Tocco, Felice

Felice Tocco (Catanzaro, 11 settembre 1845 – Firenze, 6 giugno 1911)

Nacque da Nicola Antonio di Tocco e Vincenza Toraldo, entrambi di famiglie nobili di Tropea. Il padre e i due fratelli Francesco e Giuseppe furono avvocati affermati. Formatosi alla scuola dei padri Scolopi di Catanzaro, prese la licenza in belle lettere e filosofia, con disappunto del padre che lo avrebbe voluto avvocato. A Napoli, dal 1862 al 1866, frequentò l’università e divenne allievo di Luigi Settembrini e Bertrando Spaventa. Fortemente influenzato da Spaventa, iniziò gli studi di logica, gnoseologia e psicologia che lo portarono a rielaborare la filosofia hegeliana fino al recupero di Immanuel Kant, attraverso la lettura di Herbart, Fischer e Hartmann. Fu assiduo frequentatore della libreria Detken & Rocholl e del mondo teatrale maturò un’intellettualità vivace e critica. Nel 1866 vinse il concorso per un posto di perfezionamento per gli studi di filosofia all’Università di Bologna; si laureò 17 luglio 1867 discutendo la tesi dal titolo Delle varie interpretazioni dell’idea platonica, e della categoria aristotelica, relatore Francesco Fiorentino, ottenendo la votazione di 63/70, tesi che non incontrò il favore di Antonio Montanari, componente della commissione insieme a Giosuè Carducci, Francesco Bonatelli, Francesco Rocchi e lo stesso Fiorentino. Montanari accusò Tocco di panteismo che rispose ispirandosi a Spaventa: «l’assoluto non è qualcosa d’inerte e d’immobile, ma è vita, movimento, (…) è sviluppo». Dalla tesi estrasse un saggio che pubblicò sulla «Rivista bolognese».
Ricevette il primo incarico al liceo dell’Aquila; nel 1869 si trasferì prima al liceo di Modena e successivamente a quello di Cremona. Alla fine dell’anno scolastico pubblicò le Lezioni di filosofia, con la presentazione di Fiorentino. Sempre nel 1869 entrò a far parte dell’importante redazione della «Rivista bolognese» diretta da Fiorentino, e nel gennaio 1870 vinse il concorso per la cattedra di Filosofia Morale all’Università di Bologna.
Nel 1871 fu chiamato a insegnare antropologia presso l’Università di Roma e nel settembre 1872 al liceo Ennio Quirino Visconti di Roma; lo stesso anno fu incaricato dell’insegnamento di pedagogia e di antropologia. Nel 1871 divenne socio della Società italiana di antropologia, etnologia e psicologia comparata e per il biennio 1879-80 fu nominato segretario dell’«Archivio per l’antropologia».
Gli scritti di antropologia suscitarono l’ironia di Antonio Labriola, che lo criticò in una lettera indirizzata a Spaventa. Tocco, in realtà, cercò di cogliere le implicazioni filosofiche dell’antropologia, evidenziando la positività dello spirito che si manifesta in un popolo attraverso l’etica, le credenze religiose, le strutture politiche e la creatività artistica.Nel 1869 pubblicò il Trattato elementare di psicologia in cui evidenziava come la psicologia non possa ridursi a fisiologia. Negli Studii sul positivismo, pubblicato nel 1869 sulla «Rivista contemporanea» di Angelo De Gubernatis, sostenne il rifiuto di ogni dogmatismo, affermando il positivismo come la conseguente prosecuzione del criticismo kantiano.
Affermò la necessaria sintesi tra metodo deduttivo e induttivo, tra scienze naturali e scienze umane, in quanto la filosofia deve riportare all’unità le diverse «scienze regionali e mettere a fuoco lo statuto della conoscenza».
Dal 1875 al 1878 insegnò Storia della filosofia all’Università di Pisa. In questo periodo lavorò con Fiorentino, riprendendo l’approfondimento su Platone. Nel 1876 pubblicò Ricerche platoniche, in cui elaborò una cronologia critica dei dialoghi platonici, approfondendo l’ermeneutica del Sofista, di Parmenide e di Filebo, ritenuti posteriori alla Repubblica.
Nel 1877 avviò con Pensieri sulla storia della filosofia, apparsi nel «Giornale Napoletano di Filosofia e Lettere», collocando i sistemi filosofici nel tempo come frutto di processi di trasformazione «in quanto il passato contiene in sé la spiegazione del presente».
Nel 1884 pubblicò L’eresia nel Medioevo; successivamente contribuì all’edizione nazionale delle opere latine di Giordano Bruno, pubblicò Giordano Bruno, cui seguirono Le opere latine di Giordano Bruno esposte e confrontate con le italiane e Le opere inedite di Giordano Bruno; negli stessi anni pubblicò numerosi saggi su Kant, poi raccolti nel 1909 in Studi kantiani.
A Novara nel 1883 sposò Cristina Ponzani, da cui nacquero Francesco nel 1884, Luigi nel 1885, Maria nel 1887, Agostino nel 1891, Roberto nel 1895 e Vittorio nel 1898.
Negli anni seguenti continuò la sua ricerca su platonismo, religiosità medievale e San Francesco di Assisi, sulla filosofia Rinascimentale e su Girolamo Savonarola. L’attività di saggista e conferenziere lo portò a collaborare all’«Archiv für Geschichte der Philosophie» facendo conoscere la filosofia italiana in Europa.
Fu incaricato nel 1892 dell’insegnamento di pedagogia nel Reale Istituto di studi superiori di Firenze; nel 1906 guidò il corso di perfezionamento per licenziati delle scuole normali. Nello stesso anno sostituì Carlo Cantoni, da poco scomparso, nella redazione della rivista «Kantstudien», fondata nel 1897 da Hans Vaihinger. I suoi allievi furono Giovanni Papini, Rodolfo Mondolfo, Gaetano Salvemini; Giovanni Gentile, invece, entrò in polemica con lui, riconoscendo solo successivamente il ruolo rivestito dal calabrese nello studio di Giordano Bruno. Garin lo indicò come «il maggiore storico della filosofia che l’Italia abbia avuto».
Nel 1867 fu nominato socio onorario dell’Accademia di scienze e lettere di Catanzaro; nel 1872 cavaliere della Corona d’Italia; nel 1882 socio corrispondente della Società reale di Napoli; nel 1883 socio corrispondente dell’Ateneo veneto; nel 1891 socio ordinario della Società reale di Napoli e socio corrispondente della R. Accademia di scienze, lettere ed arti di Padova; nel 1895 socio nazionale della R. Accademia dei Lincei; nel 1896 socio corrispondente della Reale Accademia delle scienze di Torino; nel 1906 Socio corrispondente del Reale Istituto veneto di scienze, lettere ed arti di Venezia; nel 1907 socio corrispondente della Reale Deputazione di storia patria della Toscana; nel 1908 socio nazionale della Reale Accademia delle scienze di Torino; nel 1910 commendatore della Corona italiana.
Morì a Firenze a 66 anni per un attacco cardiaco e,dopo funerali solenni, fu sepolto a Soffiano, nella cappella gentilizia dedicata a san Francesco d’Assisi. (Fabio Arichetta) © ICSAIC 2020

Opere

  • Lezioni di filosofia ad uso dei licei, Regia tipografia, Bologna 1869;
  • Ricerche platoniche, Stabilimento tipografico di V. Asturi, Catanzaro 1876;
  • Filosofia di Kant: fenomeni e noumeni, SalviucciRoma 1881;
  • Filosofia di Kant: fenomeni e noumeni, Salviucci, Roma 1881;
  • L’eresia nel Medioevo, Sansoni, Firenze 1884;
  • Giordano Bruno. Conferenza, Tipogr. della regia Università, Firenze 1886; 
  • Le opere latine di Giordano Bruno esposte e confrontate con le italiane, Tipografia della regia Università, Firenze 1889; 
  • Le opere inedite di Giordano Bruno, Tipografia della regia Università, Firenze 1891; 
  • I fraticelli o poveri eremiti di Celestino secondo i nuovi documenti, Santini S. Editore, Aquila 1895;
  • Gli Apostolici e fra Dolcino, coi tipi di M. Cellini e C., Firenze, 1897;
  • Quel che non c’è nella Divina Commedia, o Dante e l’eresia, Zanichelli, Bologna 1899;
  • L’eresia dei fraticelli e una lettera inedita del b. Giovanni Dalle Celle, in Atti della Reale Accademia dei LinceiRendiconti, classe di scienze morali, storiche e filologiche, s. 5, 1906, vol. 15, n. 1-2, pp. 3-89; 
  • Studi francescani, F. Perrella, Napoli 1909; 
  • Studi kantiani, Sandron, Milano 1909; 
  • La questione della povertà nel sec. XIV secondo nuovi documenti, Studio ed Edizione, Napoli 1910; 
  • Lezioni su Kant di Felice Tocco, a cura di Giulio Raio, Studio ed EdizioneNapoli 1988; 
  • Savonarola: profeta e ribelle, a cura di Fulvio De Giorgi, Marietti, Genova 1998;
  • Storia dell’eresia nel Medioevo dai Catari a Gioacchino da Fiore, Marietti, Genova 1989.

Nota bibliografica 

  • Giovanni Gentile, La filosofia in Italia dopo il 1850, IV, I neokantiani, 2, Felice Tocco, G. Laterza & Figli, Bari 1911;
  • Vincenzo Vivaldi, Felice Tocco, in Id., Calabresi illustri, Tipo-editrice Bruzia, Catanzaro 1927, pp. 65-90; 
  • Paolo Lamanna, Felice Tocco, in «Filosofia»¸ XIX, 1968, pp. 349-364; 
  • Eugenio Garin, Storia della filosofia italiana, Sansoni, Firenze 1969, pp. 461-475; 
  • Eugenio Garin, Felice Tocco alla scuola di Bertrando Spaventa, in La cultura italiana fra ’800 e ’900, Laterza, Bari 1976, pp. 70-78 (ma v. anche pp. 29-69); 
  • Luciano Malusa, Felice Tocco, in La storiografia filosofica italiana nella seconda metà dell’Ottocento, I, Tra positivismo e neokantismo, Marzorati, Milano 1977, pp. 247-396; 
  • Giovanni Gentile, Giordano Bruno e il pensiero del Rinascimento, Le Lettere, Firenze 1991, pp. 123-140; 
  • Nadia Urbinati, Felice Tocco e la psicologia scientifica, in Studi sulla cultura filosofica italiana tra Ottocento e Novecento, a cura di Walter Tega, Clueb, Bologna 1982, pp. 11-39; 
  • Massimo Ferrari, Lettere di Felice Tocco a Carlo Cantoni (1870-1900), in «Atti e memorie dell’Accademia toscana di scienze e lettere La Colombaria», XLVIII, 34, 1983, pp. 147-203; 
  • Antonio Labriola, Epistolario, introduzione di E. Garin, Editori Riuniti, Roma 1983, ad indicem
  • Giovanni Landucci, Studi su Herbart. Un inedito di Felice Tocco, in «Atti e memorie dell’Accademia toscana di scienze e lettere La Colombaria», XLVIII, 34, 1983), pp. 89-146; 
  • Nadia Urbinati, Trattato elementare di psicologia. Un manuale inedito di Felice Tocco, in «Atti e memorie dell’Accademia toscana di scienze e lettere La Colombaria», XLIX, 35, 1984, pp. 181-255; 
  • Massimo Ferrari, I dati dell’esperienza. Il neokantismo di Felice Tocco nella filosofia italiana tra Ottocento e Novecento, Olschki, Firenze 1990; 
  • Anna Olivieri, Felice Tocco. Le carte e i manoscritti della biblioteca della facoltà di lettere e filosofia dell’Università di Firenze, Accademia toscana di scienze e lettere «La Colombaria». Serie Studi, vol. 119, Firenze 1991; 
  • Simonetta Bassi, Francesco Fiorentino e Felice Tocco, in Il contributo italiano alla storia del Pensiero – Filosofia, Istituto dell’Enciclopedia Italiana, Roma 2012;
  • Santina Manieri, Francesco Fiorentino, Felice Tocco e l’identità della filosofia italiana dell’Ottocento, Il Testo, Catanzaro 2017;
  • Simonetta Bassi, Tocco, Felice, in Dizionario Biografico degli Italiani, Volume 95, Roma 2019.
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