Tedeschi , Azaria 

Azaria Tedeschi [Serra San Bruno (Catanzaro), 30 gennaio 1887 – Bainsizza, 25 ottobre 1917]

Decorato di Medaglia d’Oro e di Argento al Valor Militare. Partecipò con il grado di Sottotenente alla guerra di Libia distinguendosi per il suo coraggio nella battaglia delle «Due Palme» e nelle operazioni di sbarco a Rodi. Allo scoppio della grande guerra venne destinato con il grado di Tenente nella Zona tra le più aspre del fronte, il Podgorna. Venne successivamente assegnato al 79° Reggimento di Fanteria (Brigata Roma). Divenuto Comandante della 7 Compagnia, ì 79° Reggimento di Fanteria, fu impegnato in Val Terragnolo, a Malga Quartiere e nella conquista dell’importante posizione nemica di Potrik. Con grande coraggio e sprezzo del pericolo combatte gli austroungarici nell’inferno del Pasubio. Tale eroico comportamento gli valse la nomina a Maggiore.
Giovane eroe dette ancora prova del suo valore sull’Altopiano della Bainsizza meritandosi una Medaglia di Argento al Valor Militare, perché: «In difficili condizioni con calma e perizia attaccava per ben quattro volte posizioni fortemente difese e dirigeva personalmente i singoli reparti privi di quasi tutti gli Ufficiali. Durante un violento bombardamento nemico prolungatosi per molte ore, con la sua mirabile energia e Termezza, teneva saldi sulle posizioni i reparti stessi, i quali nonostante l’azione demolitrice di contrattacchi eseguiti, davano bell’esempio di unione, tenacia e resistenza.
Rimase poi ferito durante una ricognizione Tedeschi Azzaria, cadde dopo un furioso corpo a corpo contro il nemico sulla Bainsizza, animato dagli stessi ideali, di tenacia e fermezza che animarono nei secoli passati l’eroe greco Leonida alle Termopili, sacrificando la propria vita in difesa della Patria. Alla sua memoria  straordinaria fermezza ad arginare l’uragano, ma premuto sempre dall’impeto di un avversario tre volte soverchiante per numero e per mezzi ed imbaldanzito ormai dal suo
successo, con eroica decisione e incitando col mirabile esempio del proprio ardimento i dipendenti, per primo si lanciò a capo fitto contro la ferrea cerchia degli assalitori e, insierme con le proprie truppe impegnò con esse un violento corpo a corpo che con accanita tenacia sostenne fin quando cadde gloriosamente colpito a morte». Selo Bainsizza 25 ottobre 1917.
Morì per ferite riportate in combattimento.,
Le sue ossa, ritrovate dal fratello Giacomo, riposano nel sacrario di Redipuglia. (Felice Muscaglione)  © ICSAIC 2022 – 2 – BREVE

Nota bibliografica

  • Felice Muscaglione, Eroi vibonesi in trincea 1915-1918, Edizioni Mapograf, Vibo Valentia 2004.