Terzi, Gemma

Gemma Terzi [Corigliano Calabro (Cosenza), 20 maggio 1921 – 27 gennaio 1997]

Ottava di dieci figli, nacque a Corigliano (oggi Corigliano-Rossano). Il papà Vincenzo svolgeva la professione di notaio, la mamma si chiamava Maria Varcasia ed era originaria di Catanzaro.
Dopo gli studi liceali, si laureò presso l’Università degli Studi di Napoli in giurisprudenza. Fu la prima donna a laurearsi nel comune di Corigliano, come anche a diventare avvocato e poi notaio.
Le sue scelte non trovarono però un positivo riscontro in famiglia soprattutto nel padre che preferiva per la figlia un altro percorso professionale. Tutto questo non scoraggiò la Terzi, la quale proseguì con coraggio e dedizione nelle sue scelte.
Dopo aver superato, il 6 luglio 1954, il concorso da notaio, iniziò a esercitare la professione nel piccolo borgo di Campana, ma pochi mesi dopo si trasferì a Corigliano.
Ben presto non solo riuscì ad affermarsi nella sua professione, ma divenne anche una protagonista di primo piano della vita politica e religiosa di Corigliano negli anni del secondo dopoguerra, anche se spesso in maniera carsica. Nella sua vita riuscì a coniugare impegno religioso e attività politica. Si iscrisse giovanissima alla gioventù femminile di azione cattolica della sua parrocchia e per alcuni decenni ne fu anche presidente. Durante gli anni universitari partecipò a numerosi convegni organizzati dalla Democrazia cristiana, ricevendo incarichi all’interno del partito. Ma per questioni relative alla sua vocazione religiosa non assunse mai posizioni e ruoli di primo piano.
Nel 1976 gli venne conferito il ministero straordinario per l’eucarestia. Nella sua vita religiosa ebbe come riferimenti il carisma di Francesco D’Assisi e Francesco di Paola. Successivamente fece voto anche di castità e povertà. Nella memoria locale ancora oggi viene descritta come una donna che, nonostante la sua professione, testimoniava nella vita le proprie convinzioni religiose.
Si recò spesso in Africa e nei Paesi del blocco comunista. Sebbene dicesse di andare in Africa in vacanza, vi si recava in realtà per compiere attività missionaria come nel caso della permanenza in Kenya nel 1968. Nel 1973 subì un attentato, mentre chiudeva lo studio notarile, durante il quale fu accoltellata a tal punto che le sue condizioni richiesero un ricovero fuori dalla Calabria. 
Ebbe anche un ruolo fondamentale nella formulazione di alcune proposte di legge portate avanti dalla Dc e riguardanti principalmente la donna, che vennero ideate proprio in casa Terzi, insieme ad alcune delle figure di maggiore rilevanza politica, quali Tina Anselmi, Gabriella Ceccatelli e Maria Pia Del Canton. Lei consigliava, guidava e rifletteva, ma rimaneva sempre lontana dalla vita politica più attiva.        
Si spense a Corigliano all’età di 76 anni. Alla sua morte vennero rese note molte donazioni e opere che portava avanti da decenni, ad esempio, la donazione di un terreno in contrada Santa Lucia per la costruzione dell’Istituto Sacro Cuore. (Giuseppe Ferraro) © ICSAIC 2022 – 6 – BREVE

Nota bibliografica

  • Enzo Cumino, Le donne di Corigliano Calabro. Dal 1300 al 2011, Grafosud, Rossano 2011;
  • Renzo Cumino, Gemma Terzi, «Veteranova, I, 5 giugno-luglio 2013;
    Stefano Sicigliano, Triste l’addio, ma gioioso l’arrivederci, «La Voce», XII, 3, 1997, p. 7;
  • Gemma è tornata alla casa del Signore, «Periodico della Pia Opera Fratini S. Antonio fratini S. Antonio», Cosenza marzo-aprile 1997, p. 5.
  • Testimonianza scritta di padre Antonio Arena o.m., Corigliano Calabro, 15 dicembre 2009.

Nota 

  • Si ringraziano la prof.ssa Francesca Langella e la prof.ssa Gabriella Dima per le loro testimonianze orali, rispettivamente del 16 febbraio 2020 e del 20 gennaio 2022.