Idà, Vincenzo

Vincenzo Idà [Gerocarne (Catanzaro, oggi Vibo Valentia), 26 aprile 1909 – 22 settembre 1984 Oaxaca (Messico)]

Figlio di Tommaso, commerciante di olio, e di Maria Lucia D’Elia, casalinga, dopo i cinque anni di formazione di base nel Seminario Vescovile di Mileto (1923-1928), passò nel Pontificio Seminario “Pio X” di Catanzaro dove, dopo altri sei anni (1928-1935), completò il suo cammino di formazione in vista del Sacerdozio che ricevette, il 28 luglio 1935, per mano del vescovo di Mileto, mons. Paolo Albera. Negli anni trascorsi al “Pio X” fondamentale fu l’incontro con i Padri Gesuiti che reggevano l’Istituto e con la carismatica figura di don Francesco Mottola. Dai primi, il futuro missionario mutuò il singolare ardore apostolico da esprimere nell’attività della vita spirituale mentre, dal secondo, ricevette un vero e proprio programma di vita, riassunto dal sacerdote tropeano in tre verbi: «Adorare-Tacere-Gioire-Dimenticarsi».
Il 26 ottobre 1935, fu nominato amministratore parrocchiale della Parrocchia «San Nicola» in Vazzano dove rimase fino agli inizi del 1937. Già in questo primo periodo, numerose persone furono attratte dallo zelo del giovane sacerdote e diverse ragazze del paese fecero voto di castità dopo aver ascoltato una sua omelia sulla bellezza di tale virtù. Dopo aver perso il concorso canonico per la Parrocchia di Arena a causa delle interessate scorrettezze degli esaminatori, don Idà ricevette dal vescovo la nomina per la Parrocchia San Sebastiano in Anoia Superiore dove giunse il 20 gennaio 1937, in un giorno di pioggia e durante la festa patronale. Qui si dedicò subito all’annuncio del Vangelo attraverso atti e segni concreti: fornì aiuto morale e materiale alla popolazione che viveva le tristi conseguenze del secondo conflitto mondiale; istituì e curò l’Azione Cattolica; visitò quotidianamente gli ammalati tra i quali alcuni affetti da TBC; riappacificò le famiglie in discordia; eliminò secolari abusi registrati in occasione delle processioni delle feste patronali e si dedicò totalmente all’istruzione religiosa capillare di tutti, particolarmente delle famiglie che vivevano nelle campagne prive di qualsiasi conforto e formazione spirituale. Ben presto si riunì intorno a lui un gruppo di 12 ragazze che chiamò “Anime Ostie” e, in seguito, “Ostie viventi”, primo nucleo della futura Congregazione delle Suore Missionarie del Catechismo. Le giovani iniziarono a fare vita comune in una baracca a partire dal 5 agosto 1939 mentre il 13 gennaio 1943 giunse la prima approvazione dell’opera del padre Idà da parte del vescovo, mons. Albera. 
Successivamente, iniziarono a raccogliersi intorno a lui anche alcuni seminaristi per cui, il 16 luglio 1947, il padre lasciò la Parrocchia di Anoia e giunse a Cittanova dove iniziò una nuova fase del suo apostolato che culminò nella fondazione del ramo maschile della sua famiglia religiosa: i Missionari dell’istruzione religiosa oggi detti dell’Evangelizzazione che iniziarono la loro opera il 30 luglio 1950 con l’approvazione del vescovo di Mileto, mons. Enrico Nicodemo. A Cittanova sorsero, nel tempo, due notevoli case: l’Istituto femminile «Ali materne», in via Piemonte, che ospitava orfanelle e ragazze povere, retto dalle suore, e l’Istituto maschile «Ali materne», in via Roma, che accoglieva minori poveri, spesso figli di malviventi tolti alla strada e alla malavita, diretto dai missionari. In questo stesso periodo, padre Idà ebbe la gioia di vedere ordinati sacerdoti due suoi giovani, don Carmelo Dromì e don Antonio Ritorto, ai quali seguirono altri negli anni successivi. Da quel momento l’opera prese il suo slancio e, nel 1957, padre Idà chiese e ottenne da mons. Vincenzo De Chiara il permesso di trasferire la sua Scuola Missionaria, che contava ben 20 alunni, a Frattocchie, nella Diocesi di Albano Laziale. Nonostante gli evidenti ed entusiasmanti sviluppi, non mancarono, però, anche gli abbandoni e le delusioni, a partire dalla fine degli anni Sessanta, qualcuno tra i sacerdoti abbandonò la Comunità per seguire altre strade: mai padre Idà, pur soffrendo terribilmente per queste defezioni, ebbe parole di biasimo o di condanna per coloro che rimanevano pur sempre suoi figli. L’11 febbraio 1972 la giovane Comunità ebbe il riconoscimento civile e, fino al 1983, contò ben 17 sacerdoti alcuni dei quali, però, uscirono dopo qualche tempo. Il 15 agosto 1974 fu affidato ai Padri il Santuario del SS. Crocifisso di Terranova Sappo Minulio mentre il 3 settembre 1979 padre Idà annunciò il suo desiderio di dare le dimissioni dal ruolo di responsabilità che ricopriva per affidare a forze più giovani il destino della Pia Unione.
Nel 1975, grazie all’intelligente opera di suor Grazia Carbone e di suo fratello Attilio, padre Vincenzo Idà giunse in Messico, dando avvio, in prima persona, allo sviluppo missionario della sua Opera. La scelta della poverissima terra messicana fu motivata dal suo desiderio di soccorrere la miseria di un popolo, vittima dei soprusi dei potenti. Da qui il suo carisma giunse nelle Filippine, negli Stati Uniti, quindi in Africa e in Terra Santa. Padre Vincenzo Idà morì, quindi, da vero missionario, a Oaxaca, in Messico, il 22 settembre 1984, profetico testimone delle esigenze della Nuova Evangelizzazione. Il suo corpo fu traslato nella Casa Madre delle Suore Missionarie del Catechismo il 2 gennaio 1992 mentre il 15 dicembre 2014 si è aperta la Causa di Beatificazione. 

Opere

  • L’ideale più bello. Brevi appunti sulla vita consacrata, Grafiche Fratelli Romeo, s.l. 1983.

Nota bibliografica

  • Rocco Cocolo, Ricordo del padre fondatore sac. don Vincenzo Idà nel secondo anniversario della sua morte, Edizioni Agnesotti, Roma 1986;
  • Giorgio Rossi, Padre Vincenzo Idà. La passione dell’Evangelizzazione, Società Editrice Internazionale, Torino 1996;
  • Pietro Borzomati, Dalla Calabria al Messico. La vicenda spirituale e sociale di padre Vincenzo Idà, Rubbettino, Soveria Mannelli 1999;
  • Rocco Spagnolo, Padre Vincenzo Idà profeta dell’Evangelizzazione, Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo 2006.

Riferimenti archivistici

  • Archivio della parrocchia Santa Maria de’ Latinis e San Sebastiano, Gerocarne (Vibo Valentia);
  • Archivio del Comune di Gerocarne, Vibo Valentia);
  • Archivio Storico della Diocesi di Mileto, Nicotera e Tropea, Mileto Vibo Valentia);
  • Archivio della Cancelleria della Diocesi di Mileto, Nicotera e Tropea, Mileto Vibo Valentia);
  • Archivio Storico della Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi, Oppido Mamertina Vibo Valentia);
  • Archivio dei Padri Missionari dell’Evangelizzazione, Terranova Sappo Minulio Vibo Valentia).
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