
È da pochi giorni nelle librerie il volume “Giacomo Matteotti. Un socialista contro la Grande Guerra”, del nostro socio Gaetano Colantuono, edito da ERF Edizioni Radici Future di Bari.
La Seconda Internazionale, fondata nel 1889, si smembrò nell’agosto del 1914, quando i partiti socialisti europei scelsero la via del nazionalismo, sostenendo i propri governi anziché opporsi alla Prima Guerra Mondiale e, di conseguenza, sposarono le tesi interventiste. In controtendenza, il Partito Socialista in Italia guidò lo schieramento neutralista fino al maggio del 1915, allorquando il governo Salandra decise di optare per scendere in guerra al fianco dell’Intesa.
Il Partito si attestò sulla nota posizione “né decidere, né sabotare”, che parte della storiografia ha ritenuto ambigua, ma che gli permise di mantenersi comunque unito e attivo.
Questo interessante lavoro di Colantuono ripercorre e ricostruisce l’attività del Partito nell’opporsi alla Grande Guerra, richiamandosi alla linea storiografica di Gaetano Arfé, con la rilettura delle testimonianze di Giacomo Matteotti, che fu intransigente nel condannare la scelta bellica e coraggioso nell’esortare il proprio Partito all’azione con il superamento delle incertezze interne presenti.
Colantuono colloca, peraltro, lo sforzo compiuto da Matteotti e da altri dirigenti socialisti dell’epoca quale momento topico della genesi del movimento per la pace in Italia. Nel volume, che consta di 216 pagine, ricco di documentazione, c’è la postfazione di Alberto Benzoni, giornalista, storico e dirigente esponente della sinistra lombardiana del Psi, nonché presidente dal 2019 di Risorgimento Socialista, scomparso l’11 gennaio di questo anno, mentre il volume era in tipografia. (L.L.)












