Tommasi, Giuseppe

Giuseppe Tommasi (Cosenza, 16 maggio 1885 – Roma, 21 gennaio 1944)

Giuseppe Maria Giovanni (così nell’atto di nascita) nacque da Bartolomeo, “agronomista” e da Maria Deni, “civile”. Il padre, proveniente da una antica famiglia toscana di cui un ramo si era trapiantato in Calabria, fu professore di agronomia e direttore della Scuola pratica di agricoltura “Serra” di Cosenza dal 1871 per oltre trent’anni nonché dell’Osservatorio bacologico e del Consorzio agrario cooperativo bruzio. La madre era una casalinga. 
Dal padre ereditò la passione per l’agricoltura e per la ricerca pratica, per cui compiuti gli studi nella città natale, infatti, si trasferì a Roma per frequentare l’università. Qui fu allievo di Stanislao Cannizzaro, uno dei padri della chimica italiana formatosi alla scuola di Raffaele Piria, e nel dicembre 1908 si laureò con Emanuele Paternò. Inizialmente collaborò con Nicola Parravano, pubblicando con questi uno studio sull’acido feniltioglicolico, ma dopo un anno appena entrò come assistente di Gaspare Ampola alla Stazione chimico-agraria di Roma, dove nel 1913, neanche trentenne, divenne vicedirettore. Con Ampola si occupò di anticrittogamici e pesticidi, quindi con Francesco Scurti iniziò alcune ricerche di biochimica vegetale. Ottenne anche un campo sperimentale e la sua attività di ricerca s’orientò, decisamente, verso lo studio della fertilizzazione del suolo. Come scrive Luigi Marimpietro nel ricordarlo, «cominciò ad affermarsi con gli studi sulla determinazione del grado alcoolico, che portarono a correggere alcune inesattezze in quel campo; molte altre ricerche di chimica analitica sui frumenti, sulle rocce leucitiche, sui guani, sull’Henna, sulla magnolia, sui vini, ed altre di diversa indole sulla sterilizzazione del suolo, su un nuovo esplosivo, ecc., lo misero in grado, dapprima di essere ternato nel concorso per la cattedra di chimica agraria di Portici e, nel 1920, di concorrere al posto di direttore della Stazione, vacante per la morte di Ampola».
Nel 1920 fu, così, nominato direttore della Stazione chimico-agraria, inaugurando un nuovo corso dell’istituzione che guidò fino alla sua morte, nuovo corso ben rappresentato dalla nuova sede che riuscì ad ottenere la splendida Villa Celimontana ove si trasferì a vivere. Si impegnò tra l’altro non solo a potenziare quella che oggi è la Biblioteca del Centro di Ricerca per lo Studio delle Relazioni tra Pianta e Suolo, incrementandone la consistenza e dandole una sistemazione definitiva nei locali che ancora oggi occupa (Sala Storica o dei Libri Antichi e Sala dei Libri Moderni), presso l’edificio, in stile tardo Liberty, voluto dall’allora direttore Tommasi e realizzato dall’architetto Gian Ernesto Leschiutta.
Il 16 aprile 1924, a Roma, sposò Francesca Izzo. Della sua vita familiare e privata, tuttavia, al momento si conosce poco o niente.
Conseguì la libera docenza in Chimica agraria nella Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali dell’università di Roma, dove insegnò per molti anni, in via Panisperna 89 e in seguito nella nuova sede dell’Istituto Chimico edificato nel perimetro dell’Università nei pressi del Policlinico.
Autore di apprezzati studi di chimica analitica e di biochimica vegetale con una produzione scientifica considerevole (122 pubblicazioni), ottenne un certo successo scientifico con gli studi sulla determinazione del grado alcolico.
Nel corso della sua attività lavorativa svolse importanti ricerche nel settore della Biochimica vegetale e della Chimica analitica. In particolare compì studi sulla Pedologia e la fertilizzazione dei terreni.
Nel 1933, nell’ambito della bonifica dell’Agro pontino, gli fu assegnato il compito di risolvere il problema della messa a coltura dei terreni sterili: ottenne risultati eccellenti che gli consentirono, peraltro, di affinare ulteriormente le sue teorie sulla fertilizzazione e sulla concimazione dei terreni. Nel 1935 impiantò un campo sperimentale sull’altopiano silano, a Camigliatello, e riuscì a dimostrare le enormi possibilità di valorizzazione della Sila, attraverso l’impianto di colture del tutto innovative per quelle zone: canapa, fragole, lino, asparagi, oltre a numerose qualità di grano e altre produzioni delle quali oggi, purtroppo non v’è quasi nemmeno la memoria. La sua attività empirica si estese anche alla Piana di Sibari, bonificata in quegli anni, ove conseguì lusinghieri risultati dalla sperimentazione di un nuovo tipo di grani precoci.
Conseguì diversi premi (tra gli altri: nel 1935 il Santoro, nel 1940 il Ciamician, per la chimica applicata) ma soprattutto il suo nome è legato alla fertilizzazione del suolo nella quale, dopo ricerche teoriche e le sperimentazioni descritte, giunse ad enunciare una teoria innovativa esposta nella Nuova dottrina integrale della concimazione, libro che oltre alle novità teoriche conteneva importanti implicazioni pratiche: elaborò, fra l’altro, una tabella capace di dare un giudizio rapido sui fabbisogni del terreno. Acclamato in diversi congressi, la sua fama travalicò i confini nazionali e dal 1935 fu socio corrispondente dell’Accademia dei Lincei e aggregato dell’Accademia d’Italia, oltre che, dal 1937, dell’Accademia cosentina.
Morì all’età di 59 anni, in seguito a una lunga malattia.
Cosenza lo ricorda con una via intestata suo nome e con comunicazione ministeriale del 20 marzo 1961, gli è stato intitolato l’Istituto Agrario della città bruzia. (Leonilde Reda) © ICSAIC 2021 – 09

Opere principali

  • Rivista dei lavori recenti sugli anticrittogamici ed insetticidi, Tip. Editrice Italia, Roma 1915;
  • Sulla produzione vinicola del Lazio nel triennio 1920-22, Tip. ed. Italia, Roma 1923;
  • Nuova dottrina integrale della concimazione, Tip. Italia, Roma 1937;
  • La valorizzazione agraria della Sila, ITEA, Napoli 1937;
  • La valorizzazione agraria della Sila, Itea, Napoli 1937 («Studi silani», pp. 113-239);
  • Studio chimico-agrario dei terreni italiani. Calabria. Altipiano della Sila, Tipografia Ippolito Failli, Roma 1938;
  • Il contributo italiano al progresso della chimica agraria, negli ultimi cento anni, Società italiana per il progresso delle scienze, 1939;
  • Studio chimico agrario dei terreni italiani. Lazio, nota I, II, III, con Valentino Morani, Hoepli, Milano 1939-1941;
  • Nuove prospettive della chimica agraria, Società italiana per il progresso delle scienze, 1940, p. 17.
  • Il silaggio foraggero italiano, Istituto d’arti grafiche Mengarelli, Roma 1942.
  • Metodi di analisi per i concimi, gli anticrittogamici e gli insetticidi, Tip. ed. Italia, Roma 1988.

Nota bibliografica

  • Valentino Morani, Tommasi, Giuseppe, Enciclopedia Italiana, II Appendice, Roma 1949.
  • Luigi Marimpietro, Giuseppe Tommasi, in La chimica italiana, pp. 275-276. https://www.soc.chim.it/sites/default/files/Chimici%20Italiani.pdf.  

Nota archivistica

  • Comune di Cosenza, Archivio Storico dello Stato Civile, Registro delle nascite, atto n. 234, 21 maggio 1885;
  • Comune di Roma, Registro dei matrimoni, atto n. 877, 1924.
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