettorali del 18 aprile 1947: otto alla Dc, due al Pci, due al Psi, uno al Psli, due al Pli.
I Consiglieri scelsero lui  come Presidente. E sarà una Presidenza che, rinnovata nei successivi consessi, durerà tredici anni. In questo così lungo lasso di tempo, l’ente conobbe grandi realizzazioni in tutti i settori. A cominciare dall’ammodernamento strutturale e incremento della rete stradale provinciale che raggiungerà gli oltre 525 chilometri di tracciati. Lo stesso dicasi per l’edilizia scolastica, dove, sulla base delle specifiche competenze dell’Amministrazione Provinciale, si costruirono in tutto il territorio reggino numerosi edifici per ospitare Licei Scientifici nonché Istituti Tecnici,Professionali e di qualificazione lavorativa. Saranno ricostruiti gli edifici distrutti durante i bombardamenti bellici, tra cui l’Ospedale Psichiatrico e il Brefotrofio Provinciale. Particolare attenzione sarà dedicata alle strutture sanitarie, con la costruzione di numerosi edifici come Dispensari, Istituti di rieducazione, e perfino un imponente Palazzo dellaSanità. Si costruiranno case per i dipendenti dell’Amministrazione, una Casa diRiposo per Anziani, un Sanatorio. Una grande attenzione sarà dedicata al Palazzo della Provincia, e in particolare alla sala Consiliare, che vedrà la messa in opera di una serie notevole di opere d’arte, con affreschi, ceramiche e mosaici, e con un ampio pannello marmoreo che evoca i fasti storici della provincia reggina, opera del famoso scultore Alessandro Monteleone. 
Nel campo più specifico della promozione culturale, resta insuperata la creazione, nel contesto istituzionale, di un «Centro di Alta Cultura», fortemente voluto dal Presidente Tropea, che, nel corso di tre anni, tra il 1954 il 1956,organizzerà una lunga serie di conferenze, tenute da illustri personalità della Letteratura e delle Scienze italiane, tra cui molti Calabresi, conferenze che verrannopuntualmente ed opportunamente raccolte in tre grossi volumi.
Morì all’età di 77 anni.
Nel 2008, l’Aogoi (Associazione ostetrici ginecologi ospedalieri italiani), bandì un concorso per una borsa di studio intestata a suo nome e della commissione esaminatrice fece parte il figlio Pier Francesco, già primario ostetrico a Reggio Calabria.L’Associazione Anassilaos ha proposto di intitolargli il palazzo della Provincia, oggi sede della Città Metropolitana. (Francesco Arillotta) © ICSAIC 2020

Pubblicazioni

  • La lotta contro l’alcoolismo, Conferenza su invito del Consiglio Nazionale delle Donne Italiane, «LaParola»,  Torino 1926;
  • Contributo allo studio della flora batterica anaerobica dei carcinomi genitali ulcerati, «La Clinica Ostetrica»,  Roma 1927;
  • Degenerazione molare iniziale in placenta apparentemente ben conformata,«Foliagynaecologica», 25, 2, 1927;
  • Il bacillo tubercolare nel liquido amniotico delle gestanti tubercolose, «Annali di Ostetricia e Ginecologia»,  Milano 1928;
  • Sulla terapia dei fibromiomi dell’utero con particolare riguardo al trattamento chirurgico conservativo, «Annali di Ostetricia e Ginecologia», Milano 1929;
  • Contributo alla conoscenza della gravidanza cervicale, «Rassegna di Ostetricia e Ginecologia», Napoli 1929;
  • In tema di bonifica della razza: L’intossicazione alcolica e l’avvenire del prodotto del concepimento,  «Gazzetta Italiana delle levatrici», Milano 1929;
  • Sulla patogenesi delle cisti ovariche: catrame o cioccolato, «Annali di Ostetricia e Ginecologia», Milano 1929;
  • Cellule interstiziali ed altri elementi a contenuto lipoideo nelle ovaie della donna, «Annali di Ostetricia e Ginecologia», Milano 1929;
  • Lavoro e Maternità, Tipografia Cooperativa, Parma 1929;
  • A proposito dell’indirizzo terapeutico del cancro dell’utero in gravidanza, «Annali di Ostetricia e Ginecologia»,  Milano 1929;
  • Attività assistenziale della Cattedra di Assistenza materna dell’Opera Nazionale Maternità, «Atti Soc. Ital. di Ostetricia e Ginecologia»,  Milano 1931;
  • Tubercolosi e Maternità, «Bollettino Opera Nazionale Maternità ed Infanzia», n. 8, Roma 1932;
  • Criteri odierni e realizzazioni nel campo dell’assistenza sociale alla donna-madre, «Rivista di Ostetricia e Ginecologia», Milano 1933;
  • Intorno all’assistenza alla maternità nel Mezzogiorno, «Atti Soc. Ital. di Ostetricia e Ginecologia»,  Congresso Nazionale 1933;
  • Della nefrite anafilattica, «La Clinica Ostetrica», Roma 1934; 
  • Dati e rilievi sulla nati e neonati-mortalità, «Igea», 1935;
  • Sulla inseparabilità scientifica e pratica della Specialità ostetrico-ginecologica,«Rivista di Ostetricia e Ginecologia pratica», Milano 1936;
  • Rapporto ed interferenze tra due complessi fattori sociali: tubercolosi e Maternità, «Calabria medica»,  2, 1936;
  • Fatti e misfatti dell’Ostetricia rurale e nazionalizzazione del Servizio assistenziale, «Atti Soc. Ital. di Ostetricia e Ginecologia», Perugia 1938;
  • Assistenza alla Maternità in Calabria: Istituzione e 1° quinquiennio di attività del Reparto Ostetrico-ginecologico degli Ospedali Riuniti di Reggio, Libreria emiliana editrice, Venezia 1938;
  • Le rotture d’utero in travaglio di parto, «Annali di Ostetricia e Ginecologia», Milano 1940.                                

Nota bibliografica

  • Un Centro calabrese per la cura della sterilità, «Cronaca di Calabria», 30 giugno 1934;
  • Centro calabrese per la cura della sterilità, «Il Policlinico», XLI, 29, 1934, p. 1156;
  • Valerio Meliadò, Ugo Tropea. Ostetrico ginecologo reggino, «Accademia Peloritana dei Pericolanti», aprile 2012.
  • Borsa di studio Ugo Tropea, «GinecoAogoi», 8-9, 2007, p. 28.
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