Il “Dizionario” si arricchisce. Online altre dieci biografie di personaggi calabresi

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Care amiche e cari amici,
altre dieci biografie entrano nel nostro Dizionario Biografico della Calabria Contemporanea che così conta ben 375 profili di calabresi noti e meno noti, protagonisti per diversi motivi della storia regionale dall’Ottocento in poi. Di seguito i loro nomi e i rispettivi autori:

Il lavoro va avanti grazie al contributo dei nostri collaboratori sempre in aumento.
A tutti voi buona lettura.

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“Noi non ci piegheremo”. Il 21 giugno in ricordo di Valarioti e Losardo

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Nel 1980, quarant’anni fa, in dieci giorni la ‘ndrangheta si sbarazzò di due politici perbene. L’11 giugno Peppe Valarioti, professore di lettere classiche proveniente da una famiglia contadina di Rosarno, fu ucciso di notte dopo aver festeggiato la vittoria del Pci alle elezioni. Il 21 giugno, invece, Giannino Losardo venne raggiunto da due killer in sella a una moto mentre percorreva la Ss 18 Tirrenica, di ritorno dall’ultimo consiglio comunale al Comune di Cetraro.
Radio Ciroma ha ricordato loro due, ma anche Rocco Gatto, Ciccio Vinci, Orlando Legname e tutte le altre vittime innocenti e dimenticate della ‘ndrangheta.
Lo ha fatto domenica 21 giugno 2020, a partire dalle 17.30 in diretta dalla Casa del Popolo “Giuseppe Valarioti” di Rosarno, in compagnia degli amici del Laboratorio Losardo e dell’Archivio Stop’ndrangheta. Un pomeriggio di memoria, discussione, interviste e testimonianze, dalla storia all’attualità.
Sono intervenuti rappresentanti delle Istituzioni nazionali e locali, amministratori, giornalisti, attivisti, i familiari delle vittime innocenti di ‘ndrangheta, lavoratori dello spettacolo e tanti altri. All’iniziativa ha aderito anche l’Istituto Calabrese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea, presente con un intervento di Gianfranco Manfredi.

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Altre 15 voci vanno ad arricchire il “Dizionario Biografico della Calabria Contemporanea”

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Amiche e amici, altre 15 voci vanno ad arricchire il nostro Dizionario Biografico della Calabria Contemporanea: in totale ora sono online 365 biografie di calabresi. I nostri collaboratori in questo nuovo elenco, ricostruiscono la vita di patrioti, personalità politiche che hanno operato nell’Ottocento e nel Novecento con ruoli e incarichi di primo piano, medici, intellettuali, ribelli e vittime della barbarie nazista, artisti. Ecco le nuove 15 voci e i 15 autori:

  1. Assanti, Damiano (Aldo Lamberti)
  2. Bruni, Geniale (Francesca Rennis)
  3. Conflenti, Alessandro (Leonardo Falbo)
  4. Fera, Luigi (Prospero Francesco Mazza)
  5. Gemelli, Salvatore (Enzo D’Agostino)
  6. Genesio Coppa, Luigi (Salvatore Corchiola)
  7. Gullì, Luigi Gaetano (Massimo Distilo)
  8. Gullì, Nicola (Laura Mileto)
  9. Jannuzzi, Emilio (Tarcisio Pingitore)
  10. La Valva, Vincenzo (Letterio Licordari)
  11. Lucifero, Armando (Franco Liguori)
  12. Pace, Giuseppe (Antonio Iannicelli)
  13. Pietropaolo, Antonio (Antonio Orlando)
  14. Plutino, Fabrizio (Fabio Arichetta)
  15. Vaccaro, Francesco (Vincenzo Scirchio)

Buona lettura.

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Festa della Repubblica, ICSAIC e Scuole Calabresi insieme per commemorare il 2 giugno

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Nonostante l’emergenza sanitaria, l’attività di ricerca e didattica dell’Istituto Calabrese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea (ICSAIC) è continuata a pieno ritmo. “Con una serie di progetti nelle scuole calabresi – hanno sottolineato il presidente Paolo Palma e il direttore Vittorio Cappelli – si è voluto commemorare anche la data del 2 giugno, festa della Repubblica, dalla prospettiva delle donne e della loro conquista dei diritti civili e politici nel Novecento”.
Giuseppe Ferraro, coordinatore della commissione didattica dell’Istituto, ha sottolineato l’importanza di queste attività che non solo permetteranno agli studenti del quinto anno di poterle rendicontare nell’esame finale, ma favoriscono “una didattica che valorizza il rapporto tra conoscenze e competenze, funzionale ad insegnare la storia andando ‘oltre la scuola’. Facendo capire agli studenti come la storia ha a che fare con la loro vita, con la società in cui vivono e con la loro comprensione generale dell’esistenza umana”.
Tra i lavori realizzati in queste settimane segnaliamo il video del Liceo Classico di Corigliano, curato dal prof. Antonio Verri e dalla prof.ssa Antonia Cerbino insieme alla classe VA, relativo al diritto di voto alle donne del 2 giugno 1946.

Con l’Istituto per la storia del Risorgimento italiano-Comitato provinciale di Cosenza e in collaborazione con l’Associazione italiana parchi culturali-Sezione di Cosenza, l’Istituto Pezzullo-Quasimodo-Serra di Cosenza, il Polo liceale di Rossano (Liceo Scientifico e Classico), il Liceo scientifico di Cariati “Stefano Patrizi” e il Liceo Classico “Pitagora” di Crotone, inoltre, si è lavorato al progetto “Il Novecento il secolo delle donne”, curato da Giuseppe Ferraro. Dirigenti, docenti, studentesse universitarie e di varie scuole calabresi, in questo progetto hanno raccontato con la loro voce i profili biografici di alcune donne importanti per la storia del Novecento, anche calabrese. Un coro di voci che racconta il lungo cammino delle donne alla conquista di diritti civili e politici.
Ecco nel dettaglio il ricco indice digitale.

Con la collaborazione dei Webmasters Francesco Gangi e Francesco Rivitti.

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Altre venti biografie aggiunte online. Adesso siamo a trecentocinquanta!

Care amiche e cari amici,
Siamo a 350 biografie online! Una tappa importante. Questo fine mese è particolarmente ricco di contributi: ben venti nuove voci, infatti, entrano nel nostro Dizionario Biografico della Calabria Contemporanea  Si tratta di personalità politiche, patrioti, artisti, studiosi, industriali, scrittori e scrittrici.
Questi i nomi nuovi con i rispettivi autori

  1. Bagnato, Alessandro (Antonio Orlando)
  2. Barillà, Pietro (Laura Mileto)
  3. Bava, Nunzio (Laura Mileto)
  4. Callipo, Giacinto (Gianfranco Manfredi)
  5. Caminiti, Filippo (Pantaleone Sergi)
  6. Costantino, Giuseppe (Domenico Romeo)
  7. Dima, Cesare (Antonio La Marca)
  8. Ferrari, Rocco (Tarcisio Pingitore)
  9. Guerrisi, Salvatore (Antonio Orlando)
  10. Lombardi, Antonio (Aldo Lamberti)
  11. Lucifero, Falcone (Franco Liguori)
  12. Lupia Lorenzo (Leonardo Falbo)
  13. Peluso, Umile Francesco (Salvatore Corchiola)
  14. Pisano, Rita (Katia Massara)
  15. Plutino, Agostino (Fabio Arichetta)
  16. Plutino, Antonino (Fabio Arichetta)
  17. Romano Pellicano, Clelia (Concetta Guido)
  18. Savelli, Angelo (Alessandro Russo)
  19. Siniscalchi, Raffaele (Letterio Licordari)
  20. Staglianò, Pasquale (Pantaleone Andria)

Numerose altre biografie sono in lavorazione grazie all’impegno di vecchi e nuovi collaboratori e saranno presto rese fruibili.

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Su Novecento.org la recensione al libro «Resistere» di Ferraro

«Resistere». Trincea e prigionia nell’archivio Barberio

Novecento.org, la rivista online di didattica della storia promossa dall’Istituto Nazionale Ferruccio Parri, ha pubblicato una recensione a firma di Daria De Donno del volume «Resistere». Trincea e prigionia nell’archivio Barberio.
Scritto da Giuseppe Ferraro, membro del Direttivo ICSAIC, il volume è stato pubblicato da Pellegrini Editore nel 2018 ed è il frutto di un progetto di ricerca sulla “Brigata Catanzaro” portato avanti dall’Istituto Calabrese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea in occasione del centenario Grande Guerra.
Clicca sul link per leggere la recensione sulla rivista Novecento.org:
«Resistere». Trincea e prigionia nell’archivio Barberio

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È morto il professore Franco Volpe. Grave lutto per la cultura calabrese

Grave lutto nel mondo della cultura calabrese. È morto il prof. Franco Volpe, docente e storico che per anni ha animato il dibattito sui temi più importanti riguardanti il passato della nostra regione. Dirigente del nostro istituto, membro del comitato di direzione delle sue riviste scientifiche, deputato di Storia Patria per la Calabria, Volpe è stato autore di numerose opere storiche che hanno ricevuto consensi importanti. Il presidente Paolo Palma e tutti i soci del nostro istituto partecipano al dolore della famiglia. Il presidente onorario dell’Icsaic, Giuseppe Masi, che gli fu vicino per molti anni, così lo ricorda:
«Affidare all’etere una triste notizia (la morte di una cara persona) e non poter dare personalmente l’estremo saluto alla stessa per le note disposizioni, rappresenta per me (e per tutti) un qualcosa che nessuno di noi avrebbe immaginato. Ma è proprio così. Franco Volpe ci ha lasciati e io, con grande dispiacere, ne prendo atto. Franco è stato un vero amico. Ricordo la prima volta (novembre 1970) che lo incontrai nella scuola del suo paese. Conoscendolo già di nome per le sue opere storiche che avevano destato grande interesse negli ambienti culturali (solo per citarne qualcuno, Ernesto Pontieri, Gaetano Cingari, Giuseppe Galasso), fu una felice sorpresa non solo per averlo collega, ma uno stimolo per la mia formazione culturale. Iniziava, da quel giorno, una lunga frequentazione che, protrattasi per 50 anni, ci ha consentito di essere presenti  a tutti i convegni storici (da relatori e/o da spettatori). Una coppia inseparabile,  tanto è vero che un comune amico, Luigi Pellegrini, ad un terzo ebbe a dire che aveva visto Franco Volpe a Cosenza e, di conseguenza, anche Giuseppe Masi doveva essere in città. Io non c’ero, ma negli amici cosentini vedere uno equivaleva vedere anche l’altro.
Chi era Franco Volpe studioso? Quelli della mia generazione lo ricordano bene.  In questo veloce ricordo voglio rivolgermi alle nuove generazioni. Ha al suo attivo diverse pubblicazioni con riviste storiche tra le più qualificate, Archivio storico per le Province napoletane, Nuova Antologia, Il Ponte, Rassegna storica del Risorgimento, Nord e Sud ed altre, il supplemento letterario della Stampa di Torino, la pagina culturale dell’ Avanti!,  ed alcuni volumi, nei quali è riuscito ad offrire ai lettori, con sagacia critica e con uno stile elegante, un panorama della cultura regionale negli ultimi due secoli. Il suo primo libro ha ricevuto il Premio Sila nel 1992.
Un’ultima cosa. Franco coltivava la musica sudamericana ed aveva una bella voce. Da giovane a Torino, alla vecchia sede della Rai (l’Eri), fu convocato per sostenere un provino per cantante con Cinico Angelini, il famoso direttore d’orchestra. Lo superò, ma preferì la carriera scolastica conclusa con la nomina a preside». (Giuseppe Masi)

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Nuove voci e nuovi collaboratori: altre 15 biografie (+3) per il “Dizionario”

Care amiche e cari amici del Dizionario Biografico della Calabria Contemporanea,
Il lavoro continua, senza sosta e bene. Con un impegno massiccio. Nuove voci, nuovi collaboratori. Altre 15 biografie entrano a far parte del nostro Dizionario Biografico della Calabria Contemporanea che, così, offre al momento 330 voci.
Queste le nuove biografie e i rispettivi autori

  1. Aragona, Francesco (Pasquale Barbalace)
  2. Canale, Gianna Maria (Letterio Licordari)
  3. Catanoso, Gaetano (Fabio Arichetta)
  4. Ciraolo, Giovanni (Aldo Lamberti)
  5. Correale, Giuseppe (Ilenia Marrapodi)
  6. Migale, Rosario (Pino Fabiano)
  7. Misasi, Mario (Teresa Papalia)
  8. Mori, Arnaldo (Nandino) (Maria Francesca Greco)
  9. Panebianco, Venturino (Letterio Licordari)
  10. Perri, Francesco (Giancarlo Tartaglia)
  11. Pisani, Arcangelo (Giuseppe Zangari)
  12. Piria, Raffaele (Domenico Spinelli)
  13. Piromalli, Antonio (Antonio D’Elia)
  14. Tocco, Felice (Fabio Arichetta)
  15. Zumbini, Bonaventura (Franco Liguori)

In più, sono online le seguenti tre nuove biografie che vanno a sostituire la versione “sintetica/provvisoria”:

Sperando di fare cosa gradita, auguriamo a tutti buona lettura.

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Altre 15 biografie di calabresi aggiunte al “Dizionario” che ora conta 315 voci

Altre 15 voci arricchiscono il nostro Dizionario Biografico della Calabria Contemporanea, al quale si aggiungono nuovi importanti collaboratori con diverse e qualificate competenze, in Calabria e non solo. Queste le nuove biografie con i rispettivi autori.

Buona lettura.

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Una “Storia della Calabria partigiana” nuovo volume di Pino Ippolito Armino

È uscita per i tipi di Pellegrini editore una Storia della Calabria partigiana, scritta da Pino Ippolito Armino, il quale ha utilizzato, tra le altre fonti, l’Archivio dell’Anpi di Cosenza, custodito dal nostro istituto e visionabile anche online.
Il volume parte dalla considerazione che solo in anni piuttosto recenti è stato definitivamente riconosciuto il contributo del Mezzogiorno nella guerra di Liberazione che oppose i partigiani della causa italiana alla tirannia fascista e nazista. Dura, invece, a morire l’opinione che vorrebbe ridurre i partigiani meridionali a soldati intrappolati a nord dopo l’armistizio, l’8 settembre del 1943. Il racconto degli antifascisti della prima ora, dei militari che vollero restare fedeli al loro giuramento, dei lavoratori emigrati e pronti a intervenire in armi contro i tedeschi, secondo Ippolito Armino, supera anche quest’ultimo pregiudizio. Le singole vicende dei calabresi, così, si fondono, nel quadro più generale della storia della Resistenza, in un racconto nuovo, nient’affatto retorico, nient’affatto scontato.
Pino Ippolito Armino, ingegnere e giornalista, è membro del Comitato Direttivo dell’Istituto Ugo Arcuri per la storia dell’antifascismo e dell’Italia contemporanea in provincia di Reggio Calabria e del comitato scientifico della rivista Sud Contemporaneo.
Ha pubblicato nel 2012 per Rubbettino Azionismo e sindacato, la storia del Partito d’Azione e della Camera Generale del Lavoro di Napoli attraverso la vicenda di uno dei suoi principali protagonisti, Antonio Armino; nel 2015 per Città del Sole Brigantaggio politico nelle Due Sicilie, il racconto dei tentativi messi in atto dai reazionari all’indomani dell’impresa di Garibaldi e della conquista piemontese del Mezzogiorno; nel 2018 per Guida Editori Quando il Sud divenne arretrato, un’analisi storica sulle origini del divario tra le due parti d’Italia, tanto lontana dai miti risorgimentali quanto dalle falsificazioni neoborboniche; nel 2019 per Pellegrini Editore Cinque ragioni per stare alla larga da Pino Aprile, un atto di accusa, come spiega lo stesso autore, nei confronti di chi, con un misto di mezze verità e di complete omissioni, divulga una storia dell’unità nazionale che serve solo ad alimentare un pericoloso sentimento di revanscismo reazionario.

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#25Aprile2020, l’ICSAIC partecipa alla maratona di #RaccontiamolaResistenza dell’Istituto Nazionale Ferruccio Parri

Da #Arcavacata di Rende (CS): in onda l’Istituto Calabrese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea (ICSAIC). La maratona del #25aprile di #RaccontiamolaResistenza passa dalla provincia di #Cosenza. Per l’Icsaic Istituto Calabrese Storia Contemporanea & Centro Ricerca Migrazioni ecco in collegamento Giuseppe Ferraro, che riflette sull’#antifascismo e sulla #Resistenza calabrese e dei Calabresi. (Dalla pagina Facebook dedicata all’iniziativa dell’Istituto Nazionale Ferruccio Parri)

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Voci e Storie dalla Resistenza. Un video realizzato dagli studenti del Polo Liceale di Corigliano Rossano con il coordinamento del nostro Istituto

Nell’impossibilità di farlo direttamente nelle scuole, l’ICSAIC ha voluto lo stesso coinvolgere studenti e docenti nella celebrazione del 25 aprile. Tra le iniziative: Voci e storie dalla Resistenza, curato dai Licei Classico, Scientifico, Artistico e Linguistico di Corigliano-Rossano che vi proponiamo. Il video con il coordinamento di Giuseppe Ferraro dell’ICSAIC è stato curato dagli stessi studenti e studentesse provenienti da vari centri del territorio: Rossano, Corigliano, Mirto-Crosia, Calopezzati, Paludi, Caloveto, Cariati con la partecipazione di Quintino Berardi, Giorgia Ammerata, Fabiola Rago e Sara Parrilla; Francesco Rivitti, Saverio Forciniti, Luigi Oranges, Desirè Arci, Dennis Pignanelli e Aurora Beraldi; Gaetano Ruffo e Morena De Vincenti.

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25 Aprile: le manifestazioni in rete dell’ICSAIC per il 75° anniversario della Liberazione

Anche quest’anno, pur con le restrizioni dovute alla pandemia, l’Istituto Calabrese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea (ICSAIC) celebrerà degnamente il 25 Aprile, nel 75° anniversario della Liberazione, con diverse iniziative in rete. Parteciperà infatti alla maratona-staffetta Facebook promossa dall’Istituto Ferruccio Parri. L’iniziativa percorrerà tutta l’Italia, da Catania a Trieste, secondo la geografia della Liberazione, con ospiti come Eraldo Affinati, Claudio Bisio, Vinicio Capossela, Cisco, Nando Dalla Chiesa, Ferruccio De Bortoli, Gad Lerner, Carlo Lucarelli, Maurizio Maggiani, Valerio Massimo Manfredi, Modena City Ramblers, Murubutu, Marino Neri, Paolo Nori, Marco Rovelli, Renato Sarti, Antonio Scurati, YoYoMundi, Massimo Zamboni e tanti altri.
Due in particolare i contributi dell’Istituto presieduto da Paolo Palma alla maratona del “Parri”: Voci e storie dalla Resistenza, un video realizzato insieme ad alcune scuole calabresi, che avrà come protagonisti le studentesse e gli studenti, con la partecipazione di Quintino Berardi, Giorgia Ammerata, Fabiola Rago e Sara Parrilla; Francesco Rivitti, Saverio Forciniti, Luigi Oranges, Desirè Arci, Dennis Pignanelli e Aurora Beraldi; Gaetano Ruffo e Morena De Vincenti; un video documentario sulla Calabria, i calabresi e la Resistenza curato da Giuseppe Ferraro, coordinatore della commissione didattica dell’ICSAIC e autore di diverse biografie di partigiani calabresi nel nord Italia. Un modo per raccontare la Resistenza cui molti meridionali parteciparono da protagonisti nei territori occupati dal nazifascismo.
Per il 25 Aprile, inoltre, l’ANPI in collaborazione con l’ICSAIC offrirà un assaggio della ricerca attraverso alcuni video che illustreranno la vita di antifascisti cosentini come Donato Bendicenti, Ippolito Montalto, Basilio Bianchi, Quirino Ciardullo, Mario Martire ed altri.
ICSAIC e ANPI hanno dovuto invece rimandare a tempi migliori l’inaugurazione, prevista per sabato 25, nell’ex stadio Morrone, di una targa in memoria di Vittorio Staccione, il torinese ex giocatore del Cosenza catturato nel 1944 come oppositore politico e morto di stenti e percosse nel campo di concentramento di Mauthausen-Gusen il 16 marzo 1945. La sua memoria sarà onorata appena possibile.

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Il Partigiano Federico Tallarico detto Frico. Storie di Partigiani Calabresi per ricordare i 75 anni della Liberazione

Video a cura dell’ICSAIC sul Partigiano Federico Tallarico, nome di battaglia Frico, per ricordare i 75 anni della Liberazione. Contiene l’intervento dello storico Giuseppe Ferraro, responsabile sezione didattica dell’Istituto, e il canto della Brigata Frico curato dal musicologo Antonio Bevacqua.
Per approfondimenti sul Partigiano Tallarico [Marcedusa (Catanzaro), 20 gennaio 1917 – Catanzaro, 6 luglio 2010] si può consultare la scheda del Dizionario Biografico della Calabria Contemporanea all’indirizzo: http://www.icsaicstoria.it/tallarico-federico-frico/

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Resistenza, chi ha paura del 25 aprile

Contro il manipolo di neofascisti che vorrebbero stravolgere il senso del 25 aprile, pubblichiamo, il  documento – riproposto da Ettore Boffano sul “Fatto Quotidiano” ­–spesso dimenticato e scritto quasi tre anni prima dell’entrata in vigore della nostra Costituzione, ma della quale costituisce, sul piano morale, storico e politico, il primo atto fondativo.  
«Il CLNAI dichiara che la fucilazione di Mussolini e complici, da esso ordinata, è la conclusione necessaria di una fase storica che lascia il nostro Paese ancora coperto di macerie materiali e morali, è la conclusione di una lotta insurrezionale che segna per la Patria la premessa della rinascita e della ricostruzione. Il popolo italiano non potrebbe iniziare una vita libera e normale – che il fascismo per venti anni gli ha negato – se il CLNAI non avesse tempestivamente dimostrato la sua ferrea decisione di saper fare suo un giudizio già pronunciato dalla storia. Solo a prezzo di questo taglio netto con un passato di vergogna e di delitti, il popolo italiano poteva avere l’assicurazione che il CLNAI è deciso a proseguire con fermezza il rinnovamento democratico del Paese. Solo a questo prezzo la necessaria epurazione dei residui fascisti può e deve avvenire, con la conclusione della fase insurrezionale, nelle forme della più stretta legalità.
Dell’esplosione di odio popolare che è trascesa in quest’unica occasione a eccessi comprensibili soltanto nel clima voluto e creato da Mussolini, il fascismo stesso è l’unico responsabile.
Il CLNAI, come ha saputo condurre l’insurrezione, mirabile per disciplina democratica, trasfondendo in tutti gli insorti il senso della responsabilità di questa grande ora storica, e come ha saputo fare, senza esitazioni, giustizia dei responsabili della rovina della Patria, intende che nella nuova epoca che si apre al libero popolo italiano, tali eccessi non abbiano più a ripetersi. Nulla potrebbe giustificarli nel nuovo clima di libertà e di stretta legalità democratica, che il CLNAI è deciso a ristabilire, conclusa ormai la lotta insurrezionale. Il Comitato di Liberazione Nazionale dell’Alta Italia.
Achille Marazza per la Democrazia Cristiana, Augusto De Gasperi per la Democrazia Cristiana, Ferruccio Parri per il Partito d’Azione, Leo Valianiper il Partito d’Azione, Luigi Longo per il Partito Comunista Italiano, Emilio Sereni per il Partito Comunista Italiano, Giustino Arpesani per il Partito Liberale Italiano, Filippo Jacini per il Partito Liberale Italiano, Rodolfo Morandi per il Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria, Sandro Pertini per il Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria». 

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