Pagano, Salvatore

Salvatore Pagano [Arena (Catanzaro), 26 marzo 1875 – Roma, 4 gennaio 1950]

Primogenito di 14 fratelli, nacque ad Arena all’epoca in provincia di Catanzaro. Il padre voleva fare di lui un impiegato e la madre lo voleva sacerdote. Ma egli al termine del corso triennale di studi presso la scuola tecnica «Giambattista della Porta» di Napoli, scelse la carriera militare e all’età di 18 anni si arruolò volontario, nel nell’83º Reggimento fanteria “Venezia” di stanza a Catanzaro e dopo 18 mesi fu assegnato al 59º Reggimento fanteria «Calabria» di stanza a Monteleone (ora Vibo Valentia) col grado di sergente.
Da sergente partecipò alla prima impresa africana in Eritrea, con il 22º Battaglione cacciatori. Rimpatriato si diede con tutto il suo entusiasmo alla preparazione per affrontare il concorso di ammissione alla Scuola militare di Modena, dove entrò nel 1897. Fin qui, dunque, era stato un autodidatta particolarmente versato agli studi storici e geografici. 
A Modena prima e alla Scuola di applicazione di Parma poi conseguì risultati brillanti. Sottotenente nel 1899, fu assegnato all’80º Reggimento fanteria a Salerno. Cominciò fin dall’ora a scrivere e a pubblicare: nel «Giornale del soldato» apparvero numerosi suoi racconti dal vero e bozzetti militari. 
Nel 1901 morì il padre ed egli si sottopose ai maggiori sacrifici per sorreggere la mamma che era rimasta in non floride condizioni economiche con sei figli in tenera età.
Intanto andò maturando in lui il desiderio di approfondire la sua cultura, e così intraprese metodicamente la non facile preparazione per il concorso di ammissione alla Scuola di guerra di Torino, massimo istituto militare italiano, dove entrò nel 1907 uscendone con il brevetto, con classifica di primissimo piano. E così con il grado di capitano iniziò la carriera di Stato maggiore nel 1911, al comando della Divisione Territoriale di Verona.
Un anno prima aveva sposato la signorina Luigia Bachmann, appartenente ad antica e nobile famiglia d’origine tirolese, di parecchio più giovane di lui: fu per lui una compagna ideale che lo sorresse e animo durante il lungo periodo della loro unione, rimasta senza figliolanza. 
Durante il primo conflitto mondiale, inizialmente con lo stato maggiore del 13º corpo d’armata e poi con il capo di Stato maggiore nella seconda divisione di fanteria, combatte sul Carso, sugli altipiani, in Val brenta, al Piave, a Vittorio veneto, ottenendo la croce di Cavaliere dell’ordine militare di Savoia, una medaglia di bronzo al valor militare, 2 croce di guerra al valore. A guerra finita dopo importanti missioni in alto Adige e in Tirolo. Fu destinato come capo di Stato maggiore della divisione militare di Catanzaro dove lasciò tracce indelebili della sua capacità organizzativa. Nel 1923 fu capo di Stato maggiore del corpo di spedizione a Corfù e dal 1924 al 1931 comandò a Novara il 54º Reggimento fanteria che, sotto la sua guida, divenne un modello di disciplina e di addestramento. Varie volte fu membro delle commissioni per gli esami dei tenenti colonnelli.
Generale nel 1931, comandò la 12ª Brigata di fanteria a Trieste e poi la Divisione di fanteria “Vespri” Palermo fino al 1937. Raggiunse il grado di generale di Corpo d’armata mentre si trovava a disposizione del ministero della guerra a Roma. Il 26 marzo 1939, dopo più di cinquant’anni di servizio, lasciò per limiti di età l’esercito.
Dello scrittore vanno ricordati due studi giovanili: uno sul Generale Pianell e uno su La evoluzione della tattica. Meritano speciale citazione: Medaglie d’oro calabresi; La Calabria; Evoluzione della tattica durante la grande guerra; Nomenclatura tattica e aforismi d’arte militare; Stormi aerei e divisioni corazzate; Le guerre di Federico II, facente parte quest’ultimo volume della collana storica dell’arte militare moderna edita da Zanichelli.
Dal 1924 svolse notevole attività giornalistica attraverso articoli e studi pubblicati in giornale e riviste di tutta Italia fra cui la «Rassegna italiana» e a «Echi e commenti».
Fu anche sindaco di Arena dove, sebbene osteggiato dai fascisti catanzaresi, tra l’altro realizzò un magnifico asilo d’infanzia che si propone di Neva di completare fra breve in questi ultimi anni uno solo fu il suo grande assillo: la valorizzazione della sua Calabria e a tal fine mentre ne illustrò ampiamente le gloriose tradizioni, 
Accettò di buon grado la carica di presidente dell’Associazione fra calabresi, sorta a Roma, e la diresse con mano salda e mente lucida. La morte lo ha ì strappato all’affetto dei suoi cari e all’ammirazione ì di quanti lo conobbero, quando aveva 75 anni.
In vita ebbe diverse onorificenze: Cavaliere dell’Ordine militare d’Italia (1920), Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Corona d’Italia, Commendatore dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro e, ancora, Medaglia Mauriziana al merito di 10 lustri di carriera militare.
Arena lo ricorda con la piazza principale del paese a lui intestata. (Aggiornamento di una biografia di Pietro Varcasia) © ICSAIC 2022 – 3 

Opere

  • Il generale Pianell e l’addestramento delle truppe, Roma, Tip. E. Voghera, 1915;
  • La Seconda divisione di fanteria nelle guerre per l’indipendenza: note ed appunti raccolti a cura del colonnello di fanteria Salvatore Pagano già capo di S.M. della Seconda divisione, Stab. tip. militare, Bologna 1919;
  • Le medaglie d’oro calabresi, Stab. tip. La Giovine Calabria, Catanzaro 1923;
  • Vita amministrativa di un piccolo comune calabrese (Arena), G. Abramo, Catanzaro 1925;
  • Evoluzione della tattica durante la Grande Guerra. Gli insegnamenti della I Guerra Mondiale nell’impiego delle armi e delle truppe, Tipografia Schioppo, Torino 1925 (poi, Effepi, Genova 2013);
  • La Calabria. Monografia della regione calabrese, II ed., Tip. ed. Mauro, Catanzaro 1927 (poi, La Calabria, storia, geografia e arte, con Cesare Sinopoli e Alfonso Frangipane, Rubbettino, Soveria Mannelli 2004).
  • Nomenclatura tattica: aforismi sull’arte della guerra, Palermo, G. Castiglia, 1937 (poi, Tip. Regionale, Roma 1942; G. Menaglia, Roma 1943)
  • Le guerre di Federico II, Zanichelli, Bologna 1939 (poi, Effepi, Genova 2013; Res Gestae, Milano 2015);
  • Stormi aerei e divisioni corazzate, Tipografia Regionale, Roma 1941;

Nota bibliografica

  • Salvatore Pagano, «Archivio storico per la Calabria e la Lucania», 1950, pp. 167-168;
  • Pietro Varcasia, Commosso ricordo di Salvatore Pagano, «Il Grido della Calabria», 18 dicembre 1950.
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