Battendieri, Mario

Mario Battendieri [Roggiano Gravina (Cosenza), 14 marzo 1905 – Cosenza, 23 luglio 1972]

Nato da Giuseppe e Angela Pietrangeli, una famiglia di proprietari terrieri, già da bambino manifestò una particolare passione per la pittura. Per tre anni, fino allo scoppio della Grande Guerra, studiò arte, nello studio del pittore Camillo Vaccaro a Lungro. Si ammalò di Spagnola e una volta guarito la famiglia decise di avviarlo agli studi classici. Con il fratello Remo frequentò il liceo del collegio di San Adriano a San Demetrio Corone. Deluso dal padre che gli aveva promesso di potersi dedicare agli studi di arte dopo il diploma ginnasialecontinuò gli studi in un collegio privato di Stilo, dove smise di studiare e si fece bocciare come forma protesta contro il genitore, il quale allora si convinse ad assecondarlo. Vinte le resistenze familiari il giovane Mario sull’esempio del suo compaesano Angelo Mazzia (1825-1890) prese la strada dell’emigrazione intellettuale fatta da tanti altri talenti calabresi, e nel 1928 si recò a Napoli per studiare pittura presso quell’Accademia di Belle Arti. Ebbe come primi maestri Vincenzo Volpe e Nicola Biondi, entrami deceduto nel 1929, ma nei successivi tre anni il suo insegnante fu Carlo Siviero, di cui divenne uno degli allievi più apprezzati. Siviero avrebbe voluto fargli ripetere l’ultimo anno per trattenerlo ancora a Napoli, ma Battendieri rifiutò. Subito dopo il diploma, tuttavia, ebbe la prima commessa: il ritratto della moglie del console degli Stati Uniti a Napoli, signora Homser. 
Tornato a Roggiano, ebbe nuovi contrasti con la famiglia. Alla sua bottega, tra altri, fece i primi passi fra’ Benedetto, il Beato Angelico calabrese, al secolo Vito Alessandro Esposito. Sebbene fosse considerato una promessa della pittura nella Calabria degli anni Trenta, però, nel suo paese lavorava molto poco. 
Pittore figurativo e paesaggista, infatti, fece qualche piccola somma con una mostra a Cosenza poi replicata a Catanzaro.
Nel 1937 sposò Alba Nudi, una ragazza di Roggiano Gravina appartenente a una famiglia di grossi proprietari terrieri. La coppia ebbe quattro figli: Angela, Giuseppe, Letizia e Francesco.
Sempre nel 1937 partecipò alla IV Mostra sindacale d’Arte della Calabria che si tenne a Reggio Calabria nei locali dell’Istituto d’arte «Mattia Preti» in piazza Castello.
Successivamente decise di tentare la fortuna in Sud America e con la moglie e uno zio medico emigrò a San Paolo del Brasile. Nella città paulista gli vennero commissionati diversi ritratti, tra cui quello della signora Amaral, la bella moglie di un facoltoso avvocato, e alcuni quadri tra cui un nudo di donna comprato da un collezionista francese. Rimase in Brasile almeno fino al 1941, quando con la moglie la sua presenza è segnalata alla 12ª Conferenza del rotary brasiliano tenutasi a Fortaleza.
Tornò però in Calabria e riprese a operare intensamente, anche se la sua attività ebbe una lunga pausa seguita una crisi artistica che terminò solo quando un quadro, che lui stesso non apprezzava molto, fu invece accettato alla mostra di Sanremo.
Trasferitosi con la moglie a Cosenza, nel dopoguerra si dedicò all’insegnamento di Storia dell’Arte ma avviò, come scrive il critico d’arte Ugo Campisani, «il suo autonomo e fervente operare, producendo in quantità notevole quadri di paesaggio e ritratti, non trascurando per questo la pittura di soggetto sacro quali la “Santa Teresa” per l’omonima Chiesa di Cosenza, prospiciente la sua abitazione, e gli affreschi della Chiesa conventuale di S. Marco Argentano con le “Storie di San Francesco di Paola”». 
Dipinse inoltre una serie di ritratti, autoritratti, nature morte, paesaggi talvolta raffiguranti sagre paesane quali I giocolieri della piazza di RoggianoLa corsa degli asini, nonché scene di solennità storica, come il Colonizzatore greco dell’ampia e fertile piana di Sibari
Delle persone effigiate è utile ricordare I ritratti dei suoi genitori, il Ritratto di Raffaele Pingitore, il Ritratto della signora Raffaella Costantino, madre del critico d’arte Ugo Campisani che si è occupato in maniera approfondita della sua opera.
Degli autoritratti dell’artista (numerosi e ripetuti nel tempo come quelli prodotti da Van Gogh, da Rembrandt o da De Chirico), secondo Campisani, significativi sono quelli del periodo giovanile in costume calabrese, seguito dall’altro della maturità in cui risulta effigiato in posa monumentale,
Fu anche restauratore. Lavorò, infatti, al Santuario della Madonna delle Armi in Cerchiara di Calabria e alla Chiesa del Convento dei frati minori di San Marco Argentano. Lavorò pure l’argilla (pregevoli una testa di Cristo, la moglie Alba e un suo autoritratto) e praticò anche la ceramica, producendo piatti murali, vasellame e mattonelle. 
A Cosenza ha insegnato per molti anni presso l’Istituto Tecnico Femminile «Francesco Saverio Nitti» e ha tenuto mostre importanti, come quella del 1961 nei locali del Circolo cittadino «Cosenza nostra». Come Ispettore onorario dei Monumenti della Calabria si è occupato della vigilanza e conservazione delle opere d’arte. Ha partecipato a numerose esposizioni e mostre regionali e nazionali di pittura; mostre che furono poi replicate oltre oceano a San Paolo del Brasile, Rio de Janeiro, Buenos Aires e, infine, a New York. Suoi dipinti sono conservati in collezioni private e pubbliche. A Catanzaro, nella Pinacoteca e Gipsoteca del Marca, si conserva il suo significativo dipinto Festa paesana notturna del 1934.
È deceduto a 67 anni ed è seppellito nella cappella di famiglia nel cimitero di Roggiano. Il suo paese lo ricorda con una via intestata a suo nome. (Liliana Venneri) @ICSAIC 2022 – 3

Nota bibliografica essenziale

  • Raffaele Pingitore, In una grande metropoli americana il pittore cosentino Mario Battendieri aprirà prossimamente una personale recando all’arte di oltre atlantico il saluto dell’arte e dell’ingegno di Calabria, «Cronaca di Calabria», 9 giugno 1953;
  • Ugo Campisani, Artisti calabresi che scompaiono: Mario Battendieri (1905-1972), «Cronaca di Calabria», 12 agosto 1972;
  • Ugo Campisani, Artisti calabresi Otto e Novecento. Pittori, scultori, storia, opere, Pellegrini, Cosenza 2005, ad nomen;
  • Armando Giorno, La Calabria nell’arte, Edizioni Orizzonti Meridionali, Cosenza 1993, p. 44;
  • Antonietta De Fazio, La Calabria e i suoi artisti. Dizionario dei pittori (1700-1930), Rubbettino, Soveria Mannelli 2020, ad nomen.

Nota

  • Si ringrazia la signora Paola Guidi, moglie di Francesco Battendieri e nuora del biografato, per le preziose informazioni necessarie alla completezza di questa voce e per la foto dell’autoritratto.