Andreoli, Mario

Mario Andreoli [San Lucido (Cosenza), 21 agosto 1929 – Roma, 9 maggio 2016]

Primo figlio di Achille e Ida Lanza (del casato dei Lanza di Trabia principi di Scalea in Palermo), entrambi insegnanti, che diedero alla luce anche Anna e Fernando, dopo gli studi liceali presso un collegio romano durante il periodo bellico, si iscrisse alla facoltà di medicina e chirurgia e si laureò con il massimo dei voti e lode nel 1947. Allievo del prof. Cataldo Cassano, insigne docente di Patologia Medica presso la Clinica Medica dell’Università di Pisa, in seguito, per volere dello stesso Cassano, dal 1956 passò all’ateneo di Roma-La Sapienza (Patologia Medica e II Clinica Medica). È stato il primo endocrinologo italiano a essere invitato presso la Clinical Endocrinology Branch (N.I.A.M.D.) del National Institutes of Healt (N.I.H.), dove soggiornò e lavorò negli anni 1962 e 1963.
L’esperienza statunitense fu interessante e proficua e contribuì ad allargare gli orizzonti dell’attività di ricerca da parte dell’Andreoli, che al suo rientro a Roma costituì un gruppo di lavoro di elevato livello con altri studiosi di fisiopatologia tiroidea e, contemporaneamente, ottenne la libera docenza in endocrinologia. Il quinto Congresso mondiale sulla Tiroide fu da lui organizzato nel lontano 1965, proprio a Roma al suo rientro dagli Usa, e gli atti, ormai storici, sono ancora citati nella letteratura in quanto furono rapidamente pubblicati appena a sei mesi dalla conclusione dei lavori congressuali.
Nel 1970 diventò professore incaricato di endocrinologia all’Università di Sassari e, in seguito, dal 1980 al 2001 fu ordinario a «La Sapienza», (dal 2002 professore emerito). Nel 1970 ottenne la nomina di direttore del Centro di Fisiopatologia Tiroidea del Cnr, del quale fu anche fondatore, carica che mantenne sino al 1980. 
Contrasse matrimonio con la signora Vittoria, dalla quale ebbe un’unica figlia, Valeria. 
La sua attività di ricerca si focalizzò sul complesso insieme delle patologie tiroidee, ma non trascurò mai l’inquadramento delle problematiche specifiche legate alla ghiandola con la necessità di armonizzare le acquisizioni tecniche e scientifiche con le esigenze pratiche dell’endocrinologia clinica. Ai suoi allievi, all’Università, sottolineava spesso che l’endocrinologo deve fare capo a una estrazione internistica e rammentava la sua prima esperienza clinica all’Università di Pisa presso il reparto di malattie infettive, annesso all’Istituto di Clinica Medica, che lo portò a osservare patologie di vario genere che intese approfondire a livello endocrinologico studiando gli effetti del cortisone (spesso somministrato per via rachidea) sul decorso delle meningiti e di altre malattie infettive.
La sua carriera, costellata meritatamente di onorificenze, incarichi di prestigio, pubblicazioni di rilevanza internazionale, fu il logico riconoscimento della dedizione totale alla ricerca e all’attività clinica. Ebbe l’incarico di Segretario della European Thyroid Association dal 1967 al 1971 e di Direttore della II Scuola di Specializzazione in Endocrinologia a «La Sapienza».
Nel 1992 divenne presidente della Società Italiana di Endocrinologia, eletto all’unanimità al termine dei lavori del XXIV Congresso nazionale quando era già conosciuto ed apprezzato in Italia e all’estero, essendosi formato negli Stati Uniti d’America, nel campus della N.I.H. di Bethesda, nel Maryland. 
Con orgoglio, ma non senza umiltà, riteneva che l’endocrinologia italiana era giunta a livelli molto avanzati nel mondo grazie al continuo sforzo sperimentale e clinico sostenuto in quegli anni.
Queste sue affermazioni provenivano anche dai lusinghieri commenti di sue tesi e interventi presenti in oltre 300 pubblicazioni scientifiche sulle testate più prestigiose, tra le quali il «New England Journal of Medicine», il «Journal of Endocrinological Investigation», il «Current Opinion in Endocrinology and Diabetes e Thyroid», il giornale ufficiale dell’American Thyroid Association. La voce “tiroide” della prestigiosa Enciclopedia Treccani è stata redatta da lui, con riferimenti bibliografici, tra le altre, a diverse sue pubblicazioni. Andreoli privilegiò sempre, in occasione di simposi e altri eventi formativi e divulgativi, da presidente della Sei, con la consorella statunitense The Endocrine Society e con la European Federation of the Endocrine Societies, per un costante e reciproco confronto, ma curò collaborazioni sistematiche con altre, numerose e prestigiose, istituzioni mediche internazionali presenti in ogni continente. In particolare, però, gli venne riconosciuta autorevolezza e professionalità quando venne nominato, tra le altre cariche, responsabile del programma di scambi medico-scientifici tra l’Italia e gli Usa, coordinato dai ministeri dell’Università e della Ricerca Scientifica.
Attento allo sviluppo della tecnologia, si rese promotore di un avanzato sistema computerizzato, sin dagli anni novanta, per esami anatomochimici riguardanti i pazienti tireopatici, installato presso il Policlinico Umberto I a Roma.
Un professionista di elevata caratura, il prof. Andreoli, che il giornalista Cesare Lanza (cosentino, cugino per parte di madre) così descrisse in un suo ricordo: «Un professore esemplare, colto, curioso, rigoroso, ironico, pronto al confronto delle opinioni, rispettoso dei valori fondamentali nei rapporti umani e in una comunità civile». Un ritratto dell’Andreoli che pone l’attenzione sulle indiscusse qualità dell’uomo prima ancora che del medico e ricercatore. L’’Accademia dei Lincei lo ha festeggiato a conclusione della sua carriera accademica.
Tornava spesso in Calabria, ma sempre per brevi periodi, in forza dei suoi numerosi impegni, non trascurando i rapporti con la parentela, in particolare con l’avv. Ugo Andreoli di Acquappesa, al quale era molto legato.
Morì a 87 anni dopo una non breve malattia, confortato dalla moglie e dalla figlia. I suoi allievi e colleghi Massimino D’Armiento, Fabrizio Monaco e Alfredo Pontecorvi, che nel frattempo erano diventati specialisti e docenti universitari nell’area endocrinologica, lo hanno affettuosamente ricordato in occasione della sua scomparsa sui siti istituzionali dell’Università e del Policlinico Gemelli.
La cittadina di San Lucido gli ha conferito, con delibera del 14 maggio 1996, la cittadinanza onoraria motivata dal lustro che lo stesso ha dato alla comunità del centro tirrenico. (Letterio Licordari) © ICSAIC 2020

Opere principali

  • La tiroide: fisiopatologia, diagnostica molecolare, clinica e terapia, Il pensiero scientifico, Roma 2004; 
  • Manuale medico di endocrinologia e metabolismo, Il pensiero scientifico, Roma 2000;
  • Current topics in thyroid researchProcedings in the 5. International Thyroid Conference, Rome May 23-27-1965, (con Cataldo Cassano, a cura di), London Acamemic Press, London 1965 – Istituto di Patologia Medica Università di Roma, Roma 1965;
  • Highlights in molecular and clinical endocrinology (con Marian Shields), Ares Serono symposia, Roma 1994;
  • Advances in thyroid neoplasia 1981 (con Fabrizio Monaco e Jacob Robbins) Field educational Italia, Roma 1981
  • Tiroide, (voce), Enciclopedia Treccani, Roma 2000.

Nota bibliografica

  • Cesare Lanza, Mario Andreoli, www.cesarelanza.com, 10 maggio 2016.

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