Blasco, Salvatore

Salvatore Blasco (Catanzaro, 24 settembre 1857 – Reggio Calabria, 19 novembre 1938)

Nacque da Domenico, impiegato pubblico, discendente da nobile famiglia di Taverna (Catanzaro) e da Marianna Salvati, casalinga. Dopo aver completato gli studi classici, iniziò la sua carriera nel 1879 nell’archivio provinciale di Catanzaro, allievo del dotto catanzarese Raffaele Ciaccio, figura eminente, che fu uno dei primi archivisti nel sud Italia a implementare modelli di organizzazione dalla fase preunitaria sino alle soglie del ‘900. Ciaccio trasmise ai propri allievi come Blasco, non solo competenze raffinate nella conoscenza del vasto patrimonio documentale dei diversi periodi storici, ma soprattutto quella passione e quell’amore per il bene pubblico, sperimentato nella custodia, ricerca, valorizzazione, tutela e studio dei beni archivistici che si sviluppò in modo particolare nei primi decenni dell’Unità d’Italia.
Successivamente, Blasco fu trasferito come archiviario di Terra d’Otranto a Lecce e nel 1882 vinse il concorso per guidare l’archivio della Prima Calabria Ulteriore in Reggio Calabria; sotto gli auspici di Domenico Spanò Bolani, città dove nel 1883 si è sposato con Maria Enrichetta Lenzi. Nella città dello Stretto operò per ben 47 anni andando in pensione nel 1929. Alla guida dell’Archivio gli successe Antonino Tripepi.
Notevole il suo lavoro di catalogazione e ricerca, noto nelle cronache del tempo per l’imponente lavoro svolto in supporto dell’Avvocatura dello Stato per la causa relativa agli eredi di Cesare Fieramosca fratello del noto Ettore della disfida di Barletta, che rivendicava i mancati introiti dallo Stato delle Ferriere di Calabria, con tutte le rendite e con i relativi interessi non incassati dal XVI al XIX secolo. La causa era cominciata nel 1620 e si era conclusa nel 1924 con una sentenza della Corte di Cassazione a favore dell’Erario dello Stato. Poiché alla magistratura occorreva come base la documentazione, il compito della ricognizione negli archivi e la ricerca fu affidata a tre calabresi: Luigi D’Aulos esperto di demani, Vincenzo Barreca avvocato erariale, e Salvatore Blasco, il quale in tre anni di duro e continuo lavoro di ricerca a Reggio, Catanzaro, Otranto, Montecassino, Napoli, e nella sede dell’Ordine di Malta, presso archivi ed enti pubblici e privati riuscì a raccogliere la documentazione in ben 22 volumi di documenti, una testimonianza completa che fu la base alla soluzione della secolare diatriba decisa in prima istanza dal tribunale di Napoli con sentenza n. 22 del 1921 che poi fu appellata e confermata in Cassazione nel 1924 con la definitiva vittoria dello Stato e la soccombenza degli eredi Fieramosca.        
Blasco svolse il proprio lavoro di ricerca in particolare presso il Grande Archivio di Napoli dal settembre 1899 al maggio del 1900, per il quale aveva ricevuto incarico dal Consiglio Provinciale di Reggio con una delibera del 3 giugno 1899. Tale ricerca produsse otto volumi.
Di grande valore per gli studiosi è la raccolta di copie di statuti, capitoli grazie e privilegi concessi ai comuni della provincia di Reggio. Nelle sue ricerche ha raccolto ben 20 volumi e registri che comprende un arco temporale che va dal 1731 al 1822, con documenti in copia dal 1598 al 1731.
Nei primi anni del 1900, fece fare la copia delle “liste di carico” dei luoghi pii della provincia di Reggio Calabria che si trovavano custodite presso l’Archivio di Stato di Catanzaro, nel fondo Cassa Sacra. A questo primo nucleo sono stati successivamente aggiunti due registri di liste di carico di Seminara (1792 e 1796). Fanno parte dello stesso nucleo documentario 4 registri aggregati dallo stesso Blasco e relativi ad operazioni connesse con l’istituto di Cassa Sacra. Ad essi lo stesso Blasco aggiunse documentazione in originale, probabilmente proveniente dall’archivio della Commissione arcidiocesana di Reggio, relativa al periodo della Cassa sacra.
Importanti sono anche le Liste di carico e platee dei beni ecclesiastici incamerati dallo Stato dopo il terremoto del 1783. Registri di fondi venduti (1785-1790), censuazioni (1785-1790) e indice delle vendite, censuazioni e affitti (fine sec. XVIII). Tutti documenti relativi ai beni ecclesiastici dei comuni compresi nel territorio della provincia di Reggio Calabria.
La Raccolta Blasco custodita presso l’Archivio dello Stato di Reggio Calabria consiste in un totale di 28 unità, ripartito in 8 buste, e in 20 volumi e registri.
Questi documenti sono una importante e preziosa fonte per ricostruire la storia feudale di una parte rilevante della Calabria Ultra, che comprendeva le attuali province di Reggio, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia, e in particolare di quella nobiltà che gestì i processi economici e culturali del territorio sino alla entrata in vigore delle leggi di eversione della feudalità del 2 agosto 1806 volute da Giuseppe Bonaparte.
Inoltre, si ricorda che con la sua opera, Blasco ha consentito indirettamente un vantaggio a chi successivamente si trovò a dover ricostruire i registri angioini nel secondo dopoguerra dopo la distruzione degli originali da parte dei nazisti in ritirata da Napoli nel 1943. 
Nel 2019, nel riordino dell’Archivio storico dell’Archivio di Stato di Reggio Calabria, è stato rinvenuto un volume manoscritto del Blasco contenente la storia istituzionale delle magistrature consultate presso il Grande Archivio di Napoli, presso l’archivio di Montecassino e di Catanzaro con indicazione analitica di tutte le fonti regestate e trascritte. Questi documenti permettono di ricostruire la storia feudale della Calabria e di quella nobiltà che questo sistema gestì fino alla legge francese di eversione della feudalità del 2 agosto 1806.
Tutti i manoscritti sono stati conservati dal Blasco, fin dai primi anni del sec. XX, presso l’Archivio di Stato di Reggio Calabria. 
Per la sua attività è stato nominato prima cavaliere e poi commendatore nell’Ordine della Corona d’Italia.
Si spense a Reggio Calabria all’età di 81 anni. (Fabio Arichetta) © ICSAIC 2021 – 02

Opere

  • Atti della commissione feudale dei centri reggini, s.n., s.l. 1910. 

Nota bibliografica 

  • Alfonso Frangipane, Salvatore Blasco, «Brutium», nov.-dic. 1938, pp. 87-90;
  • Luigi Aliquò Lenzi, Filippo Aliquò Taverriti, Gli scrittori calabresi. Dizionario bio-bibliografico I A-F , II ed., Corriere di Reggio, Reggio Calabria 1955, p. 92.;
  • Domenico Coppola, Profili di Calabresi Illustri, Pellegrini, Cosenza 2010, pp. 21-25;
  • Domenico Coppola, Ancora sull’ opera dell’archivario Salvatore Blasco negli Archivi di Catanzaro e Napoli,Città del Sole, Reggio Calabria 2012;
  • Domenico Coppola, La Calabria Ultra dal Settecento alla Restaurazione attraverso i lavori dell’archivario Salvatore Blasco negli archivi di Catanzaro e di Napoli in Raccolta di studi storici sulla Calabria medioevale e moderna in memoria di Ernesto Pontieri, «Rivista Storica Calabrese», IV, 1983, pp. 103-109.

Nota archivistica

  • Salvatore Blasco, redazione e revisione del 28/02/2020 a cura di Fortunata Chindemi, in https://sias.archivi.beniculturali.it/cgi-bin/pagina.pl?TipoPag=comparc&Chiave=521453&RicProgetto=as%2dreggio%2dcalabria;
  • Comune di Reggio Calabria, Registro dei matrimoni, atto n. 49, 1883;
  • Comune di Reggio Calabria, Registro dei morti, atto n. 782, 1938.
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