Presentato agli “Incontri silani” il volume di Giuseppe Ferraro dal titolo “Il prefetto e i briganti”

Seconda serata, sabato 11 agosto, sella 6 ª Rassegna letteraria nazionale “Incontri silani”. È stato presentato il saggio  pluripremiato di Giuseppe Ferraro, dottore di ricerca in storia   contemporanea presso l’Università  degli Studi della Repubblica di San Marino  e ricercatore   e componente il comitato scientifico dell’Icsaic, dal titolo  “Il prefetto e i briganti. La Calabria e l’unificazione italiana (1861-1865)”,  edito da Le Monnier. Sul volume di Ferraro si è soffermato  il professor Silvio Gambino, meridionalista, docente ell’Unical e già  preside della Facoltà  di Scienze Politiche  che, magistralmente, ha spiegato i punti cardine del libro: è scaturita una importante lezione di storia del brigantaggio calabrese. «Abbiamo parlato del brigantaggio con una chiave di lettura diversa – ha spiegato  Stefania Fratto,  coordinatrice degli  “Incontri silani”, – perché Ferraro ha rivisitato questo fenomeno, che ha caratterizzato l’Italia meridionale prima, durante e dopo l’unificazione d’Italia, descrivendo l’attività  politica, sociale e istituzionale del Prefetto Guicciardi ».LA SCHEDA –  Il crollo del Regno delle Due Sicilie e l’unificazione italiana segnarono per le province meridionali un periodo di diffusa instabilità . Vecchie e nuove problematiche si fusero rendendo l’amministrazione di gran parte di questo territorio difficile per i primi governi italiani. La classe dirigente liberale cercò di rimediare alla diffusa instabilità  e conflittualità  inviando nel Mezzogiorno prefetti, funzionari, militari di origine settentrionale per rafforzare in tal modo l’unificazione appena raggiunta. In questo contesto, nell’aprile 1861 venne nominato prefetto della provincia di Cosenza (Calabria Citra) il valtellinese Enrico Guicciardi. Proprio la vicenda appassionante di Guicciardi e l’utilizzo, tra le altre, di fonti storiche inedite, custodite in archivi pubblici e privati, permettono all’autore di raccontare i primi anni dell’unificazione italiana in Calabria, con particolare attenzione al brigantaggio, alla questione della terra, alla conflittualità  tra potere politico e militare sul territorio, in uno dei momenti più critici della storia d’Italia.