Asta, Moisè

Moisè Asta (Cosenza, 31 ottobre 1935 – Catanzaro, 27 dicembre 2015)

Moisè Eugenio, questo il suo nome allo Stato civile, nacque da Angelo, maestro elementare, e da Maria Verbari. Secondo figlio insieme a Ferdinando e Sofia.Conseguì la licenza media al Ginnasio di Scigliano e ancora giovanissimo, nel 1954 sposò Angela Perri, casalinga, ed ebbe quattro figli, Claudio, Brunella, Laura e Sabrina.
Iscrittosi all’Università di Salerno dove ebbe come maestri, tra gli altri, gli storici Giuseppe Galasso e Gabriele De Rosa, e i letterati Carlo Salinari, Roberto Mazzetti ed Edoardo Sanguineti, si è laureato in Pedagogia con una tesi su «Tommaso Campanella ed il suo pensiero filosofico-politico così come emerge dalle sue poesie» (relatore il prof. Alfredo Sabetti).
Figura poliedrica, oltre a quella di docente di materie letterarie nelle scuole medie e superiori, ha fatto altre esperienze: maestro elementare a San Leonardo di Cutro e a Santa Maria di Catanzaro, responsabile dei rapporti con la stampa nella Segreteria della Direzione generale regionale delle allora Ferrovie Calabro-Lucane, e per dieci giorni ferroviere nella stazione di Sesto San Giovanni (Milano).
Docente in una classe di collegamento dell’Istituto Magistrale di Mesoraca gestito dal Comune, ha avuto una lunga carriera nelle scuole statali: ha insegnato, inizialmente, materie letterarie nelle Scuole Medie inferiori di Tiriolo, Amato e Miglierina, e, poi, Storia e Filosofia nel Liceo Scientifico di Decollatura e, da ultimo, nel Liceo-ginnasio «Pasquale Galluppi» di Catanzaro dove ha concluso la sua carriera.
Comunista senza compromessi in politica, che duellava contro ingiustizia e arretratezza, all’attività di insegnante, di ricercatore storico, saggista, poeta e narratore, per tutta la vita ha affiancato quella di giornalista, sua incomprimibile passione. Scriveva di letteratura, di politica, di sport e di cronaca nera e giudiziaria. È stato, in gioventù, corrispondente da Soveria Mannelli dei quotidiani «La voce di Calabria» di Reggio Calabria e «Il Giornale» di Napoli, e del periodico «Battaglia calabra» di Cosenza; in seguito, vice corrispondente da Catanzaro dell’agenzia Ansa, dei quotidiani «Il Mattino» di Napoli, «Momento sera» di Roma, nonché corrispondente dei settimanali sportivi «Sport Sud» e «Lo sport del Mezzogiorno», oltre che dell’agenzia quotidiana di stampa «Orbis» e, ancora, redattore capo de «La gazzetta di Calabria». La sua prosa battagliera e pungente ha trovato ampio posto pure sulle pagine del settimanale «Il Gazzettino del Jonio», fondato e diretto dall’anarchico Titta Foti.
Ha coltivato a lungo la prosa ironica e sarcastica, fustigatrice del malcostume, prima con la rubrica «Sprizzi, spruzzi e sprazzi», firmata Occhio di lince, su «La Gazzetta del mattino» di Roma, e poi con «La lettera del giovedì», firmata Plebeius, su «Settimana Sud», diretta da Vito Macrìna e Nino Doldo, in Catanzaro.
Ha fondato e diretto l’emittente radiofonica Radio Centro Jonio di Catanzaro Lido ed è stato, in lunghi momenti successivi, collaboratore, giornalista e speaker delle emittenti televisive Radio Tele Calabria e Quarto Canale di Catanzaro.
Dal 1972 è stato, infine, collaboratore fisso nella redazione catanzarese, guidata da Renato Mantelli, del «Giornale di Calabria» diretto da Piero Ardenti. Qui ha fatto il praticantato diventando giornalista professionista nel 1979, senza tuttavia iscriversi all’albo perché incompatibile con l’attività di docente alla quale non intendeva rinunciare. Proprio su questo giornale, fino alla chiusura avvenuta nell’ottobre 1980, ha dato il meglio di sé, attraverso una serie di servizi su clamorosi fatti di cronaca nera e indagini giudiziarie di singolare delicatezza. Morto e sepolto il quotidiano che si stampava a Piano Lago, è entrato, poi, nella redazione regionale dell’agenzia di stampa Agi, guidata allora dal giornalista Vincenzo De Virgilio, dove è rimasto per oltre venti anni. Ha dato il suo contributo tecnico e redazionale, per un paio di mesi, nella fase di avvio, anche al nuovo «Giornale di Calabria», fondato e diretto da Giuseppe Soluri, che vide la luce il 19 marzo 1985.
Dopo un breve periodo di silenzio, seguito alla pensione da docente e da giornalista, ha ripreso a scrivere. Fino al 2007 ha collaborato alle pagine culturali de «Il Quotidiano della Calabria» e quindi a «Il Quotidiano della sera», giornale romano che ha vissuto una breve stagione, curando quotidianamente la rubrica di politica estera «Mappamondo».
Per oltre tre lustri ha firmato servizi sul Catanzaro-calcio, sempre in prima pagina, su «Domenica Giallorossa», periodico diretto da Pino Gigliotti. 
Dopo aver fondato, diretto ed editato, in tempi diversi, i periodici «L’architrave», «Il frustino» e l’Agenzia di stampa «Calabria-scuola» del Comitato regionale della Cgil-Scuola, ha diretto il settimanale «il piccolissimo», una combattiva testata in vita per oltre dieci anni.
Nel settore editoriale ha fondato e guidato per 18 anni, l’Ufficio stampa e pubbliche relazioni della Casa editrice Rubbettino di Soveria Mannelli e ha fatto anche il coordinatore editoriale della rivista «Calabria Letteraria» di Emilio Frangella, alla quale collaborava da diversi anni.
Come scrittore, è stato apprezzato dal critico letterario Pasquino Crupi nella sua storia della letteratura calabrese. Come poeta ha ricevuto il premio di Poesia Franco Costabile 90.
È deceduto a poco più di 80 anni. Il suo consistente patrimonio librario è stato donato dai familiari alla biblioteca comunale di Soveria Mannelli. (Leonilde Reda) © ICSAIC 2021 – 03

Opere

  • Appunti sulla vita e sulle opere di Enzo Toraldo, Carello, Catanzaro 1983;
  • Conoscere le istituzioni per combattere la mafiaCorso integrativo di educazione civica per la scuola media, Rubbettino, Soveria Mannelli 1986 .
  • Il liceo-ginnasio Galluppi dalla 1ª guerra mondiale al 1975, s.n., s.l. 1986?;
  • Giovan Battista Rotella, tetragono artista di Gimigliano, s.n., s.l. 1989?;
  • Scuola, scuolicchia. Romanzo, o forse no, Rubbettino, Soveria Mannelli 1992;
  • Fiabamara, Rubbettino, Soveria Mannelli 1996;
  • I De’ Picerno. Nemesi di un blasone impuro, Rubbettino, Soveria Mannelli 2000;
  • Ora riparlo con Enzo Toraldo, Calabria Letteraria, Soveria Mannelli 1997?;
  • Trevvù, Iride, Soveria Mannelli 2003;
  • Sermòne e poesia (così Sovera Mannelli racconta se stessa…), Cittacalabria, Soveria Mannelli 2004
  • Lo sconcerto dei cicli, Cittacalabria, Soveria Mannelli 2006;
  • Dai vespri all’autonomia. Soveria nel primo decamestre del decennio francese, Cittàcalabria edizioni, Soveria Mannelli 2007;
  • Fossili, L’autore libri, Scandicci-Firenze 2009;
  • Cìentu sonìetti e lle restatine, Aracne, Roma 2009.

Nota bibliografica

  • Pasquino Crupi, Storia della letteratura calabrese: Novecento, Periferia, Cosenza 1993, p. 294;
  • Teresa Pittelli, Si è spento Moisè Asta, maestro di giornalismo e di lettere per generazioni di calabresi,«l’esuberante.it», 27 dicembre 2015, https://lesuberante.it/si-e-spento-moise-asta-maestro-di-giornalismo-e-di-lettere-per-generazioni-di-calabresi/
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