Lugarà, Salvatore Domenico

Salvatore Domenico Lugarà [Gioia Tauro (Reggio Calabria), 6 febbraio 1941 – Bari, 8 agosto 2000]

Primogenito di una famiglia composta da Vincenzo, macchinista dipendente delle Ferrovie Calabro-Lucane, e da madre, Caterina Mittica, casalinga; fratello di Pietro Mario (nato a Castrovillari nel luglio 1950), divenuto docente ordinario di Fisica applicata presso il Politecnico di Bari. 
Durante la fase finale della seconda guerra mondiale la sua famiglia soggiornò a Farneta, paese arbereshe. Frequentò il liceo classico «N. Pizi» a Palmi, dove conseguì la maturità nell’anno scolastico 1958-1959. In un suo breve romanzo di formazione scritto nella maturità (Tutto giusto, 1990) ha rievocato le numerose e turbolenti vicende adolescenziali e della formazione liceale in compagnia dei suoi amici locali, utilizzando per sé il soprannome di «Il corvo» e fornendo uno spaccato impietoso di un ambiente locale asfittico, salve sparute eccezioni, simbolicamente rappresentato dalla persistenza delle baracche del terremoto del 1908 (ivi, p. 12). Quegli anni furono segnati da tensioni con tutte le istituzioni (scolastiche, ecclesiastiche, ma anche malavitose) e da cattive condizioni di salute, in un contesto familiare molto rigido e poco empatico, nonostante i sacrifici fatti dai genitori per permettere gli studi a entrambi i figli. In una pagina del volume egli stesso offre un proprio ritratto giovanile: «una profonda timidezza di base, congiunta a scontrosità di carattere e a difficoltà di rapporti con la gente» (ivi, p. 8). 
Al termine del liceo la famiglia si trasferì a Bari, dove egli poté frequentare la facoltà di Lettere con indirizzo classico, laureandosi nel 1965con una tesi in Storia del cristianesimo dal titolo La polemica tra Enrico VIII e Lutero, relatore il noto studioso e dirigente del Pci Ambrogio Donini. Subito dopo iniziò l’insegnamento come supplente in alcuni licei pugliesi (Ostuni, Monopoli); in questa seconda sede conobbe la collega Teresa De Benedictis, destinata a divenire sua compagna di vita. 
A seguito dell’abilitazione in latino, greco e materie letterarie nei licei classici, il ruolo arrivò nel 1971 nelle sedi dei licei Sylos di Bitonto e poi Casardi di Barletta (qui per cinque anni). 
Il suo magistero più significativo si è svolto presso il liceo Socrate di Bari, dal 1976 al 1994: dell’istituto, secondo liceo classico della città in ordine cronologico, sorto appena due anni prima del suo trasferimento, egli va annoverato come uno dei fondatori per il suo impegno didattico e organizzativo: il suo insegnamento delle lingue classiche divenne ben presto prestigioso nel circondario e capace di formare una nutrita schiera di allievi che era solito seguire e sostenere anche nella prosecuzione degli studi; è stato anche collaboratore di presidi, anche in anni di tensioni studentesche.
Nel novembre 1986, durante l’orario di servizio, avvenne anche una prima grave crisi cardiaca, dovuta soprattutto all’intenso tabagismo.  
Una volta ristabilitosi, si ebbe una fase di notevole elaborazione culturale con la composizione di testi didattici, nati dalla stessa attività quotidiana che aveva il merito di aprirsi anche alla ricerca sia filologico-linguistica sia storico-letteraria. Nacquero allora i commenti alle orazioni di Lisia, pubblicati con l’editore napoletano Loffredo, Per l’uccisione di Eratostene (1992) e Per Mantiteo (1995)  e soprattutto la raccolta di versioni greche per il triennio liceale intitolata programmaticamente Βάδην («passo dopo passo») con l’editore Laterza (prima edizione 1993; seconda ampliata 1995). Sporadici, tuttavia, furono gli interventi editi di approfondimento storico-culturale: fra questi il breve articolo Un caso curioso (apparso su «Quaderni del liceo classico Socrate», 1, 1990-1991, pp. 47-49), in cui ritornava sui suoi studi di storia del cristianesimo in età moderna e commentava un punto della polemica fra Lutero e Enrico VII, sottolineando la dicacitas luterana e individuando un possibile riferimento classico a Seneca. 
Queste opere, nel testimoniare una notevole conoscenza delle lingue e letterature classiche e della ricerca specialistica in materia, evidenziano anche elementi di originalità di approccio. È in particolare il caso del volume di versioni greche dove sono richiamate e approfondite linee morfo-sintattiche per facilitare il ripasso grammaticale e il canone scolastico di opere da tradurre è integrato con un’ampia selezione di testi neotestamentari e autori di ambiente patristico e tardoantico fino a Giuliano, i padri cappadoci e Giovanni Crisostomo.
L’assenza di spubblicazioni su riviste specializzate è da ascriversi alla sua insofferenza verso il mondo accademico locale, alle cui opere, a lezione, non lesinava ora attestati di stima ora aspre critiche: a ogni modo assidua fu la sua partecipazione agli sviluppi della ricerca, come testimoniano le sue lezioni infarcite di riferimenti alla storiografia anche contemporanea. D’altra parte, dal 1975 è stato socio dell’Associazione Italiana di Cultura Classica, come riportato dalla rivista 1Atene e Roma», organo dell’associazione. È stato anche membro, nell’aprile 1997, della commissione giudicatrice del concorso per alunni nell’ambito del X Colloquium Tullianum svoltosi a Monte Sant’Angelo. Dopo trent’anni di soggiorno barese, la scrittura del romanzo Tutto giusto costituì non solo un modo per fare i conti con sé stesso ma anche un tramite per riprendere i contatti con gli amici di gioventù e la realtà natia.  
Accanto alla dimensione professionale e di produzione culturale Lugarà fu anche attivo nel mondo sindacale di base, partecipando alle mobilitazioni degli Ottanta, fino a contribuire alla fondazione in Puglia di un nuovo sindacato, la Gilda, per contestare l’operato dei sindacati confederali nella scuola. Tale impegno sarà mantenuto anche nel successivo decennio, quando diventerà critico dell’intero movimento sindacale e anticiperà lucidamente, in memorabili interventi, gli effetti delle prime riforme, agli esordi della «seconda Repubblica», sui docenti e sulla qualità dell’insegnamento nella scuola pubblica.   
A seguito di divergenze con alcuni settori dell’istituto in cui egli aveva profuso così tante energie, nell’aanno scolastico 1994-1995 ottenne il trasferimento nell’altro liceo classico barese, il Quinto Orazio Flacco, dove concluderà la carriera di docente. Qui ebbe, fra gli altri, come alunna Chiara Fumai, destinata a una notevole carriera artistica internazionale interrotta da una prematura morte nell’agosto 2017: l’acume empatico permise al docente di vedere al di là delle fragilità della studentessa una promessa della cultura, indirizzandola allo studio di autori consoni alla sua sensibilità (Saffo, Catullo, i decadentisti).
La salute del docente fu compromessa da ulteriori malori a partire dal 1999 che lo costrinsero ad abbandonare l’attività didattica: un improvviso peggioramento l’8 agosto del 2000 ne comportò la morte. Le sue spoglie sono conservate nel cimitero di Bari. 
La memoria del magistero lugariano oggi è trasmessa dalla gratitudine di numerosi allievi, molti dei quali divenuti docenti o studiosi, da una targa commemorativa di un’aula del liceo Orazio Flacco e soprattutto dal premio nazionale annuale a suo nome di traduzione AGON O ATTIKOS presso il liceo Socrate, che, giunto alla sua diciottesima edizione nel 2022, vede confrontarsi studenti nella traduzione e commento alternativamente di oratori o storici attici. Di recente il lascito librario con gli arredi dello studio è stato consegnato dagli eredi al liceo Socrate che ne ha curato la conservazione in un locale destinato al Dipartimento di Discipline letterarie, latino e greco intitolato allo stesso docente nel maggio 2022. (Gaetano Colantuono) © ICSAIC 2022 – 5 

Opere 

  • Introduzione e commento a Lisia, Per l’uccisione di Eratostene, Loffredo, Napoli 1992;
  • Introduzione e commento a Lisia, Per Mantiteo, Loffredo, Napoli 1995;
  • ΒάδηνVersioni greche per il triennio del Liceo classico con elementi di sintassi, Laterza, Bari 1993 (seconda edizione ampliata 1995);
  • [Tore de Vincenzo], Tutto giusto, Franco Milella editore, Bari 1990;
  • Imperfetto Perfetto PiuccheperfettoCorso graduale per l’avviamento alla comprensione e alla lettura dei testi greci, 3 volumi con Giovanni Leone, Giuseppe Micunco, Nicola Pice, Raffaele Porta, Cappelli, Bologna 2009.

Nota biografica 

  • Pasquale Martino, Salvatore Lugarà, filologo, intellettuale, maestro, disponibile in rete, https://liceosocratebari.edu.it/wp-content/uploads/2018/12/salvatore_lugara.pdf.

Note archivistiche

  • Università degli Studi di Bari, Archivio generale di Ateneo, fascicolo studenti Lettere, matr. 5061;
  • Liceo classico «Quinto Orazio Flacco» di Bari, Fascicolo personale docente Salvatore Domenico Lugarà.