Resistenza, chi ha paura del 25 aprile

Contro il manipolo di neofascisti che vorrebbero stravolgere il senso del 25 aprile, pubblichiamo, il  documento – riproposto da Ettore Boffano sul “Fatto Quotidiano” ­–spesso dimenticato e scritto quasi tre anni prima dell’entrata in vigore della nostra Costituzione, ma della quale costituisce, sul piano morale, storico e politico, il primo atto fondativo.  
«Il CLNAI dichiara che la fucilazione di Mussolini e complici, da esso ordinata, è la conclusione necessaria di una fase storica che lascia il nostro Paese ancora coperto di macerie materiali e morali, è la conclusione di una lotta insurrezionale che segna per la Patria la premessa della rinascita e della ricostruzione. Il popolo italiano non potrebbe iniziare una vita libera e normale – che il fascismo per venti anni gli ha negato – se il CLNAI non avesse tempestivamente dimostrato la sua ferrea decisione di saper fare suo un giudizio già pronunciato dalla storia. Solo a prezzo di questo taglio netto con un passato di vergogna e di delitti, il popolo italiano poteva avere l’assicurazione che il CLNAI è deciso a proseguire con fermezza il rinnovamento democratico del Paese. Solo a questo prezzo la necessaria epurazione dei residui fascisti può e deve avvenire, con la conclusione della fase insurrezionale, nelle forme della più stretta legalità.
Dell’esplosione di odio popolare che è trascesa in quest’unica occasione a eccessi comprensibili soltanto nel clima voluto e creato da Mussolini, il fascismo stesso è l’unico responsabile.
Il CLNAI, come ha saputo condurre l’insurrezione, mirabile per disciplina democratica, trasfondendo in tutti gli insorti il senso della responsabilità di questa grande ora storica, e come ha saputo fare, senza esitazioni, giustizia dei responsabili della rovina della Patria, intende che nella nuova epoca che si apre al libero popolo italiano, tali eccessi non abbiano più a ripetersi. Nulla potrebbe giustificarli nel nuovo clima di libertà e di stretta legalità democratica, che il CLNAI è deciso a ristabilire, conclusa ormai la lotta insurrezionale. Il Comitato di Liberazione Nazionale dell’Alta Italia.
Achille Marazza per la Democrazia Cristiana, Augusto De Gasperi per la Democrazia Cristiana, Ferruccio Parri per il Partito d’Azione, Leo Valianiper il Partito d’Azione, Luigi Longo per il Partito Comunista Italiano, Emilio Sereni per il Partito Comunista Italiano, Giustino Arpesani per il Partito Liberale Italiano, Filippo Jacini per il Partito Liberale Italiano, Rodolfo Morandi per il Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria, Sandro Pertini per il Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria». 

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