“Tutto scorre. Panta rei”, appuntamento sabato 10 a Sant’Alessio in Aspromonte

 “Tutto scorre – Panta rei. L’Aspromonte e le sue antiche macchine idrauliche. Il caso studio della vallata del Gallico”, un interessante volume scritto da Domenico Malaspina e Antonino Sapone (socio del nostro istituto) e pubblicato dall’editore Laruffa di Reggio Calabria, sarà presentato il prossimo 10 agosto alle 19,30 in Piazza Municipio a Sant’Alessio in Aspromonte. Si tratta di un saggio ricco di annotazioni demo-etno-antropologiche e con un chiaro intento divulgativo che, attraverso le sue 459 pagine e un catalogo storico descrittivo e documentario, effettua una ricognizione sui mulini, i frantoi, le gualchiere, le seghe idrauliche dell’Aspromonte, soffermandosi specificamente sulla vallata del torrente Gallico a Nord di Reggio Calabria di cui rievoca la storia di una comunità. Il volume, inoltre, si caratterizza per un particolare approccio di studio che unisce e incrocia la ricerca documentale e archivistica alla perlustrazione dei luoghi e ai rilievi architettonici dei manufatti. Le ricerche condotte da Malaspina e Sapone, infatti, permettono di individuare e riassumere le principali vicende storiche che hanno interessato negli ultimi cinque secoli mulini da grano, frantoi da olio, gualchiere per la lana, cartiere e segherie idrauliche presenti nel territorio del Gallico, dall’Aspromonte fino allo Stretto di Messina, riportando così l’attenzione su un contesto ambientale, monumentale e produttivo, profondamente segnato dallo spopolamento e dalla marginalità economica, eppure ricchissimo di testimonianze storiche e di potenzialità di sviluppo.
«Non è stato un lavoro facile – ha commentato Sapone – ma gli appunti che vado prendendo da anni non potevano restare al chiuso della mia stanza. Così abbiamo reso possibile la pubblicazione di un libro che non deve restare negli scaffali delle librerie. Mi auguro che venga diffuso, conosciuto, studiato, anche criticato e letto dalle Amministrazioni pubbliche e dalle associazioni che hanno interesse alla valorizzazione della memoria del nostro territorio. Ci sottoponiamo al loro giudizio, lanciando una sfida ai lettori: questo ‘mattone’ può avere due direzioni: essere la pietra tombale sul sistema delle macchine idrauliche e sulla cultura e le comunità di cui erano espressione, oppure essere un inizio per realizzare una progettazione che abbia al centro la riscoperta e la messa a valore delle nostre radici. La fine o l’inizio per portare nuova acqua a quei meravigliosi mulini».