L’Icsaic con Sergi in Abruzzo per parlare di confino e di Rosario Sacripante

Il confino politico fu uno degli strumenti di persecuzione che il regime fascista utilizzò per spegnere ogni attività di opposizione. La Calabria fu regione di confino con numerosi comuni che ospitarono oltre duemila antifascisti sottratti alla loro vita. L’università della LiberEtà “Nicola Perrotti” di Penne (Pescara) ha voluto onorare la memoria di Rosario Sacripante, un muratore che fu inviato al confino in Calabria, a Limbadi, e ha invitato Pantaleone Sergi a ricordarne la figura. Una figura esemplare di antifascista che per otto mesi rimase in Calabria, lontano dai quattro figli e dalla compagna. Assieme a Sergi hanno parlato il sindaco della cittadina abruzzese Gilberto Petrucci e la presidente dell’Università della LiberEtà Silvia Di Salvatore,
L’evento è stato organizzato dal direttore scientifico dell’Università della LiberEtà dottor Quintino Leone e dalla nipote del confinato Alessandra Sacripante, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia e con il patrocinio del Comune, e si è svolto nella sala consiliare del Municipio di Penne presenti numerosi parenti di Sacripante, personalità politiche, cittadini e numerosi studenti del locale liceo. È stato reso omaggio così a un uomo semplice, un eroe dimenticato, la cui memoria è stata restituita alla sua città.

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