Napolitano, Luigi (Gino)

Luigi Napolitano (Gino) [Papasidero (Cosenza) 1° gennaio 1924 – Sanremo (Imperia) 3 luglio 2000]

Nasce da Angelo, macellaio e commerciante di bestiame, e da Teresa Bloise, casalinga, terzo di sei figli, tre maschi e tre femmine. Il padre, combattente nella Grande guerra, muore pochi anni dopo la fine del conflitto, costringendo la moglie nel 1929 all’amara decisione di emigrare a Nizza, in Francia, dove già si trovava un fratello di Angelo, Gaetano, operaio nell’azienda del gas. In base alle leggi allora vigenti in Francia, Teresa e i figli vengono bloccati alla frontiera di Ventimiglia, in quanto Gaetano non è in grado di garantire loro il sostentamento in terra francese. Il gruppo ripiega sulla sistemazione a Sanremo, potendo contare sull’appoggio del cognato di Teresa, Vincenzo Napolitano, che da diversi anni vi risiede svolgendo il mestiere di stagnino.
I ragazzi più piccoli per un certo periodo sono affidati al ricovero Borea di Sanremo, mentre le due ragazze più grandi vengono messe a lavorare in una sartoria. Luigi, dopo alcuni lavoretti da garzone, iniziò stabilmente come aiutante idraulico e poi come panettiere. Sensibilizzato alla coscienza antifascista dall’idraulico Cassini e alla simpatia verso il Partito comunista dalla frequentazione del proletariato cittadino, si impegna giovanissimo nella propaganda politica clandestina.
La svolta nella sua vita arriva nel marzo 1943 con la chiamata alle armi, destinato a Pola in zona operazione, dove rimane fino all’armistizio dell’8 settembre. Ritornato a Sanremo, si aggrega alle forze partigiane che nell’estremo Ponente ligure si stanno organizzando intorno a «Vittò», nome in codice del sanremese Giuseppe Vittorio Guglielmi. «Gino» viene designato capo-squadra del 2° Distaccamento «Repetto», poi comandante del 1° Battaglione «Bini» e infine vice-comandante della V Brigata d’assalto garibaldina «Nuvoloni».   
Gino viene incaricato di azioni di combattimento e sabotaggio. Le prime comprendono, nel 1944, le battaglie di Carpenosa e di Badalucco (giugno), di Ceriana (agosto) catturando ventotto nazifascisti, Bajardo, San Romolo e Ceriana (settembre), Carmo-Langan (ottobre); nel 1945, Rocce di Diego (gennaio), Carmo-Langan, Bregalla e Molini di Triora (febbraio) e ancora Bajardo (marzo). Le azioni di sabotaggio vengono condotte ai ponti di Sella Carpe e Carpenosa, alle strade per San Romolo, Ceriana ed Apricale.
La battaglia di Bajardo del marzo 1945 è rievocata da Italo Calvino nell’articolo Ricordo dei partigiani vivi e morti pubblicato il 1° maggio 1945 ne «La voce della democrazia» organo del Cln di Sanremo, poi riproposto come elzeviro col titolo Ricordo di una battaglia. (Quella mattina coi partigiani) sul «Corriere della Sera» del 25 aprile 1974 e successivamente compreso dallo scrittore sanremese ne La strada di San Giovanni (Mondadori, Milano 1990). Calvino, che partecipa alla Resistenza nel battaglione guidato da Gino, rievoca quell’esperienza ne Il sentiero dei nidi di ragno, ricordando il suo capo come «un ragazzo dal coraggio di leone, dal corpo tarchiato, dalle prominenti ganasce». Per l’azione militare di Bajardo, l’indomani della Liberazione il Comandante supremo alleato delle Forze del Mediterraneo centrale, Harold Rupert Alexander gli conferisce il titolo di «Patriota». Il Presidente della Repubblica Pertini, con decreto del 27 febbraio 1980, lo fregia della medaglia d’argento al Valor Militare.
Dall’agosto 1945 inizia l’attività politica Partito comunista, dapprima frequentando la scuola di partito a Milano dal 20 agosto 1945 al 20 dicembre 1946, in seguito, fino al 1984, assolvendo una lunga serie di impegni politico-sindacali: segretario della sezione Pci di Sanremo, responsabile della Camera del lavoro, consigliere comunale a Sanremo (1946). Dopo essere stato designato unanimemente dalla Federazione comunista di Imperia e col consenso di Alessandro Natta (imperiese egli stesso e già dirigente nazionale del Pci) quale candidato comunista alla Camera dei Deputati per la circoscrizione Liguria, viene eletto nella IV legislatura (1963-1968) e riconfermato nelle elezioni del 1968 la cui legislatura termina anticipatamente nel 1972, segnando anche la fine della sua esperienza parlamentare. 
Nelle due legislature, fa parte della Commissione Lavori Pubblici. In un suo intervento nella seduta del 6 febbraio 1969 sul «Finanziamento delle opere occorrenti per il completamento, l’attrezzatura e la funzionalità dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria», egli sottolinea che le spese siano adeguatamente documentate «per non farci apparire come coloro che vorrebbero che il Mezzogiorno si trovasse in condizioni peggiori delle attuali».
Durante il suo mandato parlamentare presenta e discute numerose interrogazioni riguardanti specialmente il proprio collegio ma non solo, e firma con altri parlamentari venti proposte di legge, per alcune delle quali interviene nella discussione in aula.
Dopo l’esperienza parlamentare, continua a sedere sui banchi di opposizione del Consiglio comunale di Sanremo fino al 1984 e, per un breve periodo, dal 1985 al 1988, su quelli, sempre di opposizione con una lista civica di sinistra, del Comune di Riva Ligure. Membro della Direzione del Pci di Imperia, ricopre la carica di presidente dell’Usl sanremese e del Consiglio comunale della città dei fiori. È membro, prima, presidente, dopo, del Co.Re.Co. ligure (Comitato regionale di controllo).
Dopo un periodo di malattia, si spegne a settantasei anni. Nel dicembre 2011, la città di adozione gli intitola i Giardini di Pian di Nave. (Saverio Napolitano) © ICSAIC 2020

Opere

  • Il mio primo combattimento, in Mario Mascia, (a cura di) L’epopea dell’esercito scalzo, s. e., Casa Editrice Alis, Sanremo s.i.d, ma 1946, pp. 119-21;
  • L’attacco a Baiardo con la cooperazione dell’aviazione alleata, in M. Mascia, L’epopea dell’esercito scalzo cit., pp. 225-227;
  • Testimonianza, in Italo Calvino. La letteratura, la scienza, la città, a cura di Giorgio Bertone, Atti del Convegno nazionale di studi di Sanremo del 28-29 novembre 1986, Sagep, Genova 1988.

Nota bibliografica

  • Italo Calvino, La strada di San Giovanni, Mondadori, Milano 1990;
  • Romano Lupi, Napolitano, il panettiere-deputato, in Franco D’Imporzano e Romano Lupi, Sanremando tra cronaca e storia, Philobiblon, Ventimiglia 2005;
  • Francesco Biga, Storia della Resistenza imperiese (I Zona Liguria), IV, La Resistenza nella provincia di Imperia dal primo gennaio 1945 alla Liberazione, Istituto storico della Resistenza e dell’Età contemporanea per la provincia di Imperia, Imperia 2005
  • Saverio Napolitano, Gino Napolitano: emigrante, partigiano-patriota, deputato, «Rivista calabrese di storia del ’900», 1, 2006-2007, pp. 89-98;
  • Saverio Napolitano, (a cura di) Gino Napolitano. La semplicità della politica. Scritti autobiografici, lettere, immagini, Arma di Taggia 2012.

Nota archivistica

  • Camera dei Deputati, Atti parlamentari della V Legislatura (1968-1972). Discussioni della IX Commissione LL.PP.
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