Biografie di calabresi noti e meno noti. Cresce il dizionario e arriva a 730 voci

Care amiche e cari amici,
Con queste dieci nuove biografie, il nostro Dizionario Biografico della Calabria Contemporanea, cresce ancora e tocca le 730 voci. L’Icsaic prosegue, così, la sua attività al servizio della cultura calabrese, e ringrazia i sempre più numerosi collaboratori.

Questi i nuovi biografati e gli autori:

Grazie a tutti i lettori per l’attenzione prestata

Il volume sui Costituenti calabresi alla rassegna Lib(e)riamoci in Città

Il volume dell’ICSAIC “I Calabresi all’Assemblea Costituente 1946-1948“, curato da Vittorio Cappelli e Paolo Palma, rispettivamente direttore e presidente del nostro Istituto, sarà argomento della rassegna “Lib(e)riamoci in Città, Letture per crescere insieme” in programma per il 20 marzo p.v. a Corigliano-Rossano (biblioteca Pometti, ore 17.30). La pubblicazione, edita da Rubbettino, contiene le biografie dei 25 deputati eletti nel 1946 per la Calabria all’Assemblea Costituente ed una selezione degli atti parlamentari ad essi relativi.
La scaletta dell’iniziativa prevede i saluti di Alessia Alboresi, assessore alle politiche sociali del comune di Corigliano-Rossano, di Giuseppe Ferraro del direttivo ICSAIC e di Francesco Tocci, presidente della Fondazione Mortati. A seguire, introdotti da Giuseppe De Rosis di Amici dell’Arte, gli interventi di Anna Lasso, docente di Diritto privato dell’Unical e di Gianpietro Calabrò, già docente Unical, e le conclusioni di Vittorio Cappelli.

Una riflessione di Enrico Esposito su “Il lamento della pace” di Erasmo da Rotterdam

Nella sua rubrica “Risfoglio”, su Radio D.G.S., il prof. Enrico Esposito, storico e vice-presidente dell’Istituto Calabrese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea, propone una riflessione su “Il lamento della pace” di Erasmo da Rotterdam.
Da più di cinque secoli il pensiero di Erasmo, sostenitore dell’idea che “nessuna guerra è giusta“, continua ad essere di grande attualità.

Iniziativa della Rete Parri per ricordare Grazia Deledda a 150 anni dalla nascita

L’Istituto Parri di Milano, a cui l’ICSAIC aderisce, si fa promotore di una iniziativa “deleddiana” rivolta alle scuole, in concomitanza della “Festa delle Donne” del prossimo 8 marzo. Qui di seguito, la nota stampa della Commissione Didattica dello stesso Istituto Nazionale

Nella ricorrenza dei 150 anni dalla nascita di Grazia Deledda, prima donna Nobel italiana per la Letteratura, la Commissione Didattica Nazionale Parri propone l’iniziativa in oggetto, rivolta al Triennio delle scuole Superiori di Secondo Grado, al contempo fruibile da tutti i docenti e classi di alunni interessati.
Ai contributi scientifici di uno dei massimi esperti delle opere della Deledda, se ne affiancano altri di carattere artistico ed etno/ambientale proposti a supporto e ad esplicazione di quelli.
L’evento, dal titolo “Non ti uccisero a colpi di spillo – Grazia Deledda nell’intimo segreto del grande sogno” vuole rappresentare una significativa sintesi delle due ricorrenze (Festa della donna e 150° della nascita della Nobel italiana), proposta come momento di riflessione nelle scuole.
La modernità della Deledda emerge con forza in considerazione dei temi, dei tempi e del difficile contesto storico che non le ha impedito di realizzare pienamente sé stessa senza rinnegare niente delle sue origini e dei suoi mondi di appartenenza.
L’evento verrà liberamente proposto in orario curricolare, dalle ore 10,00 alle ore 11,15 dell’8 Marzo 2022, al seguente link: https://www.reteparri.it/didattica-formazione/non-ti-uccisero-colpi-spillo-grazia-deledda-nellintimo-segreto-delgrande-sogno-7933/
Nella stessa pagina web saranno resi disponibili anche i materiali esplicativi con le schede didattiche concepite per favorire un corretto approccio di tipo formativo.

SCHEDA DIDATTICA SU GRAZIA DELEDDA

SCHEDA “NON TI UCCISERO A COLPI DI SPILLO”

Un dibattito sull’attualità del pensiero politico di Sandro Pertini

Giovedì 24 febbraio 2022, in diretta sulla piattaforma Google Meet alle ore 20.30, si terrà l’iniziativa “Ricordiamo Sandro Pertini”, un’occasione per evidenziare l’attualità del pensiero politico di Sandro Pertini in occasione del trentaduesimo anniversario della sua morte.
Introduce e modera il dibattito Daniele Pessotto, responsabile del gruppo FB “Giustizia e Libertà”, e dopo i saluti interverrà l’avv. Emilio Graziuso, che relazionerà sull’Attualità del pensiero politico di Sandro Pertini. Graziuso abbina alla professione forense la passione per la lotta per i diritti civili. È uno studioso di Sandro Pertini al quale ha dedicato molti studi ed approfondimenti pubblicati su “Avanti Live” ed ha partecipato, come relatore sul tema, a convegni e seminari in giro per l’Italia.
Il prof. Gaetano Colantuono, socio del nostro Istituto, relazionerà sul Partito Socialista Italiano nel dopoguerra. Colantuono, docente di Lettere, storico e studioso del socialismo italiano, è curatore della collana “Quaderni di Risorgimento Socialista”.
Interverranno inoltre Renato Marcon, già sindaco socialista di Piazzola sul Brenta, e Roberto Innocenti Torelli, presidenti e fondatore dell’Associazione art. 53. Seguiranno il dibattito con i partecipanti e le conclusioni.

Torna il “Dizionario Biografico” pubblicando ancora dieci voci

Care amiche e cari amici,
Con questi dieci nomi nuovi che entrano nel nostro Dizionario Biografico della Calabria Contemporaneaarriviamo a 685 biografie di calabresi illustri, conosciuti e meno conosciuti.
Di seguito le nuove voci e i rispettivi autori.

Buona lettura e grazie a tutti per l’attenzione che prestate al Dizionario. 

Le iniziative del nostro Istituto per la Giornata della Memoria 2022

Come ogni anno, l’ICSAIC con la sezione didattica, ed in collaborazione con enti, scuole e associazioni, partecipa alle varie iniziative regionali per la Giornata della Memoria. Scelta nel 2005 per ricordare la Shoah, lo sterminio del popolo ebraico perpetrato dai nazisti, quella del 27 gennaio è la data in cui, nel 1945, l’Armata Rossa liberava il campo di concentramento di Auschwitz, ridando libertà e dignità ai prigionieri lì detenuti. L’Istituto Calabrese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea è impegnato in questi giorni in varie iniziative dedicate a mantenere vivo il ricordo di quanto accaduto. Qui di seguito, postiamo le locandine dedicate ai singoli appuntamenti, con l’argomento trattato, i dettagli di luogo, data e partecipanti.

21 gennaio ITAS ITC di Rossano, ore 8.30 – 9.55: “Pregiudizio politico e discriminazioni razziali. Intervento del prof. Giuseppe Ferraro, coordinatore Commissione didattica ICSAIC. Partecipano le classi IV A e IV B LES in collaborazione con l’Istituto per la storia del Risorgimento Comitato provinciale di Cosenza.

24 gennaio Liceo scientifico di Longobucco, ore 11.30 – 13.00 in video conferenza
“L’Olocausto è una pagina del libro dell’Umanità da cui non dovremo mai togliere il segnalibro della memoria” (Primo Levi).
Programma:
Saluti della dirigente Prof.ssa Anna Maria Di Cianni.
Interventi:
prof. G. Ferraro, ICSAIC
prof. Igino Romano Ufficio scuola diocesano e uffico Irc (Insegnanti Religione Cattolica).
Coordina la prof.ssa Marino Lucia docente di Italiano e Latino.
Presentazione dei lavori realizzati dagli alunni.
Segue dibattito.

26 gennaio IIS Pizzini – Pisani di Paola ore 8.30
Storia, Memoria e Didattica
Classe virtuale Meet dell’Assemblea di Istituto.
Saluti della dott.ssa Miriam Curti, dirigente scolastico dell’IIS Pizzini-Pisani di Paola.
Introduce prof.ssa Caterina Provenzano.
Relaziona prof. G. Ferraro, ICSAIC.
Partecipano le classi quinte dell’Istituto.

26 gennaio IIS Cariati e Polo Tecnico Scientifico Brutium Cosenza ore 11 in videoconferenza.
Programma:
Saluti della prof.ssa Giulia Aiello, dirigente scolastico IIS Cariati e della prof.ssa Rosita Paradiso, dirigente scolastico del Brutium Cosenza.
Coordinamento della prof.ssa Michela Boccuti e del prof. Alessandro Citro.
Interviene Giuseppe Ferraro, ICSAIC.

27 gennaio Polo Museale di Soriano Calabro ore 10.30.
In diretta sulla pagina Facebook del Polo Museale
Il primo concorso di poesia per la Shoah
“Ricordare per non Dimenticare Mai”
Seconda edizione 2021-2022.
Programma:
Saluti di Vincenzo Bartone, sindaco di Soriano
Mariangela Preta, direttrice Polo Museale.
Interventi:
M° Miriam Jaskierwicz Arman, autrice e fondatrice del concorso
Irene Calabrò, assessore cultura Città di Reggio Calabria
Lucia Anita Nucera, assessore Istruzione Città di Reggio Calabria
Giuseppe Ferraro, ICSAIC
Nino Spirlì, autore.
Conclude on. Dalila Nesci, sottosegretario di Stato per il Sud e la Coesione Territoriale.

28 gennaio Istituto Istruzione Secondaria Superiore “Erodoto di Thurii” Sibari ore 8.30
Insegnare il Novecento
Giornata della Memoria 2022 “Storia, Memoria e Didattica”
Piattaforma Teams con le classi quinte dell’Istituto.
Introduce prof.ssa Rosella Varcasia, docente IISS Erodoto di Thurii.
Saluti della dott.ssa Anna Liporace, dirigente IISS “Erodoto di Thurii”.
Interviene prof. Giuseppe Ferraro, ICSAIC.

La Calabria reggina tra l’immobilismo borbonico e la miopia sabauda: Palma recensisce il volume di Arichetta

Pubblichiamo la recensione del presidente dell’ICSAIC Paolo Palma al volume di Fabio Arichetta La Calabria Ulteriore Prima. Fra moti risorgimentali e insorgenze legittimiste, pubblicata anche su «Il Quotidiano del Sud».

La Calabria reggina tra l’immobilismo borbonico e la miopia sabauda

di Paolo Palma

La Calabria Ulteriore Prima fu l’estrema provincia continentale del Regno delle Due Sicilie, con capoluogo Reggio, nata nel 1816 dalla suddivisione dell’antica Calabria Ultra, con cui venne contemporaneamente istituita la Calabria Ulteriore Seconda, capoluogo Catanzaro. Di questo lembo di terra calabra un piccolo ma sostanzioso libro racconta sprazzi di storia risorgimentale che mettono a fuoco alcuni temi generali di grande attualità storiografica relativi al rapporto tra il nuovo Stato e la Chiesa cattolica, alla repressione del brigantaggio filoborbonico e all’annosa questione dello sviluppo economico del Mezzogiorno al momento dell’Unità d’Italia. Tre filoni da cui emergono, per grandi linee, sia l’immobilismo e l’ottusità borbonici, sia la miopia sabauda nei confronti, ad esempio, del mondo cattolico o dei soldati e sottufficiali del disciolto esercito duosiciliano che, trascurati dai nuovi governanti, andarono a ingrossare le bande brigantesche.

Ha fatto bene perciò l’autore, Fabio Arichetta, “topo d’archivi” e collaboratore assiduo del Dizionario Biografico della Calabria Contemporanea dell’ICSAIC, diretto da Pantaleone Sergi, a raccogliere i suoi saggi sull’argomento (La Calabria Ulteriore Prima. Fra moti risorgimentali e insorgenze legittimiste, Città del Sole Edizioni) dai quali si ricava anche che il Risorgimento reggino non fu dovuto soltanto all’iniziativa di una ristretta cerchia di patrioti, ma pervase diverse classi sociali e lo stesso clero, che ne fu spaccato.
Arichetta è particolarmente attento alle questioni ecclesiali; e quindi alla folta schiera, pur minoritaria, di sacerdoti calabresi che, come il canonico reggino Paolo Pellicano, contribuirono da protagonisti alla nascita dello Stato liberale, per cui nulla la Calabria ha da invidiare ad altre regioni italiane in tema di istanze cattolico-liberali. Ma dalle sue pagine emerge anche con chiarezza la frattura sempre più profonda tra il nuovo Stato e la Chiesa; e l’adozione, da parte delle autorità garibaldine e poi sabaude, della linea dura nei confronti del clero filoborbonico, culminata in arresti, rappresaglie, fucilazioni, come quella dei frati minori del convento del Crocefisso di Bianco, o nell’espulsione di sacerdoti e persino in quella, manu militari, dell’arcivescovo di Reggio Calabria, Mariano Ricciardi, che era entrato in conflitto con il governatore Antonino Plutino, nominato da Garibaldi.
Eppure i cattolici liberali reggini, raccolti attorno al giornale “La Fata Morgana”, diretto dal canonico Pellicano, avevano partecipato alla insurrezione del 2 settembre 1947 all’insegna del motto “viva Pio IX”, tenendo tra le mani, come il canonico Calabrò, a sinistra il crocefisso e a destra la pistola; e inneggiando a Ferdinando II “Re Costituzionale”, del quale gl’insorti ribadivano “la sacra inviolabilità della persona” auspicando al contempo l’allontanamento dal sovrano dei “pochi maligni intriganti” che lo distoglievano dal fare il bene del popolo delle Due Sicilie. Ma l’Esercito e la Marina soffocarono il moto nel sangue, prova lampante della incapacità della monarchia borbonica di cogliere persino le posizioni di moderato progressismo borghese rappresentate da quello che Arichetta definisce “l’ultimo ruggito neoguelfo”.
Persino dalla vicenda del generale catalano José Borjes (o più correttamente Borges), la cui morte per fucilazione senza processo, come brigante, rappresenta una macchia per il nuovo Stato italiano, risaltano il pressappochismo, l’ambiguità e il cinismo dei notabili borbonici. Borges fu infatti ingannato dagli emissari di Francesco II circa le forze e gli armamenti che avrebbe avuto a disposizione per sollevare il popolo contro i piemontesi e fu messo in contatto con bande di delinquenti capeggiate in Calabria dal brigante Mittiga e in Lucania dal brigante Crocco, con i quali quel povero reazionario idealista, “romantico allo sbaraglio”, entrò inevitabilmente in contrasto.
Breve, infine, l’ultimo saggio intitolato Alle origini del sottosviluppo della Calabria Ulteriore Prima; denso però di notizie interessanti su uno dei temi maggiormente dibattuti dalla storiografia, e di conferme circa l’arretratezza del Regno delle Due Sicilie. L’economia della Calabria Ulteriore Prima era infatti “a dir poco frenata nel suo reale potenziale a causa della totale assenza di strade di comunicazione e di infrastrutture”. Carenti anche le infrastrutture portuali calabresi considerando che sugli 800 chilometri di coste erano in funzione soltanto tre porti, Reggio, Tropea e Crotone, quest’ultimo peraltro sottoposto a periodici insabbiamenti. Una situazione davvero disastrosa se si pensa che la flotta mercantile borbonica era seconda, per tonnellaggio, soltanto a quella inglese; e dalla quale si può arguire un particolare disinteresse dei Borbone per il territorio della Calabria.
Per spiegare il grave deficit infrastrutturale del Mezzogiorno, l’Autore individua una polemica degli anni ’30 legata a una diversa concezione dell’intervento dello Stato nella economia del Regno. Da una parte l’ingegnere Carlo Afàn de Rivera, direttore del Corpo Ponti e Strade, teorico della modernizzazione infrastrutturale delle Due Sicilie, dall’altra il futuro presidente del Consiglio dei ministri di Ferdinando II, Giuseppe Ceva Grimaldi, che sul fronte opposto teorizzava l’immobilismo, il non intervento cioè dello Stato con la realizzazione di infrastrutture reputate inutili e, forse, fonte di pericolose novità, come suppone nella prefazione Antonino Romeo.

I numeri dell’immobilismo borbonico sono clamorosi: nel 1833 la Calabria Ulteriore Prima aveva 35,680 km di strade, diventati 75,558 nel 1864, con un incremento, quindi di 1,5 km l’anno in tre decenni. Pur con i noti limiti e contraddizioni – questa la corretta conclusione di Arichetta – è solo grazie all’Unità d’Italia che prende il via lo sviluppo del sistema viario e infrastrutturale, propedeutico a qualunque sviluppo economico.
Che poi buona parte della ricchezza delle regioni meridionali dopo l’Unità sia stata utilizzata a favore dell’economia delle regioni settentrionali è un altro discorso, che non invalida però la positività del processo unitario e non consente di idealizzare l’immobile e decrepito Regno delle Due Sicilie, come fa invece la disinvolta storiografia neoborbonica seminando varie falsità e manipolazioni. E soprattutto interpella il comportamento delle classi dirigenti del Mezzogiorno, a schiacciante preponderanza agraria, che favorirono in Parlamento le politiche liberistiche di Cavour in quanto proficue all’esportazione del loro olio, vino e frutta; a danno però degli industriali del Sud che invano protestarono e si opposero (pochi) in Parlamento, e videro le loro aziende travolte a causa della concorrenza delle più robuste industrie del Nord Italia ed europee.

Il convegno sul centenario del PCI all’UniCal e in diretta web

Il convegno Il PCI dalle origini al “partito nuovo” in Calabria e nel Mezzogiorno, organizzato dall’ICSAIC con la collaborazione del DISPeS UniCal, si terrà in presenza presso la Sala Multimediale della Biblioteca “E. Tarantelli” e in diretta web.
Per chi volesse seguire in diretta l’evento, oltre che sulla pagina Fb dell’ICSAIC potrà utilizzare i seguenti link:
Per le sessioni di mercoledì 24 novembre 2021: https://youtu.be/vM1_rdIdmP8
Per la sessione di giovedì 25: https://youtu.be/WpN1m40qRSs

L’ICSAIC ricorda il centenario del PCI con un convegno nazionale

In occasione dei cento anni della fondazione del Partito Comunista d’Italia, l’Istituto Calabrese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea organizza il convegno nazionale dal titolo Il PCI dalle origini al “partito nuovo” in Calabria e nel Mezzogiorno.
L’evento, organizzato in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’UniCal, si terrà nelle giornate del 24 e 25 novembre 2021 presso la Sala Multimediale della Biblioteca “E. Tarantelli” dell’Università della Calabria e verrà trasmesso in diretta sul canale YouTube del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali e rilanciato sui canali social dell’ICSAIC.

Il Milite Ignoto nell’identità italiana. All’iniziativa del Brutium un intervento dell’ICSAIC

Si svolgerà sabato 20 novembre a partire dalla 11, l’iniziativa “Il Milite Ignoto nell’identità italiana”. L’appuntamento online è organizzato dal Polo Tecnico Scientifico Brutium di Cosenza, in collaborazione con l’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano sezione di Cosenza e il nostro Istituto.

Dettagli in locandina

È online il numero 1-2 del 2020 della Rivista Calabrese di Storia del ‘900

Solo, giovedì 11 novembre l’ICSAIC ha presentato al pubblico la nuova serie della Rivista Calabrese di Storia del ‘900 diretta da Vittorio Cappelli, ed è già online intanto il n. 1-2 del 2020 che chiude il ciclo del direttore Giuseppe Masi il quale l’ha fondata.
Questo l’indice del numero:
Presentazione di Vittorio Cappelli;

A “La scuola racconta”, anche l’ICSAIC con “Gli itinerari di Clio”

Si terrà tra il 29 e il 30 novembre 2021 la IV edizione del Festival internazionale della Public History “La scuola racconta”. L’iniziativa è organizzata dal Centro studi relazioni Atlantico Mediterranee in collaborazione con l’Associazione italiana Public History e l’International Federation for Public History, Fédération internationale pour l’Histoire Publique. All’iniziativa sarà presente anche il nostro Istituto con la relazione Gli itinerari di Clio di Giuseppe Ferraro coordinatore della commissione didattica. 
Il tema del festival è dedicato alle storie delle comunità scolastiche di ieri e di oggi in tutte le loro declinazioni, ed è aperto agli istituti scolastici di ogni ordine e grado e a studiosi, ricercatori, docenti e public historian.

Il volume sui Costituenti calabresi presentato a Roma a Mattarella e Fico

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella accoglie la delegazione dell’Icsaic

“La Calabria ha avuto grandi Padri costituenti”. Con queste parole il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha accolto al Quirinale la delegazione dell’Istituto Calabrese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea (Icsaic), che gli ha fatto dono del volume “I calabresi all’Assemblea Costituente”, a cura di Vittorio Cappelli e Paolo Palma, edito per l’ICSAIC da Rubbettino. La delegazione era composta oltre che dal Presidente Palma e dal Direttore Cappelli, dall’ex Presidente dell’Istituto, Pantaleone Sergi. 
Palma ha ringraziato il Presidente Mattarella per l’udienza concessa e ha illustrato la ricerca che ha impegnato diversi soci dell’Icsaic e alcuni specialisti esterni sulle biografie dei ventiquattro costituenti calabresi e sui lavori parlamentari che fotografano la  Calabria del tempo: le mulattiere, i tuguri, le condizioni primitive della povera gente, i signori del latifondo, l’occupazione delle terre, i tumulti del pane; e malaria, tubercolosi, ferrovie insicure, reti idriche ed elettriche fatiscenti e carenti. 

Il direttore dell’Icsaic Vittorio Cappelli, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il presidente dell’Icsaic Paolo Palma e l’ex presidente Pantaleone Sergi

La delegazione dell’Icsaic è stata poi ricevuta a Palazzo Montecitorio dal Presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico, al quale ha fatto dono dello stesso volume. Il Presidente Fico ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto dall’Istituto e ha sottolineato l’importanza del ruolo che la Calabria e il Mezzogiorno hanno svolto nell’edificazione delle istituzioni repubblicane.

La delegazione dell’Icsaic con il Presidente della Camera Roberto Fico

Paolo Palma ha ringraziato il Presidente Fico per l’incontro ma anche per il contributo determinante che la Biblioteca “Nilde Iotti” della Camera dei Deputati ha dato all’Icsaic per la documentazione relativa alla stesura di alcune biografie e per la complessa organizzazione della parte antologica del volume.

Seguono altre foto dell’incontro

L’ICSAIC sarà presente a Rimini per parlare dei “Costituenti calabresi”

Alle origini della Repubblica: il 2 giugno 1946 e le sue storie” è il tema sul quale i prossimi 6 e 7 ottobre, a Rimini, si confronteranno studiosi e storici aderenti alla Rete Parri degli Istituti per la Storia della Resistenza e dell’età contemporanea e della Sissco, Società italiana per lo studio della storia contemporanea. A ospitare la kermesse presso la Sala del Giudizio del Museo della Città è l’Istituto per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea della provincia di Rimini.
Ci sarà anche l’ICSAIC con Vittorio Cappelli, direttore dell’Istituto presieduto da Paolo Palma. Cappelli parlerà de “I Calabresi all’Assemblea Costituente”, uno spaccato politico e sociale della Calabria all’alba della democrazia a cura di Vittorio Cappelli e Paolo Palma, edito da Rubbettino, Soveria Mannelli 2020.

QUI, il programma completo dei lavori

Per maggiori info sul libro – https://www.icsaicstoria.it/e-in-libreria-i-calabresi-allassemblea-costituente-1946-1948