Frangipane, Alfonso

Alfonso Frangipane (Catanzaro, 11 luglio 1881- Reggio Cal. 21 gennaio 1970 )

Nacque da Francesco, pittore e decoratore, e dalla fiorentina Maria Papaleo, in una casa del popolare Rione Santa Chiara. Fin da bambino respirò l’aria dell’arte perché il padre, uomo sensibile alle istanze sociali e fondatore di una scuola di disegno per operai, ben presto lo avviò verso gli studi artistici, mentre la madre lo spronò a eseguire illustrazioni di riviste del tempo, oltre a infondergli l’amore per la poesia. Riferiscono i suoi biografi che, quand’era ancora ragazzo, la mattina frequentava le scuole elementari e la sera seguiva i corsi nella Scuola di disegno operaia allestita dal padre, il quale, era solito portarlo con sé quando si recava nei paesi del catanzarese (Stalettì, Settingiano, Nicastro, Taverna, Cortale, Cotronei e altri ancora) per decorare o abbellire le case delle future spose o le cappelle delle chiese locali. 
A Catanzaro frequentò le Scuole tecniche; nel 1900, all’età di 19 anni, vinse un concorso bandito dal Comune, ottenendo come premio una borsa di studio che gli consentì di andare a studiare a Napoli. Nella città campana, frequentò la scuola del Museo artistico industriale e si distinse per le sue notevoli capacità nel disegno. L’anno successivo fu ammesso al Regio Istituto di Belle Arti, dove seguì i corsi di pittura, figura, ornato e decorazione, disegno dal nudo, discipline insegnate, in quel periodo, da maestri che saranno fondamentali per la sua formazione artistica e culturale, tra i quali Antonio Licata, Stanislao Lista, Michele Tedesco, e soprattutto Ignazio Perricci, ottimo affreschista e conoscitore delle varie tecniche pittoriche e degli stili decorativi greco-romani e rinascimentali. E fu proprio il Perricci, suoi maestro, a consegnargli nel 1905 il Diploma di Decorazione. 
Per alcuni anni rimase a Napoli, insegnando nelle scuole di Disegno del Municipio. Nel 1910 tornò a Catanzaro, dove entrò a far parte della Società Operaia fondata dal padre. Intensa fu la sua attività di pittore-decoratore nella sua città natale: si ricordano, tra le molte opere, la grande sala da ballo del Casino d’Unione del palazzo Fazzari, le sale della Farmacia Leone, il soffitto del “fumoir” del Teatro Comunale, le Sale dell’Istituto di Credito Vittorio Emanuele III, la Cappella della Vergine, nella Cattedrale, la Sala da ballo del Palazzo Gironda-Veraldi, alcune illustrazioni di libri (KomaciNipponica, e altri). 
A Catanzaro, oltre che nell’attività artistica, fu impegnato anche nell’insegnamento. Nel 1907 ebbe l’incarico di dirigere la scuola serale di Disegno per artigiani, che egli riformò, modernizzandola sotto il profilo didattico, introducendo l’alternanza di lezioni teoriche e pratiche e l’insegnamento della storia dell’arte. Insegnò anche alla Scuola Industriale di Catanzaro. 
Nel 1908, anno del tremendo sisma che colpì le città di Messina e di Reggio, si recò a Reggio quale soccorritore. Tornato a Catanzaro, si mise all’opera per ideare un progetto culturale per la rinascita di Reggio, inserendosi così nel dibattito che si andava sviluppando fra architetti, tecnici e urbanisti sulla necessità di formulare un piano regolatore sulla cui base dovesse essere ricostruita la città distrutta dal terremoto.
Nel 1911, a Firenze, nella chiesa di S. Maria Novella, sposò la fiorentina Vittoria Ferrati, dalla quale avrà cinque figlie femmine: Tiziana (morta a 6 anni), Maria Virginia, Tiziana, Antonella e Raffaella; quest’ultima diventerà storica dell’arte e terrà vivo il ricordo del padre a Reggio e nella Calabria, con varie iniziative, tra cui la continuazione fino al 1992 della rivista d’arte «Brutium», fondata dal genitore nel 1922 e da lui diretta fino alla morte. 
Nel 1912 realizzò a Catanzaro, la prima Mostra d’Arte Calabrese, e, l’anno successivo, la Mostra Commemorativa del Terzo Centenario della nascita di Mattia Preti. A far conoscere il grande pittore di Taverna, Frangipane si dedicherà per tutta la vita, pubblicando documenti, studi, ricerche, che culmineranno, nel 1929, nel l’uscita del libro Mattia Preti. Il Cavalier calabrese, che contribuì a dare grande notorietà al pittore di Taverna, fino ad allora poco studiato.
Durante la prima guerra mondiale fu nominato direttore onorario del Museo Provinciale di Catanzaro. Nel 1919, ottenuto l’incarico di direttore al Regio Istituto Magistrale di Reggio Calabria, si trasferì in quella città con tutta la famiglia. La città era alle prese con i tanti problemi irrisolti causati dal terremoto del 1908, e gli intellettuali e i politici reggini apparivano divisi circa lo sviluppo da dare alla nuova città. A Reggio erano giunti architetti e urbanisti di varie parti d’Italiache proponevano di ricostruire la città secondo i modelli rinascimentali, in primo luogo di Firenze e Perugia. Egli si schierò con il reggino Pietro De Nava, ingegnere al quale fu affidato l’incarico di redigere il nuovo piano regolatore, il quale optava per una controllata articolazione di spazi pubblici e privati, piazze, strade, monumenti, case sociali e pubbliche per i cittadini.
A Reggio svolse un’intensa attività di promozione dell’arte. Nel 1920 organizzò la prima Mostra d’Arte Moderna e, nello stesso anno, istituì le Biennali d’Arte Moderna Calabrese, che furono occasione d’incontro e di confronto per artisti noti come Rubens Santoro, Fortunato Depero, Felice Casorati e Francesco Jerace. Nel 1921 diede vita alla Scuola serale d’arte «Mattia Preti», che costituirà il primo nucleo intorno al quale si svilupperà la cultura artistica di Reggio Calabria; il suo scopo era principalmente quello di far rinascere l’artigianato calabrese. Il 31 ottobre del 1922 vide la luce, su sua iniziativa, il primo numero di «Brutium», giornale d’arte del Comitato Regionale Amici dei Monumenti e dell’Arte e organo ufficiale della Società Mattia Preti di Reggio Calabria, un periodico che dirigerà per quarantotto anni.
Negli anni Venti intensa fu la sua opera volta a valorizzare l’artigianato calabrese, sollecitando i giovani della Scuola serale da lui stesso fondata, a impegnarsi sempre maggiormente in quel settore.
Nel 1925, alla seconda edizione della Biennale di Monza, la rappresentativa calabrese ebbe la medaglia d’oro. Nel 1927 fu inaugurata a Reggio la Bottega d’Arte permanente, nella quale s’insegnava il disegno, l’intaglio del legno, il ferro battuto. Gli anni Trenta lo videro impegnato nella redazione dell’Inventario degli Edifici monumentali e delle Opere d’arte della Calabria, un lavoro certosino e faticoso, che lo portò a visitare ogni borgo della regione, spesso a dorso di mulo, per raccogliere manufatti della civiltà artigiana locale, dalla ceramica al ferro battuto, dal legno ai tessuti. Nel 1933 venne pubblicato l’Inventario degli Oggetti d’arte, impostato su uno schema-tipo indicato dall’allora Ministero dell’Educazione Nazionale; nel 1938 uscì l’Elenco degli Edifici monumentali; i due lavori rientravano in un censimento nazionale delle opere d’arte italiane, e furono editi dall’Istituto Poligrafico dello Stato
Si rese benemerito anche con la fondazione di scuole artistiche a Reggio: nel 1933 fondò l’Istituto d’Arte Mattia Preti; nel 1949 il Liceo Artistico. Ma si spinse anche oltre, immaginando e auspicando, l’istituzione in Reggio dell’Accademia delle Belle Arti e la Facoltà di Architettura. Vedrà realizzato il sogno della nascita dell’Accademia di Belle Arti, della quale sarà nominato presidente nel 1967. La facoltà di Architettura, invece, sarà istituita poco dopo la sua morte.
Fu insignito di numerosi riconoscimenti, cariche e onorificenze. Fu nominato Socio dell’Accademia Peloritana di Messina, dell’Accademia Cosentina, Benemerito della Cultura e dell’Arte, Vice Presidente della Deputazione di Storia Patria per la Calabria e la Lucania, Presidente Medaglia d’oro della Società Dante Alighieri. 
Morì a Reggio Calabria all’età di 88 anni. Al suo nome è intitolato l’Istituto Statale d’Arte di Reggio. Cointestato a lui e a Mattia Preti è il Liceo Artistico della stessa città. Sia Reggio che Catanzaro hanno una via a suo nome. (Franco Liguori) © ICSAIC 2022 – 4 

Opere principali

  • Calabria ed Arte,  Ed. “La Sicilia”, Messina 1920;
  • La Calabria, Istituto Italiano d’Arti Grafiche Editore, Bergamo 1929  (con Concetto Valente);
  • Mattia Preti, il Cavalier calabrese, Edizioni Alpes, Milano 1929;
  • La Calabria. Storia, Geografia, Arte (con C. Sinopoli e S. Pagano), Ed. Mauro, Catanzaro, s.d., (poi, Rubbettino, Soveria Mannelli 2004, a cura di F. G. Graceffa);
  • Gaele Covelli (1872-1932), ed. “La Sicilia”, Messina 1933
  • Inventario degli oggetti d’arte in Italia, Calabria, Istituto Poligrafico dello Stato, Roma 1933;
  • Elenco degli Edifici Monumentali della Calabria, Istituto Poligrafico dello Stato, Roma 1938.

Nota bibliografica

  • Emilio Barillaro, Ricordo di Alfonso Frangipane, «Calabria Letteraria», 1970;
  • Ugo Campisani, Ricordo di Alfonso Frangipane (1881-1970), «Calabria Letteraria», 1970;
  • Angela Siclari, In memoria del prof. Alfonso Frangipane. Storia di un’istituzione artistica a Reggio, «Brutium», LIX, 1, 1980, pp. 12-15;
  • Carlo Carlino, Alfonso Frangipane: lo zelo del missionario, in «Daedalus. Quaderni di Storia e Scienze Sociali», 18, 2003-2004, pp. 147-160;
  • Ugo Campisani, Artisti calabresi. Otto e Novecento. Pittori scultori storia opere, Pellegrini, Cosenza 2005;
  • V. Russo De Pasquale, La vita e le opere di Alfonso Frangipane, in Giuseppina De Marco e Maria Teresa Sorrenti (a cura di), Alfonso Frangipane e la cultura artistica del ‘900 in Calabria, Atti del Convegno, s.n., Reggio Calabria 2011(?);
  • Rosanna Fiore, Frangipane e Mattia Preti, in Roberta Filardi, Rosanna Fiore, Giglio Italiano (a cura di), Omaggio a Mattia Preti (1613-1699) nel quarto centenario della nascita, Città del sole, Reggio Calabria 2014, pp. 17-30.
  • Gustavo Valente, Dizionario bibliografico, biografico, geografico, storico di Gustavo Valente, vol. III, Geo-Metra, Cosenza 2004 (1ª ed. Frama Sud, Chiaravalle Centrale 1980), pp. 291-296;
  • Carmela Galasso, Biografie di personaggi noti e meno noti della Calabria, Pellegrini, Cosenza 2009, p. 203;
  • Enzo Le Pera, Arte di Calabria tra Otto e Novecento, Rubbettino, Soveria Mannelli 2012, pp. 83-84;
  • Luigi Bilotto, Alfonso Frangipane e la nascita della storia dell’arte in Calabria, Iiriti, Reggio Calabria 2014, p. 156;
  • Anna Leporati Serrao, Alfonso Frangipane: l’uomo, l’artista, lo studioso, Creative Artworks, Reggio Calabria 2014

Sitografia

  • Rosanna Fiore, Alfonso Frangipane e la cultura artistica in Calabria, www.museodartefrangipane.it.