Occhiato, Giuseppe

Giuseppe Occhiato [Mileto (Vibo Valentia), 10 novembre 1934 – Firenze, 27 gennaio 2010]

Scrittore, storico e pittore, nativo del rione Calabrò della cittadina normannadi Mileto e fortemente legato alla Calabria, ha vissuto e lavorato per un lungo periodo in Toscana, dapprima a Prato, dove si trasferì nel 1984 con la moglie Amelia Cirianni, poi a Firenze.
Rimasto precocemente orfano dei genitori (il padre Ernesto morì sulla nave di ritorno da Addis Abeba nel 1936; la madre, Aurora Maria Elsa Currà, scomparve l’anno successivo), la sua formazione venne curata dalla nonna materna, Maria Antonia Mesiano, illetterata, ma dotata di notevolissime capacità affabulatorie.
Occhiato ha compiuto studi classici al liceo di Vibo Valentia e, nel 1970, si è laureato a Messina in lettere moderne con una tesi dedicata al duomo normanno di Gerace. Docente di Storia dell’Arte e poi, dal 1977, preside, è stato uno stimato uomo di scuola fino al 1996.
Ha collaborato attivamente alla Deputazione di Storia Patria per la Calabria. Si è interessato di storia e di architettura medievale calabrese e meridionale. Le sue ricerche hanno contribuito a rivalutare il ruolo della Calabria normanna nel contesto del Romanico europeo; sono state altresì di grande stimolo alla promozione di campagne di scavi nelle aree delle antiche abbazie benedettine di Santa Maria di S. Eufemia Vetere e della SS. Trinità di Mileto e all’istituzione del Museo Statale di Mileto, inaugurato nel 1997.
È stato relatore in diversi convegni di storia. Nel 1983 è stato consulente per la realizzazione della serie televisiva I segni e la storia, diretta da Pietro De Leo per i programmi della sede Rai della Calabria.
Ha mantenuto a lungo la direzione scientifica della Cooperativa “Nuova Ricerca”, che ha operato nell’ambito di un importante progetto promosso dal Centro Servizi Culturali di Vibo Valentia e finanziato dal Formez; i materiali prodotti nell’ambito di tale lavoro sono stati pubblicati nel volume intitolato Beni culturali a Mileto di Calabria, a cura di Gilberto Floriani, Franesco Palazzolo, Vincenzo Russo e il coordinamento di Ilario Principe (Barbaro, Oppido Mamertina 1982).
Ha collaborato ai «Quaderni dell’Istituto di Storia dell’Arte Medievale e Moderna», stampati presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Messina e diretti da Alessandro Marabottini che era stato il suo maestro, e ha pubblicato numerosi saggi su riviste italiane ed europee, nonché diversi volumi di storia. Molti suoi interventi, in particolare quelli scritti tra la metà degli anni Settanta e il 2003, sono adesso inclusi nel volume intitolato Mileto. Studi Storici. Miscellanea di ricerche, curato da Filippo Ramondino e Franco Galante. Altri scritti verranno accolti in un altro volume, ancora inedito, che completerà la collezione dei contributi di Occhiato dedicati all’architettura normanna calabrese.
Ha esordito nella narrativa nel 1989 con Carasace, romanzo incentrato sull’incursione aerea degli alleati sull’aeroporto di Vibo Valentia e sulle zone limitrofe che, nel luglio del 1943, causò la morte di oltre quaranta civili e che ebbe un impatto decisivo sull’immaginario del giovanissimo GiuseppeEd è proprio nel romanzo che Occhiato, pur nel silenzioso “passaggio in ombra” sulla nostra terra,ha acquisito maggior fama. Il suo romanzo-poema Oga magoga. Cuntu di rizieri, di orì e del minatòtaro−”romanzo universo” (nella definizione di Franco Moretti)di fenomenale estensione, frutto di vent’anni di lavoro e pubblicato nel 2000 − è stato accostato a un altro monstrum letterario del Novecento, l’Horcynus Orcadi Stefano D’Arrigo. Si pensi che l’opera, frutto di mezzo secolo di lavoro, ebbe quattro redazioni in versi (tra il 1954 e il 1981) e altrettante in prosa (dal 1991 al 2000). Nel 2006, Occhiato pubblicò Lo sdiregno, rifacimento di Carasace, e, l’anno successivo, L’ultima erranza.
Di Occhiato hanno scritto, tra gli altri, Lia Fava Guzzetta, Emilio Giordano, Antonio Piromalli, Caterina Verbaro, Marino Biondi, Neil Novello, Salvatore Carmelo Trovato, Alfio Lanaia, Francesco Mercatante, Marino Biondi, Nino Borsellino. Da segnalare l’uscita, nell’aprile del 2019, di un numero monografico della «Rivista di Studi Italiani», a cura di Neil Novello ed Emilio Giordano, dedicato all’opera di Occhiato nel suo complesso e interamente disponibile on line. La raccolta di saggi include studi editi, ripensati per l’occasione, e inediti.
L’ultimo romanzo di Occhiato, imperniato sull’Opera dei Pupi e intitolato Opra meravigliosa,è ancora inedito. Come inedita è anche una raccolta di proverbi risalente al 2007 e denominata ‘A Crisara’. Piccola cernita di proverbi calabresi. (Alessandro Gaudio) © ICSAIC

Opere principali

  • La SS. Trinità di Mileto e l’architettura normanna medievale, Abramo, Catanzaro 1977.
  • Una “Memoria” inedita di Ignazio Piperni sull’antica città di Mileto (1744), (in collaborazione con Filippo Bartuli), Graficalabra, Vibo Valentia 1984.
  • Carasace. Il giorno che della carne cristiana si fece tonnina, Progetto 2000, Cosenza 1989.
  • La trinità di Mileto nel romanico italiano, prefazione di Emilia Zinzi, Progetto 2000, Cosenza 1994.
  • Oga Magoga. Cunto di Rizieri, di Orì e del minatòtaro, 3 voll., Progetto 2000, Cosenza 2000 (ripubblicato, a cura di Emilio Giordano, dall’editore Gangemi di Roma nel 2019).
  • Ruggero I d’Altavilla. Breve profilo di un condottiero, Rubbettino, Soveria Mannelli 2001.
  • Lo sdiregno, Ilisso-Rubbettino, Soveria Mannelli 2006.
  • L’ultima erranza, Iride-Rubbettino, Soveria Mannelli 2007.
  • Mileto. Studi storici. Miscellanea di ricerche, a cura di Filippo Ramondino e Franco Galante, Adhoc editore,Vibo Valentia 2017.

Bibliografia critica essenziale

  • Antonio Piromalli, Giuseppe Occhiato narratore epico-popolare, «Letteratura e Società», IV, n. 2, maggio-agosto 2002, pp. 35-50.
  • Caterina Verbaro, L’invisibile confine. La narrazione epica di Oga Magogatra umano e divino, «Filologia Antica e Moderna», XIII, n. 24, 2003, pp. 257-267.
  • Lia Fava Guzzetta,Voci mediterranee tra lingua e letteratura: D’Arrigo, Occhiato, Camilleri, «Civiltà Italiana», Nuova Serie, n. 3, 2004, pp. 309-319.
  • Salvatore Carmelo Trovato, Giuseppe Occhiato scrittore di Calabria. Teoria e prassi linguistica, in Gianna Marcato (a cura di), Dialetto. Usi, funzioni, forma, Atti del Convegno, Sappada\Plodn (Belluno), 25-29 giugno 2008, Unipress, Padova 2009, pp. 183-192.
  • Emilio Giordano, Nella mente dei morti. Lo spazio letterario dell’ultimo Occhiato, «Forum Italicum», n. 2, 2010, pp. 405-436.
  • Emilio Giordano, I mostri, la guerra, gli eroi. La narrativa di Giuseppe Occhiato, prefazione di Lia Fava Guzzetta, Rubbettino, Soveria Mannelli 2010.
  • Giovanni Russo, Giuseppe Occhiato, il talento di dosare le sfumature del linguaggio, «Corriere della Sera», 22 aprile 2013.
  • Emilio Giordano, Gennaro Oriolo (a cura di), La grande magia. Mondo e Oltremondo nella narrativa di Giuseppe Occhiato, Atti del convegno di Firenze del 20 maggio 2011, Edizioni Studium, Roma 2014.
  • Neil Novello, Emilio Giordano (a cura di), Mitopoesia dell’eone: cunti, stellari e dicerie. L’opera di Giuseppe Occhiato, «Rivista di Studi Italiani», a. XXXVII, n. 1, aprile 2019, on line al seguente URL: www.rivistadistudiitaliani.it.
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