Marra, Giovanni

Giovanni Marra [Cinquefrondi (Reggio Calabria), 5 febbraio 1931 – Roma, 11 luglio 2018]

Era il quarto di cinque figli di una solida famiglia di tradizione contadina. I genitori, Domenico e Rosa Condò, abitavano nella strada principale del paese e gestivano un piccolo negozio di tessuti, in un basso al piano terreno della loro abitazione.
Rimasto orfano della madre quando aveva appena quattro anni, frequentò le scuole elementari nel paese natio. Successivamente fu ammesso al seminario di Mileto per compiere gli studi ginnasiali. Ben presto, però, i sacerdoti professori notarono le potenzialità del giovane che era brillante e promettente e decisero di inviarlo presso il seminario di Reggio Calabria, per avviarlo agli studi teologici. Qui ebbe come direttore spirituale Padre Gaetano Catanoso, il pio sacerdote che nel 1997 fu beatificato da papa Giovanni Paolo II e proclamato santo da papa Benedetto XVI il 23 ottobre 2005.
Circa un anno prima dell’ordinazione sacerdotale, il giovane Marra, venne inviato dai suoi superiori a Roma per completare il suo percorso formativo. Nella Capitale conseguì una laurea in Scienze sociali presso la Pontificia Università Gregoriana e una in Diritto canonico presso la Pontificia Università Lateranense. 
Ancora studente, iniziò il suo ministero come cappellano dell’Istituto Ciechi Sant’Alessio e come collaboratore presso la parrocchia di Tor Marancia.
Il 19 settembre 1953 venne ordinato presbitero dal vescovo Vincenzo De Chiara nella chiesa parrocchiale di Cinquefrondi.
Rientrato a Roma, cominciò a farsi conoscere per la sua preparazione e competenza, tanto da essere chiamato a collaborare con l’ambiente universitario e, nel 1959, con i gruppi di studio impegnati nell’organizzazione delle Settimane Sociali dei cattolici italiani.
Dal 1960 al 1986 ha prestato servizio presso la Santa Sede, prima nella Congregazione per il clero, poi in Segreteria di Stato, infine all’Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica (Apsa). Dal 1984 al 1986 fu Direttore generale del Centro Televisivo Vaticano.
Il 7 giugno 1986 venne nominato, da papa Giovanni Paolo II, vescovo titolare di Usula, con l’incarico di ausiliare di Roma per le attività pastorali e amministrative e Segretario generale del vicariato. La consacrazione avvenne il 28 giugno successivo a opera del cardinale Ugo Poletti nella Basilica di San Giovanni in Laterano. 
Il 14 novembre 1989 fu nominato arcivescovo titolare di Ravello e Ordinario militare per l’Italia, carica che ha mantenuto fino al 31 gennaio 1996, e che gli ha dato diritto all’automatica promozione al grado di generale di corpo d’armata; nel contempo divenne preposto del capitolo della basilica di Santa Maria ad Martyres in Roma.
Il 17 maggio 1997 fu nominato arcivescovo metropolita di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela e archimandrita del Santissimo Salvatore, prendendo canonico possesso dell’arcidiocesi il 21 giugno dello stesso anno. Concluse il mandato in diocesi il 18 novembre 2006, quando papa Benedetto XVI accettò le dimissioni «nunc pro tunc» rassegnate per raggiunti limiti di età, nominandolo amministratore apostolico. 
Il 3 gennaio 2007, il Santo Padre lo nominò membro della Congregazione per i Vescovi. 
Dal 5 marzo 2011 al 31 maggio 2012 venne designato dalla Santa Sede all’incarico di amministratore apostolico della diocesi di Orvieto-Todi. 
Trascorse gli anni seguenti a Roma, dove morirà nel 2018, all’età di 87 anni, presso la Clinica Columbus.
I funerali si svolsero nella chiesa di Santo Spirito in Sassia e vennero celebrati, alla presenza di numerose autorità civili, religiose e militari, dall’arcivescovo Santo Marcianò, suo corregionale e attuale Ordinario militare per l’Italia.
Il 15 successivo, la salma giunse a Cinquefrondi per l’ultimo saluto da parte dei suoi concittadini. Come da espressa volontà del defunto, proseguì, poi, per Messina per essere definitivamente tumulata nella cattedrale di quella Città che gli aveva conferito la cittadinanza onoraria. (Giovanni Quaranta) © ICSAIC 2022 – 1 

Opere essenziali

  • L’istruzione agraria nel Mezzogiorno d’Italia, Centro democratico di cultura e di documentazione, Roma 1957;
  • A partire dalla parrocchia: linee pastorali, Tipolito Spignolo, Messina 1998;
  • La figura e l’opera di Madre Nazarena, Figlie del Divino Zelo, Roma 2000;
  • Sui sentieri della speranza. Orientamenti pastorali per gli anni 2000-2003, s.n., Messina 2000;
  • Alla sorgente zampillante per rinnovare la parrocchia. Orientamenti pastorali per gli anni 2003-2006, Messina 2003;
  • Diamo forza alla speranza. Orientamenti pastorali e sociali dell’arcivescovo Giovanni Marra alla diocesi di Messina, Lipari, S. Lucia del Mela, Tipolit. A. Trischitta, Messina 2006.

Nota bibliografica

  • La Diocesi ha un nuovo vescovo, in «Corriere della Sera» Roma-cronaca, 29 giugno 1986;
  • È morto l’arcivescovo Giovanni Marra, in «Avvenire», 12 luglio 2018;
  • Francesco Gerace, Il generale di Dio. Amico di cinque santi, servitore di sei papi. Vita di Giovanni Marra, L’Alba, Maropati 2021;
  • Scheda personale di Giovanni Marra, in “BeWeB – Beni Ecclesiastici in web”, CEI – Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto.

Nota archivistica

  • Comune di Cinquefrondi, Stato Civile, Registro degli atti di nascita, anno 1931, n. 24, p. I.