25 Aprile: una targa ANPI-ICSAIC per Vittorio Staccione, il mediano di Mauthausen

Il 25 aprile 2022, alle ore 10.00 presso il Parco “Emilio Morrone” di Cosenza, in occasione del 77 ° Anniversario della Liberazione dal nazifascismo, l’ICSAIC (Istituto Calabrese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea) insieme all’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) Provinciale di Cosenza sezione “Paolo Cappello”, al Comune di Cosenza, e con la partecipazione del Cosenza Calcio, apporrà  una targa commemorativa del calciatore antifascista torinese Vittorio Staccione, deportato e morto a Mauthausen il 16 marzo 1945. Il luogo prescelto per la cerimonia è il Parco cittadino “Emilio Morrone”, dove un tempo sorgeva lo Stadio “Città  di Cosenza” che Staccione calcò come calciatore nella sua esperienza in maglia rossoblù dal 1931 al 1934.

Dopo i saluti di Maria Pina Iannuzzi, del direttivo dell’ANPI, del presidente dell’ICSAIC Paolo Palma e del sindaco di Cosenza Franz Caruso, è previsto un intervento biografico del giornalista Francesco Veltri, autore de “Il mediano di Mauthausen” (Diarkos), preceduto e seguito da alcune letture tratte dallo stesso testo e curate da Matteo Dalena, del direttivo ANPI e ICSAIC. Seguirà  la scopertura della targa, che sarà  benedetta dal parroco di Santa Teresa del Bambino Gesù. Alla cerimonia saranno presenti il nipote di Staccione, Federico Molinario, e una delegazione del Cosenza Calcio.
Ecco una breve nota biografica di Vittorio Staccione curata da Francesco Veltri:

Vittorio Staccione (Torino 1904 – Gusen1945) è stato un calciatore degli anni ’20 e ’30 di Torino, Cremonese, Fiorentina, Cosenza e Savoia e poi, dalla metà  degli anni ’30 in poi, operaio nelle fabbriche torinesi. Nato e cresciuto nel quartiere operaio di Torino, “Madonna di Campagna”, alla passione per il calcio, che lo portò a vincere anche uno scudetto in granata, unì infatti quella per la militanza politica, condotta dalla parte degli operai e degli oppressi. Dopo quattro anni trascorsi a Firenze nei quali, oltre a vincere da protagonista in maglia viola patì il dolore per la morte prematura durante il parto della moglie Giulia e della figlia Maria Luisa, si trasferì a Cosenza per tre stagioni, dal 1931 al 1934. Il 28 ottobre 1931 partecipò alla partita di inaugurazione dello stadio “Città  di Cosenza”. Nella città  dei bruzi venne intimidito e pestato più volte dagli squadristi locali. In una occasione scese in campo con una costola fratturata senza dire niente a nessuno. Lasciato il calcio ad appena trentun anni, tornò a Torino. Dopo i grandi scioperi nelle fabbriche del Nord Italia nel 1944, venne arrestato e deportato nel campo di concentramento di Mauthausen dove, pochi mesi prima di morire, fu costretto a disputare una partita di calcio surreale insieme ai soldati tedeschi.

Per approfondire, si consiglia inoltre l’articolo “Pietra d’inciampo per l’antifascista Vittorio Staccione, il mediano del Cosenza che morì a Mauthausen” di Paolo Palma e il video/documentario Un booktrailer per Staccione” a cura di Matteo Dalena, entrambi pubblicati sul sito dell’ICSAIC. Per visionare il breve video della commemorazione ecco il link al canale Youtube dell’ICSAIC.

25 Aprile a Castrovillari: partigiani ieri, antifascisti oggi con Palma e Spingola

Partigiani ieri, antifascisti oggi. Questo è il titolo dato all’iniziativa organizzata a Castrovillari per celebrare la ricorrenza del 25 Aprile e organizzata da CGIL e SPI CGIL Pollino Sibaritide Tirreno, e dalla sezione ANPI di Castrovillari.
Saranno presenti Francesca Marino, vicepresidente dell’ANPI Provinciale di Cosenza; il sindaco di Castrovillari Domenico Lo Polito; Giuseppe Guido, segretario generale CGIL Pollino Sibaritide Tirreno; Donatella Laudadio, dell’associazione AICC di Castrovillari, e Francesco Spingola, segretario generale SPI CGIL Pollino Sibaritide Tirreno nonché vicepresidente dell’ICSAIC.
L’evento, moderato dal presidente ANPI di Castrovillari Leonardo Di Vasto e accompagnato da canzoni della Resistenza e di lavoro interpretate da Francesca Prestia, si terrà  presso la locale Aula Consiliare alle ore 16.30.
L’ICSAIC darà  il suo contributo attraverso l’intervento del presidente Paolo Palma, che concluderà  l’iniziativa.

Un articolo di Demetrio Crucitti su un documento per la tutela delle minoranze linguistiche digitalizzato dall’ICSAIC

L’ing. Demetrio Crucitti, per molti anni direttore della sede RAI della Calabria, ha rinvenuto presso l’archivio del Partito comunista italiano di Nicastro, un progetto di legge presentato nel 1975 dal gruppo consiliare del PCI al consiglio regionale della Calabria, primo firmatario l’on. Franco Ambrogio. La documentazione dell’archivio del Pci di Nicastro è stata donata all’ICSAIC, che con una importante campagna di digitalizzazione la ha scansionata e messa in rete, mettendola così a disposizione di tutti gli studiosi.  
L’articolo di Demetrio Crucitti è stato pubblicato sulla testata Calabria Live, diretta da Santo Strati, il 19 aprile 2022.
lo rilanciamo ringraziando l’ing. Crucitti e Calabria Live per l’attenzione per il lavoro di digitalizzazione svolto dal nostro Istituto.
È possibile leggere l’articolo qui:

C’era un progetto regionale di 50 anni fa per la tutela delle minoranze linguistiche

Buona Pasqua di pace con altre dieci biografie per il dizionario biografico

Queste dieci nuove biografie sono il nostro augurio per una Buona Pasqua di pace. Il nostro Dizionario Biografico della Calabria Contemporanea, cresce. Siamo a 740 voci e altre sono in lavorazione. Grazie ai tanti collaboratori, l’Icsaic prosegue, così, la sua attività  al servizio della cultura calabreei.
Questi i nuovi biografati e gli autori:

Auguri ai nostri amici, collaboratori e lettori che fanno crescere il nostro “Dizionario Biografico della Calabria Contemporanea

Saggio di Cappelli sui laghi della Sila e la trasformazione dell’altopiano

La nuova rivista «Stratigrafie del Paesaggio » ha pubblicato nel suo ultimo numero – dedicato al tema: Antropia del paesaggio in Calabria tra adattamento e trasformazione – un articolo del nostro direttore scientifico Vittorio Cappelli, dal titolo: I laghi della Sila. La grande trasformazione dell’altopiano silano. Visto l’interesse dell’argomento, lo riproponiamo per i nostri lettori.

CLICCARE QUI PER IL SAGGIO DI CAPPELLI

Enzo Collotti, maestro di “Resistenza”

Marta Baiardi ricorda il grande storico scomparso nel 2021

Enzo Collotti (Messina, 1929 – Firenze, 2021), considerato uno dei più importanti storici italiani ed europei della Resistenza italiana e del Nazismo, già  professore di Storia contemporanea nelle Università  di Firenze, Bologna e Trieste, è scomparso di recente. Pubblichiamo un suo ricordo firmato da Marta Baiardi, dell’Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell’Età  contemporanea.

Sul portale dell’Icsaic,  libri, saggi, articoli per comunità  scientifica e lettori

Il portale del nostro Istituto, con un paziente lavoro della redazione, oltre al Dizionario Biografico della Calabria Contemporanea che al momento offre ai lettori e ai ricercatori 730 voci di calabresi che si sono distinti positivamente nella vita, mette a disposizione un tesoretto di pubblicazioni (libri, saggi, articoli) che riguardano la storia della Calabria contemporanea o sono opera di autori calabresi che si occupano di altre questioni storiografiche.
Al momento possono essere consultati questi materiali.

Nella sezione STUDI SULLA CALABRIA

Nella sezione AUTORI CALABRESI

Nella sezione TESI SULLA CALABRIA

È un lavoro  in progress  che dovrà  essere arricchito ma che ha bisogno anche del contributo degli studiosi che si occupano di vicende di storia contemporanea della regione, dei laureati, dei dottori di ricerca, di chiunque concluda un master, i quali potrebbero inviarci le loro opere in pdf perché ne possa usufruire tutta la comunità  scientifica. Noi insisteremo con le forze di cui disponiamo, ma il contributo di tutti gli altri sarà  ben apprezzato e ben valorizzato. Inviateci i vostri materiali a:  dizionario@icsaicstoria.it; oppure a:  icsaic@icsaicstoria.it.

Presentato a Cosenza il libro del giornalista Santi Trimboli “Declino di un’utopia”

È stato presentato giovedì 31 marzo, presso la sala conferenze di Confindustria a Cosenza, il libro del giornalista Santi Trimboli “Declino di un’utopia. Alle radici di un viaggio nella Storia”.
Trimboli, professionista che ha lavorato a lungo presso la sede RAI della Calabria, nel volume ha raccontato l’esperienza di un viaggio nell’Unione Sovietica avvenuto nell’ottobre del 1989, pochi giorni prima della fatidica data della caduta del Muro di Berlino, che di quel sistema rappresentò l’inizio dello sfaldamento.

Sono intervenuti alla presentazione, il giornalista RAI Enzo Arcuri, l’editore Michele Falco e, per l’ICSAIC, lo storico e giornalista Lorenzo Coscarella.
Durante l’esperienza a Mosca e Leningrado, Trimboli riesce a cogliere i segnali del declino in corso nei paesi del blocco sovietico, e nel volume descrive chiaramente le sensazioni che lo accompagnarono in insieme al gruppo di cui faceva parte e gli episodi più significativi di un viaggio che ha permesso ad un “manipolo di turisti” di ritrovarsi a fare un viaggio nella Storia.
Il contenuto del libro si è rivelato quanto mai attuale in questi giorni, che vedono la Russia di nuovo al centro delle cronache mondiali.

Una riflessione di Enrico Esposito su “Il lamento della pace” di Erasmo da Rotterdam

Nella sua rubrica “Risfoglio”, su Radio D.G.S., il prof. Enrico Esposito, storico e vice-presidente dell’Istituto Calabrese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea, propone una riflessione su “Il lamento della pace” di Erasmo da Rotterdam.
Da più di cinque secoli il pensiero di Erasmo, sostenitore dell’idea che “nessuna guerra è giusta“, continua ad essere di grande attualità .

Il Dizionario cresce e arriva a 710 biografie di calabresi protagonisti

Care amiche e cari amici,
Con queste dieci nuove biografie, il nostro Dizionario Biografico della Calabria Contemporanea, cresce ancora e tocca le 710 voci. L’Icsaic prosegue, così, la sua attività  al servizio della cultura calabrese.

Questi i nuovi biografati e gli autori:

Grazie a tutti voi per l’attenzione che prestate al Dizionario
e buona lettura.

Un dibattito sull’attualità  del pensiero politico di Sandro Pertini

Giovedì 24 febbraio 2022, in diretta sulla piattaforma Google Meet alle ore 20.30, si terrà  l’iniziativa “Ricordiamo Sandro Pertini”, un’occasione per evidenziare l’attualità  del pensiero politico di Sandro Pertini in occasione del trentaduesimo anniversario della sua morte.
Introduce e modera il dibattito Daniele Pessotto, responsabile del gruppo FB “Giustizia e Libertà “, e dopo i saluti interverrà  l’avv. Emilio Graziuso, che relazionerà  sull’Attualità  del pensiero politico di Sandro Pertini. Graziuso abbina alla professione forense la passione per la lotta per i diritti civili. È uno studioso di Sandro Pertini al quale ha dedicato molti studi ed approfondimenti pubblicati su “Avanti Live” ed ha partecipato, come relatore sul tema, a convegni e seminari in giro per l’Italia.
Il prof. Gaetano Colantuono, socio del nostro Istituto, relazionerà  sul Partito Socialista Italiano nel dopoguerra. Colantuono, docente di Lettere, storico e studioso del socialismo italiano, è curatore della collana “Quaderni di Risorgimento Socialista”.
Interverranno inoltre Renato Marcon, già  sindaco socialista di Piazzola sul Brenta, e Roberto Innocenti Torelli, presidenti e fondatore dell’Associazione art. 53. Seguiranno il dibattito con i partecipanti e le conclusioni.

Le iniziative del nostro Istituto per la Giornata della Memoria 2022

Come ogni anno, l’ICSAIC con la sezione didattica, ed in collaborazione con enti, scuole e associazioni, partecipa alle varie iniziative regionali per la Giornata della Memoria. Scelta nel 2005 per ricordare la Shoah, lo sterminio del popolo ebraico perpetrato dai nazisti, quella del 27 gennaio è la data in cui, nel 1945, l’Armata Rossa liberava il campo di concentramento di Auschwitz, ridando libertà  e dignità  ai prigionieri lì detenuti. L’Istituto Calabrese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea è impegnato in questi giorni in varie iniziative dedicate a mantenere vivo il ricordo di quanto accaduto. Qui di seguito, postiamo le locandine dedicate ai singoli appuntamenti, con l’argomento trattato, i dettagli di luogo, data e partecipanti.

21 gennaio ITAS ITC di Rossano, ore 8.30 – 9.55: “Pregiudizio politico e discriminazioni razziali. Intervento del prof. Giuseppe Ferraro, coordinatore Commissione didattica ICSAIC. Partecipano le classi IV A e IV B LES in collaborazione con l’Istituto per la storia del Risorgimento Comitato provinciale di Cosenza.

24 gennaio Liceo scientifico di Longobucco, ore 11.30 – 13.00 in video conferenza
“L’Olocausto è una pagina del libro dell’Umanità  da cui non dovremo mai togliere il segnalibro della memoria” (Primo Levi).
Programma:
Saluti della dirigente Prof.ssa Anna Maria Di Cianni.
Interventi:
prof. G. Ferraro, ICSAIC
prof. Igino Romano Ufficio scuola diocesano e uffico Irc (Insegnanti Religione Cattolica).
Coordina la prof.ssa Marino Lucia docente di Italiano e Latino.
Presentazione dei lavori realizzati dagli alunni.
Segue dibattito.

26 gennaio IIS Pizzini – Pisani di Paola ore 8.30
Storia, Memoria e Didattica
Classe virtuale Meet dell’Assemblea di Istituto.
Saluti della dott.ssa Miriam Curti, dirigente scolastico dell’IIS Pizzini-Pisani di Paola.
Introduce prof.ssa Caterina Provenzano.
Relaziona prof. G. Ferraro, ICSAIC.
Partecipano le classi quinte dell’Istituto.

26 gennaio IIS Cariati e Polo Tecnico Scientifico Brutium Cosenza ore 11 in videoconferenza.
Programma:
Saluti della prof.ssa Giulia Aiello, dirigente scolastico IIS Cariati e della prof.ssa Rosita Paradiso, dirigente scolastico del Brutium Cosenza.
Coordinamento della prof.ssa Michela Boccuti e del prof. Alessandro Citro.
Interviene Giuseppe Ferraro, ICSAIC.

27 gennaio Polo Museale di Soriano Calabro ore 10.30.
In diretta sulla pagina Facebook del Polo Museale
Il primo concorso di poesia per la Shoah
“Ricordare per non Dimenticare Mai”
Seconda edizione 2021-2022.
Programma:
Saluti di Vincenzo Bartone, sindaco di Soriano
Mariangela Preta, direttrice Polo Museale.
Interventi:
M ° Miriam Jaskierwicz Arman, autrice e fondatrice del concorso
Irene Calabrò, assessore cultura Città  di Reggio Calabria
Lucia Anita Nucera, assessore Istruzione Città  di Reggio Calabria
Giuseppe Ferraro, ICSAIC
Nino Spirlì, autore.
Conclude on. Dalila Nesci, sottosegretario di Stato per il Sud e la Coesione Territoriale.

28 gennaio Istituto Istruzione Secondaria Superiore “Erodoto di Thurii” Sibari ore 8.30
Insegnare il Novecento
Giornata della Memoria 2022 “Storia, Memoria e Didattica”
Piattaforma Teams con le classi quinte dell’Istituto.
Introduce prof.ssa Rosella Varcasia, docente IISS Erodoto di Thurii.
Saluti della dott.ssa Anna Liporace, dirigente IISS “Erodoto di Thurii”.
Interviene prof. Giuseppe Ferraro, ICSAIC.

La massoneria in Parlamento tra primo ‘900 e fascismo, un libro di Fragale

È risaputo che il regime fascista abbia condotto una politica antimassonica, e la messa al bando della massoneria insieme alle altre associazioni con la legge 2029 del 1925 ne è l’esempio più eclatante. È però meno noto come nella prima fase di costituzione del fascismo, compreso il periodo successivo alla Marcia su Roma, il ruolo dei massoni nella vita politica italiana sia stato particolarmente incisivo.
Luca Irwin Fragale, socio dell’ICSAIC e attento ricercatore, nel volume La Massoneria nel Parlamento. Primo Novecento e Fascismo dimostra come in realtà  la politica antimassonica del regime sia seguita ad una fase durante la quale massoneria e fascismo avevano convissuto a più livelli. Il libro, edito nel 2021 da Morlacchi Editore, è basato su di una vasta ricerca di archivio e rappresenta per gli studiosi una miniera di informazioni su fatti e personaggi che hanno segnato la storia politica nazionale del primo quarto del Novecento.
La prima parte del volume prende in esame i rapporti tra politica e massoneria tra i primissimi anni del ‘900 ed il 1922, mentre la seconda parte analizza il periodo tra la marcia su Roma ed il 1925. La terza e la quarta parte, invece, analizzano rispettivamente l’attività  di deputati e senatori affiliati alla massoneria tra il 28 ottobre 1922 e il 26 novembre 1925, con una abbondante messe di dati inediti inerenti alla loro appartenenza ad una o più logge.
Emerge quindi, in tutta la sua complessità , la questione dei rapporti tra massoneria e fascismo, sulla quale ruota una parte cospicua del contenuto del volume.
Come sottolinea il professore Fulvio Conti nella sua prefazione, quasi un quinto dei parlamentari in carica tra ottobre ’22 e novembre ’25 era affiliato ad una delle due grandi obbedienze massoniche italiane, e questo ci dà  l’idea di quanto fosse radicata la loro presenza nella vita e nelle istituzioni.
Uno sguardo particolare meritano le pagine dedicate ai deputati e senatori di origine calabrese, a proposito dei quali non manca qualche sorpresa. (L. C.)

La Calabria reggina tra l’immobilismo borbonico e la miopia sabauda: Palma recensisce il volume di Arichetta

Pubblichiamo la recensione del presidente dell’ICSAIC Paolo Palma al volume di Fabio Arichetta La Calabria Ulteriore Prima. Fra moti risorgimentali e insorgenze legittimiste, pubblicata anche su «Il Quotidiano del Sud ».

La Calabria reggina tra l’immobilismo borbonico e la miopia sabauda

di Paolo Palma

La Calabria Ulteriore Prima fu l’estrema provincia continentale del Regno delle Due Sicilie, con capoluogo Reggio, nata nel 1816 dalla suddivisione dell’antica Calabria Ultra, con cui venne contemporaneamente istituita la Calabria Ulteriore Seconda, capoluogo Catanzaro. Di questo lembo di terra calabra un piccolo ma sostanzioso libro racconta sprazzi di storia risorgimentale che mettono a fuoco alcuni temi generali di grande attualità  storiografica relativi al rapporto tra il nuovo Stato e la Chiesa cattolica, alla repressione del brigantaggio filoborbonico e all’annosa questione dello sviluppo economico del Mezzogiorno al momento dell’Unità  d’Italia. Tre filoni da cui emergono, per grandi linee, sia l’immobilismo e l’ottusità  borbonici, sia la miopia sabauda nei confronti, ad esempio, del mondo cattolico o dei soldati e sottufficiali del disciolto esercito duosiciliano che, trascurati dai nuovi governanti, andarono a ingrossare le bande brigantesche.

Ha fatto bene perciò l’autore, Fabio Arichetta, “topo d’archivi” e collaboratore assiduo del Dizionario Biografico della Calabria Contemporanea dell’ICSAIC, diretto da Pantaleone Sergi, a raccogliere i suoi saggi sull’argomento (La Calabria Ulteriore Prima. Fra moti risorgimentali e insorgenze legittimiste, Città  del Sole Edizioni) dai quali si ricava anche che il Risorgimento reggino non fu dovuto soltanto all’iniziativa di una ristretta cerchia di patrioti, ma pervase diverse classi sociali e lo stesso clero, che ne fu spaccato.
Arichetta è particolarmente attento alle questioni ecclesiali; e quindi alla folta schiera, pur minoritaria, di sacerdoti calabresi che, come il canonico reggino Paolo Pellicano, contribuirono da protagonisti alla nascita dello Stato liberale, per cui nulla la Calabria ha da invidiare ad altre regioni italiane in tema di istanze cattolico-liberali. Ma dalle sue pagine emerge anche con chiarezza la frattura sempre più profonda tra il nuovo Stato e la Chiesa; e l’adozione, da parte delle autorità  garibaldine e poi sabaude, della linea dura nei confronti del clero filoborbonico, culminata in arresti, rappresaglie, fucilazioni, come quella dei frati minori del convento del Crocefisso di Bianco, o nell’espulsione di sacerdoti e persino in quella, manu militari, dell’arcivescovo di Reggio Calabria, Mariano Ricciardi, che era entrato in conflitto con il governatore Antonino Plutino, nominato da Garibaldi.
Eppure i cattolici liberali reggini, raccolti attorno al giornale “La Fata Morgana”, diretto dal canonico Pellicano, avevano partecipato alla insurrezione del 2 settembre 1947 all’insegna del motto “viva Pio IX”, tenendo tra le mani, come il canonico Calabrò, a sinistra il crocefisso e a destra la pistola; e inneggiando a Ferdinando II “Re Costituzionale”, del quale gl’insorti ribadivano “la sacra inviolabilità  della persona” auspicando al contempo l’allontanamento dal sovrano dei “pochi maligni intriganti” che lo distoglievano dal fare il bene del popolo delle Due Sicilie. Ma l’Esercito e la Marina soffocarono il moto nel sangue, prova lampante della incapacità  della monarchia borbonica di cogliere persino le posizioni di moderato progressismo borghese rappresentate da quello che Arichetta definisce “l’ultimo ruggito neoguelfo”.
Persino dalla vicenda del generale catalano José Borjes (o più correttamente Borges), la cui morte per fucilazione senza processo, come brigante, rappresenta una macchia per il nuovo Stato italiano, risaltano il pressappochismo, l’ambiguità  e il cinismo dei notabili borbonici. Borges fu infatti ingannato dagli emissari di Francesco II circa le forze e gli armamenti che avrebbe avuto a disposizione per sollevare il popolo contro i piemontesi e fu messo in contatto con bande di delinquenti capeggiate in Calabria dal brigante Mittiga e in Lucania dal brigante Crocco, con i quali quel povero reazionario idealista, “romantico allo sbaraglio”, entrò inevitabilmente in contrasto.
Breve, infine, l’ultimo saggio intitolato Alle origini del sottosviluppo della Calabria Ulteriore Prima; denso però di notizie interessanti su uno dei temi maggiormente dibattuti dalla storiografia, e di conferme circa l’arretratezza del Regno delle Due Sicilie. L’economia della Calabria Ulteriore Prima era infatti “a dir poco frenata nel suo reale potenziale a causa della totale assenza di strade di comunicazione e di infrastrutture”. Carenti anche le infrastrutture portuali calabresi considerando che sugli 800 chilometri di coste erano in funzione soltanto tre porti, Reggio, Tropea e Crotone, quest’ultimo peraltro sottoposto a periodici insabbiamenti. Una situazione davvero disastrosa se si pensa che la flotta mercantile borbonica era seconda, per tonnellaggio, soltanto a quella inglese; e dalla quale si può arguire un particolare disinteresse dei Borbone per il territorio della Calabria.
Per spiegare il grave deficit infrastrutturale del Mezzogiorno, l’Autore individua una polemica degli anni ’30 legata a una diversa concezione dell’intervento dello Stato nella economia del Regno. Da una parte l’ingegnere Carlo Afà n de Rivera, direttore del Corpo Ponti e Strade, teorico della modernizzazione infrastrutturale delle Due Sicilie, dall’altra il futuro presidente del Consiglio dei ministri di Ferdinando II, Giuseppe Ceva Grimaldi, che sul fronte opposto teorizzava l’immobilismo, il non intervento cioè dello Stato con la realizzazione di infrastrutture reputate inutili e, forse, fonte di pericolose novità , come suppone nella prefazione Antonino Romeo.

I numeri dell’immobilismo borbonico sono clamorosi: nel 1833 la Calabria Ulteriore Prima aveva 35,680 km di strade, diventati 75,558 nel 1864, con un incremento, quindi di 1,5 km l’anno in tre decenni. Pur con i noti limiti e contraddizioni – questa la corretta conclusione di Arichetta – è solo grazie all’Unità  d’Italia che prende il via lo sviluppo del sistema viario e infrastrutturale, propedeutico a qualunque sviluppo economico.
Che poi buona parte della ricchezza delle regioni meridionali dopo l’Unità  sia stata utilizzata a favore dell’economia delle regioni settentrionali è un altro discorso, che non invalida però la positività  del processo unitario e non consente di idealizzare l’immobile e decrepito Regno delle Due Sicilie, come fa invece la disinvolta storiografia neoborbonica seminando varie falsità  e manipolazioni. E soprattutto interpella il comportamento delle classi dirigenti del Mezzogiorno, a schiacciante preponderanza agraria, che favorirono in Parlamento le politiche liberistiche di Cavour in quanto proficue all’esportazione del loro olio, vino e frutta; a danno però degli industriali del Sud che invano protestarono e si opposero (pochi) in Parlamento, e videro le loro aziende travolte a causa della concorrenza delle più robuste industrie del Nord Italia ed europee.

Buon 2022 dall’Icsaic e dal Dizionario con quindici nuove biografie online

Care amiche e cari amici,
Come augurio per un sereno e prospero 2022, soprattutto in Buona Salute, il Dizionario Biografico della Calabria Contemporanea si arricchisce di nuove voci e presenta una novità : le biografie brevi, in un certo senso, se volete, provvisorie e incomplete, frutto di un lavoro redazionale, ma che in futuro potranno essere rivisitate e riscritte, secondo quello che è lo stile finora utilizzato. Il lavoro che finora è stato fatto, con il contributo costante di vecchi e nuovo collaboratori, è di certo notevole e a tutti loro va un meritato ringraziamento. Con quelle messe ora online siamo arrivati a 675 voci biografiche di personaggi calabresi che hanno fatto la storia della regione. E altre sono in lavorazione.
I nuovi biografati e i rispettivi autori sono:

Queste sono invece le “biografie brevi” che potranno essere aggiornate anche sulla base di contributi provenienti dai nostri collaboratori e dai lettori:

Il presidente e il direttore dell’Icsaic, Paolo Palma e Vittorio Cappelli, il curatore del Dizionario Pantaleone Sergi, i membri del direttivo e del comitato scientifico, colgono l’occasione per augurare a voi e alle vostre famiglie un sereno e prospero 2022.

Grazie dell’attenzione e buona lettura.
Appuntamento alle prossime biografie.