Barbieri, Raffaele

Raffaele Barbieri [San Marco Argentano (Cosenza), 4 ottobre 1898 – Cassano Jonio (Cosenza), 31 gennaio 1968]

Penultimo di quattro figli (Francesco, Pasqualina Elisabetta e infine Rosamaria Filomena, morta a soli 27 anni) tutti nati in campagna in una casetta rosa di “Sant’Antuonu”, il quartiere di Sant’Antonio Abate di San Marco Argentano, nacque da Giuseppe, contadino, e da Clarice Maria De Cola, filatrice, iuna famiglia di umili origini originaria di Bonifati. Angelo Raffaele, come fu dichiarato allo Stato civile, da bambino fu un pastorello. Frequentò le scuole elementari a San Marco. Nonostante le forti resistenze iniziali, il vescovo Salvatore Scanu, che apprezzava il bambino intelligente e curioso,  considerandolo un prodigio, riuscì a convincere il padre a a farlo entrare in seminario. Nel 1910, così, iniziò la sua preparazione nel seminario minore della diocesi di S. Marco e Bisignano, poi andò al seminario vescovile di Catanzaro, dove completò gli studi di Filosofiae Teologia. Dopo il compimento degli studi teologici, a soli 23 anni, il 21 maggio 1921 venne ordinato sacerdote. 
Per i successivi 12 anni, fu prefetto, docente, rettore e padre spirituale nel seminario diocesano di San Marco, fino a quando non venne nominato Teologo del Capitolo della Cattedrale di San Marco, incarico che svolse con impegno per diversi anni. Negli stessi anni fu assistente della federazione diocesana uomini cattolici e quindi dell’unione donne cattoliche. Della stessa associazione fu anche segretario diocesano. Nel 1932, monsignor Demetrio Moscato, succeduto nel 1932 a monsignor Scanu, lo nominò suo delegato, carica che mantenne sino al 1937. 
Erudito, dinamico e impegnato nelle attività ecclesiastiche e sociali, a soli 39 anni, mediante Bolla Pontificia del 30 agosto 1937 comunicata all’arcivescovo metropolita di Reggio, monsignor Carmelo Pujia, Pio XII lo nominò vescovo della diocesi suffraganea di Cassano Jonio, come successore di monsignor Bruno Occhiuto, morto ancora giovane. La sua nomina aveva avuto già il gradimento delle autorità fasciste: il prefetto di Cosenza, l’11 agosto 1937 telegrafò al ministero dell’Interno definendolo «di una umiltà proverbiale, caritatevole», aggiungendo che era: «di sentimenti fascisti di primissima fede dal 1919, [e che] nelle sue conferenze inneggia al Fascismo e alla Casa Savoia». Ciò consentì all’Ambasciatore italiano presso la Santa sede di esprimere il proprio parere favorevole.
Il 24 ottobre 1937, nella chiesa di San Francesco di Paola, fu consacrato vescovo da monsignor Demetrio Moscato, coconsacranti Domenico Petroni, vescovo di Melfi e Rapolla, e Nicola Canino, vescovo di Oppido Mamertina.
Governò la Diocesi di Cassano rimase dal 1937 al 1969 (fu il vescovo che la resse più a lungo). Per oltre 30 anni, quindi, visse e operò instancabile, dando impulso a molte opere: il convento francescano di Castrovillari, la Casa dei Padri Redentoristi a Sibari, dei “Maristi” a Marcellina di S. Maria del Cedro (Cosenza), delle Suore Minime della Passione a Lauropoli (Cosenza). Fececostruire nuove chiese a Castrovillari, Praia a Mare, Sibari. Mise in funzione la chiesa di S. Bernardino a Morano Calabro e quella della Consolazione ad Altomonte. Abbellì il vescovato di Cassano e il duomo di Mormanno. Ampliò il convitto vescovile di Castrovillari. Oltre alla costruzione di chiese, parrocchie, conventi e case religiose, promosse altre attività, qualil’organizzazione di congressi mariani e catechistici e due sinodi diocesani (1946 e 1957). Fece molte visite pastorali nella diocesi. Nel 1945 prese a cuore le iniziative in favore dei reduci.
Per tutte queste attività e iniziative, nel 1957 papa Pio XII lo nominò vescovo assistente pontificio. Partecipò al Concilio Ecumenico Vaticano II, in verità frastornato dalle «nuove tesi teologiche e dalla nuova, per così dire, ecclesiologia» (Paternostro). Secondo Padre Russo, con una posizione molto conservatrice: «Fu assolutista e accentratore; insensibile alla comprensione delle correnti di rinnovamento che hanno ispirato la Chiesa durante il Concilio Vaticano II, ha continuato a governare con metodi sorpassati e anacronistici». Per tali atteggiamenti ebbe anche delle contestazioni da pare di sacerdoti che operavano nella Diocesi.
Grande oratore, come testimoniano gli elogi funebri di cinque vescovi calabresi, raccolti nel volume Pastori di Calabria ed il cantico dell’episcopato cattolico, fu molto presente nella vita della regione e nel dibattito a cavallo tra gli anni Quaranta e Cinquanta sulla scelta capoluogo della Calabria, in contrasto anche con altri vescovi, si pronunciò apertamente e motivatamente a favore di Catanzaro; espresse la convinzione che «sarebbe… di sommo fastidio per tutti se Reggio fosse preferita a Catanzaro. Questa città gode di una posizione centrale…».
Di salute cagionevole, «nella sua sofferenza e malattia diede un grande esempio di accettazione e sottomissione alla volontà di Dio. Ripeteva spesso: “Fiat voluntas Dei”». «Servo di Dio», Si spense all’età di 70 anni in concetto di santità e riposa nella cattedrale di Cassano sotto il pavimento della Cappella del Sacramento. Lasciò molti scritti, discorsi, lettere pastorali e altro. Monsignor Vincenzo Bertolone, vescovo di Cassano, molti anni dopo la morte ha chiesto la sua beatificazione.
San Marco Argentano e Cassano Jonio lo ricordano con una via cittadina a lui intitolata. (Leonilde Reda) © ICSAIC 2022 – 1 

Scritti

  • Cristo tutto e in ogni cosa, s.n, Messina 1937;
  • Il peccato, s.n, Castrovillari 1941;
  • Verso la vita, s.n, Castrovillari 1942;
  • Grandezza del nostro sacerdozio, s.n, Castrovillari 1946;
  • Maria e il mondo del lavoro, in «Bolla ecclesiastica diocesana», 1954;
  • San Francesco di Paola, sole di nostra gente, s.n, s.l. 1957;
  • Pastori di Calabria Discorsi, Tip. E. Patitucci, Castrovillari 1959;
  • Preparazione al congresso eucaristico e al Concilio Ecumenico, Tip. E. Patitucci, Castrovillari 1962.

Nota bibliografica

  • Eugenio Greco, Il buon diritto di Catanzaro nelle dichiarazioni del Vescovo di Cassano e della “Vedetta” di Castrovillari, in «Corriere Calabrese», 23-24 gennaio 1949;
  • Francesco Russo, Storia della diocesi di Cassano al Jonio, Laurenziana, Napoli 1964; pp. 176-180;
  • Mario Scarpelli, S.E. Mons. Raffaele Barbieri vescovo di Cassano Ionio nel 1° centenario della nascita, 4 ottobre 1898-1998, Centro Studi normanno-svevi San Marco Argentano (Cosenza), S. Marco Argentano 1999;
  • Carmela Galasso, Barbieri Raffaele, in Biografie di personaggi noti e meno noti della Calabria, Pellegrini, Cosenza 2009, p. 60;
  • Luigi Paternostro, Mormanno un paese… nel mondo, Phaser Edizioni, Firenze 2019, pp. 98-99;
  • Pino Lombardo, Il vescovo pastorello, in https://www.lastorialestorie.it/vescovo.htm;
  • Fabio Arduino, Servo di Dio Raffaele Barbieri Vescovo, in http://www.santiebeati.it/dettaglio/96300;