LA STORIA – Carmelina Montanari, partigiana sidernese che sfidò i fascisti

Carmelina Montanari con la figlia Renata

Il bel settimanale “La Riviera” di Siderno, con un articolo firmato Rosalba Topini, grazie alla collaborazione della figlia Renata ha potuto ricostruire l’avventurosa vita di una donna straordinaria, Carmelina Montanari, che durante la Resistenza ha fatto la staffetta, curava i partigiani feriti, portava armi e viveri col pericolo di essere sempre scoperta e fucilata. È una storia – sottolinea l’autrice dell’articolo – che merita di essere raccontata, perché è un chiaro esempio della forza delle donne e di come i sacrifici e il dolore creano un carattere forte e determinato, capace di affrontare tutto e tutti, soprattutto la spietatezza degli uomini. Per leggere l’articolo CLICCARE QUI

È morto Karol Modzelewski, lo storico polacco tra i fondatori di Solidarność

È morto Karol Modzelewski, un amico carissimo e uno dei personaggi più significativi della storia polacca e non solo della seconda metà del XX secolo. Così lo ricorda Marta Petruzevich, storica dell’Università della Calabria: Modzelewski era un eminente storico del Medioevo, l’autore, tra altri, di Europa dei barbari (Bollati Boringhieri 2008). È stato socio dell’Accademia Polacca delle Scienze dal 2006 e vice-presidente della stessa, nonché socio straniero dell’Accademia Nazionale dei Lincei.  Ma era anche, o soprattutto, fin dall’Ottobre 1956, un capo storico dell’opposizione polacca e il co-fondatore e il portavoce di Solidarność, il più grande movimento operaio della storia moderna. Insieme a Jacek Kuroń, Modzelewski fu uno dei capi indiscussi dell’opposizione democratica in Polonia, e, insieme a Kuroń, tra i più detenuti: condannato nel 1965 a tre anni e mezzo di prigione per aver scritto e diffuso, con Kuroń, la Lettera aperta al POUP (trad. it. Il marxismo polacco all’opposizione); di nuovo imprigionato, e condannato a tre anni per aver guidato, con Kuroń e Adam Michnik, la rivolta studentesca nel marzo 1968. Uno dei fondatori e dirigenti della prima Solidarność, membro della Commissione Nazionale del sindacato e il suo portavoce, è stato di nuovo imprigionato nel dicembre 1981, quando il generale Jaruzelski impose la legge marziale, e detenuto fino all’amnistia del 1984. Complessivamente, otto anni e mezzo di galera. Eletto senatore nelle prime elezioni libere nel 1989, ben presto divenne critico della strategia neoliberale e liberista del primo governo post-Solidarność. Dopo lo scioglimento delle camere nel 1991, gradualmente abbandonò la politica attiva a favore della ricerca e dell’insegnamento universitario. Rimane tuttavia il riferimento critico e intellettuale più significativo per la sinistra polacca, di diverse generazioni. La sua autobiografia politica, Sfiancheremo il ronzino della storia. Confessioni di un cavaliere acciaccato (2013), è subito diventata un bestseller in Polonia.  Ci mancherai, Karol!

Riproponiamo in questa occasione una intervista che il direttore del nostro istituto Vittorio Cappelli ha realizzato alcuni anni fa con il grande storico scomparso, pubblicata sulla Rivista calabrese di Storia del 900 con il titolo Intervista a Karol Modzelewski: «La mia Polonia, la memoria, il Marxismo, Solidarność e la Chiesa»

Quei calabresi che fecero la Resistenza: soffia ancora il “vento del 25 aprile”


Segnaliamo l’articolo di Giuseppe Ferraro, dirigente del nostro istituto, pubblicato da “Il Quotidiano del Sud” del 25 aprile festa della Liberazione contro vecchi e nuovi fascismi, con il ititolo Quei calabresi che fecero la Resistenza (QUI). L’Icsaic fa parte con orgoglio di quella rete degli istituti storici della Resistenza e dell’età contemporanea, impegnati a difendere con le loro ricerche e l’attività di formazione didattica i valori di libertà e democrazia lasciatici dalle tante forme di resistenza che tutte insieme compongono la Resistenza italiana. L’Icsac ringrazia la direzione del “Quotidiano” per lo spazio dedicato alla giornata in cui si sono registrate numerose iniziative per ricordare l’avvenimento che ha segnato il passaggio tra la feroce dittatura fascista che ha privato di ogni libertà gli italiani e la conquistata libertà.

Segnaliamo ancora un articolo di Claudio Cavaliere pubblicato sul “Corriere della Calabria” dal titolo DONNE CALABRESI NELLA RESISTENZA: LE GRANDI DIMENTICATE.

Segnaliamo ancora, con un articolo di Alessia Candito su “La Repubblica”,  l’iniziativa “Senza 25 aprile” per ricordare cosa sarebbe successo senza la Resistenza e la Liberazione. L’amministrazione comunale di Reggio Calabria ha voluto dare una risposta concreta, ricordando nelle piazze e nelle strade gli orrori del fascismo. Contro chi non ha memoria delle atrocità del regime e chi le nega,

Come avremmo vissuto senza il 25 aprile? Reggio Calabria risponde con la città tappezzata di manifesti fascisti

LA STORIA – L’ardua Resistenza di Carmelo Marziota partigiano di Orsomarso “caduto” a Mauthausen

Una immagine del giovane partigiano Carmelo Giuseppe Marziota (seduto)

«L’anno 1945, il giorno 27 del mese di marzo in Mauthausen è deceduto alle ore una in età di anni venti il militare Marziota Carmelo Giuseppe nato il 15 luglio 1924, figlio di Marziota Ernesto e Russo Mariangela. Il nominato Marziota Carmelo Giuseppe è morto in seguito a malattia ed è sepolto; non si conosce la sepoltura». È la fredda comunicazione di un ufficiale di stato civile tedesco. Ma dietro di essa c’è una storia di Resistenza, collegata con l’eccidio della Benedicta (7-11 aprile 1944), sull’Appennino Ligure fra le province di Genova e Alessandria. È la storia di questo giovane di Orsomarso che in Piemonte dove, dal 1943 al 1945, furono impegnati nella lotta di liberazione più di mille calabresi, combatté tra le fila partigiane, cadde prigioniero e fu internato nel lager di Mauthausen dove morì. La vicenda è stata ricostruita da Mariagrazia Corrado (CLICCARE QUI)

L’Istituto nazionale “Ferruccio Parri” compie 70 anni. Capofila di una rete di oltre 60 istituti storici

Settanta anni fa, il 19 aprile, Ferruccio Parri fondava l’Istituto nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia (Insmli), oggi Istituto nazionale “Ferruccio Parri” – rete degli Istituti storici della Resistenza e dell’età contemporanea (tra cui il nostro, ndr), Grazie all’impegno di migliaia di persone, oggi l’Istituto è il capofila di una rete di oltre 60 istituti storici sparsi su tutto il territorio nazionale, titolari di un importante patrimonio archivistico e bibliografico, attivi nella ricerca, nella formazione didattica, negli interventi nella ricorrenze civili, in grado di coniugare serietà della ricerca e impegno civile.

Auguri all’istituto nazionale Ferruccio Parri e a tutti gli istituti associati e collegati, perché continuino a camminare sulla strada indicata settanta anni  fa dal nostro fondatore.

Prof. Paolo Pezzino, Presidente Istituto Nazionale “Ferruccio Parri”

74º anniversario della Liberazione dal nazi-fascismo

Giovedi 25 aprile ricorre il 74º anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazi-fascismo. Come gli altri anni, il nostro Istituto organizza e partecipa a diverse iniziative nelle piazze e nelle scuole per ricordare lo storico evento, dal quale nacque l’Italia democratica. Tra queste iniziative segnaliamo quella che si terrà a Lamezia Terme, dove interverrà il nostro dirigente Giuseppe Ferraro e verrà proiettato il film di Tiziana Vasta dal titolo “Io mi ricordo di quel  giorno d’aprile”.

“Masi, uno studioso  limpido, un operaio della storia dell’Antifascismo calabrese”

Riceviamo e volentieri pubblichiamo una lettera che il signor Battista Trapuzzano ha fatto pervenire al direttivo del nostro istituto a proposito dell’elezione del prof. Giuseppe Masi a presidente onorario. Trapuzzano ci ha inviato anche un allegato con un documento che riguarda suo padre, partigiano combattente in Jugoslavia, del quale porta il nome “per scelta”.

Ecco il messaggio e il documento:

Mi congratulo con Voi per aver eletto Presidente Onorario dell’ICSAIC il Prof. Giuseppe Masi. Un uomo e uno studioso  limpido nella ricerca storiografica tanto quanto  nella condotta morale e  intellettuale. La sua visione socialista sul mondo contemporaneo  è stata sempre usata con equilibrio e autorevolezza; nei suoi scritti la storia dell’antifascismo non è mai scaduta  nella velleità  egemonica, spesso, ingiustamente, rivendicata dalla sola sinistra militante. “Un operaio della  storia dell’Antifascismo calabrese” questa è la figura incontaminata del Prof. Giuseppe Masi, espressione che molto sarebbe piaciuta a Salvemini e a Gramsci. Le figure dell’antifascismo che il Prof. Giuseppe Masi ha fatto emergere sono  spesso figure trascinate fuori dall’oscurità  storiografica con attento rigore scientifico, stando sempre accorto a non confondere la storia del ”certo-accaduto” con la storia del “probabilmente-accaduto”. Per anni gli Antifascisti, ci era sembrato, che fossero  appartenuti a una classe sociale ben identificata, e mi riferisco a quella classe di intellettuali erudita nelle università e fra il mondo accademico eludendo  molte figure dell’Antifascismo reale che erano, invece, gente semplice, comune: sarti, barbieri, calzolai, contadini. Gente che nella storia dell’antifascismo calabrese era stata quasi sempre ignorata o, tutt’al più, fatta entrate, quasi di nascosto, dalla porta di servizio della storia. A questi Antifascisti il Prof. Giuseppe Masi ha dato  voce. Ancora mi congratulo con la Vostra scelta. La storia dell’Antifascismo, in tempi di recrudescenza, ha bisogno dei suoi testimoni più limpidi e più onesti per condurre il nostro paese fuori dall’improvvisazione e dalla temerarietà storica.

Battista Trapuzzano

Longobucco: il 3 aprile presentazione di “Restare”, l’ultimo libro di Ferraro

Longobucco – Il 3 aprile 2019, alle ore 10.30, presso la Sala consigliare del comune di Longobucco si terrà una iniziativa sulla Prima guerra mondiale con la presentazione del recente volume di Giuseppe Ferraro “Resistere. Trincea e prigionia nell’archivio Barberio”, con le biografie dei soldati italiani prigionieri a Dunaszerdahely in Ungheria. L’amministrazione comunale di Longobucco, regalerà agli alunni delle scuole del comune di Longobucco copia del volume. con questa iniziativa ha voluto proporre alle scuole e alla comunità civile un momento di formazione e conoscenza sui difficili anni della Prima guerra mondiale. I lavori della conferenza saranno introdotti da Bruno De Luca, consigliere comunale delegato alle attività culturali, Dr. Giovanni Pirillo, sindaco di Longobucco, dall’avvocato Mario Lapietra, assessore alla cultura. Seguiranno gli interventi del Prof. Giuseppe De Rosis, del Dott. Franco Cirò, della prof. Maria Francesca Corigliano, assessore alla cultura della Regione Calabria, della Dottoressa Anna Maria Di Cianni dirigente scolastico. La presentazione gode di importanti patrocini tra cui quello del nostro istituto di cui l’autore è dirigente e della Regione Calabria che hanno seguito e sostenuto il progetto, e della Deputazione di Storia patria per la Calabria. Continua a leggere

Giuseppe Masi presidente onorario dell’Icsaic. Palma: “Figura prestigiosa della storiografia calabrese”

Lo storico Giuseppe Masi è stato eletto per acclamazione presidente onorario dell’Istituto Calabrese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea dall’assemblea dei soci, riunita nella sede presso la Biblioteca E. Tarantelli dell’Unical. “Il prof. Masi è una figura prestigiosa della comunità degli storici calabresi. Con la sua elezione a presidente onorario l’Icsaic ha inteso riconoscere – ha detto il presidente Paolo Palma, che ha avanzato la proposta a nome del Consiglio Direttivo – l’impegno di una vita, fatto di passione e rigore scientifico, negli studi di storia della Calabria, con particolare attenzione al movimento socialista, e il prezioso servizio reso al nostro Istituto per lunghi anni quale Direttore”.

Giuseppe Masi (Gizzeria, 1941) ha fondato e dirige il semestrale dell’Icsaic “Rivista calabrese di storia del ‘900”; è autore e curatore di diversi volumi, tra i quali: “Socialismo e socialisti di Calabria 1861-1914” (1981); “Socialismo e amministrazione nella Calabria contemporanea. Rosario Naccarato, primo sindaco democratico di Aiello Calabro: 1944-45” (1987); “Mezzogiorno e stato nell’opera di Fausto Gullo” (1998). Con l’Istituto di Studi storici Gaetano Salvemini di Messina ha pubblicato le ristampe dei volumi “L’emigrazione in Calabria” di Giuseppe Scalise (Napoli 1905), e “Calabria desolata” di Olindo Malagodi (Roma-Torino 1905). Con Antonio Bagnato e Giuseppe Villella ha curato il volume “Giovanni Nicotera nella storia italiana dell’Ottocento” (1999). Con Vittorio Cappelli e Pantaleone Sergi ha curato i volumi “Calabria Migrante” (2013) e “La Calabria dei migranti” (2014). Continua a leggere

Nuova convenzione tra l’Unical e l’Icsaic: rafforzati i vincoli della collaborazione

Il magnifico Rettore Crisci e il presidente Palma firmano la nuova convenzione assistiti dall’ing. Domenico Fuoco

Prosegue e si rafforza la collaborazione tra l’Università della Calabria e l’Istituto calabrese per la storia dell’antifascismo e dell’Italia con temporanea. Il magnifico Rettore Gino Mirocle Crisci e il presidente dell’Icsaic Paolo Palma hanno firmato la nuova che rende più efficace la presenza del nostro istituto all’interno dell’Ateneo consentendo una migliore fruizione dei servizi offerti agli studiosi, a incominciare dagli archivi sul Novecento. “Voglio ringraziare il rettore Crisci per aver rafforzato, con questa nuova convenzione, i vincoli della proficua collaborazione ormai più che decennale tra Unical e Icsaic – ha detto il presidente Palma – e voglio sottolineare l’impegno e la disponibilità del suo staff per arrivare a questo importante risultato. Il mio ringraziamento va anche al prof. Damiano Silipo, presidente della Biblioteca Tarantelli all’interno della quale l’istituto ha la sua sede, con cui abbiamo in animo di intraprendere attività congiunte nell’ambito della formazione e didattica della storia. Nei giorni scorsi abbiano avuto un primo incontro, registrando una promettente sintonia».

A S. Giovanni in Fiore si parla del volume “Resistere” con le conclusioni del presidente Mario Oliverio

Giovedì 14 marzo a San Giovanni in Fiore, per iniziativa dell’assessore comunale Milena Lopez e del sindaco Giuseppe Belcastro, importante appuntamento culturale con la collaborazione dell’Icsaic. Sarà presentato, infatti, il volume «Resistere» Trincea e prigionia nell’Archivio Barberio», curato da Giuseppe Ferraro, storico e dirigente del nostro istituto, volume che ha studiato i diari e le carte del capitano Bernardo Barberio di San Giovanni in Fiore. Il volume è stato realizzato nell’ambito di un progetto finanziato dalla Regione Calabria, progetto che ha riguardato la Prima guerra mondiale e il ruolo della eroica Brigata Catanzaro. Dopo l’introduzione dell’Assessore Lopez e i saluti del sindaco Belcastro interverranno l’assessore regionale alla Cultura Maria Francesca Corigliano, il presidente e il direttore del nostro istituto, Paolo Palma e Vittorio Cappelli, Pantaleone Sergi presidente te del Centro di Ricerca sulle migrazioni, e il nostro socio Mario Saccà. Le conclusioni sono affidate al presidente della Regione Calabria on. Mario Oliverio a cui si deve l’idea della ricerca e della pubblicazione del volume. L’appuntamento è fissato per le 16,30, presso la Sala Consiglio del Municipio di San Giovanni in Fiore.

Per gentile concessione dell’editore Pellegrini pubblichiamo la Presentazione al volume firmata dal presidente Mario Oliverio.

Presentazione di MARIO OLIVERIO

La Prima Guerra Mondiale, uno dei conflitti più sanguinosi di sempre, ha rappresentato uno spartiacque nella storia europea e italiana. Eserciti di nazioni che si definivano evolute si sono scontrati sui campi di battaglia e tra le spaventose trincee in cui le innovazioni della tecnica applicate alla guerra hanno generato terrore e morte per milioni di giovani europei che lì hanno lasciato le loro vite e le loro speranze. Una complessa fase della storia europea, appellata “inutile strage” da Benedetto XV, che è stata anche percorsa da ideali e tendenze politiche di riscatto nazionalista, in Italia come epilogo del Risorgimento per le terre irredente di Trento e Trieste, e in altri teatri, invece, divenuta occasione di rivoluzioni di massa e rivolgimenti ideologici che hanno mutato l’assetto dell’ordine mondiale.

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Rivista calabrese di storia del 900: online anche il numero per il 2018

Anche il numero doppio per il 2018 della nostra Rivista calabrese di storia del ‘900 è adesso online con una sezione monografica dedicata a La Calabria e la Grande Guerra  e una sezione di Note & Discussioni, oltre naturalmente le pagine dedicate a recensioni. Questi i contributi pubblicati.

La Calabria e la Grande Guerra – Giuseppe Ferraro, La Calabria interventistaLetterio Festa, Vescovi e clero della Piana di Gioia Tauro nella Grande GuerraCarla Minasi, Il manicomio di Girifalco tra guerra, modernità e nevrosi; Domenico Romeo, Il Socialismo nella Calabria Jonica negli anni precedenti la prima guerra mondiale e la figura di Francesco Montagna; Enrico Esposito, Un soldato di Scalea nella Grande Guerra: Amedeo Rocco ArmentanoFranco Liguori; La storia di Alfonso Pignataro, soldato di Cariati caduto eroicamente nella Prima guerra mondiale.

Note & Discussioni – Prospero Francesco Mazza, Fausto Gullo: revisione od ortodossia?Pantaleone Sergi, Sui sessant’anni della sede Rai in Calabria.

RECENSIONI E SCHEDE – Giovanni Sole, Shrapnel e Schwarzlose, la Grande Guerra in una provincia calabrese (Emilio Tarditi); Libri ricevuti in dono.

 

Rivista calabrese di storia del 900: online il numero doppio per il 2017

È online il numero doppio del 2017 della Rivista calabrese di storia del ‘900, edita dal nostro Istituto. Questo i contenuti:

STUDI & RICERCHE – Antonio Orlando, “Le bombe buone?”. Il bombardamento aereo degli Alleati su Cittanova del 20 febbraio 1943; Christian Palmieri, Il Comitato di liberazione di Crotone: processi di dialettica politica tra il 1943 e il 1945; Mario Saccà, Vita e morte di Luigi Cubello, carabiniere di Gimigliano, vittima della strage nazista delle Pratarelle; Lorenzo Coscarella, Emigrazione e assistenza religiosa. L’attenzione dell’arcivescovo di Cosenza mons. Trussoni e i contatti col superiore degli Scalabriniani nel 1915;

RECENSIONI & SCHEDE – Massimo Conocchia, La malaria in Calabria tra fine Ottocento e primo Novecento. Una storia tragica tra miopie istituzionali e impegno dei singoli (Rocco Liberti); Cesare Malpica, Impressioni di viaggio nelle Calabrie (Elisa Conversano); Giuseppe Ferraro, Il prefetto e i briganti. La Calabria e l’unificazione italiana (1861-1865) (Roberta Sassano); Matteo Grasso e Alessia Cecconi, Tesori in guerra. L’arte di Pistoia tra salvezza e distruzione. Catalogo della mostra (Pistoia, 8-20 settembre 2017) (Elisa Conversano); Chiara Donati, Tommaso Rossi (a cura di), Guerra e resistenza sull’Appennino umbro-marchigiano. Problematiche e casi di studio (Gaetano Federico); Rodolfo Ricci (a cura di), Che cos’è l’emigrazione. Scritti di Paolo Cinanni (Saverio Napolitano); Carmelo Sirianni, VI Battaglione Libico. Diario della campagna di Etiopia (1936-1937); Marco De Paolis e Paolo Pezzino, Sant’Anna di Stazzema. Il processo, la storia, i documenti.