Costantino, Giuseppe

Giuseppe Costantino [Siderno (Reggio Calabria), 9 novembre 1881 – 20 gennaio 1922]

Nato da Giorgio – commerciante di agrumi stabilitosi nella cittadina jonica nella seconda metà dell’Ottocento – e da Antonia Laganà. Studiò e si diplomò a Messina. Fu tra i primi propagatori dell’idea socialista tra la classe operaia del circondario di Gerace. Per questa sua attività, in seguito ad alcune denunce e (pare) perché si era definito anarchico – dichiarazione riportata nel 1902 dal giornale «L’avvenire sociale» di Messina – venne schedato come sovversivo e anarchico pericoloso e, sottoposto a vigilanza, vennero registrati tutti i suoi movimenti.
Dopo un periodo passato a Siderno, dove aiutò il padre nel commercio degli agrumi, in attesa di poter insegnare, nel 1907 si trasferì a Napoli dove s’iscrisse all’Università. Nel 1910 fece ritorno a Siderno, dove il socialismo aveva esponenti di spicco ai quali si aggregò.
Nel circondario di Gerace proprio in quegli anni si registrò un rifiorire dei movimenti e dei circoli socialisti, con la riapertura di alcune sezioni e la costituzione di altre ex novo.
Il 7 luglio 1913 un gruppo cospicuo dei soci dell’ex Circolo Popolare Giuseppe Nanni, dell’ex Fascio Operaio Francisco Ferrer e della Lega di Resistenza, aprì la prima sezione sidernese del Partito Socialista. Tra i fondatori vi era Costantino che non tralasciava di viaggiare: nel 1912 era a Catanzaro, nel 1915 fu notata la sua presenza a Pantelleria e a Palermo.
Il 10 gennaio 1916, trovandosi a Siderno dentro il salone da barba di Raffaele Reitano, per aver tenuto un discorso contro la guerra e dileggiato – in base alla denuncia – l’esercito regio, ebbe uno scontro verbale con il medico Francesco Prati, all’epoca tenente medico nell’Ospedale militare di Bari, che lo arrestò consegnandolo ai Carabinieri. Sottoposto a processo nel Tribunale di Gerace, il Giudice istruttore lo prosciolse per inesistenza dei reati che gli venivano contestati.
Nel corso di quell’anno ottenne finalmente il posto di insegnante elementare titolare a Isola Capo Rizzuto, paese in cui si trasferì e dove entrò in contatto e in amicizia con i socialisti del luogo e con Enrico Mastracchi, attivandosi anche nel Crotonese a favore del socialismo.
Nel frattempo, la sentenza emessa a suo carico dal Tribunale di Gerace venne appellata, per cui il Costantino venne sottoposto a nuovo procedimento per le sue idee politiche. Si difese anche personalmente, inviando in data 18 luglio 1916 una missiva al ministro degli Interni «pro tempore», nella quale faceva presente che quale insegnante elementare aveva introdotto nella scuola la ginnastica militare e gli inni patriottici, per cui non era da considerarsi un pericolo anarchico. Puntualizzava, altresì, che le denunce mosse nei suoi confronti, per le quali era stato sottoposto a processo, erano frutto di calunnie.
La Prefettura attestò altresì che il Costantino «ha sempre tenuto incensurabile condotta sotto tutti i riguardi, sia nella vita privata, che nei rapporti con gli altri, che nelle mansioni di insegnante nelle scuole elementari di Isola Capo Rizzuto. Inoltre non spedisce né riceve giornali o altri stampati di carattere sovversivo». La lotta del Costantino per ottenere la riabilitazione continuò per tutto l’anno 1916 e nel 1917 con varie istanze inviate al ministro dell’InternoIl 3 giugno 1917 tenne anche un discorso patriottico a Isola Capo Rizzuto, paese in cui s’impegnò a sostegno dei poveri e diseredati, e fece parte del Comitato dei Profughi.
Finita la guerra, con la ripresa dell’attività politica, nella crisi che attanagliò l’Italia e anche la Calabria, fu impegnato attivamente accanto al socialista Enrico Mastracchi per l’affermazione del partito socialista. Sostenne attivamente le manifestazioni contro il carovita, la mancanza del pane e dei generi di prima necessità. Proprio nel corso di una di queste manifestazioni venne arrestato a causa di un tumulto nel quale si trovò coinvolto. Rilasciato dopo pochi giorni, rinunciò alla carica di segretario della Camera del Lavoro di Isola che gli veniva offerta dai compagni socialisti, per poter liberamente professare le proprie idee e la propria visione del socialismo.
Nel corso del 1920, sempre al fine di ottenere la cancellazione dallo schedario come «anarchico e sovversivo pericoloso», che da più di dieci anni gli avevano reso la vita difficile scrisse al Re. Non ottenne nulla nuovamente.
Anche a causa delle privazioni subite, delle continue perquisizioni, dell’accanita vigilanza a cui era sottoposto, si ammalò, tanto che morì ad appena 41 anni nel gennaio1922.
Così un articolo apparso sul giornale «Vita – Gazzetta del Circondario», uscito a Gerace Marina il 7 febbraio 1922, lo ricordava: «Giorni fa moriva in Siderno Marina, in seno alla sua famiglia, il maestro elementare Giuseppe Costantino. Egli insegnava ad Isola Capo Rizzuto, dove aveva saputo acquistarsi la benevolenza di quella popolazione. Un male inesorabile lo aveva costretto ad abbandonare il suo posto ed a ritornare nel suo paese natio. La vita del povero giovane è stata una vita di sacrifici e di stenti. Egli amava il popolo, da cui veniva ed a cui aveva dedicato sempre le sue migliori energie. Fin da giovanetto sentiva una passione per l’insegnamento e si era dato alla educazione dei piccoli con grande amore. E vi era riuscito perché era nato maestro. Quando a conseguire un titolo occorreva sudare e spendere egli, che pur difettava di mezzi, aveva saputo fare immensi sacrifici ed era riuscito così a prendersi il diploma di maestro. Anima bella d’illibati costumi ha sempre praticato e fatto praticare agli altri col suo esempio il bene. Lascia nell’animo di quanti lo conobbero un vuoto immenso. Sulla sua salma lessero parole di vivo cordoglio i suoi colleghi Scali e Puntura e per gli operai il sig. Galea. Da parte nostra inviamo alla famiglia tutte le nostre più sentite condoglianze». (Domenico Romeo) © ICSAIC 2020

Nota bibliografica

  • Luigi Vento, Siderno 1861-1918. Cicli amministrativi, vicende, personaggi, Vol. I, Grafiche Messaggero, Padova 1988;
  • Giuseppe Errigo, Protagonisti del Novecento Jonico, vol. I, AGE, Ardore Marina 1993;
  • Luigi Vento, Siderno 1919-1945. Cicli amministrativi, vicende, personaggi, Vol. II, Arte Tipografica, Napoli 1997;
  • Domenico Romeo, Il Socialismo nel Circondario di Gerace in Calabria. Dalle origini all’avvento del Fascismo, AGE, Ardore Marina 2003;
  • Domenico Romeo, Un pioniere del socialismo in Calabria: l’insegnante Giuseppe Costantino, «La Riviera», 17 ottobre 2010.
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