Amantea, Giuseppe

Giuseppe Amantea [Grimaldi (Cosenza), 24 marzo 1885 – Roma, 6 settembre 1966]

Per riconoscimento generale considerato tra i più eminenti fisiologi e biochimici italiani del Novecento, nacque da Francesco Saverio e da Maria Nigro, una famiglia abbiente di Grimaldi. Fece gli studi ginnasiali e liceali al «Bernardino Telesio» di Cosenza dove ottenne la «licenza d’onore». Quindi seguì la famiglia a Roma e si iscrisse alla facoltà di medicina di quella università. Nel luglio 1910, a pieni voti, conseguì la laurea con una tesi sperimentale di fisiologia per la quale gli venne assegnato il «Premio Girolami». Intraprese subito la carriera accademica dapprima come assistente e quindi come aiuto del prof. Luigi Luciani, direttore dell’Istituto di fisiologia umana, formandosi al metodo sperimentale e dedicandosi a ricerche di neurofisiologia. Nel 1914, lavorando con cani, galli e piccioni, per potere attuare le sue ricerche sulla fisiologia della spermiogenesi nel cane ricorse all’artificio del «coito fittizio» e inventò la prima vagina artificiale.
Durante la Grande Guerra fu chiamato in servizio come medico nel XIII corpo d’armata, dove svolse compiti di docente nei corsi per gli ufficiali medici e di addetto all’organizzazione dei servizi sanitari sul Carso, tutte attività che gli valsero una croce di guerra e un encomio solenne. Terminato il conflitto, nel 1919 tornò come aiuto all’Istituto di fisiologia dell’ateneo romano. Formatosi al metodo e all’indagine sperimentale, continuò le sue originali ricerche.
In seguito a concorso, a decorrere dal 1° febbraio 1925, fu nominato professore «non stabile» di Fisiologia sperimentale all’Università di Messina, dove in seguito fu direttore dell’Istituto di Fisiologia fino al 1930, mantenendo, negli anni accademici 1924-1925 e 1925-1926, anche l’incarico di anatomia e fisiologia umana per gli studenti della Facoltà di Scienze. Dopo i cinque anni messinesi, dovette abbandonare la fisiologia perché nel 1931diventò membro del Comitato nazionale per la Biologia del Cnr e fu chiamato all’Università di Roma per occupare la cattedra di Chimica biologica. In questo nuovo ruolo accademico, come altri studiosi che avevano aderito al fascismo, finì per mettere la scienza al servizio dell’autarchica politica agricola del regime, studiando i problemi connessi con l’iponutrizione, il digiuno e la rialimentazione. Nel 1949, finalmente, tornò alla cattedra di Fisiologia umana e fu nominato direttore dell’Istituto, incarico che mantenne fino al 1955. Tra i suoi borsisti stranieri ebbe Otto Gauer uno dei più grandi fisiologi «cardiocircolatori» tedeschi (riflesso Gauer-Henry) e dell’impresa spaziale.
Utilizzando il metodo di Baglioni-Magnini, Amantea sviluppò in questi anni un’originale linea di ricerca sull’epilessia sperimentale riflessa. I risultati furono rilevanti e ancora oggi viene ricordata come «Epilessia di Amantea». In particolare, dimostrò la possibilità di indurre attacchi epilettici per mezzo della stimolazione chimica della corteccia cerebrale, mediante stricnina, unita a una stimolazione sensoriale specifica. È stato il primo a ipotizzare il concorso di più fattori nell’accesso epilettico (fattore predisponente, fattore preparante, fattore scatenante). I suoi interessi furono rivolti anche alla fisiologia della nutrizione e si occupò, in particolar modo, delle proprietà delle vitamine e dei meccanismi neurologici che inducono comportamenti alimentari specifici in risposta a determinati stimoli.
Autore di numerosissime pubblicazioni scientifiche, fu socio corrispondente dal 1950 e poi nazionale dal 1962 dell’Accademia nazionale dei Lincei, nonché socio ordinario dell’Accademia nazionale delle scienze detta dei XL, e di altre prestigiose accademie e società scientifiche italiane e internazionali.
Per raggiunti i limiti d’età, nel 1955 fu collocato fuori ruolo ma, nominato professore emerito, non smise di frequentare il laboratorio di fisiologia fino agli ultimi anni di vita. La sua cattedra, dopo un breve affidamento per incarico a Sergio Cerquiglini, fu assegnata a Gaetano Martino che era stato suo allievo a Messina.
Si spense a 81 anni. Pur non inattesa, la sua scomparsa destò commozione e rimpianto, specialmente tra i tanti allievi.
Una piazza del centro storico di Grimaldi è stata intitolata a suo nome. (Teresa Papalia) @ ICSAIC 2020

Tra i suoi lavori

  • A proposito dell’azione del curaro applicato direttamente sui centri nervosi: Risposta al prof. G. Pagano, Tipografia Galileiana, Firenze 1912;
  • Sulla capacità della fibrina e dell’elastina di fissare l’erepsina, Tip. Ditta C. Nava, Siena 1912.
  • La raccolta dello sperma del cane. Prime osservazioni sulla secrezione spermatica normale del cane. Nota 1-2, in Ricerche sulla secrezione spermatica, Tip. R. Accademia Dei Lincei, Roma 1914;
  • La prostata e la raccolta del secreto prostatico del cane, in Ricerche sulla secrezione spermatica, Roma, Tip. R. Accademia Dei Lincei, 1914;
  • Il metodo della locale stimolazione chimica nello studio dei centri corticali (con S. Baglioni), Nava, Roma 1914;
  • Sul Rapporto fra centri corticali del giro sigmoideo e sensibilità cutanea nel cane, Roma, Tipografia Regia Accademia Dei Lincei, 1915;
  • Un estesiometro semplice e pratico, Stabilimenti Poligrafici Riuniti, Bologna 1916;
  • Su un nuovo metodo di cura delle lesioni da solfuro di etile biclorurato (yprite), Tip. E. Voghera, Roma 1918;
  • Sul valore nutritivo del cosiddetto grano cintato o bianconato, Anonima Arti Grafiche, Bologna 1942;
  • Fisiologia e fisiopatologia della lattazione, Il Pensiero Scientifico, Roma 1950.

Nota bibliografica

  • Giuseppe Moruzzi, L’ epilessia sperimentale, N. Zanichelli, Bologna 1946;
  • Vittorio Zagami, Giuseppe Amantea, «Archivio Scienze Biologiche, 52, 2, 1968, pp. 167-82;
  • Gaetano Martino, Giuseppe Amantea (1885-1966), «Archivio Italiano di Biologia», 105, 4, 1967, pp. 597-604;
  • Gaetano Martino, Giuseppe Amantea. Discorso commemorativo pronunciato dal linceo Gaetano Martino, nella seduta a classi riunite del 21 giugno 1967, d’intesa con l’Accademia nazionale dei XL, Accademia nazionale dei Lincei, Roma 1967;
  • Tullio Manzoni, Amantea, Giuseppe, in Dizionario Biografico degli Italiani, Vol. 34, 1988;
  • Vittorio Zagami, In memoria di un Maestro. Giuseppe Amantea, «Sicilia Sanitaria», Nuova serie, 1966;
  • Giuseppe Amantea (1885-1966), «Archivio Italiano Biolologia», 105, 1967, pp. 597-
  • 604;
  • Vittorio Zagami, Giuseppe Amantea. 24-3-1885, Grimaldi (Cosenza) – 6-9-1966, Roma, «Archivio di Fisiologia», 65, 1967, pp. 117-128;
  • Fabrizio Eusebi e Robero Caminiti, L’istituto di Fisiologia, in Carla Serarcangeli (a cura di), Il Policlinico Umberto I. Un secolo di storia, Casa Editrice Università La Sapienza, Roma 2006.
RSS
Twitter
Visit Us
Follow Me
YouTube
Instagram