Tympani, Giuseppe

Giuseppe Tympani (Gerace (Reggio Calabria), 18 novembre 1904 – Reggio Calabria, 14 giugno 1981)

Giuseppe Francesco Timpani (così nell’atto di nascita, senza la “y” nel cognome), nacque a Domenico, calzolaio, e da Maria Concetta Siciliano, casalinga. Orfano di padre in tenera età, frequenta il Seminario da esterno. Presa la licenza ginnasiale, si iscrive all’Istituto Magistrale di Locri dove si diploma. Inizia così la sua attività d’insegnante elementare nelle frazioni Puzzello e Zuccù di Gerace. A 22 anni, nel 1926, insieme a Domenico Scoleri e Alfredo Pedullà Audino,fonda la Federazione Italiana liberi intellettuali (FILI), la cui presidenza fu affidata al poeta Vincenzo Gerace. Il programma della FILI è quello di «difendere la libertà del pensiero e di combattere qualunque manifestazione di pseudo arte». Insieme a Antonino Anile, poeta, scienziato e uomo politico, la FILI raduna scrittori e intellettuali calabresi, tra i quali, Nicola Giunta, Natalino Lanucara, Franco Saccà ed Enzo Bruzzi. All’iniziativa aderiscono molti illustri scrittori, poeti e artisti dell’epoca, come Eugenio Montale, Sem Benelli, Massimo Bontempelli, Curzio Malaparte, Leonida Repaci, Francesco Perri, Libero Bovio, Mario La Cava, Francesco Cilea, e case editrici come Mondadori e Vallecchi.
Nel 1927 pubblica «Rime dell’Adolescenza. Liriche», con prefazione di Anile: «Queste rime – scrive profeticamente Anile – rivelano un temperamento poetico, al quale la disciplina degli studi e le necessità aspre della vita daranno vigore». In quegli anni scrisse anche Camicia Nera e curò l’antologia di giovani autori Giovinezza. Si sa anche ce stava scrivendo il romanzo Alba di sangue, di cui non si hanno tracce. Si iscrive al Magistero di Messina dove consegue nel novembre 1928 l’abilitazione alla Direzione Didattica e l’11 novembre 1931 si laurea in Filosofia e Pedagogia.
Nel 1933 si sposa con una ragazza di Bovalino Superiore, Vittoria Francesca Pipicelli. E nello stesso anno ottiene il posto di ruolo a Reggio Calabria, ma preferisce la frazione Pellaro vicino alla città. 
Cinque anni dopo lascia la scuola elementare e insegna Italiano e Storia all’Istituto magistrale “T. Gulli” di Neggio.
Nel 1940 gli muore la figlia Rosetta. Dallo strazio di questa perdita nasce forse la sua più bella opera, «Elegia a Rosetta», un lamento lirico, pubblicata quattro anni dopo.
Dopo un periodo di silenzio dovuto alla guerra, nel 1946 riprende l’attività della FILI che organizza diverse manifestazioni. Nel 1948 fonda la rivista «Italia Intellettuale», mensile, poi bimestrale, di varia cultura e organo della FILI da lui finanziato, che dirige fino alla morte. Contemporaneamente è redattore della rivista «Realismo Lirico». Negli anni Cinquanta e fino al 1975, anno in cui va in pensione, insegna all’Istituto Tecnico Commerciale «Raffaele Piria» di Reggio.
Fu collaboratore di periodici e di quotidiani. Sul quotidiano reggino «La Voce di Calabria», nel 1957 pubblica a puntate un «Diario della sua adolescenza colpita dal dolore».
Pubblicò articoli, saggi, memorie, bozzetti teatrali, ma molti suoi scritti sono rimasti inediti, come le opere teatrali Il Capolavoro (1929) e Fata Beneficenza (1933). Nel 1960 appare Soliloqui; nel 1971 viene pubblicata La vie et le temps,una scelta di poesie tradotte in francese da Solange de Bresseux; nel 1972 pubblica Frammenti di vita e nel 1975 Poesie scelte
Sulla la tristezza e sulla malinconia si sono soffermati in tanti. «La poesia di Giuseppe Tympani – scrive Antonio Piromalli nella sua La Letteratura calabrese – vive nel mondo degli affetti teneri e delicati, di passioni sentite col cuore e con l’anima; c’è nei suoi versi il trasporto e l’entusiasmo della giovinezza ma anche la tristezza e la malinconia di un temperamento pensoso». E Pasquino Crupi, scrive  che «egli canta il paese triste, la dolce sua casa, il camposanto, la strada di campagna, le giornate d’inverno, il novembre dei defunti, la giostra della villa comunale di Reggio Calabria, la sala d’aspetto delle stazioni, la stanza d’albergo, il gatto, il letto di morte, i fiori del suo giardino, la sua radicalità, la suora di carità, la nonna, la mamma, il fratello, i figli, la figlia Rosetta, morta in tenera età» «Era eternamente silenzioso, ieratico, afflitto», ricorda Domenico Defelice, secondo cui era «un orizzonte serrato alla gioia, quello di Giuseppe Tympani, una corsa precipitosa verso il totale, generale dissolvimento, anche se, in fondo, egli ha sempre intravisto una luce e una speranza»; e il poeta «era un’ombra tetra, resa più inquietante dai vestiti lisi e scuri che indossava, sempre intabarrato e una lunga sciarpa al collo anche col sole a picco dell’estate».
Poeta, animatore culturale, insegnante e critico letterario è stato insignito, due volte, del Premio della cultura dalla presidenza del Consiglio dei Ministri.
Muore a 77 anni, nella sua casa, pianto da figli, parenti e amici.
Il 22 ottobre 2011 l’amministrazione comunale di Gerace, in collaborazione con l’associazione reggina Anassilaos, organizza un convegno e gli dedica una targa ricordo posta sulla facciata alla sua casa natale. Una strada di Reggio Calabria è intitola al suo nome. (Vincenzo Cataldo) © ICSAIC 2020

Opere

  • Rime dell’adolescenza. Liriche 1924-1927, Tip. I. Cavallaro, Gerace 1927 (poi Città del Sole, Reggio Calabria 2010);
  • Giovinezza (con la collaborazione di Salvatore Carella, Alfredo Pedullà Audino, Domenico Scoleri)Federazione Naz. liberi Intellettuali, Gerace 1931;
  • Elegia a Rosetta, Reggio Calabria 1944 (poi Maia, Siena 1951);
  • Soliloqui. 1944-1956, Porfiri, Roma 1960;
  • La vie et le temps, «Italia Intellettuale», Reggio Calabria 1971;
  • Frammenti di vita, Reggio Calabria 1972;
  • Poesie scelte (1924-1974), La Prora, Milano 1975;
  • Poesie e pagine scelte, Città del Sole, Reggio Calabria 2013.

Nota bibliografica essenziale

  • Ernesto Puzzanghera, Pagine controluce, La Procellaria, Reggio Calabria 1963, pp. 35-42;
  • Giuseppe Benedetto, La poesia di Giuseppe Tympani, Ed. Italia intellettuale, s. l. 1968
  • Antonio Piromalli, La Letteratura calabrese, Pellegrini, Cosenza 1996;
  • Pasquino Crupi, La Letteratura calabrese, Lineaerre, Reggio Calabria 1999, p. 145;
  • Domenico Defelice, Giuseppe Tympani, “una pena, un mistero, un destino”, «Lettere Meridiane», n. 4, ottobre-novembre-dicembre 2005.

Nota archivistica

  • Comune di Gerace, Registro delle nascite, atto n. 159, 1903
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