“10+1”: le nuove biografie fanno crescere ancora il nostro Dizionario

In primo piano

Care amiche e care amici del Dizionario Biografico della Calabria Contemporanea,
Con le dieci nuove biografie che da oggi trovate online siano arrivati a 540! L’impegno della redazione e dei collaboratori sempre più numerosi, infatti, continua senza sosta.
Queste sono le nuove biografie con i rispettivi autori.

Pubblichiamo, inoltre, la biografia definitiva di

Nel ringraziarvi dell’attenzione, dei complimenti e delle critiche costruttive che ci aiutano a migliorare, vi auguriamo buona lettura e vi diamo appuntamento al 15 marzo per nuove biografie.

RSS
Twitter
Visit Us
Follow Me
YouTube
Instagram

È morto il figlio di Enrico Esposito L’Icsaic è vicino al suo vicepresidente

In primo piano

Un grave lutto ha colpito il prof. Enrico Esposito, socio fondatore e vice presidente del nostro Istituto: il figlio primogenito Francesco, brillante e apprezzato avvocato civilista del Foro di Paola, è scomparso improvvisamente questa notte a causa di un malore all’età di 46 anni. Lascia la moglie e due bambine in tenera età. «Siamo vicini al nostro Enrico, alla nuora e alle nipoti, per la improvvisa e gravissima perdita. A lui e a tutti familiari – ha detto il presidente Paolo Palma – manifesto il più profondo cordoglio a nome mio, del vice presidente vicario Franco Spingola, del direttore Vittorio Cappelli, del direttivo e dei soci tutti».

RSS
Twitter
Visit Us
Follow Me
YouTube
Instagram

Il “Dizionario” ora conta 530 voci. Nuove biografie sono in arrivo!

In primo piano

Il Dizionario Biografico della Calabria Contemporanea ora conta 530 voci.
Questi i nomi dei nuovi biografati e dei rispettivi autori.

Care amiche e cari amici del Dizionario, vi auguriamo buona lettura e vi diamo appuntamento a fine mese per le prossime voci.

RSS
Twitter
Visit Us
Follow Me
YouTube
Instagram

Attacco alla ricerca storica sulle foibe, una nota dell’Istituto Parri

Pubblichiamo un comunicato dell’Istituto Nazionale Ferruccio Parri, capofila della rete di Istituti storici della Resistenza e dell’età contemporanea di cui anche l’ICSAIC fa parte.

Ogni anno la giornata del ricordo è occasione per elementi di destra per attaccare qualsiasi interpretazione che rifiuti la vulgata nazionalista della pulizia etnica a danno degli italiani, e inviti a prendere in considerazione la politica di snazionalizzazione portata avanti durante il ventennio nelle zone del confine orientale, non per giustificare, ma per spiegare quanto successo dopo la caduta del fascismo e durante la costruzione dello stato comunista jugoslavo. Si vuole imporre una versione della tragedia delle foibe e di quella successiva dell’esodo dei giuliano fiumano dalmati sotto forma di genocidio degli italiani, anche con impropri e assurdi confronti con la Shoah. Chiunque operi la necessaria contestualizzazione di quanto successo sa che gli italiani furono perseguitati o in quanto ex fascisti, o perché identificati con le classi egemoni, o in quanto si opponevano alla costruzione dello Stato comunista, e non in quanto italiani. Quest’anno ripetuti attacchi sono stati portati allo storico Eric Gobetti, reo di avere pubblicato un volume nel quale contesta la vulgata di destra nazionalista.
È recente il caso della presa di posizione del consigliere regionale emiliano di Fratelli d’Italia Michele Barcaiuolo e del gruppo consiliare della Lega a Parma contro il Comune di Parma, reo di avere commissionato al Centro Studi movimenti “fortemente ideologizzato e dichiaratamente di parte” due webinar rivolti alle scuole, nei quali è stato chiamato a parlare lo stesso Gobetti.
Gli attacchi mirano a negare la legittimità della rete degli Istituti della Resistenza e dell’età contemporanea, alla quale aderisce il Centro studi di Parma, a svolgere azione di ricerca storica e attività didattica sul confine orientale, sostenendo che essi sarebbero ideologicamente orientati.
È allora essenziale ribadire che la ricerca storiografica non può essere condizionata da verità ufficiali diffuse o imposte; che la libertà di ricerca va fondata sull’onestà intellettuale, sulla contestualizzazione ampia degli eventi, sull’utilizzo critico di fonti verificabili; che da parte degli istituti storici della Resistenza e dell’età contemporanea non si nega che le foibe rappresentino un crimine, che si inquadra non soltanto in una reazione alle politiche di snazionalizzazione e oppressione messe in atto dal fascismo nei confronti delle minoranze slovene e croate, ma anche nei meccanismi violenti di costruzione dello Stato jugoslavo da parte di un regime comunista che perseguitava tutti coloro che si opponevano ai suoi progetti (e quindi non solo italiani, e quindi non solo fascisti).
Dietro questi attacchi si nasconde non solo la totale ignoranza degli eventi storici, l’utilizzazione di parole d’ordine nazionaliste, ma anche e soprattutto la cancellazione del ventennio fascista e dei suoi crimini.
L’Istituto nazionale Ferruccio Parri, che è il capofila di 64 Istituti storici della Resistenza dell’età contemporanea associati e 15 collegati, diffusi su tutto il territorio nazionale, si oppone con forza a questa deriva antidemocratica e, nel manifestare la propria vicinanza alle famiglie di tutti coloro che hanno dovuto soffrire per le tragedie consumatesi sul confine orientale, ribadisce il suo impegno per la libertà di ricerca storica al di fuori di vincoli e polemiche di carattere politico-ideologico; esprime solidarietà agli istituti e ai ricercatori che in questi giorni hanno ricevuto attacchi per il loro impegno per la verità e la correttezza storica.

Paolo Pezzino
Presidente

RSS
Twitter
Visit Us
Follow Me
YouTube
Instagram

Storie di Resistenza calabrese. Le vicende esemplari di Angelo de Fiore e Geniale Bruni

Tra gli appuntamenti dell’ICSAIC organizzati per la Giornata della Memoria 2021, si è svolto online un interessante incontro dal titolo “Dalla Calabria a Mauthausen, storie di resistenza. Le vicende esemplari di Geniale Bruni e Angelo de Fiore”, trasmesso domenica 31 gennaio 2021, alle ore 18, in diretta streaming sulla pagina Facebook dell’Istituto, che postiamo anche sul canale Youtube e sul sito web (www.icsaicstoria.it).
L’iniziativa è stata patrocinata dai comuni di Acquappesa e di Rota Greca. Gli ospiti sono stati: Massimiliano De Caro vice sindaco di Acquappesa, la presidente dell’Associazione Italia-Israele Cosenza Lucia De Fiore, il criminologo e direttore del Master Criminologia Calabria Sergio Caruso, e Francesco Bruni, familiare del partigiano Geniale Bruni. Per l’ICSAIC sono intervenuti Paolo Palma, presidente dell’Istituto, e Francesca Rennis, membro del direttivo ed esperta in didattica della Shoah, che ha coordinato il dibattito.
Nel corso dell’incontro sono state evidenziate le ragioni alla base di una memoria storica condivisa della Shoah e, in particolare, sono state ricordate le figure esemplari di Angelo de Fiore e di Geniale Bruni. Per quest’ultimo, vittima della violenza nazista nel lager di Mauthausen, è stata proposta la posa di una “pietra d’inciampo”; proposta alla quale ha aderito, e di cui si farà portavoce in Consiglio comunale il vice sindaco di Acquappesa.
Per maggiori informazioni:
• Scheda Dizionario Biografico della Calabria – Geniale Bruni – http://www.icsaicstoria.it/bruni-geniale-amerigo/
• Scheda Dizionario Biografico della Calabria- Angelo de Fiore – http://www.icsaicstoria.it/de-fiore-angelo/

RSS
Twitter
Visit Us
Follow Me
YouTube
Instagram

I Romeo e il Risorgimento italiano a Reggio Calabria

Su iniziativa dell’Associazione Culturale Anassilaos e dello Spazio Open si è tenuta la conversazione da remoto sui Romeo e il Risorgimento italiano del dott. Fabio Arichetta, socio della Deputazione di Storia Patria per la Calabria e dell’Istituto di storia del Risorgimento Italiano. L’incontro è stato patrocinato anche dall’Istituto calabrese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea e dalla Deputazione di Storia Patria per la Calabria.
Sono state illustrate le biografie di Giannandrea Romeo [Santo Stefano in Aspromonte (Reggio Calabria), 4 luglio 1786 – 28 aprile 1862], Pietro Aristeo Romeo [Santo Stefano in Aspromonte (Reggio Calabria), 5 luglio 1817 – 18 novembre 1886] e Stefano Romeo [Santo Stefano in Aspromonte (Reggio Calabria), 13 settembre 1819 –10 agosto 1869], pubblicate nel Dizionario Biografico della Calabria Contemporanea.
Giannandrea insieme al fratello Domenico, maturò in un ambiente familiare intriso di valori repubblicani, aderì con entusiasmo al decennio francese e ricoprì ruoli amministrativi. Dopo essere stato imprigionato a seguito della restaurazione, fu scarcerato beneficiando dell’amnistia. Durante il moto dell’estate 1820, i Romeo e degli altri liberali occuparono le istituzioni locali. Nel 1847 i fratelli Romeo avviarono il moto a Reggio che fu schiacciato in pochi giorni. Domenico fu ucciso e decapitato.
Nel 1848, Ferdinando II dovette concedere la costituzione, Giannandrea ottenne la guida
dell’Intendenza di Salerno e dopo il moto del 15 maggio 1848, fu destituito e dovette fuggire con il figlio Pietro Aristeo a Torino, invece il nipote Stefano prese la via dell’esilio all’estero. Nel 1848 Giannandrea Romeo fu nominato presidente della rappresentanza meridionale al Congresso nazionale per la confederazione italiana e, nello stesso periodo, guidò il gruppo calabrese e meridionale alla definitiva adesione alla Società nazionale italiana. Sostenne l’impresa dei Mille e Garibaldi, una volta giunto a Napoli, lo nominò consigliere di Stato. 
Nelle elezioni del primo parlamento unitario, Pietro Aristeo, fu eletto con i cavouriani, mentre Stefano con i radicali.

RSS
Twitter
Visit Us
Follow Me
YouTube
Instagram

Nuovi collaboratori e biografie in aumento. Il “Dizionario” si espande

Care amiche e care amici del Dizionario,
Cresciamo. I nostri collaboratori (ci sono sempre nuovi nomi di studiosi e ricercatori con diversi contributi), sono sempre in attività. Con le dieci nuove biografie di questo fine gennaio online siano arrivati a 520 voci! L’impegno, dunque, continua senza pause.
Questi sono i nomi dei nuovi biografati con i rispettivi autori.

E ancora: pubblichiamo la scheda definitiva di

Nel ringraziarvi per la vostra partecipata attenzione, vi auguriamo una buona lettura e vi diamo appuntamento a metà febbraio con le nuove voci!

RSS
Twitter
Visit Us
Follow Me
YouTube
Instagram

Dalla Calabria a Mauthausen, storie di resistenza

Continuano le iniziative della Giornata della Memoria che coinvolgono l’ICSAIC. Domenica 31 gennaio 2021, alle ore 18, in diretta streaming sulla pagina Facebook dell’Istituto si terrà l’evento “Dalla Calabria a Mauthausen, storie di resistenza. Le vicende esemplari di Geniale Bruni e Angelo De Fiore”.
L’iniziativa, patrocinata oltre che dall’ICSAIC anche dai comuni di Acquappesa e di Rota Greca, evidenzierà le storie coraggiose di un patriota e di un partigiano che hanno toccato con mano la violenza e la brutalità nazifascista, il tutto anche attraverso la voce di parenti e le biografie del Dizionario della Calabria Contemporanea promosso dall’Istituto.
Interverranno il sindaco di Acquappesa Francesco Tripicchio, il sindaco di Rota Greca Giuseppe De Monte, la presidente dell’Associazione Italia-Israele Cosenza Lucia De Fiore, il criminologo e direttore del Master Criminologia Calabria Sergio Caruso, e il prof. Francesco Bruni, familiare del partigiano Geniale Bruni. L’ICSAIC sarà inoltre presente con gli interventi di Paolo Palma, presidente dell’Istituto, e di Francesca Rennis, membro del direttivo e esperta in didattica della Shoah.
Per partecipare all’evento è possibile visitare la pagina Fb dell’Istituto da questo link: https://www.facebook.com/IcsaicStoria/ e seguire in diretta l’evento.

RSS
Twitter
Visit Us
Follow Me
YouTube
Instagram

Icsaic: didattica della Storia per il Giorno della Memoria

Anche quest’anno l’Istituto Calabrese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea ha patrocinato una serie di iniziative per celebrare il Giorno della Memoria, che ricorre annualmente il 27 gennaio.
L’ICSAIC è attivo soprattutto attraverso la Commissione per la didattica della Storia, presieduta dal prof. Giuseppe Ferraro e i cui membri hanno organizzato diversi eventi negli istituti scolastici della regione.

L’Istituto di Istruzione Superiore ITAS-ITC di Rossano ha organizzato per martedì 26 gennaio 2021 un evento che coinvolgerà le classi IV A e IV B LES sul tema “Pregiudizio politico e discriminazioni razziali”. Curato della prof.ssa Irene Collia della Commissione didattica dell’ICSAIC, l’evento vedrà un intervento del coordinatore della Commissione Giuseppe Ferraro.
Il 27 gennaio la Commissione didattica ICSAIC è protagonista di due eventi online. Dalle 9 alle 11 il Polo Tecnico-Scientifico “Brutium” di Cosenza ha organizzato, a cura della dirigente scolastica prof.ssa Rosita Paradiso e del prof. Salvatore Iazzolino, un approfondimento sul tema della Giornata. Dopo i saluti della dirigente Paradiso e del prof. Iazzolino, Giuseppe Ferraro interverrà sul tema “Le discriminazioni razziali nel ‘900: genesi e confronti”. Nel corso dell’incontro sarà proiettato un video realizzato dalla classe IV B SIA nell’ambito del concorso “I giovani incontrano la Shoah”. Per collegarsi all’evento su Facebook il link è https://www.facebook.com/events/804410343448005.

Dalle ore 11.15, sempre in videoconferenza, sarà la volta dell’Istituto di Istruzione Superiore di Cariati, che unisce Liceo Scientifico, IPSCT, IPSIA e ITI. All’iniziativa, curata dalla prof.ssa Michela Boccuti, interverranno la dirigente scolastica Sara Giulia Aiello e il prof. Ferraro della Commissione didattica ICSAIC.

Giovedì 28 gennaio 2021, alle ore 10, l’Istituto di Istruzione Superiore “Pizzini-Pisani” di Paola proporrà alle classi quinte un approfondimento su “Le persecuzioni razziali nel Novecento tra persistenza e mutamenti”. L’evento, curato dalla prof.ssa Caterina Provenzano, si terrà sulla classe virtuale Meet dell’Assemblea d’Istituto e vedrà i saluti della dirigente Miriam Curti e l’intervento del prof. Ferraro.

L’Istituto Omnicomprensivo Statale di Luzzi ha organizzato due appuntamenti a cura della prof. Tiziana Foti. Il primo è previsto per mercoledì 27 gennaio con iniziative presso la Scuola Secondaria di I grado “L. G. Coppa” e presso il Liceo Classico e il Liceo Artistico “E. Iuso”.

Il secondo appuntamento è per venerdì 29 gennaio, con il seminario online dedicato alle quarte e quinte classi del Liceo Classico e del Liceo Artistico. Tema dell’iniziativa sarà “Storia, Educazione alla cittadinanza attiva” e vedrà gli interventi della dirigente scolastica Adele Zinno e del coordinatore della Commissione didattica dell’ICSAIC Giuseppe Ferraro.

Mercoledì 3 febbraio, alle ore 9.30, l’Istituto Comprensivo “B. Bennardo” di Cropalati terrà una videoconferenza rivolta agli studenti della Scuola Secondaria di Primo Grado e alle classi quinte della Scuola Primaria. L’iniziativa, curata e moderata dal prof. Federico Gallo, vedrà i saluti della dirigente Cinzia D’Amico e l’intervento del prof. Ferraro dell’ICSAIC.

Nella stessa mattinata, l’Istituto di Istruzione Secondaria Superiore “Erodoto di Thuri” di Cassano allo Ionio organizza l’iniziativa “Insegnare il novecento. Pregiudizio politico e discriminazioni razziali”. Un incontro online dedicato agli studenti delle classi quinte e curato dalla professoressa Rosella Varcasia che, online sulla piattaforma Microsoft Teams dalle 11 alle 12, vedrà l’intervento della dirigente Anna Liporace e del coordinatore della Commissione didattica Giuseppe Ferraro.

La pandemia in corso ha dunque cambiato anche le modalità di trasmissione di saperi e competenze anche in ambito storico. Con questi eventi, patrocinati anche dal Comitato provinciale di Cosenza dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, l’ICSAIC ha colto la sfida di continuare ad approfondire insieme alle scuole, anche con nuovi strumenti e tecnologie, le tematiche di Storia contemporanea da sempre al centro dell’attività dell’Istituto.

RSS
Twitter
Visit Us
Follow Me
YouTube
Instagram

Pci cent’anni dopo: il legame con l’Urss da forza a zavorra

In occasione del centenario della Scissione di Livorno, che il 21 gennaio 1921 diede vita al Partito Comunista d’Italia, l’ICSAIC propone una lettura dell’avvenimento attraverso gli articoli di tre personalità legate al Pci per studi o attività politica. Dopo i testi degli storici Giovanni De Luna e Marcello Flores, presentiamo oggi un intervento di Franco Ambrogio, già deputato del Pci e socio dell’ICSAIC. Ambrogio è autore di Venti di speranza. La Calabria tra guerra e ricostruzione (1943-1950), Rubbettino 2018, con premessa di Rosario Villari.

Pci cent’anni dopo: il legame con l’Urss da forza a zavorra
di Franco Ambrogio

Cento anni dalla nascita e trenta dallo scioglimento del Pci sono sufficienti per analizzare con distacco il suo ruolo nella storia d’Italia. Lontani da tentazioni strumentali rivolte al presente, possiamo oggi offrire un giudizio, che non si risolva in un processo alla storia, a ciò che è stato e non doveva essere. Se sin dal principio il Partito Comunista fosse stato solo portatore di catastrofi – come qualcuno dice – la ricerca critica sarebbe semplice e non susciterebbe il largo interesse che, invece, trova non solo fra gli intellettuali, ma in una parte considerevole di opinione pubblica. Solo analizzando i fatti ed il loro contesto, si possono comprendere le idee e le scelte compiute.
La scissione di Livorno non fu certo un’anomalia italiana. Alla fine della guerra, in tutt’Europa il clima era caratterizzato da attese rivoluzionarie o da tentativi rivoluzionari in atto, dopo l’ottobre russo. In molti paesi dei diversi continenti nascevano i partiti comunisti. Nel biennio 1919-20 l’Italia aveva vissuto una straordinaria stagione di lotte sociali e di vittorie del Partito Socialista. Tutti i socialisti ritenevano e proclamavano imminente l’avvento del socialismo, esaltavano la rivoluzione, ma non la attuavano; all’interno della borghesia industriale e terriera dilagava invece la paura dell’evento rivoluzionario. Il Psi era d’accordo ad aderire all’Internazionale Comunista. Nel Congresso di Livorno, si decideva se espellere o meno la corrente riformista e questo determinò la rottura. Poteva l’Italia essere un paese, dove non veniva costituito un partito comunista o per trasformazione o per scissione? Fu la scissione. Ci fu sottovalutazione del fascismo da parte dell’insieme delle forze socialiste? Sì, quando già il fascismo aveva cominciato a sferrare i colpi di un’inaudita violenza proprio in Emilia, dove più forte era la presenza socialista-riformista. Ma non mancò la consapevolezza che la reazione sarebbe stata estremamente violenta, se non si fosse compiuta la rivoluzione, ritenuta erroneamente possibile anche quando la situazione era cambiata rispetto al 1919-20. Il fatto è che la scissione fu un elemento di un più complessivo sfarinamento del Partito socialista.
Capo del Partito Comunista era Amadeo Bordiga, napoletano, personalità forte e rigorosa, di grande fascino, astensionista e critico irriducibile del Psi. La sua linea entrò presto in conflitto con l’Internazionale di Mosca. Nel 1923 il gruppo ordinovista torinese di Antonio Gramsci, insieme ad altri, si staccò da Bordiga e, sostenuto dall’Internazionale, assunse la direzione del partito. Ne derivò un conflitto con i bordighiani, che si concluse nel 1926 con il Congresso di Lione. Qui infatti furono gettate le basi della strategia comunista, fondata su una rilettura della società italiana (con attenzione alla questione meridionale) e della formazione dello Stato unitario. L’ancoraggio agli interessi nazionali fu il fulcro della strategia dalla “svolta di Salerno” in poi.  La formazione dei governi di unità nazionale, il decisivo contributo alla Resistenza, con carattere di massa e indirizzo unitario, la soluzione democratica della questione istituzionale con il referendum e la Costituente, l’elaborazione e l’approvazione di un’originale Costituzione della Repubblica sono momenti concatenati di una politica coerente. È in questi momenti che il Pci acquisì definitivamente il suo carattere e la sua legittimità nazionali. Non è un caso che il Pci sia stato l’unico partito comunista a contribuire alla fondazione di una repubblica democratica. La trama dell’azione politica è la ricerca di un’intesa con le altre componenti ideali e politiche, in primo luogo con i cattolici. La “questione cattolica” è un punto fisso nella strategia togliattiana, non solo come rapporto tra Stato e Chiesa, ma come necessità di un dialogo con i caratteri ideali e sociali del cattolicesimo democratico.
Il “partito nuovo” di Togliatti è lo strumento funzionale a quella visione, al di fuori dell’esperienza del movimento comunista internazionale e del socialismo italiano.
Se in Italia “non si fa come in Russia” …, il partito non poteva essere un ristretto gruppo di propagandisti del socialismo, ma una forza capace di proporre soluzioni ai problemi della nazione e lottare per la loro realizzazione. Una forza, che concepiva la democrazia non come momento di passaggio ad un altro regime, ma come elemento irriducibile dell’Italia da costruire, all’insegna di una maggiore giustizia sociale. Era un’innovazione dirompente, che incontrò resistenze, scetticismi, opposizioni nel nord e nel sud del Paese. Si pensi a cosa ha significato la formazione del “partito nuovo” nel Mezzogiorno, cioè in una società disgregata, lacerata da spinte centrifughe, condizionata dai personalismi, dove, prima del fascismo, la dimensione politica era stata il notabilato ed il localismo. Un obiettivo ambizioso, che recò un contributo decisivo all’affermazione della democrazia nel Sud, allargando la partecipazione alla vita politica di classi sociali, a partire dai contadini più poveri, private dei loro diritti anche dopo la formazione dello stato unitario. La nascita e la formazione dei due grandi partiti nazionali di massa, quello comunista e quello cattolico, rappresentavano una novità, che cambiò il volto politico del Mezzogiorno.
Il legame fondativo con la Rivoluzione di Ottobre costituì un elemento di forza del Pci negli anni della guerra e alla sua conclusione, considerato il ruolo decisivo ed il successivo prestigio della Russia. Ma presto divenne il suo limite.
La formazione di due blocchi ideologici e statali su scala internazionale, già a partire dal 1947, impedì alla democrazia italiana uno sviluppo autonomo. Togliatti, che aveva temuto e valutato come una sciagura la divisione dell’Europa in due blocchi, fu colpito dalle critiche di Stalin ed ostacolato nel portare avanti la sua politica. La cosiddetta doppiezza del Pci nasceva da un’inevitabile contraddizione: l’adesione alla democrazia da una parte e il legame con l’Urss dall’altra. Da essa poteva scaturire una rottura delle forze seguaci del Pci dal momento che al suo interno non mancavano orientamenti critici ed alternativi a quelli di Togliatti. Era il limite di una politica costretta nel suo tempo. È tuttavia innegabile che, nei momenti drammatici di quegli anni, furono proprio le posizioni di Togliatti da una parte e di De Gasperi dall’altra ad evitare lo scoppio di una guerra civile. Quello facendo prevalere il partito della nazione, questo mostrandosi indisponibile ad assecondare le spinte a mettere fuori legge il Pci. È altresì oggettivo che il rapporto con l’Urss costituì una zavorra di cui, in particolare dal 1956, occorreva sbarazzarsi.
Ad ogni modo, il Pci si avviò in un lungo cammino di lotte sociali e politiche. Il carattere riformista dei suoi obiettivi – il miglioramento salariale, i diritti dentro e fuori i luoghi di lavoro, i diritti civili, le riforme previdenziali e sanitarie, ecc. – è innegabile. La rete di organizzazioni sociali e culturali, fatta di sindacati, associazioni, cooperative, ha consentito una partecipazione popolare permanente, che ha dato vigore al sistema democratico. Obiettivi ed organizzazioni che hanno condizionato anche la politica dei governi e non hanno ostacolato lo sviluppo economico, ma anzi contribuito alla modernizzazione.
Negli anni Settanta, le due maggiori forze antagoniste, la Dc e il Pci, convennero sulla necessità di normalizzare la democrazia italiana, creando le condizioni dell’alternanza al governo del Paese. Moro fu ucciso per impedire questo processo. Avremmo raccontato un’altra storia degli ultimi quaranta anni.

RSS
Twitter
Visit Us
Follow Me
YouTube
Instagram

Da Livorno al Gulag, sola andata. Marcello Flores sul Centenario del Pci

In occasione del centenario della Scissione di Livorno, che il 21 gennaio 1921 diede vita al Partito Comunista d’Italia, l’ICSAIC propone una lettura dell’avvenimento attraverso gli articoli di tre personalità legate al Pci per studi o attività politica.

Dopo quello di Giovanni De Luna, pubblicato venerdì 8 gennaio 2021 su Il Fatto Quotidiano, presentiamo qui un testo dello storico Marcello Flores, pubblicato su La Lettura, supplemento del Corriere della Sera, il 10 gennaio 2021. Domani comparirà infine un intervento di Franco Ambrogio, già deputato del Pci e socio dell’ICSAIC:

RSS
Twitter
Visit Us
Follow Me
YouTube
Instagram

Pci, il doppiofondo della storia. Giovanni De Luna sul Centenario del Pci

In occasione del centenario della Scissione di Livorno, che il 21 gennaio 1921 diede vita al Partito Comunista d’Italia, l’ICSAIC propone una lettura dell’avvenimento attraverso gli articoli di tre personalità legate al Pci per studi o attività politica.

Presentiamo qui l’articolo dello storico Giovanni De Luna, pubblicato venerdì 8 gennaio 2021 su Il Fatto Quotidiano. Seguirà domani un testo dello storico Marcello Flores, pubblicato su La Lettura, supplemento del Corriere della Sera, il 10 gennaio 2021; dopodomani comparirà infine un intervento di Franco Ambrogio, già deputato del Pci e socio dell’ICSAIC:

RSS
Twitter
Visit Us
Follow Me
YouTube
Instagram

L’anno nuovo porta altre biografie. Cresce ancora il nostro Dizionario

Care amiche e cari amici del Dizionario,
Il progetto va avanti e con l’anno nuovo mettiamo online altre dieci biografie, grazie all’immancabile impegno di vecchi e nuovi collaboratori.
Il Dizionario Biografico della Calabria Contemporanea ora conta 510 voci.
Questi i nomi dei nuovi biografati e dei rispettivi autori.

Vi auguriamo ancora un felice 2021 in Buona Salute. E buona lettura!

RSS
Twitter
Visit Us
Follow Me
YouTube
Instagram

Venti biografie di donne calabresi. Siamo così arrivati a cinquecento!

Care amiche e care amici,
Chiudiamo l’anno, un anno difficile per la pandemia che ha cambiato le nostre vite. Ma lo chiudiamo con un doppio successo. Con le venti biografie di donne, protagoniste spesso trascurate dalla storia, che abbiamo realizzato grazie al costante impegno di tanti collaboratori, come ci eravamo ripromessi il nostro Dizionario Biografico della Calabria Contemporanea ora conta cinquecento voci! Un traguardo importante per una nuova ripartenza con l’anno nuovo che ci auguriamo porti a tutti serenità e salute.
Questi sono i nomi delle nuove biografate con i rispettivi autori.

  • Paolo Palma (presidente Icsaic)
  • Vitttorio Cappelli (direttore Icsaic)
  • Pantaleone Sergi (curatore del Dizionario)

RSS
Twitter
Visit Us
Follow Me
YouTube
Instagram

Su “Il Venerdì” il diario di viaggio di Savinio ricostruito da Cappelli

«il Venerdì», supplemento settimanale del quotidiano «la Repubblica», nel suo numero natalizio, ha pubblicato questo articolo di Daria Galateria, dedicato a un libro di viaggio di Alberto Savinio, uno dei più grandi artisti e scrittori italiani del Novecento. Si tratta di «Partita rimandata. Diario calabrese», che descrive un viaggio effettuato dall’autore in Calabria durante la campagna elettorale del 1948, al seguito di Roberto Tremelloni, allora ministro socialdemocratico. Il diario, che parla pochissimo di politica e conferma le straordinarie qualità letterarie della scrittura di Savinio, è stato individuato e “ricostruito” anni fa da Vittorio Cappelli, direttore dell’Icsaic. Pubblicato una prima volta da Giunti nel 1998, il diario è stato riedito dieci anni dopo da Rubbettino nella collana “Viaggio in Calabria”.

RSS
Twitter
Visit Us
Follow Me
YouTube
Instagram