Volpe, Francesco C.

Francesco C. Volpe [Cleto (Cosenza) 28 giugno 1932 – Amantea (Cosenza) 15 maggio 2020]

Figlio primogenito di Luigi e di Marianna Milito. All’età di quattro anni rimase orfano del padre, morto ventiquattrenne in Africa durante la guerra di conquista dell’Abissinia.
Con profitto frequentò le scuole primarie a Cleto. Passò alle scuole secondarie ad Amantea dove trovò l’alimento giusto per lo sviluppo della sua feconda intelligenza e dove, in breve, fece rapidi progressi nello studio delle lettere italiane e latine. Infine, per ancor più perfezionare e completare i suoi studi, con gran sacrificio della madre, passò in uno dei licei più antichi d’Italia, il «Tasso» di Salerno.
Conscio che la famiglia aveva bisogno del suo sostegno, dopo la maturità conseguì l’abilitazione magistrale e subito passò a fare il maestro elementare iniziando la sua attività didattica nel Bellunese, a Selva di Cadore, dove si trasferì con la madre e il fratello Angelo.
Rientrato in Calabria dal Veneto, sposò Carolina Morelli, sua collega. Dalla loro unione nacquero Marianna, Teresa e Luigi.
Mentre insegnava pensò a perfezionare, ancor più, lo studio delle lettere. Si laureò in lettere moderne alla Sapienza di Roma dove fu allievo di Ettore Paratore e Natalino Sapegno. Argomentò la sua tesi sul tema «Mezzogiorno, Risorgimento e Unità d’Italia», il cui curatore fu Giacomo Debenedetti. Da allora il suo terreno di studio fu sempre questo. 
Conseguita la laurea, dalle scuole primarie passò alle secondarie concludendo la carriera come preside alle scuole medie di Ajello Calabro (Cs) senza mai fermarsi nello studio e nella ricerca.
Ovunque egli si mostrò modesto e studioso. Alla professione del docente, fin da giovane, affiancò quella del saggista. Pubblicò articoli e recensioni su: «Archivio Storico per le Province Napoletane», «Rassegna Storica del Risorgimento», «Nord e Sud», «Il Ponte» e altri periodici. Il prof. Augusto Placanica, di lui disse: «È una tra le voci più autorevoli della cultura calabrese degli ultimi decenni con interessi che vanno dalla letteratura alla storiografia propriamente detta. L’orizzonte storicistico entro il quale Volpe si muove, sorretto da una mirabile eleganza di stile, fa delle sue ricostruzioni storiche degli affreschi ben lontani dal cronachismo localistico […]. Nell’Italia d’oggi Francesco Volpe è un vivente rimprovero alle furberie dell’accademia, ai riti gretti dei saperi organizzati, alle prospettive modeste della cultura di provincia».
Per molti anni è stato dirigente dell’Istituto calabrese per la storia dell’antifascismo e dell’Italia contemporanea.
È scomparso all’età di 88 nel cordoglio della comunità scientifica. (Ferruccio Policicchio) @ ICSAIC 2021 – 12  – BREVE

Opere

  • Calabria contemporanea 1861-1961. Pagine di critica storica (con Giuseppe Masi), Aiello, Cosenza 1983;
  • Cultura e storia nel Mezzogiorno tra ’800 e ’900, Marco, Lungro 1998;
  • Calabria Citra tra Restaurazione e Unità, in Storia del Mezzogiorno, diretta da Giuseppe Galasso e Rosario Romeo, vol. X, Editalia, Roma 1994;
  • Il pensiero politico meridionale, in Storia del Mezzogiorno, cit., vol. VII, Editalia, Roma 1994;

Nota

  • Profilo realizzato con la collaborazione della figlia del biografato, Marianna, che si ringrazia.
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