Salazar, Demetrio

Demetrio Salazar [Reggio Calabria, 19 ottobre 1822 – Pozzuoli (Napoli), 18 maggio 1882]

Nacque da Lorenzo e da Caterina Suraci-Spanò. Conosciuto come Demetrio Salazaro, cognome italianizzato che preferiva e con cui firmò i suoi scritti e le sue opere. Studiò matematica, disegno e pittura. Fu pittore, ceramista e critico. «Fin dall’infanzia – come ricordò, commemorandolo, Luigi Parpagliolo – aveva mostrato tendenze artistiche; e, venuto a Napoli nel 1848, concorse all’ Accademia di Belle Arti, ove ebbe a compagni Domenico Morelli, Filippo Palizzi, Saverio Altamura, il Cortese ed altri che resero celebre la “Scuola Napoletana” ». Frequentò, secondo alcuni, la Scuola di Natale Carta e quella dell’Oliva, condiscepolo del Mancinelli, seguendone l’indirizzo accademico.
La sua attività , nel campo della pittura e del ritratto in particolare, risale alla sua giovinezza (18-26 anni) e prosegue fino al 1855. Lavorò a Firenze, a Napoli e a Reggio Calabria e svolse anche una intensa attività  politica. Partecipò ai falliti moti insurrezionali del 1848, a Napoli e in Calabria, e fu ferito il 15 maggio 1848. Per questa sua partecipazione ai moti, fu costretto all’esilio, dapprima a Parigi, quindi a Lussemburgo, Londra dove conobbe Mazzini di cui era fervido seguace, e infine in Irlanda e in Belgio. Nella capitale francese, in seguito al colpo di Stato del 2 dicembre 1851, venne fatto arrestare da Napoleone III ma fu presto liberato per mancanza di prove.
Nel periodo d’esilio, frequentò i Musei del Louvre e Luxemburg per dedicarsi alla copia di quadri famosi e acquisire così conoscenze tecniche, storiche e critiche della pittura e della scultura.
Agli inizi degli anni Cinquanta, al Museo Luxemburg, incontrò la contessa Dora Mac-Namara Calcutt (1820-1883), irlandese, sorella di Francis, deputato della Camera dei comuni di Londra. Pastellista, autrice tra l’altro di un ritratto del marito, Dora è considerata anche una valente scrittrice.
I due si sposarono presto e nel 1853, a Lussemburgo, nacque la loro prima figlia, Francesca, da tutti conosciuta come Fanny, che fu docente di lingua e letteratura inglese, autrice di numerosi libri e, soprattutto, una protagonista della lotta per l’emancipazione delle donne nel primo Novecento. La coppia ebbe altri due figli: Lorenzo e Maria, morta giovane.
Preceduto dalla moglie, Salazar ritornò in Italia nel 1855. Sono gli anni in cui è in contatto epistolare con i patrioti Giorgio Pallavicini, futuro prodittatore a Napoli, e Daniele Manin.
Nel 1859, vigilia di grandi eventi, si trovava a Reggio Calabria perché il padre era in gravi condizioni di salute, e non rinunciò a svolgere attività  politica. L’anno dopo si stabilì a Napoli definitivamente.
Qui visse con entusiasmo patriottico la liberazione della città  da parte delle camicie rosse garibaldine. Si recò a Salerno per incontrare il generale e portò con sé un tricolore, conservato come una reliquia, che era stato vietato in occasione dei funerali del generale Guglielmo Pepe. Garibaldi baciò la bandiera commosso, lo abbracciò e volle che sedesse accanto a lui nella carrozza durante il tragitto per le vie di Napoli, dalla stazione per via Toledo, fino alla Prefettura.
Nell’ormai ex capitale borbonica, Salazar ricoprì importanti cariche pubbliche. Divenne Segretario particolare di Pallavicini e fu più volte consigliere comunale e vice Sindaco del Vomero, di San Lorenzo e della sezione Avvocata, nonché direttore del Museo Nazionale di San Martino. Non volle entrare, tuttavia, nel nuovo governo e per amore dell’arte rinunciò anche alla carica di Prefetto e alla candidatura parlamentare.
Dal 1866 al 1877, così, fu Ispettore e, quindi, dal 1878 vice Direttore della Pinacoteca del Museo Nazionale. L’ordinamento della Pinacoteca è testimoniato dall’inventario eseguito proprio dal Salazar e comprendente ben 839 dipinti. Propugnò l’istituzione del Museo provinciale campano di Capua e s’impegnò per la costituzione del Museo Civico di Reggio Calabria. Durante una visita alla città  natale, infatti, ne propose la fondazione per custodire i reperti archeologici che numerosi venivano trovati durante alcuni scavi. La proposta fu accolta dal sindaco Fabrizio Plutino e il Museo Civico, destinato a diventare il Museo Nazionale della Magna Grecia, fu inaugurato nel 1880 al pian terreno del palazzo Arcivescovile, nel giorno della festa dello Statuto nazionale.
Non trascurò il suo interesse per i Musei artistici industriali. Dopo aver visitato il Conservatorio di Arti e mestieri a Parigi, il Museo di Kensington a Londra, i Musei industriali a Vienna, Berlino, Dresda, Monaco di Baviera e altre città  tedesche e svizzere, suggerì di istituirli anche in Italia, assieme alla scuola di istruzione professionale. Napoli, accogliendo la sua proposta, istituì il Museo artistico industriale, e nel 1878 gli aggregò l’Istituto dell’istruzione artistica. Nel dicembre di quell’anno, il Ministro della Pubblica Istruzione Francesco De Sanctis costituì il Comitato promotore, designando a Presidente il principe Filangieri e a segretario proprio Salazar. Tale Museo fu inaugurato il 7 febbraio 1889 ma il contributo dato dal Salazar, fu incomprensibilmente ignorato. Ne nacque una “contesa” promossa dai figli per far riconoscere i meriti del genitore.
Fu membro dell’Accademia Pontaniana. Scrisse numerose opere di storia e di arte che furono lodate da Benedetto Croce nella «Critica ». Commendatore della Corona d’Italia, fu membro di diverse Accademie, Circoli e Commissioni.
Morì a Pozzuoli all’età  di 60 anni e fu sepolto accanto alla figlia Maria.
Lasciò numerosi manoscritti. Napoli gli ha intitolato la piazzetta antistante l’Istituto industriale artistico. Reggio ha dato il suo nome a una delle vie centrali della città  (sulla base di una biografia di Ugo Campisani) © ICSAIC 2022 – 9

Scritti

  • Ciò che è, ciò che dev’essere la pinacoteca nazionale, s.n., Napoli 1860?
  • Cenni sulla rivoluzione italiana del 1860, Stabilimento Tipografico di R. Ghio, Napoli 1866;
  • Sul riordinamento della Pinacoteca del Museo Nazionale. Rapporto al commend. Giuseppe Fiorelli, Stab. tip. Ghio, Napoli 1866;
  • Affreschi di S. Angelo in Formis, Tip. Strada Nuova Pizzofalcone n. 3, Napoli 1868 (e 1870);
  • Pensieri artistici, Tip. S. Pietro a Maiella, Napoli 1873;
  • Relazione all’accademia pontiniana sull’opera Studi sui monumenti dell’Italia meridionale dal IV al XIII secolo, Stamperia della R. Università , Napoli 1873;
  • Pensieri artistici, Tip. S. Pietro a Maiella, Napoli 1874;
  • Conclusioni sulla architettura classica e quella del Medio Evo, Tip. S. Pietro a Majella, Napoli 1875;
  • Conclusioni sulla architettura classica e quella del Medio Evo, Tip. S. Pietro a Maiella, Napoli 1875;
  • Notizie storiche sul palazzo di Federico II a Castel Del Monte, Tip. S. Pietro a Maiella, Napoli 1875;
  • Considerazioni sulla scultura ai tempi di Pericle in confronto dell’arte moderna, Tip. S. Pietro a Maiella 31, Napoli 1875;
  • Pensieri artistici per Demetrio Salazaro ispettore del museo nazionale di Napoli, Tip. S. Pietro a Majella, Napoli 1877;
  • Sulla coltura artistica dell’Italia meridionale dal IV al XIII secolo. Discorso, Fibreno, Napoli 1877;
  • Studi sui monumenti medievali della Sicilia. Relazione letta nella tornata del 11 dicembre 1877 all’Accademia di archeologia, lettere e belle arti dal socio Demetrio Salazaro, s.n., s.l. dopo il 1877?;
  • L’arco di trionfo con le torri di Federico II a Capua. Notizie storico-artistiche, Nobile & C., Caserta 1877;
  • L’arte della miniatura nel secolo XIV. Codice della Biblioteca Nazionale di Napoli, messo a stampa per cura di Demetrio Salazaro, Raffaele Caccavo, Napoli 1877;
  • Brevi considerazioni sugli affreschi del monastero di Donna Regina del XIII secolo, Tip. S. Pietro a Majella, Napoli 1877;
  • Studi sui monumenti medievali della Sicilia. Relazione letta all’Accademia di Archeologia, Lettere e belle Arti nella tornata del 11 dicembre 1877, s.n., s.l., 1877?
  • Sulla coltura artistica dell’Italia meridionale dal IV al XIII secolo. Discorso pronunziato dal comm. Demetrio Salazaro nella sezione di archeologia artistica del III congresso nazionale degli artisti italiani in Napoli, Tip. ed. già  del Fibreno, Napoli 1877;
  • Relazione su la esposizione storica nel Trocadero di Parigi, Tipografia Panfilo Castaldi, Napoli 1878;
  • Sulla necessita d’istituire in Italia dei Musei industriali artistici con le scuole di applicazioni. Pensieri e proposte, Tip. Panfilo Castaldi, Napoli 1878;
  • Poche parole dette sul sepolcro di Luigi Vanvitelli, Stab. tip. del Comm. G. Nobile e Co., Caserta 1879;
  • L’arte romana al Medio Evo, appendice agli studi sui monumenti della Italia Meridionale dal IV al XIII secolo, s.n., Napoli 1881;
  • Pietro Cavallini pittore scultore ed architetto romano del 13. Secolo. Nota storica letta all’Accademia di archeologia, lettere e belle arti nella tornata del 14 febbraio 1882 dal socio Demetrio Salazaro, Tip. e stereotipia della R. Università , Napoli 1882;
  • Studi sui monumenti della Italia meridionale dal IV al XIII secolo, Tip. A. Morelli, Napoli s. d.;
  • Gli affreschi di Badia del IV, V e XI secolo, s.n., s.l., s.d.

Nota bibliografica

  • B. E. Maineri, Epistolario politico, 1855-57, Bortolotti, Milano 1878;
  • Giulio Minervini, Commemorazione di Demetrio Salazar, nell’Accademia di Archeologia, Lettere e Belle Arti, 13 giugno 1882;
  • Vittorio Visalli, I Calabresi nel Risorgimento italiano, Torino 1891-1992;
  • Mario Mandalari, La vita e gli studi di Demetrio Salazaro, in Id. Saggi di storia e critica, Fratelli Rocca Editori, Roma 1887;
  • Aurelio Romeo, Pensiero ed Azione – Profilo di Demetrio Salazar, Ceruso, Reggio Calabria 1895;
  • Filippo Caprì, Commemorazione di Demetrio Salazar, «La Zagara », 23 giugno 1882;
  • Luigi Parpagliolo, Demetrio Salazar. Discorso commemorativo tenuto al Circolo Calabrese il 27 giugno 1926, con prefazione di Alfonso Compagna, Giannini, Napoli 1927;
  • Alfonso Frangipane, Demetrio Salazar. Quinta lettura di storia letteraria calabrese alla biblioteca comunale di Reggio Calabria, 18 maggio 1932, Tipografia Fata Morgana, Reggio Calabria 1932;
  • Antonio Monti, Demetrio Salazar, in «Rassegna Storica del Risorgimento », Roma, maggio 1936;
  • Alfonso Frangipane, Demetrio Salazar e gli studi storico artistici, Grafiche La Sicilia, Messina 1959;
  • Placido Olindo Geraci, Il Museo artistico industriale di Napoli e Demetrio Salazar nei documenti dell’archivio Dito, Grafiche La Sicilia, Messina 1968;
  • Placido Olindo Geraci, Profili di artisti reggini del ‘700 e ‘800: Vincenzo Cannizzaro, Ignazio Lavagna Fieschi, Demetrio Salazar, Giuseppe Benassai, Di Mauro, Cava dei Tirreni 1971;
  • Antonio Ventura (a cura di), Puglia medievale. Itinerario artistico, Capone, Cavallino di Lecce 1998;
  • Antonio Ventura (a cura di), Mezzogiorno medievale. Monumenti, artisti, personaggi, Capone, Lecce 2003;
  • Ugo Campisani, Artisti calabresi. Ottocento e Novecento, Pellegrini, Cosenza 2005, pp. 326-329;
  • Domenico Coppola, Demetrio Salazar (1822-1882), in Id., Profili di calabresi illustri, Pellegrini, Cosenza 2010, pp. 117-121.