Pubblicazioni

Volumi pubblicati nelle collane dell’Istituto

MAZZA Fulvio (a cura di), Florindo De Luca. Profilo di un antifascista democratico, Cosenza, 1986
ICSAIC – I quaderni.
Florindo De Luca, nipote di Raffaele avvocato socialista di Paola, nasce a San Benedetto Ullano (CS) alla fine dell’Ottocento; si schiera con gli interventisti democratici allo scoppio della prima guerra mondiale, per aderire poi al Partito Socialista. Nel 1922, al momento della scissione dei riformisti dal PSI, fonda in città la Federazione cosentina del Partito Socialista Unitario; attraversa il ventennio fascista rimanendo coerente con le sue scelte ideologiche, e nel 1942 partecipa alla costituzione del Fronte unico per la libertà. Dalla caduta del fascismo continua la sua militanza politica dirigendo periodici e impegnandosi attivamente. Al momento della scissione socialista aderisce al partito socialdemocratico di Giuseppe Saragat, per rientrare nel 1959 nel Partito Socialista Italiano. Il Quaderno ne ricostruisce la biografia e rende pubblici lettere e documenti del suo archivio privato offerto dalla famiglia all’Icsaic.

MASI Giuseppe, Socialismo e amministrazione nella Calabria contemporanea, Napoli, Guida, 1987, ICSAIC – Collana di studi e ricerche.
Il volume, utilizzando un’ingente mole di documenti, prende in esame la vita politica ed amministrativa in un comune meridionale, Aiello Calabro, dal periodo immediatamente successivo alla liberazione al 1946. Sono gli anni della prima amministrazione popolare post-bellica, a capo della quale, per diversi mesi, fu l’interessante figura di Rosario Naccarato, insegnante elementare, che all’esplicazione esemplare del suo mandato accompagnò costantemente una pensosa riflessione sui vari e non sempre facili momenti di esso, riflessione consegnata in una serie di discorsi e scritti in genere, molti dei quali figurano nella seconda parte del libro.

CHIODO Maria G., Cooperazione e Mezzogiorno. Il movimento cooperativo italiano tra sviluppo e crisi (1900-1938), Cosenza, Pellegrini, 1990, ICSAIC
Collana di studi e ricerche.
Questo lavoro si ricollega idealmente alle tematiche trattate in un precedente volume dell’autrice (Lotte per la terra e movimento cooperativo in provincia di Cosenza – 1943-1948) ed ulteriormente sviluppate in una serie di importanti contributi, tra i quali una ricerca condotta presso l’archivio della Lega Nazionale delle Cooperative, nell’occasione del centenario. Il dato più consistente – che emerge dai raffronti statistici – sottolinea l’estrema povertà di capitali, sin dai primordi del cooperativismo, degli organismi sorti per l’assegnazione delle terre incolte, povertà in cui è da ravvisare un notevole elemento condizionante ai fini della vitalità stessa delle cooperative calabresi, al di là dei limiti della legislazione sociale e dell’impatto con la nuova temperie politica all’avvento del fascismo. Tale parabola discendente – osserva l’autrice – fu comune peraltro anche alle cooperative sorte nel secondo dopoguerra, per effetto dei decreti Gullo e Segni. La ricerca tocca problematiche che sono alla base dell’attività dell’ICSAIC e riflette lo spirito che anima i rapporti di confronto e di continua, reciproca verifica tra le diverse dislocazioni regionali e provinciali operanti nell’ambito più generale dell’INSMLI.

CHIODO Maria G. (a cura di), Geografia e forme del dissenso sociale in Italia durante il fascismo (1928-1934), Cosenza, Pellegrini, 1990, ICSAIC
Collana di studi e ricerche.
Quanto e come il fascismo abbia costituito l’approdo di linee già avviate nel corso dell’età giolittiana o, al contrario, ne abbia arrestato e congelato l’ulteriore sviluppo, non è questione che possa ancora oggi essere posta in termini antinomici di continuità o rottura. Superando la vecchia “querelle”, i diversi contributi accolti in questo volume offrono ad ulteriori verifiche una varietà e una consistenza notevolmente accresciute di elementi, ricavati da un allargamento del piano dell’indagine, non solo in senso spaziale, ma che di per sé costituiscono un passo avanti per l’approfondimento delle più grosse questioni ancora inerenti al fascismo e ai fascismi.

VOLPE Francesco (a cura di), Ferramonti: un lager nel Sud. Atti del convegno internazionale di studi 15/16 maggio 1987, Cosenza, Orizzonti Meridionali, 1990, ICSAIC
Collana di studi e ricerche.

Dalla introduzione di F. Volpe: “La diaspora degli israeliti in Calabria – cui ben presto si aggiunsero (nel campo di Ferramonti) internati appartenenti ad altre etnìe e nazionalità e finanche sparuti gruppi di antifascisti italiani – ha trovato nelle relazioni presentate in questo volume di Atti adeguata e scientifica trattazione. S’è trattato – come nota Guido D’Agostino – della prima occasione “in cui storici, testimoni e protagonisti si sono ritrovati insieme per discutere, ricordare e comprendere qualcosa che non è lontano o alieno da noi, ma che al contrario ha contribuito a segnare le nostre esistenze, incontrandole, e che in qualche modo ha concorso alla costruzione della nostra condizione attuale”.

CORNACCHIOLI Tobia (a cura di), Pietro Mancini e il Socialismo in Calabria. Atti del Convegno di studi svoltosi a Cosenza in occasione del ventennale della scomparsa, Cosenza, Pellegrini, 1991, ICSAIC
Collana di studi e ricerche.
Vengono pubblicate nel quinto volume della Collana di studi e ricerche dell’ICSAIC le relazioni svolte nel corso del convegno promosso dall’Istituto Calabrese per la Storia dell’antifascismo e dell’Italia contemporanea e dal Centro Studi “P. Mancini, e svoltosi a Cosenza in occasione del ventennale della scomparsa del leader socialista calabrese. Le relazioni di Gaetano Cingari, Giuseppe Masi e Antonio Landolfi – insieme alle riflessioni di Pasquino Crupi su Mancini oratore politico – rappresentano una prima messa a punto storiografica della ricerca e degli studi su Pietro Mancini e offrono, altresì, occasioni e spunti per ulteriori e più approfondite indagini su uno dei protagonisti più rappresentativi della storia politica del Novecento non solo calabrese ma anche meridionale e nazionale.

FALBO Leonardo, Fascismo e antifascismo in Calabria: il caso di Rogliano, Cosenza, Orizzonti Meridionali, 1995, ICSAIC
Collana di studi e ricerche.
Il libro descrive ed esamina la storia del centro del cosentino dall’unità d’Italia alla caduta del regime fascista. Viene sottolineata in particolare la vocazione trasformistica dei ceti dominanti, la qual cosa, come scrive Ferdinando Cordova nell’introduzione, “permette di verificare in un microcosmo articolato alcune ipotesi interpretative” avanzate per le stesse vicende nazionali, “mentre le pagine dedicate al regime ed alla sua azione negli anni Trenta revocano in dubbio ogni ipotesi di “modernizzazione autoritaria”, imposta dal centro, e mostrano, del fascismo calabrese, tutta la durezza di un sistema destinato a perpetuare privilegi di classe”. Un’appendice di documenti, per gran parte inediti, arricchisce la ricostruzione storica.

FRANCESCO MALGERI e la lotta per la democrazia nella provincia di Reggio Calabria, Lamezia Terme, 1995, ICSAIC
I quaderni.
Il quaderno raccoglie gli atti della giornata di studi svoltasi a Grotteria (RC) nell’agosto del 1994 in occasione della donazione all’ICSAIC delle carte di Francesco Malgeri, importante esponente politico della sinistra calabrese, nato a Grotteria nel 1871 e morto nel 1963. Vengono pubblicati gli interventi di G. Masi, F. Cordova, S. Di Bella, E. D’Agostino, G. Errigo, E. Argiroffi e del sindaco A. Lombardi. In appendice sono riprodotti alcuni significativi documenti e immagini.

LENTINI Rocco – GUERRISI Nuccia,
I partigiani calabresi nell’Appennino Ligure-Piemontese
, Soveria Mannelli, Rubbettino, 1996, ICSAIC
Collana di studi e ricerche.
In un panorama di ricerche storiche disattento verso il contributo offerto dai calabresi alle vicende della resistenza armata contro i nazi-fascisti viene presentato, dopo il bel volume di Isolo Sangineto, l’attento e documentato lavoro di Rocco Lentini e Nuccia Guerrisi. Gli autori prendono in esame l’attività del partigianato calabrese nella zona ligure-piemontese e prestano particolare attenzione ad alcune figure di partigiani calabresi, come il comandante Vito Doria, già combattente in Spagna per la democrazia nelle brigate internazionali.

COSENTINO Antonio, Riassunto dei miei 53 mesi di vita militare (7 gennaio 1941 – 29 giugno 1945), Vibo Valentia, 1997 La memoria e la storia: collana di testimonianze dell’ICSAIC
(in collaborazione con i “Quaderni Feroletani”).
“Si tratta – nota Rodolfo Donato Presidente dell’Associazione “Quaderni Feroletani – del diario di guerra del nostro concittadino Antonio Cosentino, cl. 1921. Già da tempo avevamo preso visione di questo Riassunto dei miei 53 mesi di vita militare, ma l’iniziale ritrosia dell’autore, unita ad una palese riservatezza circa la divulgazione dei propri sentimenti e delle tante emozioni vissute e ben espresse nel documento, che l’eventuale pubblicazione avrebbe in qualche modo violato dopo cinquant’anni, ci ha fatto desistere dal proposito di farne oggetto di un nostro “quaderno”. All’inizio di quest’anno, però, confortati e stimolati dal giudizio positivo dato sul diario dall’Istituto Calabrese per la storia dell’antifascismo e dell’Italia contemporanea, che ha già dato alle stampe simili documenti, ci siamo convinti a riproporre all’autore l’idea di pubblicare il suo scritto. Cosa che abbiamo subito intrapreso, avendone avuto, questa volta, la piena adesione ed il consenso disinteressato del Nostro. Nella rievocazione puntuale e minuziosa non sfuggono a Cosentino date, persone, luoghi, episodi che si susseguono lungo un periglioso tragitto che si svolge prevalentemente tra le isole del Mare Egeo e, poi, durante la ritirata, attraverso la Grecia, l’Albania, la Jugoslavia, l’Ungheria, la Cecoslovacchia, l’Austria, l’Italia”.

MATTANÒ Vincenzo, Un arbëresh in Albania nella seconda guerra mondiale. Diario di un soldato radiotelegrafista 1940-1945, Cosenza, Edizioni Orizzonti Meridionali, 1997, ICSAIC – La memoria e la storia: collana di testimonianze.
Scrive Giorgio Rochat nell’introduzione: “Queste memorie di guerra del soldato Mattanò sono affascinanti per la ricchezza umana e la vivacità della narrazione, in un italiano alquanto personale e molto espressivo. Sono anche un documento importante per la conoscenza della nostra guerra in Albania, così dimenticata dagli studiosi e dagli stessi reduci. Vittorio Mattanò nel 1940 é un contadino diciannovenne di Lungro, Cosenza, che vive con fierezza e naturalezza la sua doppia identità di italiano e di albanese. “Gli italo-albanesi – scrive – sono cittadini di due patrie. L’amor patrio in essi vibra come duplice lingua di un’unica fiamma”. In realtà Mattanò é fortemente legato alla sua terra calabra e ad essa torna alla fine della guerra fuggendo pieno di rimorsi dalla famiglia albanese che lo aveva accolto come un figlio; e non perde occasione per esaltarne storia, vita e costumi, pur subendo il fascino della “internazionale albanese” che scopre oltremare. Autodidatta, ha un bagaglio vivo e disordinato di letture in italiano e poi anche in albanese; é significativo che l’unico giudizio negativo che esprime sull’Albania riguardi la tragica diffusione dell’analfabetismo (colpa dei governanti, dice). Gli avvenimenti, narrati dopo vent’anni, sono ancora incisi nella memoria con straordinaria vivacità e precisione.

CHIODO Maria G. (a cura di), Politica e amministrazione nel Mezzogiorno. Francesco e Saverio Spezzano nella Acri del Novecento, Cosenza,
Pellegrini Editore, 1998, ICSAIC
Collana di studi e ricerche.
Il tema del Convegno – Francesco e Saverio Spezzano: impegno politico, civile e culturale nella Calabria e nell’Italia del Novecento. Acri 5-6 dicembre 1996 – ha, di per se, sottolineato nel titolo stesso l’intenzione degli studiosi, e dell’ICSAIC che lo ha promosso, di evidenziare il legame delle due figure di Saverio e Francesco Spezzano con le vicende politiche, culturali e sociali, oltre che della Calabria e del Mezzogiorno, anche del più generale contesto italiano contemporaneo. Tutto ciò, a conferma della linea perseguita dall’ICSAIC fin dalla sua fondazione, in sintonia con la rete degli altri Istituti associati e di quello nazionale di Milano (INSMLI). Punto di maggior forza di questa linea è il binomio “Storia locale – Storia nazionale”, al tempo stesso momento di sintesi e di ulteriori indicazioni su molte questioni che animano il dibattito storiografico. In tale quadro contestuale le figure dei fratelli Spezzano, ambedue impegnati su posizioni di sinistra nella lotta politica locale e nazionale nel corso del Novecento, si manifestano in tutta la loro pregnanza e in tutto il loro spessore.

CORNACCHIOLI Tobia (a cura di), Filippo Martire. Democrazia e socialismo nella Cosenza del Novecento, Cosenza, ICSAIC – Quaderni dell’ICSAIC, 1998
I quaderni.
L’occasione per la compilazione di questo Quaderno è stata offerta da un incontro pubblico organizzato dall’ICSAIC nel 1994, inteso a ricordare la figura di Filippo Martire. Nel decidere di dare alle stampe i risultati di quell’iniziativa ci si è accorti che l’argomento finiva con il dilatarsi, coinvolgendo personalità e ceti sociali che andavano oltre il pur prestigioso e significativo primo oggetto del nostro interesse. Ed è stato così che insieme al testo della relazione di Emilio Tarditi si è ritenuto opportuno pubblicare altri contributi utili ad allargare il campo di indagine al contesto familiare e sociale nel quale Martire visse ed operò, con la convinzione che, così facendo, si sarebbe riusciti ad offrire maggiori informazioni sulla società cosentina del tempo ed efficaci spunti per indirizzare con più precisione l’indagine verso l’individuazione di alcuni nodi storiografici che la vicenda trattata suggerisce di prendere in esame. Filippo Martire, fu un sincero democratico e antifascista fin dagli anni bui della dittatura, provenendo da una famiglia che alla militanza politica democratica aveva già offerto Salvatore, uno dei fondatori del Partito Comunista a Cosenza, e che alla lotta al fascismo e per l’affermazione dei principi democratici, offrirà ancora un doloroso contributo di sangue quando l’altro figlio Mario, dopo essere stato catturato dai nazi-fascisti nel corso della sua attività di partigiano in Veneto, sarà internato nel lager di Mauthausen dove troverà la morte.

DE FILIPPIS Mario, Giovanni Conforti (1914-1997). Democrazia e impegno amministrativo nel Cosentino, Cosenza, ICSAIC – I quaderni, 1998.
L’autore ripercorre l’itinerario umano e politico di Giovanni Conforti, nato in un piccolo comune nei pressi di Cosenza, Marano Marchesato. Qui Giovanni Conforti, attivista del Partito d’Azione, viene nominato da Pietro Mancini, nel novembre del 1943, commissario prefettizio, con il compito di ristabilire la vita democratica e di affrontare gli enormi problemi posti dalla guerra ancora in corso. Il giovane medico raccoglie intorno a sé un gruppo di militanti insieme ai quali continuare, dopo la crisi del Partito d’Azione, la comune battaglia libertaria e democratica. Consigliere provinciale e assessore con il PSI nella prima giunta di centro-sinistra, nel 1962, presidente dell’IACP di Cosenza dal 1971 al 1974. Appassionato cultore di storia, ha raccolto e conservato molti documenti della sua lunga attività, la cui pubblicazione offre uno spaccato inedito della vita politica e amministrativa di un trentennio.

LENTINI R. – MASI G. – ORLANDO A. – PASELLI L., L’utopia accende una stella… Sessant’anni dalla guerra civile di Spagna. Cosimo Pirozzo e i combattenti rosarnesi per la libertà, Rosarno (RC), Virgilio Editore, 1998, ICSAIC
I quaderni.
“Cosimo Pirozzo era un giovane rosarnese colto, intelligente, generoso, che si recava a Cinquefrondi, a Melicucco, a Polistena, entrava nelle cantine ed invitava al suo tavolo gli avventori, che erano quasi tutti braccianti e contadini poveri, offriva loro un bicchiere di vino e parlava delle ingiustizie sociali, dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo, degli insopprimibili diritti umani e sociali di libertà, giustizia …” Pirozzo, coerentemente con le sue idee, partì in difesa della Repubblica spagnola, e non fece più ritorno. Rimane il ricordo di una figura esemplare di antifascista anarchico, di cui il quaderno ricostruisce l’intensa biografia.

MASI Giuseppe (a cura di), Mezzogiorno e Stato nell’opera di Fausto Gullo, Cosenza, Edizioni Orizzonti Meridionali, 1998, ICSAIC
Collana di studi e ricerche.
Il convegno ha costituito un importante punto di riferimento dal quale non si può prescindere per chi voglia approfondire la conoscenza di un uomo politico quale fu Fausto Gullo nella sua azione di governo, nei suoi rapporti con lo Stato italiano uscito dal fascismo, nel suo impegno di meridionalista, costante e conseguente, tale da far domandare a Francesco Spezzano, curatore dei discorsi parlamentari, se questo meridionalismo “fosse conseguenza e frutto della sua fede politica, o se questa avesse avuto come base iniziale il suo meridionalismo”, e, infine, nella “scoperta” dell’uomo Gullo. Un uomo al di fuori di ogni schematismo dottrinale e senza concessioni a rivelazioni, più o meno strumentali, di passate, contingenti diatribe e polemiche localistiche. Il convegno non ha voluto essere un inventario del passato, ma attraverso il percorso politico del Gullo e attraverso il suo pensiero polivalente, che ha esplorato due secoli di storia, dall’Illuminismo, dalla Rivoluzione francese e da quella napoletana al Novecento, ha voluto sollevare anche i problemi del presente, Si è voluto così renderlo attuale e contemporaneamente porsi delle domande per il futuro del Mezzogiorno.

VERDUCI Giuseppe, Memorie di lotta (Aiello Calabro 1943-1970), Cosenza, Due Emme, 1999, ICSAIC – La memoria e la storia: collana di testimonianze.
E’ lo spaccato di un comune dell’entroterra calabrese (Aiello Calabro) ed è anche l’intrecciarsi di storia locale e storia nazionale, dalla caduta del fascismo agli anni settanta, attraverso le esperienze di un militante comunista. Le memorie di Verduci rappresentano un contributo per la migliore conoscenza non solo di una generazione di giovani che usciti dal ventennio della dittatura fascista, si impegnano a costruire la democrazia italiana, ma anche una prima occasione di constatare dal basso l’evoluzione democratica della società calabrese e nazionale.

CORNACCHIOLI Tobia – SPADAFORA Giuseppe (a cura di), Pasquale Rossi e il problema della folla. Socialismo mezzogiorno educazione, Roma,
Armando Editore, 2000.
Atti del convegno promosso dall’Istituto calabrese per la storia dell’antifascismo e dell’Italia contemporanea e dal Dipartimento di Scienze dell’Educazione dal titolo: “Pasquale Rossi: la folla, la demopedia, il socialismo” Cosenza 15-16 ottobre 1997. Il volume – che raccoglie gli atti del convegno e li arricchisce con ulteriori contributi scientifici – indaga la figura di uno scienziato, politico e medico filantropo cosentino i cui saggi sulla psicologia collettiva, oltre che conosciuti dal mondo scientifico e intellettuale dell’Italia del tempo (Pareto, Sighele, Lombroso, ecc.) e apprezzati dall’ambiente progressista, sono stati tradotti e editi in Francia e in Spagna, e la cui opera scientifica è stata studiata e discussa negli Stati Uniti d’America. Il cosentino Pasquale Rossi, adamantina figura del socialismo riformista e attivo amministratore, nonché scienziato sociale di fama internazionale, dopo molti decenni di oblio, torna a rappresentare fra la fine del Novecento e gli inizi del ventunesimo secolo, una delle esperienze politiche e intellettuali più significative e più lungimiranti della cultura meridionale proiettata verso l’Europa.

LITRENTA MARIO, Strappato alla morte. Memorie di guerra e di prigionia di un calabrese nel secondo conflitto mondiale, Cosenza, Tip. Benvenuto, 2001, ICSAIC – La memoria e la storia: collana di testimonianze.
Il libro nasce da un’esperienza personale di prigioniero nella seconda guerra mondiale, che lo ha visto peregrinare per i paesi di mezza Europa. E’ un diario lucidamente ricostruito con le memorie dei fatti accadutigli, dove sentimenti sublimi e aspetti piacevoli di vita si mescolano con le brutture di una guerra che l’autore, protagonista discreto ed infaticabile, certamente ha subito e non desiderato. Dall’opera traspare la ferma condanna verso gli eventi bellici, ma è una condanna fatta sempre con grande misura ed equilibrio.

Istituto Calabrese per la storia dell’antifascismo e dell’Italia contemporanea – Assessorato alla cultura – Amministrazione provinciale di Cosenza, Il “Giornale degli Economisti” e la Calabria: demografia ed emigrazione (1907-1910), Cosenza, Luigi Pellegrini Editore, 2003, ICSAIC – Prime Edizioni
L’intendimento di questa nuova collana vuole essere quello di proporre agli studiosi della Calabria e alle giovani generazioni che, per la prima volta, si avvicinano agli studi storici, un nuovo strumento di conoscenza, in grado di stimolare altre ricerche e di entrare nel vico del lavoro storiografico, in atto nella nostra regione.