Oliverio, Gaspare

Gaspare Oliverio [San Giovanni in Fiore (Cosenza), 5 ottobre 1887 – Locri (Reggio Calabria) 5 gennaio 1956]

Archeologo ed epigrafista di grande fama, nacque da Francesco Antonio e da Maria Felice Romei. Il padre, essendo la loro una famiglia benestante, gestiva tutte le sue proprietà terriere coltivate dai mezzadri. Mentre la mamma governava le faccende di casa.
Sin da giovane iniziò gli studi classici e compì studi umanistici presso l’Ateneo di Napoli sotto la guida di Giulio De Petra, Antonio Sogliano e Alessandro Olivieri. Tra il 1908 e il 1910 pubblicò brevi saggi dedicati a iscrizioni e monumenti di Napoli e Pompei. Si perfezionò alla Scuola Archeologica Italiana di Atene, all’epoca diretta da Luigi Pernier, come allievo borsista nel 1913, riconfermato nel 1914, e durante il soggiorno prese parte alla missione archeologica italiana di Creta condotta da Federico Halbherr, per poi tornandovi nuovamente nel 1921.
Nei pressi del Pretorio di Gortina, nel 1913, scoprì un piccolo santuario di età flavia dedicato alle divinità egizie; l’anno dopo, ampliando lo scavo, individuò una serie di stele incise con iscrizioni votive appartenenti a un santuario di epoca anteriore tra i quali i rendiconti dei Demiurghi, le stele degli efebi dell’Iseo, l’iscrizione delle porta dell’Acropoli e, soprattutto, il decreto di Tolomeo Neòteros. Nella primavera del 1914, con Pernier e Biagio Pace, intraprese lo studio topografico del territorio a nord-ovest di Creta ed ebbe l’incarico di collaborare alla silloge delle iscrizioni cretesi a cura di Domenico Comparetti e Halbherr.
Sempre nel 1914, assieme a Giangiacomo Porro e Silvio Ferri, seguì Ettore Ghislanzoni in Libia per coadiuvarlo nell’esplorazione di Cirene. Nel 1916 fu nominato ispettore ai monumenti e scavi della Cirenaica e nel 1924 soprintendente alle antichità, ruolo ricoperto sino al 1933. A Cirene fu affiancato da una missione archeologica composta da Carlo Anti, Luigi Giammuti e Italo Gismondi, guidata da Pernier che, dal 1925 al 1929, concentrò l’attività di scavo sui grandi cantieri dell’agorà e del santuario presso la fonte di Apollo. Protagonista delle prime scoperte epigrafiche di Cirene, ne diede conoscenza attraverso una serie di brevi monografie tra 1932 e 1936.
Fra i documenti più importanti rinvenuti: per l’età greca, come già evidenziato, la stele di Tolomeo Neòteros con il lascito del regno cirenaico ai Romani e il decreto contenente il giuramento dei fondatori; per l’età romana, la stele di Augusto dell’agorà relativa all’amministrazione giudiziaria e finanziaria della provincia; per il periodo bizantino, la nuova costituzione promulgata dall’imperatore d’Oriente Anastasio. Oliverio intuì il funzionamento del raro sistema numerico impiegato in Cirenaica per operazioni di computo monetale tra V e II secolo a.C. Seppur geloso delle proprie scoperte, si confrontò spesso con Gaetano De Sanctis, ottenendo suggerimenti per le pubblicazioni.
Nel 1930 collaborò al vol. VIII dell’Enciclopedia Italiana e nel 1931, dopo aver pubblicato la prima guida storico-archeologica di Cirene, diede alle stampe la relazione sulla prima spedizione italiana di ricognizione topografica e archeologica in Cirenaica (1910).
Frequentò l’Università di Berlino, coltivando rapporti di studio con Friedrich Gaertringer von Hiller e Ulrich von Wilamowitz Moellendorff. Nel 1933 ottenne la libera docenza in antichità ed epigrafia greca, nel dicembre dello stesso anno fu nominato professore straordinario di antichità classiche presso l’Ateneo fiorentino. Il 29 ottobre 1935 fu chiamato a Roma, dove l’anno seguente divenne ordinario in antichità greche e romane all’Università La Sapienza.
Il 7 gennaio 1936 sposò Ida Agnesi, più giovane di 16 anni, matrimonio avvenuto nel Comune di Crema e da cui non nacquero figli.
Dal 1936 al 1942 ricoprì il ruolo di direttore dell’Istituto di Storia Greca e, dal 1951 fino alla sua morte, quello di direttore dell’Istituto di Antichità Greche e Romane. Fu socio corrispondente dell’Accademia dei Lincei (dall’agosto 1947) e dell’Istituto Germanico, membro del Consiglio Direttivo della Società Atene e Roma, Cavaliere della Corona d’Italia e Grand’ufficiale della Stella d’Italia. Dal 1946 al 1950 diresse la Scuola Nazionale di Archeologia di Roma, con la quale nel 1950, avviò un’ampia campagna di scavi a Locri in contrada Centocamere (1950-1956), riportando alla luce uno dei più importanti complessi urbanistici della Magna Grecia, la Locri Epizefiri. Tali scavi riguardarono un’area molto vasta dell’antico abitato, riportando alla luce un intero quartiere e permettendo agli studiosi di meglio approfondire la conoscenza di alcuni aspetti di quella che fu la vita quotidiana nell’antica Locri Epizefiri. Scavi che, non ancora terminati, si interruppero nel 1956 a causa della sua prematura scomparsa.
La morte arrivò proprio nel suo “campo di battaglia”, il campo di scavi a Locri, e fu sepolto nella cappella di famiglia presso il cimitero di San Giovanni in Fiore. 
A Roma lo ricordano con una via a lui intestata: Via Gaspare Oliverio, Ostia Antica – Roma.  A San Giovani in Fiore, sua città natia, è stata, invece, già avviata la procedura di estensione (una scuola del luogo, il Liceo Artistico, è già stata intitolata a lui) per intitolargli tutti i licei restanti, tra cui la prestigiosa sezione del Liceo Classico del luogo.
Il 16 dicembre del 2017, sempre a San Giovanni in Fiore, Poste Italiane ha celebrato l’anniversario del 130° anno dalla sua nascita con un annullo filatelico a lui dedicato, ideato e curato dai Licei sangiovannesi. (Pietro Giovanni Spadafora) © ICSAIC 2020

Opere 

  • In casa propria. Note e ricordi, tip. A. D’Angelo, Reggio Calabria 1911;
  • Come furono presi i fratelli Bandiera. Memoria letta all’Accademia Pontaniana nella tornata del 14 Maggio 1910, Stab. Tip. Francesco Giannini, Napoli 1911;
  • Scavi di Cirene, Istituto italiano d’arti grafiche, Bergamo 1931;
  • Federico Halbherr in Cirenaica.  Luglio 1910 aprile 1911, Istituto italiano d’arti grafiche, Bergamo 1932;
  • La stele di Tolemeo Neòteros re di Cirene, Istituto italiano d’arti grafiche, Bergamo 1932;
  • La stele dei nuovi comandamenti e dei cereali. Iscrizioni di Cirene, (Gortina), el Gubba, Ngarnes, Gasr Barbures, Gasr Taurguni, Tolmeta, Istituto italiano d’arti grafiche, Bergamo 1933;
  • I conti dei demiurgi. La stele delle sacerdotesse di Artemide; la stele degli Efebi dell’Iseo dell’Acropoli; l’iscrizione della porta dell’Acropoli; l’iscrizione del rilievo di Lysanias del Museo di Bengasi, Istituto italiano d’arti grafiche, Bergamo 1933.

Nota bibliografica 

  • Per un nostro illustre concittadino, «Cronaca di Calabria», 1934;
  • Domenico Mustilli, Gaspare Oliverio, «Archivio storico per la Calabria e la Lucania», XXV,1-2, 1956, pp. 241-242;
  • Attilio Degrassi, Gaspare Oliverio  (5 ottobre 1887 – 5 gennaio 1956). Necrologi di soci defunti nel decennio dicembre 1945-dicembre 1955. Accademia nazionale dei Lincei Roma 1957, pp. 113-115.
  • Antonella Amico, La missione archeologica italiana a Cirene nella corrispondenza tra Gaetano De Sanctis e Gaspare Oliverio, in Simona Antolini , Adelina Arnaldi,  Eugenio Lanzillotta  (a cura di)., Giornata di Studi per Lidio GasperiniRoma, 5 giugno 2008, Tivoli 2010, pp. 101-22

Nota archivistica

  • Comune di San Giovanni in Fiore,  Registro degli atti di nascita, anno 1887, n. 463
  • Archivio storico Treccani, Fondo G. De Sanctis, fasc. Gaspare Oliverio (61 lettere di Oliverio a De Sanctis dal 1924 al 1932; 1 lettera di Oliverio a Emilia Rosmini; 1 lettera di De Sanctis a Oliverio);
  • Archivio storico Università La Sapienza, Roma, fasc. Gaspare Oliverio. (docc. relativi all’insegnamento).
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