Alla scuola di don Sturzo. Il booktrailer dedicato al libro sul popolarismo al Sud

Continua l’iniziativa “I booktrailer dell’ICSAIC” con il secondo videoclip dedicato al volume “Alla scuola di Don Sturzo. Il popolarismo nel Mezzogiorno a cento anni dall’Appello ai liberi e forti”.

Il libro, curato da Lorenzo Coscarella e Paolo Palma ed edito da Pellegrini Editore, raccoglie gli atti del convegno nazionale organizzato dall’Istituto presso l’Università della Calabria il 13 novembre 2019, in occasione del centenario dell’Appello ai Liberi e Forti.
Il booktrailer è curato da Matteo Dalena, con l’assistenza tecnica di Lorenzo Coscarella e Bruno Pino, e mostra un breve percorso attraverso i personaggi che, tra livello nazionale e livello locale, hanno lasciato un segno nella storia del popolarismo meridionale.  Un modo per veicolare in modo semplice ed efficace il contenuto del volume sui nuovi mezzi di comunicazione.
Alla scuola di Don Sturzo” presenta un bilancio critico sul popolarismo, che nel Meridione non seppe sempre seguire la “scuola” del fondatore don Sturzo, e che anzi portava in sé le contraddizioni che avrebbero lacerato il partito davanti al fascismo incalzante.

Un booktrailer per Staccione, da mediano del Cosenza a Mauthausen

1931. Cosenza-Napoli: inaugurazione del “Città di Cosenza”. Staccione è il sesto in piedi da sinistra.
Foto per concessione dell’autore.

Presentiamo l’iniziativa “I booktrailer dell’ICSAIC”. Realizzeremo dei videoclip allo scopo di promuovere sul web, e in particolar modo sui social network, i testi di quegli autori coerenti con le linee d’azione del nostro Istituto. La cura dei brevi video promozionali è alla nostra redazione online. La regia è di Matteo Dalena, con l’assistenza tecnica di Lorenzo Coscarella e Bruno Pino.
La prima uscita è dedicata al calciatore Vittorio Staccione (Torino 1904 – Gusen 1945) che negli anni Venti e Trenta vestì le maglie di Torino, Cremonese, Fiorentina, Cosenza e Savoia. Lasciato il calcio, lavorò come operaio in diverse fabbriche torinesi e fu a più riprese braccato dalla polizia per la sua opposizione al nazifascismo. Una resistenza quella di Staccione che lo portò a terminare i suoi giorni nel campo di concentramento di Mauthausen dove, poco prima di morire, nella speranza di aver salva la vita disputò una partita di calcio insieme ai suoi carcerieri.

La vicenda di Staccione è stata recentemente raccontata dal giornalista cosentino Francesco Veltri ne Il mediano di Mauthausen (Diarkos). Come scrive nella prefazione al libro l’ex calciatore di Bologna, Torino, Fiorentina, Napoli ed ex nazionale italiano Eraldo Pecci: “Vittorio Staccione era un uomo buono e ingenuo come lo sono molti veri sportivi […] ha avuto la sfortuna di vivere in un tempo infausto, un tempo in cui accaddero cose orribili, impensabili, inumane. Cosa fosse giusto lo decidevano uomini ingiusti e il calciatore del Torino lo ha provato sulla sua pelle”.