Sono online dieci nuove biografie augurando a tutti un “felice 2023”

Il nostro Dizionario Biografico della Calabria Contemporanea cresce ancora a ritmo costante. Nel 2022 che sta per lasciarci si è arricchito di ben 120 profili, portando così il numero di biografie di calabresi che hanno operato nella regione e fuori a ben 810. Tutto ciò è stato possibile grazie all’impegno esclusivamente culturale di una ricca squadra di collaboratori che non faranno mancare il loro ulteriore contributo per rendere ancora più ricco questa ammirata opera dell’Icsaic.
Queste le nuove 10 biografie:

Il nostro impegno prosegue e altre biografie sono in arrivo.
Intanto auguriamo a tutti gli amici e agli utenti del Dizionario un nuovo anno di

salute e successi

Auguri, auguri e auguri!

Incrementiamo il nostro “Dizionario”: sono on line dieci nuove biografie

Care amiche e cari amici del Dizionario
Buon Natale a tutti.
Con queste nuove voci incrementiamo ancora il Dizionario Biografico della Calabria Contemporanea di altre dieci biografie di calabresi che hanno dato lustro alla regione. Grazie alla collaborazione di studiosi calabresi e non solo altre biografie sono in lavorazione.
Questi i nuovi biografati e i rispettivi autori:

Vi diamo appuntamento per le prossime biografie e vi siamo grati dell’attenzione.

Si arricchisce il nostro “Dizionario”. Online altre dieci biografie

Altre dieci biografie di calabresi sono on line nel Dizionario Biografico della Calabria Contemporanea, grazie all’impegno dei nostri collaboratori. Altre biografie sono in arrivo.

Ecco i nomi dei biografati e i rispettivi autori:

Buona lettura!

Pacchetto Colombo: storia di un fallimento nel nuovo libro di De Virgilio

Mezzo secolo fa la Calabria sognava una realtà  diversa. Nella capitale, dopo i moti di Reggio del luglio del ’70, arrivarono migliaia di calabresi, pare fossero trentamila, per una “marcia su Roma” dettata dalla pretesa del mantenimento degli impegni che l’allora presidente del Consiglio, Emilio Colombo, aveva assunto per garantire lavoro e affrancare la regione dall’arretratezza e dalla povertà . Il “pacchetto” di investimenti destinati all’industrializzazione della Calabria comprendeva la realizzazione del V centro siderurgico a Gioia Tauro, mai realizzato, e da importanti insediamenti a Lamezia Terme (la SIR che faceva capo all’imprenditore Nino Rovelli, il “sogno chimico” della Calabria) e a Saline Joniche (la Liquichimica – Liquigas Biosintesi, che produceva acido citrico e bioproteine, nell’orbita di Raffaele Ursini, nativo di Roccella Jonica e già  proprietario della Cip Zoo, che deteneva il monopolio dei mangimi per animali). Ma anche diversi altri opifici di minore risalto, soprattutto nel comparto tessile e un’acciaieria definita “fantasma” che doveva sorgere nell’area di Schiavonea, frazione dell’allora Corigliano Calabro.
Di fantasmi, in effetti, ve ne furono tanti, e il “pacchetto”, oltre che un’illusione e un fallimento, si rivelò una vera e propria truffa. Alessandro De Virgilio, giornalista e storico, otto anni dopo la pubblicazione de “Le quattro giornate di Catanzaro” (Ed. Rubbettino, 2014), testo nel quale ha ricostruito un’altra rivolta, quella del gennaio del 1950, con lo sciopero generale promosso dal comitato cittadino che era stato costituito per affermare il riconoscimento della città  quale capoluogo della Regione, ha da poche settimane dato alle stampe (sempre per Rubbettino) “Pacchetto Colombo – Gioia Tauro, Lamezia Terme, Saline Joniche: la truffa dell’industrializzazione fantasma in Calabria”.
Un “pacchetto” che si rivelò un “paccotto”, mutuando simbologie e termini napoletani, che coinvolse il dibattito politico non solo calabrese e che contribuì all’ascesa e poi al declino di gruppi petrolchimici privati, che di fondi ne videro, ma che realizzarono autentiche cattedrali nel deserto, e ancora oggi ne ammiriamo gli scheletri. Anni dopo, anche il preesistente polo industriale di Crotone (Montedison e Pertusola Sud) venne chiuso. De Virgilio, che è anche socio dell’ICSAIC, nel suo lavoro descrive con lo stile del giornalista (è il responsabile della redazione calabrese dell’AGI Agenzia Giornalistica Italia) e il rigore di storico le fasi del “pacchetto”, sia di ordine politico che sociale, con l’amara constatazione di un fallimento per molti versi annunciato. (LL)

Un milione di visitatori per il sito ICSAIC. Palma: “Traguardo di alto valore simbolico”

“E’ un traguardo importante, di alto valore simbolico, del percorso di divulgazione storiografica dell’ICSAIC, che salutiamo con grande soddisfazione”. Il presidente, Paolo Palma, commenta così il raggiungimento, nei giorni scorsi, della milionesima visita al sito dev.coopyleft.it/icsaic, in funzione dal 2018.
“Vi è motivo di compiacimento – prosegue Palma – perché notiamo quanta attenzione vi sia nei confronti dell’ICSAIC da parte del mondo della cultura e dell’istruzione, e non solo in Italia. Abbiamo infatti registrato molti contatti dall’estero, in particolare dall’America Latina, in buona parte dovuti, crediamo, all’attività  interna all’ICSAIC del Centro di ricerche sulle migrazioni, che fa capo a Pantaleone Sergi e Vittorio Cappelli“.
Sul sito dell’ICSAIC, oltre alle comunicazioni presenti nella pagina principale, è possibile accedere alle voci (attualmente poco più 800) del “Dizionario Biografico della Calabria Contemporanea“, ai fondi archivistici dell’Istituto, alla “Rivista calabrese di storia del ‘900“, al “Giornale di storia contemporanea“, a libri, saggi, articoli, tesi di laurea.
“Un vasto e articolato sistema di comunicazione che ha contribuito a far diventare l’ICSAIC, alla vigilia del suo 40esimo ‘compleanno’ nel 2023, un importante punto di riferimento per la cultura calabrese – conclude Palma – che con il direttore Cappelli e il Consiglio Direttivo, che ringrazio per l’incessante impegno, intendiamo incrementare ulteriormente nei contenuti e nella fruibilità “.

Torna il “Dizionario”. Altre dieci biografie di calabresi illustri noti e meno noti

Finita l’estate, torna il Dizionario Biografico della Calabria Contemporanea. Proponiamo altre dieci biografie di calabresi illustri noti e meno noti e, con il concorso di studiosi e amici che sollecitiamo, lavoriamo ad altre.

Buona lettura!

Il Dizionario dell’Icsaic recensito da Pino Nano per “Calabria Live”

Il Dizionario Biografico della Calabria, curato da Pantaleone Sergi, che al momento conta circa 800 biografati, è stato recensito dal giornalista Pino Nano per il Quotidiano Calabria Live del 20 agosto 2022. Lo riproponiamo a beneficio dei nostri lettori anche sul sito web e sui social dell’Istituto.

Dizionario, a tutti voi Buon Ferragosto con altre dieci biografie online

Care amiche e cari amici del Dizionarioi,
Con la collaborazione essenziale di ricercatori amici procediamo a ritmi sostenuti e incrementiamo di altre dieci le voci del Dizionario Biografico della Calabria Contemporanea che ora conta 780 biografie di calabresi che hanno dato lustro alla regione. Altre biografie sono in lavorazione.
Questi i nuovi biografati e i rispettivi autori:

Vi diamo appuntamento per le prossime biografie
e vi siamo grati dell’attenzione.
Buona lettura a tutti e buone ferie agostane.

L’ICSAIC con Palma e Falbo a Rogliano: una “lezione” su Donato Bendicenti

Venerdì 29 luglio, a Rogliano, l’ICSAIC parteciperà  ad una delle iniziative di “estate in ANPI”, il programma messo a punto dalla neonata sezione intercomunale ANPI Savuto intitolata a Donato Bendicenti.
Alle ore 18:30, nella villa comunale di Rogliano, dopo i saluti di Giovanni Altomare, sindaco di Rogliano, e di Matteo Dalena, del direttivo ICSAIC e dell’ANPI Savuto, il socio dell’ICSAIC Leonardo Falbo terrà  una lezione sul tema “Donato Bendicenti, la banda del Trionfale e le Fosse Ardeatine”. A introdurlo sarà  il presidente dell’ICSAIC, Paolo Palma.
Su Bendicenti si veda la voce firmata dallo stesso Falbo sul Dizionario Biografico della Calabria Contemporanea, curato dal professore Pantaleone Sergi.
Il saggio di Paolo Palma, intitolato “I martiri calabresi alle Fosse Ardeatine, tra delatori, spie e la famigerata banda Koch“, contiene invece alcune novità  storiografiche in relazione, soprattutto, alle operazioni di polizia che portarono alla cattura di Bendicenti e Frascà .

Pubblicato il n. 1/2022 della “Rivista calabrese di storia del ‘900”

È fresco di stampa il nuovo numero della «Rivista Calabrese di Storia del ‘900 », il terzo della nuova serie diretta da Vittorio Cappelli ed edita da Pellegrini.
Ne anticipiamo la copertina, che propone un’opera dell’artista calabrese Pino Chimenti, recentemente scomparso, e l’indice del volume, che presenta contributi di Pantaleone Sergi, Matteo Cosenza, Teodoro Scamardì, Giuseppe Trebisacce, nonché dei nostri soci Christian Palmieri, Prospero Mazza e Giuseppe Ferraro.
Subito dopo la pausa estiva la rivista sarà  in distribuzione nella versione cartacea, che si può richiedere direttamente all’Icsaic, e come di consueto sarà  consultabile la versione online sul sito http://s573166820.sito-web-online.it/

“Alla scuola di don Sturzo” la recensione della Rivista Storica del Socialismo

Proponiamo la recensione del prof. Gaetano Colantuono al volume Alla scuola di Don Sturzo. Il popolarismo nel Mezzogiorno a cento anni dall’Appello ai liberi e forti, curato da Lorenzo Coscarella e Paolo Palma, che raccoglie gli atti del convegno sul popolarismo nel Mezzogiorno organizzato dall’ICSAIC all’Unical nel 2019. La recensione è stata pubblicata su «Rivista Storica del Socialismo », nuova serie, 7, 1-2022, pp. 171-172:

Lorenzo Coscarella e Paolo Palma (a cura di), Alla scuola di Don Sturzo. Il popolarismo nel Mezzogiorno a cento anni dall’Appello ai liberi e forti, Pellegrini, Cosenza 2020, pp. 326.

All’Istituto calabrese per la storia dell’antifascismo e dell’Italia contemporanea (ICSAIC) si deve l’organizzazione di un convegno nell’anno sturziano (svoltosi il 13 novembre 2019) sul popolarismo meridionale, i cui atti sono raccolti nel presente volume. I sedici contributi raccolti restituiscono la travagliata vita di un partito ricco di contraddizioni interne e dalla breve vita – poiché anch’esso verrà  travolto dalla forza del nuovo regime fascista -, eppure fecondo nella storia politica e nel complesso processo democratico italiano, per quanto gli interventi più avveduti mettano in guardia da una sovrapposizione fra il partito sturziano, minoritario nell’intero Meridione, e la posteriore Democrazia cristiana, egemonica soprattutto in quelle terre.
L’iniziativa sturziana trovò nelle regioni meridionali una serie di “preti sociali” (in numero non trascurabile, talvolta già  inseriti nel movimento murriano) che declinarono a livello locale le indicazioni del sacerdote siciliano con la promozione di un associazionismo mutualistico fra lavoratori (soprattutto contadini) e una loro presa di coscienza sociale in chiara contrapposizione sia ad un conservatorismo anche cattolico delle classi possidenti sia alle concorrenti iniziative del movimento socialista. Tale presenza fu tuttavia a macchia di leopardo, non riuscì a superare i limiti intrinseci alla sua natura di organizzazione “collaterale” alle strutture ecclesiastiche, nonostante il conclamato profilo aconfessionale: la ridotta collaborazione con la classe episcopale (che più spesso guardò alle attività  del PPI con sospetto e ostilità , in un clima ancora avvelenato dai residui dell’accanimento antimodernista e dal timore di contaminazione con il vivace e radicale mondo socialista), una scarsa presenza dell’associazionismo laicale (quello che Scoppola chiamava “l’anemia religiosa” meridionale: forse l’espressione non è del tutto felice), il peso del voto clientelare e del trasformismo delle classi dirigenti. Comprensibilmente, la breve ma intensa storia del PPI nel Mezzogiorno fu segnata dalla messa in minoranza, salve eccezioni, del gruppo che si rifaceva all’intransigenza sturziana e la relativa affermazione di gruppi clerico-moderati che per lo più transitarono nel fascismo già  prima delle leggi del 1926 o nella quiescenza col nuovo regime.
Il volume, nel ripercorrere lo “status quaestionis” sul popolarismo nell’intero Mezzogiorno continentale (si veda anche l’intervento sulla Puglia di Daria De Donno), è incentrato su vicende e personaggi del PPI nella Calabria e più nello specifico nel Cosentino che pare abbia avuto una maggiore densità  di presenze sacerdotali e laicali attive in campo sociale. In definitiva, la pubblicazione bene assolve al proprio compito di rilancio di una tradizione di studi rarefattasi nel corso dell’ultimo ventennio e apre a nuove ricerche di carattere prosopografico o territoriale su base documentaria su un passaggio storico di particolare rilevanza: da qualunque prospettiva li si vogliano guardare, il PPI e l’associazionismo ad esso collegato rappresentano una vicenda decisiva nell’avvicinamento fra Stato italiano e masse cattoliche e nel processo di democratizzazione dello stesso Stato.
Gaetano Colantuono

Dieci nuove biografie per il Dizionario che ora conta  770 voci di calabresi illustri

Altre dieci nuove biografie si aggiungono al nostro Dizionario Biografico della Calabria Contemporanea che arriva così a 770 voci. Gazie all’impegno di tanti collaboratori, vecchi e nuovi, altre biografie sono in lavorazione.

Ecco i nuovi biografati e i rispettivi autori:

BUONA LETTURA

Icsaic: Palma rieletto presidente, Cappelli confermato direttore e nuovo Direttivo

Palma, Cappelli e Sergi ricevuti dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Il Consiglio Direttivo dell’Icsaic – Istituto Calabrese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea ha rieletto all’unanimità  Paolo Palma, storico, giornalista ed ex parlamentare, alla presidenza del sodalizio per il prossimo quadriennio. Su sua proposta sono stati rieletti i due Vice-presidenti uscenti, Enrico Esposito e Franco Spingola, e sono stati riconfermati nei rispettivi incarichi il Direttore, Vittorio Cappelli, e il Tesoriere, Letterio Licordari.
Nel Consiglio Direttivo sono stati riconfermati anche Lorenzo Coscarella, Matteo Dalena (in rappresentanza dell’ANPI – Associazione Nazionale Partigiani d’Italia), Giuseppe Ferraro, Bruno Pino, Francesca Rennis e Pantaleone Sergi, e sono stati eletti per la prima volta, anch’essi all’unanimità , i soci Katia Massara (docente Unical), Christian Palmieri, di Crotone, e Antonino Romeo, di Reggio Calabria.
L’Icsaic, con l’ingresso nel Direttivo dei nuovi soci, rafforza la sua rappresentanza su tutto il territorio calabrese per dare corpo a importanti iniziative ed eventi in stretto rapporto con le Istituzioni e le realtà  storiche e sociali della Calabria e del Meridione. L’Istituto, peraltro, ha rivisitato di recente il proprio Statuto anche ai fini dell’adeguamento alle normative giuridiche e fiscali sulle associazioni per la confluenza tra gli Enti del Terzo Settore, e il rinnovo delle cariche, ancorché in scadenza, è stato deliberato dall’Assemblea dei Soci sulla base dei nuovi regolamenti.
Il presidente onorario dell’Istituto è lo storico Giuseppe Masi, che è stato tra i soci fondatori (tra gli altri, il prof. Luigi Maria Lombardi Satriani, recentemente scomparso, la cui figura è stata ricordata nei lavori dell’Assemblea), il 12 aprile del 1983, dell’Istituto che oggi si avvale di una nutrita compagine di soci corrispondenti in ogni provincia e anche in altre regioni ed è da anni attivo nell’ambito della ricerca storica, fortemente caratterizzata da una matrice antifascista, attraverso eventi (tra quelli più recenti i convegni aventi rilevanza nazionale e con l’intervento dei più autorevoli studiosi della materia sul Popolarismo nel Mezzogiorno e sulla nascita del Partito comunista d’Italia, in occasione dei rispettivi centenari), attività  didattiche presso le scuole sul territorio, coordinate da Giuseppe Ferraro, la pubblicazione periodica della Rivista Calabrese di Storia del ‘900, degli atti dei convegni e dal prestigioso volume “I Calabresi all’Assemblea Costituente – 1946/1948”, edito nel 2020, nonché, dal settembre 2019, del Dizionario Biografico della Calabria Contemporanea, che conta già  circa 800 voci pubblicate riferite a personaggi noti e meno noti che hanno dato lustro alla Calabria, un lavoro che viene curato da molti autori e coordinato da Pantaleone Sergi, nonché numerose attività  esterne che vengono pubblicizzate attraverso un portale sempre aggiornato (dev.coopyleft.it/icsaic). L’Icsaic dispone di archivi e fondi documentali di notevole rilevanza ed ha al suo interno anche un Centro di ricerca sui fenomeni migratori. Sorto nel 1983, con sede a Rende presso l’Università  della Calabria, e quindi prossimo ai 40 anni di attività , l’Istituto si propone di essere ancor più presente e propositivo in tutte le province calabresi. Come tutti gli altri Istituti omologhi esistenti in Italia, aderisce alla Rete dell’Istituto Parri condividendone i fini e molte iniziative.

il 28 giugno a Cosenza la “prima” del nuovo romanzo di Pantaleone Sergi

Appuntamento d’eccezione, domani 28 giugno alle 18,30, sul Terrazzo Pellegrini a Cosenza, per la “prima” del nuovo romanzo di Pantaleone Sergi, componente del direttivo dell’ICSAIC, di cui è stato presidente, dal titolo “Il giudice, sua madre e il basilisco”, edito da Luigi Pellegrini.


Infatti, a presentare l’ultima fatica dello scrittore calabrese che torna in libreria dopo cinque anni con una storia di ‘ndrangheta narrata per il tramite della tenerezza dei rapporti familiari, saranno Olimpia Affuso, docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi all’Università  della Calabria, e Paride Leporace, vice direttore de “il Quotidiano del Sud”. L’incontro sarà  condotto da Antonietta Cozza e sarà  presente, ovviamente, l’autore.
Rivelandosi un “narratore dal linguaggio mai gratuito” (come lo ha definito il critico Dante Maffia), Sergi ha già  pubblicato con Pellegrini il romanzo “Liberandisdomini”, ben accolto dalla stampa, dal pubblico dei lettori e dalla critica, ricevendo il Premio letterario nazionale Amaro Silano, il Premio Padula e il premio Carlo Alberto Dalla Chiesa. L’autore è stato per trent’anni inviato speciale de “la Repubblica” e quindi docente di Storia del Giornalismo e di tematiche sulla Comunicazione presso l’Università  della Calabria. Ha pubblicato numerosi volumi di saggistica storica editi, tra l’altro, da Bulzoni, Franco Angeli e Laterza.