Due secoli di brigantaggio: un convegno a Teramo

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“Prevenzione e repressione del brigantaggio: teorie, norme, pratiche (secoli XVIII-XIX)”, è il tema di un importante convegno che si terrà presso l’Università di Teramo dal 23 al 25 novembre.

Dopo la lectio inaugurale del prof. Luigi Lacchè dell’Università di Macerata, il convegno si articolerà in tre sessioni: Teorie, Pratiche, Norme.

Per quanto riguarda in particolare la Calabria si segnalano le relazioni di Ferruccio Maradei, dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, intitolata “Il Brigantaggio delle Calabrie. Il drammatico processo al capobrigante Pietro Bianco fra cronaca e repressione penale“, di Carmen Calugiuri, dell’Università di San Marino intitolata “Da perseguitato diverrò persecutore. Repressione, perdono e integrazione nelle Calabrie napoleoniche (1806 – 1811)” e di Giuseppe Ferraro, dell’Università di San Marino e componente del Direttivo dell’ICSAIC, intitolata “Un panico terrore invade tutti gli animi! L’azione repressiva del colonnello Pietro Fumel in Calabria (1811 – 1866)“.

Didattica della storia nelle scuole, convenzione tra ICSAIC e Polo liceale di Rossano

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Nei giorni scorsi è stata siglata una convenzione tra il Polo liceale di Rossano e l’Istituto Calabrese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea (ICSAIC) presso l’Università della Calabria. Si tratta di una convenzione che ha come finalità la reciproca collaborazione per attività di didattica della storia e per i percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (PCTO), in linea con quelle che sono le finalità del nostro Istituto. La proposta di convenzione è scaturita dalla volontà del Dott. Antonio Franco Pistoia, Dirigente del Polo liceale di Rossano, di potenziare e diversificare l’offerta formativa della propria scuola, ma anche di dialogare con enti e istituzioni attivi sul territorio nazionale. La proposta del Dirigente scolastico è stata accolta con favore sia dal Presidente dell’ICSAIC onorevole Paolo Palma che dal direttore prof. Vittorio Cappelli. Entrambi hanno sottolineato che il dialogo con il mondo della scuola è da sempre una priorità dell’ICSAIC, come anche quello della sperimentazione didattica. Anche il prof. Giuseppe Ferraro, coordinatore della commissione didattica, ha espresso il proprio apprezzamento per la firma di questa convenzione, che va a certificare un’azione che da anni l’ICSAIC porta avanti su tutto il territorio regionale con iniziative di didattica della storia, educazione civica e la formazione docenti.

Si arricchisce il nostro “Dizionario”. Online altre dieci biografie

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Altre dieci biografie di calabresi sono on line nel Dizionario Biografico della Calabria Contemporanea, grazie all’impegno dei nostri collaboratori. Altre biografie sono in arrivo.

Ecco i nomi dei biografati e i rispettivi autori:

Buona lettura!

Un milione di visitatori per il sito ICSAIC. Palma: “Traguardo di alto valore simbolico”

“E’ un traguardo importante, di alto valore simbolico, del percorso di divulgazione storiografica dell’ICSAIC, che salutiamo con grande soddisfazione”. Il presidente, Paolo Palma, commenta così il raggiungimento, nei giorni scorsi, della milionesima visita al sito www.icsaicstoria.it, in funzione dal 2018.
“Vi è motivo di compiacimento – prosegue Palma – perché notiamo quanta attenzione vi sia nei confronti dell’ICSAIC da parte del mondo della cultura e dell’istruzione, e non solo in Italia. Abbiamo infatti registrato molti contatti dall’estero, in particolare dall’America Latina, in buona parte dovuti, crediamo, all’attività interna all’ICSAIC del Centro di ricerche sulle migrazioni, che fa capo a Pantaleone Sergi e Vittorio Cappelli“.
Sul sito dell’ICSAIC, oltre alle comunicazioni presenti nella pagina principale, è possibile accedere alle voci (attualmente poco più 800) del “Dizionario Biografico della Calabria Contemporanea”, ai fondi archivistici dell’Istituto, alla “Rivista calabrese di storia del ‘900”, al “Giornale di storia contemporanea”, a libri, saggi, articoli, tesi di laurea.
“Un vasto e articolato sistema di comunicazione che ha contribuito a far diventare l’ICSAIC, alla vigilia del suo 40esimo ‘compleanno’ nel 2023, un importante punto di riferimento per la cultura calabrese – conclude Palma – che con il direttore Cappelli e il Consiglio Direttivo, che ringrazio per l’incessante impegno, intendiamo incrementare ulteriormente nei contenuti e nella fruibilità”.

L’emigrazione musicale calabrese in Sud America. L’Icsaic al convegno di Tropea

L’emigrazione musicale calabrese in Sud America tra Otto e Novecento. È il titolo del convegno internazionale di studi in programma a Tropea (6, 7 e 8 ottobre) nella sala S. Chiara. L‘ICSAIC sarà rappresentato da Pantaleone Sergi, venerdì 7 ottobre, con la relazione “Dal Poro alle Ande: una famiglia di musicisti di Limbadi in Argentina” e da Vittorio Cappelli, sabato 8 ottobre, con la relazione: “Sulla presenza culturale, artistica e musicale dell’Italia in Brasile. Da Teresa Cristina di Borbone all’immigrazione di massa”. Sulla brochure che postiamo, maggiori dettagli.

LA NOTIZIA

Tropea (VV) – Dal 6 all’8 ottobre 2022 l’Istituto di Bibliografia Musicale Calabrese (Ibimus), in collaborazione con l’Istituto di Studi sulla Musica dell’America Latina (IMLA) e il Comune di Tropea, organizza, presso la Chiesa di Santa Chiara a Tropea, un convegno internazionale di studi dal titolo L’emigrazione musicale calabrese nei paesi del Sud America tra Otto e Novecento. Il convegno ha lo scopo di portare l’attenzione su un aspetto fondamentale della cultura musicale transeuropea costituito dall’attività di figure di musicisti e operatori musicali che, provenienti dalla Calabria, furono coinvolte nei grandi fenomeni migratori tra la fine del XIX e la seconda metà del XX secolo.
Per approfondire queste tematiche sono stati chiamati a partecipare numerosi studiosi provenienti dal Sud America e dall’Europa ai quali è stato chiesto di tracciare i percorsi che queste figure hanno intrapreso nell’ambiente musicale dei rispettivi paesi di approdo e di valutare il loro apporto alla cultura musicale locale. Tra le aree di particolare interesse saranno messi in evidenza gli apporti dei musicisti di origine calabrese nel dominio dell’opera, della musica popolare, del folklore e la capacità degli operatori musicali calabresi di ergersi a figure fondative di istituzioni in grado di interpretare quel fenomeno di costruzione dell’identità musicale nazionale che proprio nel periodo preso in esame trova il suo principale sviluppo.
L’attività di musicisti come Salvador Ranieri, Emilio Pelaia, Domenico Ventrici, Emilio  Capizzano, Enrico Cadìcamo oggetto di varie relazioni nel corso delle tre giornate di studio, al di là del personale percorso artistico, testimonia l’apporto dei calabresi allo sviluppo di generi musicali autoctoni quali il tango, la musica popolare, la musica da camera e in certo senso la musica operistica, ma anche il fortissimo legame culturale che essi e le loro comunità hanno continuato a mantenere con i propri luoghi di origine. Il complesso fenomeno legato all’identità all’interno della migrazione viene finalmente esaminato dal punto di vista musicale per meglio conoscere i meccanismi che hanno consentito ai nostri conterranei di mantenere viva la passione per le proprie radici e nello stesso tempo contribuire alla costruzione di un futuro per le terre di approdo.
All’apertura del convegno (il 6 ottobre 2022 alle ore 16,00) ci saranno i saluti delle autorità e dei rappresentanti degli enti che hanno patrocinato l’iniziativa (Ibimus, Comune di Tropea, Conservatorio di musica di Vibo Valentia, Società italiana di musicologia, Imla, Mic, ecc.). Subito dopo seguirà la prima sessione del convegno cui parteciperanno tre relatori; il 7 ottobre sono previste due sessioni, una dalle 10.00 alle 13.30 e una dalle 16.00 alle 18,30, nelle quali si alterneranno 8 studiosi; l’8 ottobre alle 10.00 ci sarà la sessione conclusiva con 4 relazioni. Le sere del 6 e del 7 ottobre, a chiusura delle rispettive sessioni del convegno, ci saranno due concerti con musiche di autori calabresi attivi nell’America latina. Il convegno è stato realizzato grazie all’apporto finanziario del Ministero della Cultura e con il patrocinio del Conservatorio di Vibo Valentia.

Mazziotti: “Cronaca della mia vita in grigioverde”. L’Icsaic a Corigliano-Rossano con Giuseppe Ferraro

“Cronaca della mia vita in grigioverde” è il libro di Adriano Mazziotti protagonista di un incontro organizzato dalla biblioteca diocesana del centro storico di Rossano e dall’associazione “Idee in movimento”. A introdurre la serata – che si terrà lunedì 3 ottobre alle ore 19.00 nella Biblioteca Santi Nilo e Bartolomeo di Corigliano-Rossano (Cs) – sarà don Pino De Simone, direttore della biblioteca. Seguiranno, con il coordinamento di Achiropita Tina Morello e Giuseppe De Rosis, gli interventi di: Mons. Luigi Renzo, Vescovo emerito di Nicotera Tropea; del Prof. Giuseppe Ferraro, storico dell’ICSAIC e docente. Le conclusioni sono affidate a Mons. Maurizio Aloise, Arcivescovo di Rossano Cariati.

Dizionario, a tutti voi Buon Ferragosto con altre dieci biografie online

Care amiche e cari amici del Dizionarioi,
Con la collaborazione essenziale di ricercatori amici procediamo a ritmi sostenuti e incrementiamo di altre dieci le voci del Dizionario Biografico della Calabria Contemporanea che ora conta 780 biografie di calabresi che hanno dato lustro alla regione. Altre biografie sono in lavorazione.
Questi i nuovi biografati e i rispettivi autori:

Vi diamo appuntamento per le prossime biografie
e vi siamo grati dell’attenzione.
Buona lettura a tutti e buone ferie agostane.

Reggio Calabria: omaggio a Biagio Camagna nel centenario con Caridi, Arichetta, Romeo

Reggio Calabria rende omaggio a Biagio Camagna (31 gennaio 1858-30 luglio 1922) nel centenario della morte con due manifestazioni, venerdì 29 luglio, promosse dal Comune e dalla Associazione Anassilaos con il patrocinio della Deputazione di Storia Patria della Calabria e del nostro Istituto. Presso la Sala Falcomatà di Palazzo San Giorgio la figura del famoso politico, avvocato e giornalista reggino che fu parlamentare per sei legislature, “uomo del popolo” e “fedele soldato della democrazia” sarà rievocata dal professor Giuseppe Caridi, presidente della Deputazione, dai soci Icsaic Fabio Arichetta e Antonino Romeo, e da Giuseppe Diaco.

L’ICSAIC con Palma e Falbo a Rogliano: una “lezione” su Donato Bendicenti

Venerdì 29 luglio, a Rogliano, l’ICSAIC parteciperà ad una delle iniziative di “estate in ANPI”, il programma messo a punto dalla neonata sezione intercomunale ANPI Savuto intitolata a Donato Bendicenti.
Alle ore 18:30, nella villa comunale di Rogliano, dopo i saluti di Giovanni Altomare, sindaco di Rogliano, e di Matteo Dalena, del direttivo ICSAIC e dell’ANPI Savuto, il socio dell’ICSAIC Leonardo Falbo terrà una lezione sul tema “Donato Bendicenti, la banda del Trionfale e le Fosse Ardeatine”. A introdurlo sarà il presidente dell’ICSAIC, Paolo Palma.
Su Bendicenti si veda la voce firmata dallo stesso Falbo sul Dizionario Biografico della Calabria Contemporanea, curato dal professore Pantaleone Sergi.
Il saggio di Paolo Palma, intitolato “I martiri calabresi alle Fosse Ardeatine, tra delatori, spie e la famigerata banda Koch”, contiene invece alcune novità storiografiche in relazione, soprattutto, alle operazioni di polizia che portarono alla cattura di Bendicenti e Frascà.

Pubblicato il n. 1/2022 della “Rivista calabrese di storia del ‘900”

È fresco di stampa il nuovo numero della «Rivista Calabrese di Storia del ‘900», il terzo della nuova serie diretta da Vittorio Cappelli ed edita da Pellegrini.
Ne anticipiamo la copertina, che propone un’opera dell’artista calabrese Pino Chimenti, recentemente scomparso, e l’indice del volume, che presenta contributi di Pantaleone Sergi, Matteo Cosenza, Teodoro Scamardì, Giuseppe Trebisacce, nonché dei nostri soci Christian Palmieri, Prospero Mazza e Giuseppe Ferraro.
Subito dopo la pausa estiva la rivista sarà in distribuzione nella versione cartacea, che si può richiedere direttamente all’Icsaic, e come di consueto sarà consultabile la versione online sul sito http://s573166820.sito-web-online.it/

“Alla scuola di don Sturzo” la recensione della Rivista Storica del Socialismo

Proponiamo la recensione del prof. Gaetano Colantuono al volume Alla scuola di Don Sturzo. Il popolarismo nel Mezzogiorno a cento anni dall’Appello ai liberi e forti, curato da Lorenzo Coscarella e Paolo Palma, che raccoglie gli atti del convegno sul popolarismo nel Mezzogiorno organizzato dall’ICSAIC all’Unical nel 2019. La recensione è stata pubblicata su «Rivista Storica del Socialismo», nuova serie, 7, 1-2022, pp. 171-172:

Lorenzo Coscarella e Paolo Palma (a cura di), Alla scuola di Don Sturzo. Il popolarismo nel Mezzogiorno a cento anni dall’Appello ai liberi e forti, Pellegrini, Cosenza 2020, pp. 326.

All’Istituto calabrese per la storia dell’antifascismo e dell’Italia contemporanea (ICSAIC) si deve l’organizzazione di un convegno nell’anno sturziano (svoltosi il 13 novembre 2019) sul popolarismo meridionale, i cui atti sono raccolti nel presente volume. I sedici contributi raccolti restituiscono la travagliata vita di un partito ricco di contraddizioni interne e dalla breve vita – poiché anch’esso verrà travolto dalla forza del nuovo regime fascista –, eppure fecondo nella storia politica e nel complesso processo democratico italiano, per quanto gli interventi più avveduti mettano in guardia da una sovrapposizione fra il partito sturziano, minoritario nell’intero Meridione, e la posteriore Democrazia cristiana, egemonica soprattutto in quelle terre.
L’iniziativa sturziana trovò nelle regioni meridionali una serie di “preti sociali” (in numero non trascurabile, talvolta già inseriti nel movimento murriano) che declinarono a livello locale le indicazioni del sacerdote siciliano con la promozione di un associazionismo mutualistico fra lavoratori (soprattutto contadini) e una loro presa di coscienza sociale in chiara contrapposizione sia ad un conservatorismo anche cattolico delle classi possidenti sia alle concorrenti iniziative del movimento socialista. Tale presenza fu tuttavia a macchia di leopardo, non riuscì a superare i limiti intrinseci alla sua natura di organizzazione “collaterale” alle strutture ecclesiastiche, nonostante il conclamato profilo aconfessionale: la ridotta collaborazione con la classe episcopale (che più spesso guardò alle attività del PPI con sospetto e ostilità, in un clima ancora avvelenato dai residui dell’accanimento antimodernista e dal timore di contaminazione con il vivace e radicale mondo socialista), una scarsa presenza dell’associazionismo laicale (quello che Scoppola chiamava “l’anemia religiosa” meridionale: forse l’espressione non è del tutto felice), il peso del voto clientelare e del trasformismo delle classi dirigenti. Comprensibilmente, la breve ma intensa storia del PPI nel Mezzogiorno fu segnata dalla messa in minoranza, salve eccezioni, del gruppo che si rifaceva all’intransigenza sturziana e la relativa affermazione di gruppi clerico-moderati che per lo più transitarono nel fascismo già prima delle leggi del 1926 o nella quiescenza col nuovo regime.
Il volume, nel ripercorrere lo “status quaestionis” sul popolarismo nell’intero Mezzogiorno continentale (si veda anche l’intervento sulla Puglia di Daria De Donno), è incentrato su vicende e personaggi del PPI nella Calabria e più nello specifico nel Cosentino che pare abbia avuto una maggiore densità di presenze sacerdotali e laicali attive in campo sociale. In definitiva, la pubblicazione bene assolve al proprio compito di rilancio di una tradizione di studi rarefattasi nel corso dell’ultimo ventennio e apre a nuove ricerche di carattere prosopografico o territoriale su base documentaria su un passaggio storico di particolare rilevanza: da qualunque prospettiva li si vogliano guardare, il PPI e l’associazionismo ad esso collegato rappresentano una vicenda decisiva nell’avvicinamento fra Stato italiano e masse cattoliche e nel processo di democratizzazione dello stesso Stato.
Gaetano Colantuono

Icsaic: Palma rieletto presidente, Cappelli confermato direttore e nuovo Direttivo

Palma, Cappelli e Sergi ricevuti dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Il Consiglio Direttivo dell’Icsaic – Istituto Calabrese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea ha rieletto all’unanimità Paolo Palma, storico, giornalista ed ex parlamentare, alla presidenza del sodalizio per il prossimo quadriennio. Su sua proposta sono stati rieletti i due Vice-presidenti uscenti, Enrico Esposito e Franco Spingola, e sono stati riconfermati nei rispettivi incarichi il Direttore, Vittorio Cappelli, e il Tesoriere, Letterio Licordari.
Nel Consiglio Direttivo sono stati riconfermati anche Lorenzo Coscarella, Matteo Dalena (in rappresentanza dell’ANPI – Associazione Nazionale Partigiani d’Italia), Giuseppe Ferraro, Bruno Pino, Francesca Rennis e Pantaleone Sergi, e sono stati eletti per la prima volta, anch’essi all’unanimità, i soci Katia Massara (docente Unical), Christian Palmieri, di Crotone, e Antonino Romeo, di Reggio Calabria.
L’Icsaic, con l’ingresso nel Direttivo dei nuovi soci, rafforza la sua rappresentanza su tutto il territorio calabrese per dare corpo a importanti iniziative ed eventi in stretto rapporto con le Istituzioni e le realtà storiche e sociali della Calabria e del Meridione. L’Istituto, peraltro, ha rivisitato di recente il proprio Statuto anche ai fini dell’adeguamento alle normative giuridiche e fiscali sulle associazioni per la confluenza tra gli Enti del Terzo Settore, e il rinnovo delle cariche, ancorché in scadenza, è stato deliberato dall’Assemblea dei Soci sulla base dei nuovi regolamenti.
Il presidente onorario dell’Istituto è lo storico Giuseppe Masi, che è stato tra i soci fondatori (tra gli altri, il prof. Luigi Maria Lombardi Satriani, recentemente scomparso, la cui figura è stata ricordata nei lavori dell’Assemblea), il 12 aprile del 1983, dell’Istituto che oggi si avvale di una nutrita compagine di soci corrispondenti in ogni provincia e anche in altre regioni ed è da anni attivo nell’ambito della ricerca storica, fortemente caratterizzata da una matrice antifascista, attraverso eventi (tra quelli più recenti i convegni aventi rilevanza nazionale e con l’intervento dei più autorevoli studiosi della materia sul Popolarismo nel Mezzogiorno e sulla nascita del Partito comunista d’Italia, in occasione dei rispettivi centenari), attività didattiche presso le scuole sul territorio, coordinate da Giuseppe Ferraro, la pubblicazione periodica della Rivista Calabrese di Storia del ‘900, degli atti dei convegni e dal prestigioso volume “I Calabresi all’Assemblea Costituente – 1946/1948”, edito nel 2020, nonché, dal settembre 2019, del Dizionario Biografico della Calabria Contemporanea, che conta già circa 800 voci pubblicate riferite a personaggi noti e meno noti che hanno dato lustro alla Calabria, un lavoro che viene curato da molti autori e coordinato da Pantaleone Sergi, nonché numerose attività esterne che vengono pubblicizzate attraverso un portale sempre aggiornato (www.icsaicstoria.it). L’Icsaic dispone di archivi e fondi documentali di notevole rilevanza ed ha al suo interno anche un Centro di ricerca sui fenomeni migratori. Sorto nel 1983, con sede a Rende presso l’Università della Calabria, e quindi prossimo ai 40 anni di attività, l’Istituto si propone di essere ancor più presente e propositivo in tutte le province calabresi. Come tutti gli altri Istituti omologhi esistenti in Italia, aderisce alla Rete dell’Istituto Parri condividendone i fini e molte iniziative.

L’ICSAIC con l’ANPI sull’antifascismo nella Valle del Savuto

Il 30 maggio scorso il direttivo provinciale ANPI Cosenza “Paolo Cappello” ha approvato l’istanza di costituzione della sezione intercomunale ANPI Savuto intitolata a Donato Bendicenti. L’ICSAIC, oltre a salutare con soddisfazione l’istituzione di questo importante presidio di antifascismo e democrazia, ha voluto garantire la propria presenza ad alcune iniziative inaugurali della sezione.

Lunedì 27 giugno alle 18:30 presso la Libreria Mondadori di Piano Lago (Mangone), Matteo Dalena del direttivo dell’ICSAIC, presenterà “Quel garofano spezzato”, biografia del muratore socialista Paolo Cappello, ucciso dai fascisti nel 1924. A introdurre il libro di Dalena ci sarà il professore Leonardo Falbo anch’egli socio dell’ICSAIC.
Il 29 luglio alle ore 18:30 nella villa comunale di Rogliano, lo stesso Leonardo Falbo terrà una lezione sul tema “Donato Bendicenti, la banda del Trionfale e le Fosse Ardeatine”. A introdurlo sarà il presidente dell’ICSAIC, Paolo Palma.
Su Bendicenti si veda la voce firmata dallo stesso Falbo sul Dizionario Biografico della Calabria Contemporanea, curato dal professore Pantaleone Sergi.
Il saggio di Paolo Palma, intitolato “I martiri calabresi alle Fosse Ardeatine, tra delatori, spie e la famigerata banda Koch”, contiene invece alcune novità storiografiche in relazione, soprattutto, alle operazioni di polizia che portarono alla cattura di Bendicenti e Frascà.
Il 2 agosto alle 19:00 nella piazza di Grimaldi sarà la volta del professore Giovanni Sole, anch’egli socio dell’ICSAIC, regista di “Fino all’ultimo proiettile. Storia di un giovane partigiano calabrese” documentario sulla figura del partigiano grimaldese, Basilio Bianchi. A discuterne con il regista sarà Maria Pina Iannuzzi dell’ANPI.

Studi sulla Calabria: nuovi libri, saggi, articoli disponibili sul nostro portale

Il nostro portale si arricchisce. Altri 22 articoli e saggi e 3 libri, molti dei quali segnalati e messi a disposizione dagli stessi autori, sono disponibili online su nostro portale. È un patrimonio in crescita per gli studiosi e i semplici lettori che potranno avere a “portata di link” numerosi testi sulla società calabrese e la sua storia.

ARTICOLI E SAGGI
1.Luigi Ambrosi, Antipolitica e localismo nella protesta di una città del Sud (Reggio Calabria, 1970-1971), «Giornale di Storia Contemporanea», IX, 2, 2006, pp. 171-191 – 2.Luigi Ambrosi,«Boia chi molla», siempre! La rivolta di Reggio Calabria nella memoria di un protagonista comune, «Zapruder», 16, 2008, pp. 86-94 – 3. Carmelo Calci, La morte del generale Francesco Stocco avvenuta a Nicastro l’8 novembre 1880, «Storicittà», XX, 196, 2011, pp. 20-22 – 4. Enzo Ciconte, Presentazione ad Anna Sergi e Pantaleone Sergi, La Santa ‘ndrangheta. Da “violenta” a “contesa”, Pellegrini, Cosenza 202 – 5. Lorenzo Coscarella, Il terremoto del 1905 e l’opera del Comitato Napoletano a Torzano-Borgo Partenope, «Calabria sconosciuta», XXXIX, 151-152, 2016 – 6. Giuseppina De Marco, La Cattedrale di Reggio Calabria tra il 1784 e il 1912. Progetti di Federico Travaglini e Giuseppe Pisanti, in Mario Panarello (a cura di), Le arti per lo spazio sacro nell’Italia meridionale tra Ottocento e Novecento, conSenso publishing, Corigliano Rossano, 2019, pp. 279-293 – 7.Carlo Fanelli, Arte e cultura in cattività: il teatro di Ferramonti (appunti per una ricerca da fare), in Paolo Coen (a cura di), Vedere l’altro, vedere la Shoah, Rubbettino, Soveria Mannelli 2012 – 8. Sabrina Garofalo, Mobilitazione ambientale e anti-’ndrangheta diprossimità, «Cross», III, 1, 2017, pp. 67-87 – 9. Rocco Liberti, Il terremoto del 1908 nella Piana di Gioia Tauro, «Calabria sconosciuta», XIV, 50, pp. 67-73 – 10. Saverio Napolitano, Mezzogiorno e questione meridionale nelle lezioni di Giuseppe Isnardi agli assistenti sociali dell’Ensiss e dell’Opera Sila,«Archivio Storico per la Calabria e la Lucania», LXXXVII, 2021, pp. 167-204 – 11. Saverio Napolitano, Scuola e Mezzogiorno dall’età giolittiana alla Costituentenel dialogo tra Augusto Monti e Giuseppe Isnardi, «Giornale di Storia Contemporanea», XXIV, n.s., 2, 2020, pp. 121-150 – 12. Saverio Napolitano, Biagio Cappelli: dalla cultura artistica bizantina alla storia del monachesimo basiliano,«Rivista storica calabrese», n.s. XXXIX, 2018, pp. 9-32 – 13. Antonio Orlando,Un anarchico «americano»: Giovanni «John» Camillò,«L’Alba della Piana», gennaio 2021, pp. 55-58 – 14. Franco Pignotti, Il futuro sta nel passato. Preti sposati nella chiesa cattolica?,«Firmana», XXI, 2, 2012, pp. 59-83 – 15. Dario Rose, Il Campo di Concentramento di Ferramonti e il monumento al quadrumviro Michele Bianchi. Spunti di una ricerca su due diverse storie di conservazione, tutela e memoria storica in Calabria, «L’Antifascista», 2020 – 16. Dario Rose e Aurelia Lupi, Un approccio archeologico allo studio topografico del campo di concentramento di Ferramonti (CS),«Bollettino Unione Storia ed Arte», III serie, CIV, 7, 2012 – 17. Giuseppe Ruberto,Cronache su alcune comitive di briganti nel distretto di Nicastro tra il 1860 e il 1870, «Storicittà», XX, 193, 2011, pp.20-23 18.Giuseppe Ruberto, Vendette, soprusi e malcontenti nel Circondario di Nicastro dopo l’annessione plebiscitaria,«Storicittà», XX, 192, 2011, pp. 4-7; 19. Maria Teresa Sorrenti, Il santuario della Madonna della Consolazione di Reggio Calabria e la sua “vara” nei documenti d’archivio tra ’800 e ’900,«Quaderni del Dipartimento -Patrimonio architettonico e urbanistico – Cultura/Heritage», XVIII, 35-36, 2008, pp. 121-126 – 20. Maria Teresa SorrentiReggio Calabria 1926. La IV Biennale d’Arte Moderna e la mostra concorso «La Chiesa parrocchiale»,«L’Officina di Efesto», 2018 – 21.Saverio Strati, Calabria, in «Basilicata-Calabria», Touring Club Italiano, Milano 1968 – 22.Vito Teti, Un paese ci vuole: dal villaggio della memoria a una nuova comunità del futuro, in Annunziata Maria Oteri e Giuseppina Scamardì (a cura di), Un paese ci vuole. Studi e prospettive per i centri abbandonati e in via di spopolamento, Supplemento di ArcHistoR 13, 2020, pp. 69-95.

LIBRI
1. Cirillo Korolevskij, L’Eparchia di Lungro nel 1921. Relazione e note di viaggio, Fondazione Universitaria “Francesco Solano” – Dipartimento di Linguistica – Università della Calabria, Rende 2011 –  2. Simona Melorio e Marcello Ravveduto (a cura di), Dialoghi sulle mafie, Rubbettino, Soveria Mannelli 2015 – 3. Paolo Palma, Un giornale studentesco cattolico tra post-Concilio e ’68, Il filorosso, Cosenza 2018

Festa della Repubblica. Dalle donne della Resistenza al diritto di voto e al loro ruolo nelle Istituzioni

Le prime donne nelle istituzioni – Documentario Rai Storia

L’ICSAIC festeggia la nascita della Repubblica Italiana con una attenzione particolare alle donne, che nel 1946 parteciparono al voto e che il 2 giugno di quell’anno poterono esprimerlo al referendum istituzionale e per eleggere i 556 membri della Costituente. Non fu, però, la prima volta che le donne esercitarono questo diritto: in alcune località lo avevano già fatto alle elezioni amministrative tenutesi in cinque tornate (10, 17, 24, 31 marzo e 7 aprile di quello stesso anno), sulla base del deliberato del Consiglio dei Ministri del 30 gennaio 1945 con il quale si riconosceva il loro diritto di elettorato attivo e passivo. E se tra le 21 elette alla Costituente non vi erano donne calabresi (la prima a sedersi nel Parlamento fu Jole Giugni Lattari nel 1963), nelle citate precedenti elezioni amministrative in primavera Caterina Tufarelli Palumbo (a San Sosti), Ines Nervi Carratelli (a San Pietro in Amantea) e Lydia Toraldo Serra (a Tropea), furono tra le prime donne in Italia a cingersi della fascia tricolore. In questi 76 anni il ruolo delle donne nelle Istituzioni ha assunto però un peso sempre maggiore, come emerge da questo video realizzato da Rai Storia nel 2021 anche con il modesto contributo dell’ICSAIC, citato nei titoli di coda.