Sabato Ceraldi, Francesco

Francesco Sabato Ceraldi [Fuscaldo (Cosenza), 8 gennaio 1888 – Roma, 27 maggio 1960]

Nacque da Eugenio Lelio Remigio Maria Sabato, notabile del luogo che dal 1880 al 1895 fu anche segretario del Comune, e da Raffaella Costanza Ceraldi, appartenente a una influente famiglia fuscaldese che espresse personaggi autorevoli quali Pasquale, precettore di Ferdinando II re di Napoli e docente presso la Facoltà di Giurisprudenza, nonché deputato al primo parlamento napoletano nel 1820, Francesco, magistrato e presidente della Gran Corte Criminale di Catanzaro e Vincenzo, avvocato che a Cosenza fu anche difensore dei Fratelli Bandiera e di altri otto imputati innanzi l’Alta corte marziale nel 1844.
Francesco (detto Ciccio), il cui nome completo, come risulta allo Stato Civile del Comune di Fuscaldo, era Francesco Adolfo Salvatore, era l’ottavo di undici figli. Gli altri erano, in ordine di nascita, Emma, Clelia, Mercedes, Giuseppe, una prima Irene (che, come Clelia e Giuseppe morì in giovane età), una seconda Irene, Carmine, Clotilde, Vittorio e Alfredo. Il cognome Ceraldi venne in seguito aggiunto a Francesco e ai suoi figli in ottemperanza a un Regio Decreto del 22 giugno 1939 emesso su richiesta di parte per consentire la continuità del cognome materno.
Trascorsa l’infanzia a Fuscaldo, beneficiò di una borsa di studio e frequentò con risultati brillanti il Liceo Visconti a Roma. Sempre nella capitale, grazie ad altro sostegno per merito scolastico (il “legato Pezzullo”) si iscrisse all’Università, laureandosi in Ingegneria civile nel 1910, all’età di 22 anni.
Trovò presto occupazione presso le Ferrovie dello Stato, dove lavorò sino al 1923, subentrando nel 1916 all’ing. Aurelio Tassinari, del quale era stato assistente, per la prosecuzione, della Direzione dei Lavori per la realizzazione della tratta ferroviaria Paola-Cosenza, un’opera che per la forte pendenza richiedeva il supporto di una rotaia centrale a cremagliera in un percorso tortuoso e con gallerie in forte pendenza, che entrò in servizio il 2 agosto 1915. Gli venne in seguito affidata la direzione del cantiere di Prato per la costruzione della linea ferroviaria Firenze-Bologna, comprendente anche il traforo della galleria che attraversava l’Appennino, all’epoca la più lunga in Italia (oltre 18 chilometri), iniziato nel 1922 e terminato poi nel 1934. Su proposta dell’allora Ministro per i Lavori Pubblici Vincenzo Riccio, il 15 maggio del 1922 gli venne  conferita la nomina a Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia.
Manifestò, però, in più occasioni il suo dissenso verso il regime fascista e, prima di esservi costretto per continue rappresaglie, decise di lasciare l’Italia. Nel 1924 emigrò negli Stati Uniti d’America, stabilendosi a Los Angeles e ottenendo anche la cittadinanza americana. Imparò presto la lingua inglese e nella città californiana, dopo aver lavorato quale disegnatore alla Gas Company, ottenne l’abilitazione alla professione di ingegnere anche negli Usa.
Venne molto apprezzato dai committenti e dalla burocrazia quale strutturista e direttore dei lavori assieme ad Armando Monaco, che negli Usa divenne Armand (1895-1981), un apprezzatissimo architetto figlio di Emma Sabato maritata Monaco, prima sorella di Francesco, che era emigrato dall’Italia assieme alla sua famiglia all’età di 12 anni, e che divenne noto per aver progettato nel 1927 l’ospedale francese a Chinatown e nel 1928 una villa a Palos Verdes Estates per il magnate della moda John Joseph Haggarty e un’altra  a Los Angeles per l’industriale King Camp Gillette.
Fu tra i primi a studiare e mettere in pratica le fondazioni flottanti e dedicò particolare cura alle costruzioni antisismiche, memore anche della perdita di uno dei suoi fratelli, Carmine, occasionalmente a Messina per discutere in quei giorni la tesi di laurea in medicina, sotto le macerie del terremoto del 1908. 
Rimase molto colpito da questa casualità, a conferma dell’imponderabilità degli eventi sismici. A tali principi tecnici si ispirò per la progettazione delle strutture e la direzione dei lavori della First United Methodist Church di Hollywood, chiesa dichiarata monumento storico e culturale, realizzata in acciaio e cemento, con i disegni architettonici curati dall’arch. Thomas B. Barber, inaugurata il 16 marzo 1930. L’edificio venne progettato sullo stile gotico inglese della Westminster Hall di Londra, con strutture fortemente orientate alla resistenza agli eventi sismici. 
Fu uno dei suoi ultimi lavori prima del rientro in Italia. Negli Usa ha lasciato tracce importanti della sua attività professionale e fece parte, sino a quando divenne nota la sua scomparsa, della American Society of Civil Engineers.
Gli elaborati tecnici dei lavori progettati ed eseguiti negli Stati Uniti d’America sono stati custoditi, sino al 1982, presso la villa dell’architetto Armand Monaco, deceduto nel 1981, e poi trasferiti in Italia e allocati presso la Biblioteca Nazionale a Cosenza nel Fondo Cartografico Sabato Ceraldi, corpus documentale che consta di circa 300 documenti scritti a mano, riferiti anche a verbali e contratti riguardanti i lavori della ferrovia Paola-Cosenza curati – come già evidenziato – nella sua prima fase dell’attività professionale, nonché di 47 disegni progettuali e calcoli conservati, risalenti al periodo 1914-1918. 
Tornò in Italia nel 1930, a seguito di seri motivi di ordine familiare, esercitando la libera professione non senza ostacoli per via della sua “schedatura” quale antifascista. Tuttavia, presentò nel 1936 al Ministero dei Lavori Pubblici, diretto da Giuseppe Cobolli Gigli e che al suo rientro in Italia era detenuto ad interim da Benito Mussolini, al concorso per la progettazione di un edificio destinato a essere un simbolo dell’immagine dell’Italia in vista dell’Esposizione Universale del 1942 a Roma, la cui costruzione, poi affidata ad altri, portò negli anni all’urbanizzazione del quartiere cittadino denominato EUR e che venne completata solo dopo la fine della seconda guerra mondiale. Nel suo progetto era prevista l’installazione di una torre alta poco più di 350 metri in memoria di Guglielmo Marconi sulla quale doveva essere posta un’antenna per le radiotrasmissioni per affermare l’inizio dell’era delle grandi comunicazioni via etere. La giuria, presieduta da Marcello Piacentini, accademico e urbanista espressione autorevole dell’architettura civile del periodo fascista, scelse invece il progetto degli architetti Giovanni Guerrini, Ernesto Lapadula e Mario Romano, tre professionisti noti e importanti in quel periodo e anche più vicini al palazzo, e per ragioni di economia il fabbricato venne concepito in muratura simboleggiando il Colosseo quadrato e con 28 statue raffiguranti le arti e le attività che esaltavano il genio italico in luogo della torre dedicata a Marconi.
Nel 1935 si sposò con Teresa Oliverio, anch’essa fuscaldese, dalla quale ebbe 4 figli. Il primogenito Carmine, con lo stesso nome dello zio, divenuto anch’egli ingegnere, dirigente dell’Italsider, poi Elna (scomparsa in tenera età), Clotilde ed Eugenio, ricercatore nucleare presso l’ENEA e tra i fondatori delle Agenzie Regionali per l’Ambiente (ARPA).
Trascorso tra Roma e Fuscaldo il periodo bellico, nella cittadina natale ebbe modo di progettare e realizzare, intorno al 1937, il consolidamento del Convento della Congregazione dei Padri Passionisti, ivi presenti dal 1919, all’interno di un complesso monumentale dedicato a San Francesco di Paola e luogo natio nel XV secolo della madre di questi, Vienna da Fuscaldo, onde evitare il reiterarsi di frane e crepe. Peraltro, nel cimitero locale, ha lasciato tracce con numerose cappelle gentilizie con motivi architettonici e materiali pregevoli, tra le quali quella dei Padri Passionisti e della Famiglia Cutrì. In Contrada Marina, inoltre, realizzò un edificio industriale dell’azienda Zurlo di Portici (La salagione) per lo stoccaggio e la conservazione del pesce locale.
Conseguita nel frattempo l’aggiunta del cognome Ceraldi, dopo lo sbarco degli alleati nel 1944, mentre si trovava a Fuscaldo, ricevette la visita di un ufficiale dei Marines, incaricato dalle autorità di Los Angeles di proporgli un rientro negli Usa per esercitarvi l’attività professionale, con un contratto già predisposto sulla base delle risultanze positive legate alla qualità delle opere da lui in precedenza progettate, avendo gli uffici competenti rilevato che, tra le altre opere curate, la Chiesa Metodista di Hollywood e il campanile non avevano subito alcun danno sismico, nonostante più eventi.
Pur lusingato per l’attenzione, decise però di rimanere in Italia e, con l’avvento della democrazia, venne reintegrato nelle Ferrovie dello Stato con incarico di dirigente. Dal 1930 al 1955, anno in cui la famiglia si trasferì a Roma, visse e operò in Calabria, curando lavori anche a Trebisacce, Praia a Mare e Roseto Capo Spulico. Alla sua Fuscaldo è sempre stato legato e periodicamente vi fece ritorno, soprattutto d’estate, per stare insieme ad amici e parenti.
Morì a Roma, all’età di 72 anni ed è sepolto nel cimitero monumentale del Verano. (Letterio Licordari) © ICSAIC

Nota bibliografica

  • Cinzia Altomare e Sandro Massa, La costruzione della linea Paola-Cosenza e la sua importanza storica sul territorio, «Fuori Quadro» VIII, 5, marzo 2021, pp. 12-13.

Nota archivistica

  • Biblioteca Nazionale di Cosenza, Fondo Cartografico Francesco Sabato Ceraldi, di risorse grafiche, capitolati d’appalto, libri e periodici dell’epoca, repertorio fotografico digitalizzato (donazione eredi).

Nota

  • L’A. ringrazia l’ing. Carmine Sabato Ceraldi, figlio del biografato, per le notizie e i documenti messi a disposizione, e l’Ufficio Stato Civile del Comune di Fuscaldo.
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